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Due cose sulla democrazia (web) al Severgnini permalosetti

severgniniUdite udite: Daniele Tizzanini attacca Beppe Severgni-gni su Facebook, che ne fa un articolo piagnens sul maggiore quotidiano italiano. E chi sarebbe il temerario? Un utente qualsiasi, un cittadino qualsiasi, un grillino qualsiasi, finito sul Corrierone per penna scandalizzata dell'”italian” per antonomasia, il Beppe della rubrica “Italians” e degli editoriali tuttologi da brivido tiepido. Per carità, Beppe è pure simpatico, un classico italian mainstream, allineato, pettinato, elegantino, corretto quanto basta a rastrellare il consenso delle anime belle.

E invece il Tizzanini pubblica un post con la foto di Severgnini sottotitolata “Questo schifo devono saperlo tutti”. Ossignur, quale? E chi lo sa, non dice altro. Ma soprattutto chissenefrega, la gente del web non è la gente dell’uebb, è la gente tout court, semplicemente amplificata dai social. Qualunque idiota può interagire con qualsiasi animo nobile, che più è famoso più è attaccabile dai tempi dei tempi. Ma Severgnini sorvola signorilmente sulle querelle (anche perché il post è stato rimosso prima ancora che speedy-Beppe riuscisse a fare uno screenshot, roba di pochi secondi anche se devi coordinare ben due dita) e la querelle la estende all’Europa, all’America: “la menzogna impunita ha condizionato le elezioni americane; succederà anche in Europa, state certi. Le smentite non servono, in certi momenti: l’odio endemico gonfia la falsità e la rende invincibile”. Wow.
Tizzanini ha talmente attizzato Beppe che da “italian” si è fatto global e portavoce dell’attacco in atto contro la democrazia: “la democrazia deve difendersi, prima che sia tardi”. Uella. Ricordiamo a Severgni-gni che il suo voto vale quanto quello del Tizzanini, “in democrazia”, e che qualsiasi idiota ha il diritto di postare ciò che vuole, “in democrazia”, e che “in democrazia” i reati sui social sono perseguibili, se ti riesce almeno uno straccio di screenshot probatorio. Quanto alle elezioni americane, beh, se non le hanno condizionate i quattro quinti dei media planetari a suon di “verità” tutte per Hillary, da immaginare quanto abbia potuto qualche menzogna. Che peraltro Beppe mica ci dice, lancia il sasso e ritira il braccino, come il suo detrattore. La “menzogna” è come il “peccato”, basta nominarli per passare dalla parte buona, senza specificare, tanto anche l’ultima anima pia un ossicino nell’armadio ce l’ha per farsi il mea culpa.
Mark Zuckerberg dica quel che vuole. Se Facebook permette questo, storpia la democrazia.” Cosa dovrebbe dire Zuckerberg dopo aver dato democraticamente spazio di espressione alla razza umana del globo? Al massimo sarà un po’ deluso dalla specie, un megafono non è certo responsabile per le stonature che amplifica. Forse Beppe apprezzerebbe la Russia che ha oscurato Linkedin prima ancora di rilevare scorrettezze: lì basta che il server conservi i dati al di fuori dei confini e un social network muore dall’oggi al domani. Però lì la stessa sorte tocca anche ai giornalisti, caro Beppe, fatti fuori come mosche se non allineati con Mosca, e senza nemmeno lo screenshot di addio al mondo e alla democrazia che tanto invochi. Stai sereno, caro Severgnini, perché dagli scivoloni sui social nessuno è esente: grazie a te un benemerito nulla ha appena avuto il suo attimo di celebrità sul Corriere.
È la democrazia, bellezza.

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di on 18 novembre 2016. Filed under Attualità,Spettacoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Due cose sulla democrazia (web) al Severgnini permalosetti

  1. cerberus Rispondi

    18 novembre 2016 at 13:41

    Quando il correttissimo, amabilissimo,stortissimo Severgnini dirà a qualcuno un bel “vadalavia’l cül” mi sarà più simpatico.
    Fino ad allora per me resta un ipocrita politicamente corretto,snob e pure progressista.

  2. Ernesto Rispondi

    18 novembre 2016 at 16:38

    Perché Severgnini non ci racconta qualche verità sul suo rapporto con Carlo de Benedetti, sui saldi dei suoi conti all’estero, e infine su quelle interessanti cene che è solito tenere in zona Solari con svariati personaggi poco prima dell’ennesima riaccensione della macchina del fango contro questo o quello, o prima dell’ennesima fiammata di propaganda?
    Questi, QUESTI blaterano di “verità”? Questi, che da 20 anni sono in lotta continua permanente, arsi dal sol dell’avvenire, a raccontar panzane per favorire la loro parte politica?
    D’altra parte, ma cosa mai ci si potrebbe aspettare da uno che è riuscito a diventare comunista a Crema…

  3. lombardi-cerri Rispondi

    19 novembre 2016 at 08:08

    Oltre alle valide considerazioni di cui sopra gli articoli di Beppe “puzza sotto il naso ” sono di una noia mortale.
    Domada : come mai tanta carriera, specie economica ?

  4. Epulo Rispondi

    19 novembre 2016 at 11:25

    Tira aria di censura. Siccome i giornali vedono che la loro influenza sul pensiero comune è prossima allo 0, si lamentano dei social network. Che diffonderebbero “balle”. Certo, succede, come succede per i quotidiani, le radio o le TV.

  5. Vaudano Rispondi

    28 novembre 2016 at 20:38

    Dove sarebbe il reato nel post “Questo Skifo devono saperlo tutti? “

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