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Altro che buona scuola, questa è la scuola buonista

Dal 2017 cambierà l’esame di maturità. L’attuale formula sarà sostituita dalla riforma della Buona Scuola, voluta dal governo in carica. Secondo il Ministero della pubblica Istruzione il nuovo modello mira a valutare le conoscenze acquisite dagli studenti nel corso dell’intero ciclo scolastico. Rilevanti novità riguardano l’impianto complessivo.

buona scuola 2Le prove scritte da tre diventeranno due. La prima, quella di italiano, resterà invariata; la seconda sarà coerente con l’indirizzo degli studi (ad esempio, latino o greco per il liceo classico, matematica per lo scientifico, ecc.). La prima novità, invece, è l’abolizione della terza prova, contestata dagli studenti fin dalla sua introduzione per l’eccessiva discrezionalità delle domande poste, ideate dagli insegnanti di ciascuna scuola. Sarà sostituita da un test Invalsi – unico a livello nazionale – da svolgere durante l’ultimo anno delle superiori. Il risultato non influirà sul voto finale della maturità ma verrà affiancato alla pagella nella scheda di valutazione conclusiva. Lo scopo di questa opzione è da individuare nella volontà governativa di uniformare le prove di maturità per tutti gli studenti italiani, creando così un sistema di valutazione nazionale capace di eliminare le disparità di giudizio dal Nord al Sud. Anche il colloquio contiene delle novità. Lo studente inizierà non più con l’esposizione della tesina o del percorso, ma da alcuni testi e documenti formulati dalla commissione d’esame. Una parte rilevante del colloquio – e quindi soggetta a valutazione – è l’illustrazione dell’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro, effettuata durante il triennio. Rendendola oggetto di valutazione, il governo intende sottolineare l’importanza centrale dello studente nel processo formativo e il livello di abilità raggiunta per accedere adeguatamente al mondo del lavoro. La riforma, inoltre, stabilisce che le commissioni esaminatrici siano formate da insegnanti interni, presieduti da un solo membro esterno: il presidente, unico per tutte le classi della scuola. Infine, il punteggio: quello finale sarà espresso ancora in centesimi, ma ogni studente, secondo il proprio curriculum scolastico, potrà acquisire 15 punti in più, cioè 40 al posto degli attuali 25. Ogni prova scritta consentirà di avere un punteggio massimo di 20 punti, attualmente sono 15. Altrettanti ne ha disposizione il colloquio(20). Alcuni punti della riforma – evidentemente ritenuti particolarmente qualificanti – come quello di dare maggiore importanza all’alternanza scuola-lavoro – però, a giudicare dalla superficialità con cui viene effettuata in molti casi, ritengo che siano fumo negli occhi. Per non parlare poi dell’eliminazione della terza prova scritta che quanto meno richiedeva la conoscenza di nozioni minime sulle materie interessate, sostituita dalla prova Invalsi, che ha la pretesa di omogeneizzare la valutazione nell’Italia intera.

Del resto, non lascia presagire nulla di buono la pensata governativa che alle scuole elementari non si potrà più bocciare, mentre alle medie ciò sarà possibile solo in casi eccezionali. Il futuro ci dirà se si tratta di una buona riforma o no. Una cosa tuttavia si può si può affermare finora, senza tema di smentita: un’indagine Ocse rivela che le politiche per la scuola finora succedutesi in Italia hanno sì esteso l’istruzione alle scuole superiori e all’università, ma la qualità dell’insegnamento e dei programmi scolastici non corrisponde alle competenze richieste dal mondo del lavoro e si classifica agli ultimi posti nell’ambito dei sistemi d’istruzione dei paesi europei. E’ un elemento su cui riflettere, sul quale però c’è pochissima attenzione.

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di on 1 novembre 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Altro che buona scuola, questa è la scuola buonista

  1. andrea Rispondi

    2 novembre 2016 at 10:57

    Anche adesso non mi risulta che alle elementari si bocci più e alle medie lo si fa col lumicino. Andiamo avanti così e creiamo una società di mediocri senza ambizioni e come popolo scompariremo anche culturalmente….

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