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Apocalypse No

Da Confindustria che annuncia il crollo degli investimenti al Sole 24 Ore che profetizza la morte delle banche fino al Financial Times che prospetta il rischio di uscire dall'euro, è una gara a descrivere scenari catastrofici in caso di vittoria del No. "L'orrore, l'orrore", grida Renzi, come un novello colonnello Kurtz...

locandina

Una tempesta perfetta sta per abbattersi sull’Italia. I mercati crolleranno, l’instabilità dilagherà, ci saranno meno investimenti, le banche si sfalderanno, l’Italia uscirà dall’euro, il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno e io, speriamo che me la cavo. Ci mancano solo l’invasione delle cavallette, la peste bubbonica e l’arrivo di meteoriti e lo scenario apocalittico è completato.

A farci temere scenari tanto inquietanti non sono novelli e dilettanti Nostradamus, né pessimisti cronici o menti criminali che profetizzano la distruzione del pianeta, ma autorevoli (almeno così si crede) organismi e testate economico-finanziarie che dovrebbero esprimersi sulla base dei numeri, non di palle di vetro. Ma tant’è: nel caso vincesse il No, dicono loro, i poteri forti della finanza, la situazione non rimarrà come prima, ma ci saranno sconquassi epocali e planetari. Se Bankitalia aveva già annunciato preoccupanti volatilità e incertezza, Confindustria ieri prospettava lo stop agli investimenti e il tracollo delle imprese. Fine della stabilità, segnale che l’Italia non vuole cambiare (interessante, a livello filosofico, l’idea contraddittoria che l’Italia sia stabile solo se cambia, cioè se si muove…), “macchina degli investimenti che non riparte”, nuove aziende costrette a chiudere (quasi adesso le imprese se la stiano passando bene). È la stessa Confindustria che qualche mese fa annunciava una perdita dell’1,7% del Pil e la diminuzione del 12% degli investimenti, in caso di vittoria del No. Così, giusto per spararle grosse

Ma queste sono solo le voci nostrane di allarmismo e terrorismo psicologico che dovrebbero indurre gli italiani a votare Sì, per la salvezza del Paese. Il Financial Times, che ha molto a cuore le sorti dell’Italia, s’intende, ieri apriva con un sobrio “Italia fuori dall’euro se vince il No”. Allora, tu che sei ignorante in materia economica, devi arrovellarti per capire che diavolo c’entri il successo del No con l’uscita dall’euro. Ma i guru del FT lo spiegano facilmente: se trionfa  il No, vanno al potere i populisti, i quali sono contro l’Europa e vogliono l’uscita dall’euro, e quindi l’Italia potrebbe uscire dall’euro e pure dall’Europa, ed essere imitata da altri Paesi con la disintegrazione di tutta l’unione europea, che alla fiera mio padre comprò… Facile, no?

Allo stesso modo il Wall Street Journal, altro giornale che opera, si sa, solo per il bene dei cittadini italiani e del Paese, ci annuncia che, se vince il No, cadono i titoli bancari, s’indebolisce l’euro e Renzi non può più fare le riforme che hanno fatto crescere il Paese (ma quando?). Ragione per cui, se proprio dovesse vincere il No, dicono loro, sempre meglio un governo tecnico che un esecutivo scelto dagli elettori. Quindi il male minore, per noi, sarebbe un altro esecutivo di larghe intese? Ma perché non chiamare magari pure Mario Monti, così, giusto per farci ancora più male?

La prospettiva migliore è quella presentata da Il Sole 24 Ore, dietro soffiata di Confindustria, va da sé. Vince il No? Nessun problema, crollano tutte la banche a Piazza Affari e c’è un disastro inverosimile nel mondo finanziario, magari con un’impennata da pazzi dello spread.

Il quadro dipinto fa sembrare, al confronto, quasi un panorama idilliaco quello mostrato in Apocalypse Now, tra bombe al napalm, carneficine, laghi di sangue e devastazioni. “L’orrore, l’orrore”, grida oggi il colonnello Kurtz-Renzi. Mentre ci lascia provare il gusto di “strisciare lungo il filo di un rasoio, l’incubo di strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere”. A quel disastro, dice lui, chiamato Apocalypse No.

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di on 22 novembre 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

10 commenti a Apocalypse No

  1. aquilone Rispondi

    22 novembre 2016 at 08:46

    Che vinca il no o il si non cambierà nulla per il cittadino medio. Esperimento già fatto con Trump e Brexit. Ci saranno 2 giorni (nn di più) di volatilità in borsa, sul forex, sui future, sia col si che col no, giusto per permettere agli speculatori (grande finanza) di guadagnare qualcosa e per riposizionarsi a prezzi più favorevoli. Tutto il resto son balle, per le quali userei le stesse parole che De Luca riservò a Rosy Bindi: infami da uccidere.
    Renzi nn si dimetterà, nemmeno se perderà 20 a 80, perchè nessuno di quelli che stanno in parlamento vuole nuove elezioni. Tengono famiglia.
    L’italia non uscirà mai dall’euro, tanto meno dall’europa. A meno che l’europa stessa non imploderà come un tempo implose l’unione sovietica. L’italia, col suo debito pubblico è tenuta per le palle dentro l’euro. Se dicesse di voler uscire (dopo un referendum, si spera) la grande finanza la farebbe fallire in 24 ore

