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Stone e gli antiamericani garantiti dall’America

Un tempo Hollywood veniva considerata, a torto o a ragione, la centrale di propaganda più efficace dei valori occidentali: di quella american way of life che, più di mille ragionamenti, aveva la capacità di mostrare al mondo intero la superiorità del nostro modello di vita. Poi Hollywood, come tutto l’influente mondo intellettuale liberal statunitense, è stato lavorato ai fianchi dalla New Left, dal Sessantotto, da tutte le ideologie e utopie terzomondiste, antioccidentaliste e anticapitalistiche che sono nel tempo fiorite. Il mercato, che di per sé è un contenitore neutro, si è perciò conciliato con l’impegno. E l’impegno, più che sana denuncia, spesso è divenuto moda o “spirito dei tempi”, immettendo in essi tutti i pregiudizi che ci hanno almeno in parte portato a odiare noi stessi.

Oliver Stone, affermato regista e vincitore di Oscar, è uno dei maggiori rappresentanti di questa nuova aristocrazia dello spettacolo, fortemente ideologizzata, nonostante sia ipocritimente, sempre attenta al proprio portafoglio. In questi giorni è a Roma a promuovere il suo ultimo film, Snowden, che uscirà nelle sale italiane il primo dicembre. Quale miglior soggetto per la solita e retorica esercitazione antiamericana che non l’affaire del tecnico informatico che ha carpito i segreti di spionaggio alla National Security Agency? Cosa di più facile che farne un eroe della trasparenza e della democrazia contro un potere che tutti ci controllerebbe per fini sporchi e di dominio? In conferenza stampa, Stone però è andato oltre, affermando in modo irresponsabile che il governo statunitense è paragonabile a quello nazista, che agisce in regime di illegalità. Aggiungendo che la legalità non può essere ristabilita perché non esiste oggi un tribunale internazionale come fu quello di Norimberga (a cui il film fa riferimento), non avendo l’ONU il potere che può o dovrebbe avere. In verità, che l’ONU non abbia questo potere non può che essere considerato un bene provvidenziale, sol che si pensi al peso che hanno in esso, e persino nelle sue commissioni per il rispetto dei “diritti umani”, paesi assolutamente non democratici o addirittura teocratici.

Ma, soprattutto, è stupido confondere la legalità con la legittimità. Il primo è un concetto utilitario o strumentale, il secondo morale. Di sola legalità internazionale sono lastricate le vie dell’inferno, mentre è assolutamente legittimo e morale che uno Stato liberale preservi con tutti i mezzi la propria libertà. La quale, non ci stancheremo mai di ripetere, lungi dall’essere un dato acquisito per sempre, va ogni giorno difesa e riconquistata contro gli innumerevoli nemici che la insidiano. Non solo dall’esterno, ma anche dall’interno come il caso qui raccontato dimostra. Certo, l’attività spionistica deve trovare un limite nella legge, ma ciò significa che non deve deviare dai suoi fini istituzioniali non che debba autolimitarsi e così condannarsi all’inefficacia. La salus reipublicae è la regola fondamentale del realismo politico, cioè della politica senz’altro. Il resto è ideologia o utopismo. La domanda da porsi deve perciò sempre concernere il chi è il per che cosa si spia, non il come. Sarà una banalità, ma il senso di tutto è sempre quello: meglio essere spiati da uno Stato democratico e liberale che da uno Stato chi vuole sottometterci e che è nemico delle nostre libertà. E se, come dice Stone, Snodwen non è “molto simpatico ai suoi connazionali, perché chiunque riveli segreti governativi e militari da noi viene considerato il cattivo”, ciò non può che farci riflettere ancora una volta sul buon senso che il popolo ha spesso e che gli intellettuali non hanno quasi mai: è come se la gente comune afferrasse l’essenza delle cose senza farsi barrare gli occhi da ideologie o concetti astratti.

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di on 15 ottobre 2016. Filed under Editoriale,Spettacoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Stone e gli antiamericani garantiti dall’America

  1. Alfonso Rispondi

    15 ottobre 2016 at 19:50

    Stone è un pessimo regista che hai fatto pochi film belli.

  2. Luca Rispondi

    15 ottobre 2016 at 21:45

    Che gran pezzo Prof.Ocone.Una gioia leggerla.

  3. maboba Rispondi

    16 ottobre 2016 at 10:20

    Siamo sempre alla solita storia degli epigoni cialtroni di un sessantottismo che ha dispiegato effetti più negativi che altro.
    Sono gli stessi che odiano l’Occidente cristiano pur essendone figli degenerati. Denunciano ossessivamente le malefatte di questo sistema creato dal cattivo capitalismo, ma si guardano bene dal rinunciare a tutti i benefici che ha portato, non solo i tanto beneamati anche da loro soldini, né tantomeno internet, cellulari etc., ma soprattutto le raffinate tecniche chirurgiche e farmacologiche che spesso salvano la pelle anche a loro.
    Altra cosa è criticare le eventuali malefatte (e vivaddio vorrei sapere quale sistema, quale stato non le ha fatte e non lesta facendo)e gli sbagli clamorosi che sta facendo la pessima ‘Amm.ne del premio nobel a prescindere con l’apporto clintoniano e la UE, come ad esempio verso la Russia di Putin. Non come simboli del male come intendono loro (e in questo si assimilano ai musulmani), bensì come errori, anche gravi, in questa eterna lotta fra l’operare al meglio e le ricadute negative dei nostri comportamenti. In fondo la metafora più attuale dell’agire umano in negativo è ancora la storia di Caino e Abele.
    Rimane il fatto che è infinitamente preferibile vivere in un sistema non perfetto che ti permette libertà di agire e di parlare che in qualunque altro finora apparso su questo tribolato pianeta.

  4. cerberus Rispondi

    16 ottobre 2016 at 19:21

    I continui e malefici colpi ai fianchi all’occidente stanno avendo il loro effetto.Ma senza il capitalismo occidentale quei signori che vogliono distruggere il loro mondo non sarebbero lì in alto a sputare veleno. Le utopie che inseguono ci hanno portato sull’orlo del baratro,infatti siamo nei guai e continuiamo a farci del male ascoltando i sermoni dei traditori occidentali e chi ha fiutato l’odore di cadavere ha alzato la posta e ora ci colpiscono in casa nostra,ideologicamente e fisicamente.
    Il comunismo è stato fagocitato dal mercato,l’islam è più invadente che mai, chissà che società ideale hanno in mente tutti i vari ipocriti ipercritici ? Un “social-islam?

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