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Ma lo sapete che Putin perseguita i cristiani?

Una legge del governo russo trasforma in reato "fare proselitismo, predicare, pregare o distribuire materiale religioso fuori dalle aree specificamente designate". È stata presentata come provvedimento contro il fondamentalismo islamico, finora è costata la prigione solo a cristiani non appartenenti alla Chiesa ortodossa

putinVladimir Putin ha un’idea castrata di libertà. Lo si arguisce perfettamente dalla legge sulla libertà religiosa varata il 7 luglio dal suo governo, la legge Jarovaja (circola anche la translitterazione all’inglese Yarovaya) dal nome della parlamentare del partito Edinaja Rossija, “Russia Unita” (quello di Putin), Irina A. Jarovaja, ovvero la legge che sinora ha prodotto solamente multe e arresti per chi non rientra nei criteri di “libertà” stabiliti rigidamente ed esclusivamente dallo Stato. Nella Russia putiniana, infatti, è lo Stato l’unica misura della libertà.

La legge Jarovaja, spiega il sociologo delle religioni Massimo Introvigne in un post su Facebook, è una legge «liberticida che trasforma in un reato “fare proselitismo, predicare, pregare pubblicamente o distribuire materiale religioso” fuori delle “aree specificamente designate”, cioè dei luoghi di culto». Una legge, cioè, sull’illibertà religiosa bella e buona. Introvigne sta tenendo un seminario a Odessa e, come ha riferito a L’Intraprendente, ha appena raccolto la testimonianza diretta e fresca di due colleghe sociologhe provenienti da Kiev le quali gli hanno riferito di diversi casi concreti di arresti, quasi tutti di cristiani pentecostali. Per i cattolici è solo una questione di tempo.

«Presentata in perfetta malafede come legge contro l’estremismo islamico», precisa Introvigne su Facebook supportato da importanti studi in materia, la legge Jarovaja, «finora ha portato in prigione soltanto dei cristiani, evidentemente non appartenenti alla Chiesa Ortodossa». I molti tifosi cattolici di Putin dovrebbe pensarci su. Ora, dall’altra parte del mondo, sì in quegli Stati Uniti che per i putiniani e (prendo a prestito da Introvigne) i putinofili sono puro anatema, la libertà religiosa è invece il primo diritto politico dei cittadini americani, sancito dal Primo Emendamento alla Costituzione federale varato (assieme ai nove che lo seguono a formare il Bill of Rights) nel 1791 per ribadire, sottolineare e stampare in cielo a lettere d’oro quello che a molti non pareva sufficientemente tutelato nella Costituzione stessa. Dalla libertà religiosa, cioè, negli Stati Uniti discende ogni altra libertà politica giacché, se le costituzioni, e per estensione i regolamenti e gli accordi pattizi scritti, servono, dalla Magna Charta (1215) in poi, a chiarire per garantire i diritti dei contraenti, prevenendo e impedendo gli abusi, le rapine e le prevaricazioni, occorre (così ragiona la scienza politica americana) partire dal principio fondante. Se infatti i cittadini (ragiona la scienza politica americana) non sono liberi di regolare anzitutto il proprio rapporto con Dio, ovvero con Colui che per i credenti è oppure per gli atei non è l’origine di tutto, come potranno poi i cittadini regolare i propri rapporti con lo Stato, la società e l’economia che vengono dopo il principio e fondamento da esso traendo senso? Se uno non è libero sul principio e fondamento, come potrebbe insomma esserlo dopo? Solamente in modo dimezzato. Castrato, appunto, come accade in Russia.

In Russia, infatti, la legge Jarovaja dimostra di non credere affatto che il primo diritto politico dei cittadini sia quello di regolare il rapporto che riguarda il principio e fondamento di tutto, bensì che quella questione sia a esclusivo appannaggio dello Stato. Che sia lo Stato a stabilire per il cittadino il rapporto con quel principio e fondamento di tutto che per ciò stesso è la matrice del conseguente rapporto del cittadino con lo Stato, la società e l’economia. In Russia, cioè, il cittadino dipende dallo Stato il quale concede spazi con il misurino e a secondo delle opportunità. Mancando la piena libertà religiosa, nel mondo di Putin il cittadino non è mai davvero libero. La legge Jarovaja lo sa bene; per questo sancisce il contrario esatto di quel che stabilisce il Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d’America difendendo un principio naturale universale: i cittadini russi sono cioè liberi di esercitare la propria religione nelle chiese, ma non di portare la propria fede fuori da lì. Come dire che libertà dei cittadini russi è solo parziale; una concessione del potere, non un diritto innato e inalienabile. Fine quindi della missione, niente evangelizzazione, scordiamoci la fede che diventa cultura, politica, economia, dunque dimentichiamoci anche una cultura, un politica e un’economia esercitata dai cittadini in piena e totale autonomia. Laddove gli Stati Uniti sono un Paese davvero laico e che per questo dà gran peso alla religione la quale tracima candidamente e senza scandalo persino nelle istituzioni (per utilizzare una bella espressione una volta usata dall’ex presidente del Sentato italiano Marcello Pera), la Russia è invece un Paese bigotto in cui la religione è solo uno strumento di potere.

