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Il Partito dei Magistrati tifa Sì

Se passasse il referendum la Corte Costituzionale avrebbe il potere di bloccare preventivamente le leggi votate dal Parlamento. Una ferita mortale della sovranità popolare, che ci renderebbe ancora più succubi dei giudici

giudici

C’è un aspetto della obbrobriosa pretesa riforma della Costituzione che sta sfuggendo all’attenzione di un po’ tutti ed in particolare dei “politologi” che pretendono di pontificare in materia.

Si contesta il dato di uno scivolone verso forme autoritarie. In realtà c’è qualcosa di peggio. C’è, nel progetto Renzi-Boschi, un trasferimento attuale di potere dalla sovranità popolare (che così non è più propriamente “sovrana”) e dai suoi rappresentanti alla giurisdizione, funzione esercitata da una oligarchia che della sovranità popolare è l’opposto.

Intanto l’attribuzione alla Corte Costituzionale di una funzione “preventiva”, attraverso la consultazione nel corso di discussioni di leggi, comporterebbe la partecipazione, sia pure eventuale, di questo Organo d’impianto giurisdizionale e di formazione non rimessa alla volontà popolare, al potere legislativo, che così sempre meno (anche per l’elezione indiretta del Senato) sarebbe riservato agli eletti dal Popolo.

Ma c’è un aspetto meno visibile ma assai più grave. La modificazione elefantiaca e grottesca dell’art. 70 (dalle 9 alle 476 parole!!!) con la moltiplicazione dei “percorsi legislativi” (altro che “semplificazione”!) con differenziazione di “competenze” per le diverse materie, complicata ed approssimativa, crea il venir meno della certezza della competenza (si avrebbe: solo Camera – Senato + Camera, Camera ed eventualmente Senato) con la conseguente apertura di un colossale contenzioso relativo alla “costituzionalità formale delle leggi” (oggi possibile solo nei casi di legislazione delegata).

Ciò comporterà un’enorme potere della Corte Costituzionale ma anche l’intasamento del suo funzionamento. Provocherebbe, quindi, un fenomeno ancora peggiore. In ogni caso di remissione alla Corte Costituzionale di una questione, il giudizio in cui essa è stata sollevata viene sospeso. Se la Corte è intasata la sospensione è, in pratica, un “blocco”. I magistrati ordinari ed amministrativi acquistano così un enorme potere di bloccare le leggi votate dal Parlamento. Si torna ad un sistema precedente, in Francia, alla Rivoluzione, quando i Parlamenti, che erano Organi giudiziari, potevano bloccare le leggi emanate dal Re (benché sovrano assoluto) sollevando questioni di forma nell’intricata Babele del sistema assolutistico-feudale.

In conclusione: col Sì aumenta l’incertezza del diritto, che si estende a quello costituzionale. E aumenta, confermandone e rafforzandone la valenza politica, il potere della giurisdizione, cioè della casta dei giudici (e dei P.M.) Questa è la “semplificazione” e la “modernizzazione” della Costituzione! È di per sé, invece una menomazione mortale della sovranità popolare e della democrazia.

Il trasferimento di potere di fatto dai rappresentati eletti dal popolo alla Giurisdizione (della Corte Costituzionale e della Giurisdizione Ordinaria e Amministrativa) con Giudici e P.M. che già si arrogano il diritto di destituire Governi e Amministrazioni Pubbliche e, magari, di “processare” lo Stato e di indagare sulla nomina di ministri (vedi la procura di Palermo) è già di per sé una deriva autoritaria. Non ci sarebbe bisogno che Renzi si metta gli stivali e vieti i partiti che non siano quello “della Nazione”. Questa significherebbe la vittoria del Sì.

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di on 10 ottobre 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Il Partito dei Magistrati tifa Sì

  1. maboba Rispondi

    10 ottobre 2016 at 09:30

    Peccato che nei dibattiti quelli del no “padellino” le vere questioni che pone Mellini, così come la maggiore subordinazione a quell’accozzaglia burocratica che è la UE. Nei giornali e alla TV si sente solo la denuncia generica di una deriva autoritaria, cosa che fa il gioco di Renzi. Forse è che gli stessi media evitano di invitare rappresentanti del no meno approssimativi e più agguerriti.

  2. Luca Rispondi

    10 ottobre 2016 at 10:11

    E certo che votano si,niente li tocca ed il loro potere politico e la sua determinazione si accresce .Una riforma pessima ma per il loro il meglio che possa esserci.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    10 ottobre 2016 at 11:45

    Una “ferita mortale alla sovranità popolare”?
    E quando mai il popolo italiano è stato “sovrano” a casa sua?
    Perfino i clandestini godono di diritti che gli italiani non si sono mai sognati.
    Dalla monarchia siamo passati al fascismo, dal fascismo alle “caste”, che hanno prodotto più danni e più debiti della monarchia e del fascismo messi insieme.
    La costituzione italiana non andrebbe modificata, ma riscrtitta daccapo.

  4. geometra 67 Rispondi

    10 ottobre 2016 at 11:53

    Il centro-destra dovrebbe chiedersi:macome siamo arrivati a questo punto? Ma quando governavamo dormivamo?

  5. adriano Rispondi

    10 ottobre 2016 at 14:26

    Ma guarda,la sovranità popolare.Il populismo si estende.”La sovranità appartiene al popolo”.Punto?No,virgola.”,che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”Virgola?No,punto.Capito l’antifona?I sovrani sono le “forme” e i “limiti.Di questo bisognerebbe parlare ma tutti preferiscono divagare sull’ultimo obbrobrio e mi assale il sospetto che tutti sull’articolo 1 siano concordi perché devono esserci i pesi,poi i contrappesi, chi se li porta e chi se li fa portare.La democrazia non dovrebbe essere come il poker ,dove non c’è il punto più alto .L’ultima parola su tutto,anche le tasse, deve essere dei cittadini e questo lo si ottiene con un punto.Non va bene perché è populismo?Allora risparmiamoci le chiacchiere e oggi che è autunno andiamo a funghi.Per primavera a viole mammole.

  6. cerberus Rispondi

    10 ottobre 2016 at 20:42

    L’accolita dei magggisdradi….

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