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Dopo Trump e Brexit, tocca all’indipendenza veneta

Veneto

Certamente senza essersi messi d’accordo, nelle loro analisi post-voto gentilmente scritte per Veneto Intraprendente Filippo Busin e Alessio Morosin insistono su un tema: l’ascesa alla Casa Bianca di Donald Trump, tanto inviso potere di Washington, ci deve insegnare che – quando lo si vuole – tutto in qualche modo diventa possibile. Compresa la sconfitta di quella Hillary Clinton che sembrava la sicura vincitrice ancor prima che si aprissero le primarie democratiche e repubblicane. Ma se un cafone come Trump ha sconfitto l’intero clan dei Clinton e tutto l’establishment statunitense, perché non ipotizzare che – nell’arco di pochi anni – Venezia possa avere la meglio su Roma, sganciarsi, ridarsi istituzioni proprie, tenersi le proprie risorse e progettare il proprio futuro?

In politica, ben poco è impossibile. A questo punto si può legittimamente ipotizzare che dopo Matteo Renzi a Roma il governo possa finire a Beppe Grillo o a un suo uomo, che in Francia nel dopo-Hollande ci possa essere spazio per la figlia di Jean Marie Le Pen, che il patto attorno all’euro salti, e via dicendo. Soprattutto, per quanti hanno a cuore la libertà dei veneti e del Veneto, è possibile che in questo territorio cominci a emergere un ceto dirigente di tipo nuovo: politici più coraggiosi, imprenditori lontani dalla politica e dalle logiche della redistribuzione, studiosi meno prigionieri dei cliché alla moda. In fondo, il “fenomeno Trump” è la rivincita dell’americano medio: la vittoria del Mid-West su New York e su Hollywood. Ora tocca a trevigiani, vicentini e via dicendo. Non c’è dubbio che Trump sia per lo più un’incognita: che presenta rischi e opportunità. Se, ad esempio, la sua ascesa alla Casa Bianca dovesse imprimere una svolta in senso protezionista, tutti pagheremmo un prezzo molto alto: in termini di libertà e di benessere. E al tempo stesso è vero che egli intende ridimensionare il ruolo militare degli Usa sulla scena internazionale: e questo andrebbe a beneficio dei contribuenti americani e della stessa stabilità globale. Non sappiamo se le luci prevarranno sulle ombre, ma è vero che le due presidenze Obama (di cui Hillary Clinton è stata uno dei principali collaboratori) hanno tanto depresso gli Usa che questa svolta, per certi aspetti, era inevitabile. Ora si apre un mondo nuovo, nel quale le decisioni della gente comune sembrano poter avere un peso diverso. Gli americani della provincia profonda hanno deciso di eleggere chi non metterà in discussione il diritto all’autodifesa, cercherà di mettere sulle spalle degli europei l’onere della loro protezione militare, si sforzerà di sfuggire al prevalere dei luoghi comuni.

Entro questo scenario che sta mutando a grande velocità è bene che quanti in Veneto hanno le maggiori responsabilità (in Regione e non solo) capiscano che non è più il momento di scherzare e rivendichino con decisione il diritto a prendere nelle proprie mani il futuro di quella che fu la Serenissima. Devono dire ad alta voce, e in ogni circostanza, che 150 anni di sudditanza in Italia sono davvero troppi e che è giunto il momento di consegnare agli elettori veneti la facoltà di decidere se confermare lo status quo o dare vita a istituzioni indipendenti.

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di on 13 novembre 2016. Filed under Veneto intraprendente. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Dopo Trump e Brexit, tocca all’indipendenza veneta

  1. Piero Antonio Gonzato Rispondi

    13 novembre 2016 at 18:01

    Vedo solo il M5S in grado di far utilizzare ai Veneti e ai Sardi, lo strumento giuridico del diritto internazionale,cioè il Diritto di Autodeterminazione dei popoli.Il parlamentare Alessandro Di Battista in piazza ad Olbia qualche tempo addietro ,ha dichiarato apertamente di essere d’accordo.

    • Vittorio Rispondi

      13 novembre 2016 at 21:59

      Il movimento Cinquestelle è forza politica nazionale/italiana. La libertà veneta non verrà mai da Roma: dovranno prendersela i veneti grazie alle loro istituzioni sul territorio.

      • Guido Rispondi

        18 giugno 2017 at 11:06

        Premesso che non sono appassionato del M5S, lo voterò perché sembra siano gli unici a sostenere giusto un referendum per l’indipendenza del Veneto, spero mantengano l’impegno

    • Guido Rispondi

      18 giugno 2017 at 11:58

      Stessa cosa per il referendum per l’indipendenza del Veneto e a seguire le “regioni, ( gli antichi stati ) che vogliono liberarsi dell’opressione romana, per arrivare a ciò che e’ giusto, gli Stati Uniti d’Italia, dove popoli diversi creeranno il proprio futuro in un clima armonico, cancellando gli odi creati da questa famigerata unita’ di-taglia e cuci

  2. Alberto Rispondi

    14 novembre 2016 at 01:39

    Non sono proprio riuscito a trovare un nesso tra Donald Trump e un’ indipendenza veneziana o veneta…se iniziamo ad associare queste figure politiche al progetto in questione…bhe viva l’ Italia allora.

    • Vittorio Rispondi

      14 novembre 2016 at 15:22

      Il nesso è chiaro: la crisi radicale del Potere per come si è imposto negli ultimi due secoli… la delegittimazione delle élite. Comunque… viva l’Italia? MAI

      • Rousmary Rispondi

        26 gennaio 2017 at 23:17

        W san marco

    • Guido Rispondi

      24 giugno 2017 at 11:51

      Allora, vediamo un po’, non trovi un nesso tra donal Trump e l’indipendenza del Veneto ? Tanto per cominciare Trump ha riconosciuto la validità del referendum svoltosi nel 2014 e non mi sembra pica cosa, cosa dovrebbe fare di più’, dichiarare guerra all’itaGlia ?

  3. Rousmary Rispondi

    26 gennaio 2017 at 23:15

    W San Marco… per chi non lo sa, il veneto é già indipendente!!! Informatevi meglio. Sta a noi cacciare gli italiani militari dal territorio…. loro non verranno mai a dirvi che siete liberi perché siete la gallina dalle uova d’oro da continuare a sfruttare… inoltre il cln venete ha già presentato lo stato di belligeranza contro l’Italia è potete fare richiesta di NAZIONALITÀ VENETA all’ONU… svegliatevi!!!! Gli italiani vi stanno derubando impropriamente

  4. Guido Rispondi

    19 giugno 2017 at 21:04

    Mi chiedo come questo mafio-governo abusivo intende integrare chi non ne ha nessuna intenzione, anzi ci ha già dichiarato guerra è solo un imbecille o in malafede può non accorgersene

  5. Guido Rispondi

    19 giugno 2017 at 21:11

    goi “onorevoli” stanno discutendo animatamente all’interno dei palazzi del potere la legge sullo ius soli, dico io non sarebbe opportuno dare voce al popolo, stante che, come recita la costituzione, IL POTERE APPARTIENE AL POPOLO, di conseguenza indire un referendum e ascoltere finalmente ciò che il popolo ha da dire o si tratta di lesa maesta’

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