  2. Luca Rispondi

    22 novembre 2016 at 09:01

    Un mondo falso o meglio falsato da media compiacenti e sensibili a prebende muove nella preoccupazione che se le cose cambiano la loro sedia comincia a traballare.Ma perché se uno che pensa e capisce dice no deve essere colpevolizzato è sottoposto a pressioni da angoscia ed insulto a vantaggio di soggetti che ci hanno reso regime.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    22 novembre 2016 at 10:25

    Magari arrivasse l’apocalisse, almeno si riparte da zero.
    Quanto ai dilettanti Nostradamus, vivendo di finanziamenti pubblici come i giornalisti di mamma rai, pensano solo a curare i propri interessi.

  4. Macx Rispondi

    22 novembre 2016 at 12:09

    Manca solo l’estinzione dei dinosauri………. ma quella è già avvenuta quindi non si può rivendicare se vince il NO

  5. Marco Green Rispondi

    22 novembre 2016 at 12:09

    Nel filmato che segue abbiamo l’unico colonnello Kurtz che (a parte al simpatia) ricorda Renzi: in una scenetta molto significativa si rappresenta, curiosamente, l’intera strategia politica e elettorale della nuova classe politica figlia della Leopolda.

    https://www.youtube.com/watch?v=imjBHL9SWhU

  6. adriano Rispondi

    22 novembre 2016 at 13:37

    “..dovrebbero esprimersi sulla base dei numeri..”No,meglio l’analogico del digitale e quello dice che abbiamo consegnato il nostro futuro in mano ad altri e che quindi il nostro futuro dipende da altri.Sarà così fino a quando avremo la moneta unica,continuando a dire “sì”.Quello che dice FT dovrebbe essere presa come una speranza non come una minaccia.Purtroppo uscire dal guazzabuglio non è facile.Le condizioni sono riacquistare il debito in mano agli investitori stranieri,BCE compresa perché anche la BCE e Draghi sono stranieri,e ripristinare con la lira i legami fra banca d’Italia e tesoro.Il debito per chi controlla la moneta non è un problema.Non può essere insolvente chi stampa.Lo diventa quando il controllo lo si regala a chi non ha interesse ai nostri interessi.Il resto ,come tutto nella vita, dipende da noi.I tassi saranno stabiliti dai mercati.Se siamo dei cialtroni faremo la fine dei cialtroni,altrimenti torneremo ad essere una nazione come le altre il cui destino dipende dai comportamenti,secondo il principio di responsabilità.Il resto è conservazione anche di chi dice di non esserlo.

    • Zampieri Vittorio Rispondi

      22 novembre 2016 at 14:35

      I signori del Financial Time e degli altri simili non penso proprio che parlino per il nostro interesse, ma piuttosto per il loro. Anche l’uscita dall’euro non riesco a vederla come un problema, anzi. Dopo i primi anni in cui sembrava tutto bello sono iniziati anni di agonia; se uscissimo forse ne avremmo ancora un paio e basta e poi si ricomincerebbe a crescere, invece restando nell’euro così saremo condannati certamente all’agonia chissà per quanto.

  7. Francesco_P Rispondi

    22 novembre 2016 at 15:37

    Capisco che ci siano gruppi di potere che traggono vantaggio da questa situazione, ma minacciare disastri perché non passa la strada renziana verso la dittatura è pura disinformazione in stile sovietico.
    I disastri ci saranno perché Renzi sta portando l’Ita(g)lia verso il baratro, ma con un bel NO lui e i suoi sostenitori avranno qualche difficoltà a gestire il ruba-ruba finale.

  8. Emilia Rispondi

    22 novembre 2016 at 18:11

    E che vuoi che sia un’apocalisse, tanto peggio di come stiamo messi, per chi lavora veramente non può nuocere. Poi, se fanno tanto i catastrofisti, che cazzo l’hanno indetto a fare sto referendum. Visto che fanno quel che gli pare imponevano la riforma per legge e buonanotte. Negli ultimi giorni si scatenerà tutta la canea per convincere quei residui coglioni a votare si. Ma tanto perderanno di brutto.

  9. cerberus Rispondi

    22 novembre 2016 at 21:17

    Io so che dopo 7 anni di crisi stagnante i miei risparmi si sono dimezzati,il lavoro è poco, le spese fisse sono aumentate e non vedo segni di ripresa. Questa è una catastrofe e non vedo perché, ora,dopo questo lento declino io devo ascoltare tutti quei personaggi che ci hanno portato in questa situazione. Possono fare tutto il terrorismo psicologico che vogliono,me ne sbatto delle loro minacce,anzi,spero che venga quel giorno fatidico nel quale io possa dire in faccia a qualcuno di loro cosa penso del loro operato. Il NO è il primo calcio nei coglioni a tali disonesti personaggi.

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