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Adesso chiamiamolo Faceburqa

Il celebre dipinto di Caravaggio, censurato da Facebook

Il celebre dipinto di Caravaggio, censurato da Facebook

Hamilton Moura Filho Desivel vive a Milano dove lavora come art promoter. Come la maggioranza degli iscritti ai social network, utilizza il suo profilo Facebook per condividere pensieri e opinioni, intervallando questi suoi “flussi di coscienza” con immagini delle sue opere preferite o quelle che ritiene più significative. L’ultima fotografia condivisa mostrava il noto dipinto di Caravaggio Amor vincit omnia. Una rappresentazione di Cupido, completamente nudo con le sue famose frecce tra le mani. Peccato che nemmeno il dio dell’amore possa dirsi immune dal regolamento di Facebook riguardo la nudità e la foto sia stata prontamente censurata, con tanto di chiusura del profilo del signor Desivel.

Solo dopo che i media hanno parlato della ridicola decisione, da Menlo Park sono arrivate scuse ufficiali e il profilo dell’uomo è stato prontamente ripristinato. Il regolamento di Facebook riguardo la nudità è stato più volte al centro di polemiche. Non è infatti la prima volta che il social network censura immagini ben lontane dall’essere pornografiche. Il tentativo spasmodico – e per il più delle volte fallimentare – di nascondere immagini offensive sembra quasi figlio della cultura medio orientale. Il passo da Facebook a Face-burqa è decisamente breve. L’episodio ricorda le statue nascoste ai Musei Capitolini per non offendere Hassan Rohani. Un imbarazzante tentativo di “rispettare” e “far sentire a suo agio” il presidente iraniano, in visita in Italia e in Vaticano. La censura del Cupido di Caravaggio fa anche pensare a un altro caso recente, quello di Tiziana Cantone. Lì, il sempre attento Facebook si era detto impossibilitato a eliminare le immagini e i video della ragazza. In quel caso la libertà di espressione era più importante del tormento di una ragazza che ha visto un filmato privato raggiungere milioni di persone. È indubbio che Facebook stia sbagliando qualche cosa. Il suo regolamento è quantomeno fallace e nel migliore dei casi risulta in imbarazzanti figuracce e dipinti cancellati sotto la falsa guisa della moralità.

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di on 2 novembre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Adesso chiamiamolo Faceburqa

  1. Luca Rispondi

    2 novembre 2016 at 14:57

    Una strada che vi dice cosa stiamo diventando.Copriamo opere straordinarie per non disturbare chi poi se non la civiltà e l’umanità che l’arte ci ha donato.

  2. sergio Rispondi

    2 novembre 2016 at 16:04

    ( Facebook Inc )
    18 Maggio 2012 → IPO a 38 dollari
    2 Novembre 2016 → 128,47 USD (adesso)
    Hamilton Moura Filho Desivel si quoterà prossimamente

  3. sergio Rispondi

    2 novembre 2016 at 16:21

    pensate solo a cosa sarebbe Facebook se
    cicciolina Ilona e cicciolino Rocco (due artisti a caso)
    avessero libertà di postare le loro ‘opere d’arte’

  4. cerberus Rispondi

    2 novembre 2016 at 21:20

    Su FB ci sono le cazzate più penose,idiozie a raffica di pavidi troll ma in compenso si censura un Caravaggio.
    L’epoca del trionfo degli idioti è al suo apice.
    FB specchio del tempo odierno.

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