L’«ideologia del putinismo», come la chiama Introvigne, è un insieme, un po’ giustapposto ma sempre acuminato, di vecchio cesaropapismo ortodosso, nuovo nazionalismo neobonapartista, cuiius regio et eius religio seicentesco e assolutismo autocratico di marca illuministica. Nel Putinland la libertà dei cittadini non interessa proprio a nessuno e tantomeno la gloria del cristianesimo. Preme invece allo Stato esercitare il controllo diretto sul popolo facendogli tra l’altro credere di essere venuto (fanno sempre così) a liberarlo.

Potrebbe sembrare una questione da preti che non interessa ai laici, e invece è il contrario. Solo una legge sulla libertà religiosa autentica può garantire i diritti anche degli atei, non perché ponga relativisticamente sullo stesso piano tutte le opzioni (quella non è affatto libertà religiosa), ma perché riconosce l’inalienabile diritto della persona umana a regolare in totale libertà il proprio rapporto con Dio. La libertà religiosa è l’opposto del diritto “all’errore”: è il diritto dell’uomo a essere sovrano (ovvero, aggiungerebbe un credente, come Dio ha voluto che fosse).

Introvigne inquadra senza la minima sbavatura la questione russa con parole che facciamo volentieri nostre: « So benissimo di suscitare la reazione di chi considera chiunque non apprezzi Putin un fan di Soros o di Hillary Clinton ‒ per chiarezza: ho scritto ripetutamente contro Soros e contro Hillary, e continuo a farlo ‒ ma personalmente considero un dovere morale dichiarare alto e forte che la legge Yarovaya è una legge disgustosa, che è stata voluta personalmente da Putin, che non è un dettaglio ma corrisponde all’essenza della sua ideologia, e che certe maldestre apologie di Putin sono un atto di complicità con chi mette in prigione in Russia cristiani che chiedono semplicemente il rispetto delle convenzioni internazionali sulla libertà religiosa che la Russia ha peraltro firmato. Ho dedicato una vita alla difesa della libertà religiosa e non starò certo zitto adesso per ragioni geopolitiche. Volete levare la vostra voce a favore dei cristiani perseguitati? Bene, se volete essere credibili protestate anche per quelli arrestati in Russia perché fanno missione o distribuiscono letteratura fuori degli “spazi autorizzati”…».

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di on 15 ottobre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a Ma lo sapete che Putin perseguita i cristiani?

  1. sergio Rispondi

    15 ottobre 2016 at 10:21

    la scristianizzazione del BelPaese è già a buon punto, al resto ci penseranno le ‘risorse’ islamiche.
    (domanda): dove sta il problema ?

  2. Luca Rispondi

    15 ottobre 2016 at 11:33

    Perche parlare di libertà pur religiose in un regime dove le libertà ,lussuria e libertinaggi sono concessi solo agli oligarchi miliardari.Li si vive in regime e va gridato.Fuori da Mosca o Sanpietroburgo baracche e povertà ad infinito.La religione e la libertà di professarla non fa parte dei regimi e se comunisti ancor peggio.

  3. Arcroyal Rispondi

    15 ottobre 2016 at 12:29

    Uno degli argomenti più usati dai numerosi imbecilli che fanno il tifo per Putler è la cristianità di Santa Madre Russia, il suo per questo appartenere all’Occidente. I cosacchi de noantri non riescono ad afferrare che la Civiltà occidentale ha sì radici giudaico-cristiane, ma il cristianesimo che ha partorito il liberalismo è protestante e cattolico, non ortodosso. Il cesaropapismo degli ortodossi è invece parente stretto dell’islamismo perchè come la religione di Allah clemente e misericordioso nega la separazione tra stato e chiesa e nega le libertà individuali.

    La Legge Jarovaja dimostra chiaramente che La Russia è molto più simile all’Iran khomeinista e alla Turchia di Erdogan che all’Europa occidentale e al Nord America. In pochi in Italia si dedicano ad illustrare lo stato disastroso dei diritti umani e civili in Russia: un plauso sincero a Respinti quando va controcorrente alle scemenze che la miserabile destra italiana diffonde a piene mani.

    Di fronte al pericolo che la Russia putiniana rappresenta per la liberaldemocrazia come si può sostenere la campagna di Donaldo che si dichiara ammiratore dell’erede di Stalin? Come si fa a non schierarsi con Hillary, l’unica con la determinazione necessaria a fermare lo zar e le altre canaglie sue alleate?

  4. adriano Rispondi

    15 ottobre 2016 at 14:14

    A me piace lo stato laico.Per quanto riguarda la “libertà religiosa” preferirei che non fosse concessa alle “religioni” che negano la libertà.Per quanto riguarda Putin,tranquilli.Adesso gli facciamo la guerra così risolviamo i problemi.

  5. Alessandro Rispondi

    15 ottobre 2016 at 14:15

    Ragazzi io dico semplicemente:non sono un euroasiatista pero’ la Russia e’ una grande potenza, che i suoi leader si chiamino Gorbaciov,Eltsin o Putin.Del fatto che la Russia sia una grande potenza in politica estera ed economica si deve tenere pur conto.Oltre al fatto che il suo appoggio ci puo’ essere utile contro il terrorismo jihadista.Penso a Craxi:oggi non direbbe che il modello sociale russo e’ da esportare in Italia ma NON FAREBBE LA GUERRA A PUTIN,come non la fece a gheddafi,pur ben sapendo che era un dittatore.Del resto la politica estera e’ questo,se no,scusatemi,ma si sconfina in atteggiamenti alla Bertinotti ai tempi in cui era contro Bush.Purtroppo in questi ultimi anni l’ideologizzazione politica ha preso il posto della concezione della politica come “buona amministrazione” e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.Pensiamo anche alla recente guerra “umanitaria” fatta in Libia(a cui Berlusconi era saggiamente ostile) che ci ha regalato l’Isis a un passo dalla Sicilia e un aumento esponenziale dei flussi migratori

    • sergio Rispondi

      15 ottobre 2016 at 15:41

      Boris Yeltsin → https://youtu.be/YhZwnaSjSm8

      • Alessandro Rispondi

        15 ottobre 2016 at 17:20

        qual’e’ il significato di questo video?

        • sergio Rispondi

          15 ottobre 2016 at 18:57

          Clinton ‘rideva’ del presidente russo non solo perché ubriaco, ma anche perché stava svendendo le risorse naturali della Russia a prezzi irrisori

          http://russia-insider.com/en/politics/real-boris-yeltsin-democratic-reformer-or-brutal-dictator/ri16030

          • Alessandro

            16 ottobre 2016 at 12:13

            Non lo so qui chi pensa che Putin sia un santo chi dice che bisogna fargli la guerra…..io dico gli Stati Uniti come nostro alleato di riferimento (come e’ stato dal ’48)ma no assoluto a tensioni,blocchi ecc.verso la Russia.Ritrovare lo spirito di Pratica di Mare,questo servirebbe.

  6. Zamax Rispondi

    16 ottobre 2016 at 13:23

    Respinti, lei dice cose vere, se si guarda la storia con gli occhi della cronaca, ma, come qualcun altro, gioca ostinatamente su due equivoci, se invece si guarda alla storia con gli occhi che le sono propri:
    1) Paragonare lo stato delle libertà individuali in Russia con quello vigente in Occidente o negli Stati Uniti è un puro esercizio retorico o propagandistico, se non viene opportunamente contestualizzato. E le faccio notare che questo tipo di astrattezza è quello che è sempre stato usato dalla retorica giacobina per giustificare la “civilizzazione” forzata di entità descritte come barbare o oscurantiste. L’odio liberal-progressista per la Russia putiniana deriva proprio da questo spirito. La domanda pertinente sulla Russia è invece questa: alla luce della sua storia antica e recente come va visto il periodo putiniano?
    2) Ma io non le dico che lei è un fan di “Soros o della Clinton”, e perciò si dovrebbe smettere di dipingere come un ingenuo fan di Putin chi non si accoda alla demonizzazione dell’attuale Zar di tutte le Russie.

    • cerberus Rispondi

      16 ottobre 2016 at 19:32

      Ottimo.

  7. Paolo Rispondi

    16 ottobre 2016 at 21:54

    Signori, il prof introvigne ha ragione. Un paese come la russia che non è nato sotto la stella delle LIBERTÀ garantite dalla somma legge, inviolabili, intoccabili anche dal potere costituito, non si può prendere ad esempio di democrazia.
    Il male che l’ha avvolta per 60 anni che si chiama COMUNISMO declinato in dittatura sul piano politico, in COLLETTIVIZZAZIONE sul piano economico, ATEISMO sul piano religioso ha DEVASTATO un intero popopolo una nazione la piu grande del mondo come estensione. Ha avvolto in un PANSLAVISMO popoli assolutamente etnicamente e culturalmente diversi soggiogandoli per decenni, sradicandoli dalle loro terre.
    Finchè la Russia non capirá che dovrá condannare, abiurare, cancellare con tutte le sue forze il suo passato fatto di abominii inenarrabili, di povertá assurde di ingiustizie non concepibili per una mente umana, allora a mio avviso continuerá a sbagliare e a non avviarsi definitivamente sulla giusta strada. Quello che accade oggi in russia è semplicemente la sostituzione di una societá di stampo socialista ad una di stampo capitalitico oligarchico. In sostanza si è passati dal peggio del socialismo al peggio del capitalismo.
    La voglia dei russi di cambiare cè. Un barlume di speranze i russi ce l hanno ma hanno purtroppo scelto la strada della chiusura all europa e all occidente. Il passo che la russia dovrebbe fare sembra assurdo ma è quello chhanno fatto la polonia, la romania la bulgaria la lettonia estonia lituania. Ossia cedere ad una politica filo europea non intesa come istituzione ma come mentalitá . Guardiamo la polonia o la germania dell est. Hanno superato i tristi momenti del socialismo sovietico e ora sono delle nazioni all avanguardia. Si sono sgrezzate delle tecnologie russe, del tipo di organizzazione, del modo di concepire le strutture fisiche e sociali e si sono avviate verso una afefrmazione della loro sovranitá e ora meritano il rispetto degli altri paesi. Questo la Russia deve fare. Deve fare un atto non divo di sottomissione ma deve lasciarsi guidare, e farsi modellare secondo i principi delle piu antiche democrazie mondiali. È questo il fulcro di tutto. Finchè queso non accadrá mi dispiace ma la Russia soccomberá inesorabilmente perchè si regge sulla retorica e sulla ipocrisia della mentalitá comunista.

    • Kruscevan Rispondi

      18 ottobre 2016 at 12:56

      Pensi un po invece il cosiddetto occidente si regge sui matrimoni gay, gli uterina in affitto la pornografia imperante e soprattutto,per quanto riguarda la politica estera, sulla sottomissione alle monarchie del golfo in primis Arabia saudita, dove i cristiani vengono perseguitati sul serio, nel senso che vengono decapitati….

      • Paolo Rispondi

        19 ottobre 2016 at 14:10

        Kruscevan mi spiace per lei che si fa chiamare come uno dei tanti peggiori comunisti della storia di questo pianeta.
        È vero anche noi abbiamo i nostri problemini interni: matrimoni gay, adozioni gay, pornografia ma questo è uno degli effetti collaterali della LIBERTÀ. sta tutto a tenere a bada queste derive e non farle assurgere a cambiamenti strutturali. Rimangono opinioni sul modo di dare un senso alla propria vita che io aborro ma che può anche starci in una societá libera. Pensi che la nostra civiltá è cristiana perchè si basa su una religione che fa della LIBERTÁ il baluardo ed il principio fondante. Ogni uomo come ci insegna cristo nasce libero di scegliere se seguire il Cristo oppure seguire le leggi terrene e i suoi idoli. E pensi quanto è grande la nostra religione. Chi viene illuminato dalla luce di cristo e lo accoglie in modo sincero sará con lui in eterno. Cristo lo ha fatto in croce verso uno dei due ladroni che eranoal suo fianco nel Golgota. Lo può fare anche con lei in qualsiasi momento della sua vita anche nel momento dell ultimo respiro

        • Kruscevan Rispondi

          19 ottobre 2016 at 21:57

          Guardi caro ignorante il comunista a cui si riferisce si chiamava Nikita Chruscev….che non c’entra nulla con kruscevan….(che in forma scritta sarebbe krusevan)….
          Somaro….
          Pavel aleksandrovic krusevan fu martire del bolscevismo in Russia in quanto zarista e monarchico….
          Vero martire del comunismo….comunismo col quale voi liberali avete ahimè molto in comune pur senza rendervene veramente conto….sto parlando di una cosa chiamata materialismo….

  8. Sarcastico Rispondi

    19 ottobre 2016 at 20:14

    Scusate ma se i russi vogliono vivere a modo loro, a voi che ve ne frega?

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