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Hanno islamizzato l’Unesco

Prima decreta che il Muro del pianto non è un luogo sacro per gli ebrei (mozione voluta dal Sudan, il cui presidente è ricercato per crimini contro l’umanità), poi candida a segretario il ministro della Cultura del Qatar, sospettato di finanziare gli jihadisti che combattono in Siria e Iraq. Quando ci svegliamo?

UnescoSe non ce la fai con le armi, ce la fai con il terrorismo. Se non ce la fai nemmeno col terrorismo, ce la puoi ancora fare con soldi e cultura. Sembra proprio questa la nuova strategia di chi vuol distruggere lo Stato ebraico, almeno alla luce della mozione dell’Unesco, che cancella ogni legame del Muro Occidentale e l’ebraismo (da noi noto come Muro del Pianto dopo la distruzione del Tempio da parte dei romani). All’Unesco, negano persino che gli ebrei siano mai esistiti a Gerusalemme, cancellano l’identità ebraica del primo luogo sacro all’ebraismo. Un po’ come dire, sempre restando a Gerusalemme, che il Santo Sepolcro non abbia legami con la storia cristiana.

E se si va a vedere chi compone l’Unesco e chi lo finanzia, si capisce anche la trama che ha preceduto questa surreale presa di posizione. La mozione è stata promossa dal Sudan, il cui presidente, Omar Bashir (che, per inciso, è ricercato per crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale) evidentemente può ancora permettersi di dettare l’agenda della cultura. L’Arabia Saudita è un grande contributore dell’agenzia, che ha ricambiato, nel 2012, decorando l’allora re Abdullah con la medaglia “per la pace e il dialogo”. È andata una medaglia al “dialogo” a un monarca nel cui regno vige la pena di morte anche per la “stregoneria” e dove i diritti delle donne sono completamente assenti, dove un ebreo non può entrare nei suoi confini e a un non musulmano non è permesso avvicinarsi neppure ai luoghi sacri dell’islam. Il prossimo segretario dell’Unesco potrebbe essere il ministro della Cultura del Qatar, Hamad bin Abdulaziz al Kuwari. Ed è il Qatar il principale sospettato dei finanziamenti degli jihadisti che combattono in Siria e Iraq. Gli stessi che sono responsabili della distruzione di gran parte del patrimonio artistico e archeologico non musulmano della Mesopotamia.

L’islamizzazione dell’Unesco è più visibile che mai quando si parla, appunto, del Medio Oriente. Perché nei suoi documenti Israele è già, di fatto, scomparsa dalle mappe. La Giudea e la Samaria, dove nacque e predicò Gesù, sono diventate “Cisgiordania”. La chiesa della Natività a Betlemme è “primo Sito patrimonio dell’umanità della Palestina”. La Tomba di Rachele e la Grotta dei Patriarchi a Hebron sono “moschee” musulmane. L’antica fortezza ebraica di Betar, luogo di resistenza contro i romani, diventa l’antico villaggio palestinese di Batir. La geografia cambia, adesso, anche per lo stesso Muro Occidentale, l’ultimo rimasto del Tempio distrutto dai romani, luogo sacro per l’ebraismo di tutto il mondo. È l’ultima picconata in ordine di tempo e la più forte in assoluto per scardinare la storia ebraica dal Medio Oriente.

Ma qual è l’atteggiamento dell’occidente di fronte a questa offensiva culturale islamica? Silenzio, quando non complicità. I russi, che si ergono a paladini della cristianità, hanno votato a favore della mozione. L’Occidente si astiene. I contrari sono solo sei: Germania, Estonia, Lituania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Olanda. In Italia è iniziato il balletto delle giustificazioni. Prima Matteo Renzi fa lo scandalizzato come se la decisione di votare per l’astensione alla mozione lo avesse colto alla sprovvista, parlando come se fosse il leader dell’opposizione e non il capo di governo. Poi il ministro degli Esteri Gentiloni, a ruota, parla dell’astensione italiana come di un “successo”, perché almeno abbiamo indotto altri paesi europei ad astenersi e non a votare platealmente a favore.

“Perché il Male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione” diceva il filosofo Edmund Burke due secoli fa. La sua massima è valida, oggi, per le democrazie occidentali, che ancora non si sono resi conto della natura della minaccia islamista. Vale ancor di più per la cristianità contemporanea, che non reagisce ad una manovra di puro suprematismo musulmano. La stessa che oggi colpisce l’ebraismo, sta già iniziando a colpire il cristianesimo, in Asia, Africa ed Europa.

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di on 28 ottobre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a Hanno islamizzato l’Unesco

  1. maurizio Rispondi

    24 ottobre 2016 at 08:53

    Ma l’avete visto in faccia il nostro ministro degli esteri Gentiloni ? Cosa possiamo pretendere da uno così ?

  2. Francesco_P Rispondi

    24 ottobre 2016 at 08:57

    L’ONU è ormai da tempo alla mercé dei Paesi musulmani, grazie anche alle politiche suicide dei Paesi Occidentali. Per me andrebbe abolito.
    Contributi 2015 – dati ufficiali : http://www.un.org/ga/search/view_doc.asp?symbol=ST/ADM/SER.B/910
    Questo è un grafico dei principali paesi contribuenti : https://thelogicalindian.com/wp-content/uploads/2016/01/united-nations-budget-contributions-by-member-countries_in-percentage.png.pagespeed.ce.PoElJgOhgN.png
    La ricchissima Arabia Saudita e la popolosa Turchia, l’atomico Iran, ecc., non figurano fra i principali contribuenti. Eppure questi Paesi non compaiono fra i principali, anzi hanno percentuali di contribuzione piuttosto basse. L’Arabia Saudita contribuisce per lo 0,864 e la Turchia che è popolosa quanto la Germania per l’1,328, mentre l’Iran che spende i soldi per costruirsi la bomba atomica e i missili contribuisce per lo 0,356 e il Sudan per lo 0,010.
    Eppure decidono loro!
    CESSIAMO DI FINANZIARE LE NAZIONI UNITE!

  3. Luca Rispondi

    24 ottobre 2016 at 09:43

    Burke ha ragione ma nella vilta ed ipocrisia sinistra ci stiamo distruggendo e altro che orgoglio da astensione.Ci dobbiamo vergognare e chiedere scusa,ma qui siamo solo gente vile con il cuore sinistro.e si ci fosse un’altro olocausto magari chissà ….vergogniamoci e basta.

  4. Emilia Rispondi

    24 ottobre 2016 at 10:30

    Gentiloni ê un cretino!

  5. Ernesto Rispondi

    24 ottobre 2016 at 10:45

    Se è per quello, hanno da tempo islamizzato anche l’UNHCR. Sì, quello della Boldrini. E il fatto che l’INHCR sia il principale responsabile del massacro di migranti, che con le sue strutture periferiche invoglia a partire con pratiche al limite della propaganda, viene taciuto, perché loro sono “i buoni”, e gli latri giocoforza cattivi.
    La consapevolezza che esiste un progetto islamico dietro a quanto accade in Europa, e soldi islamici dietro a molti personaggi che sembrano straparlare, è molto di là da venire.

  6. cerberus Rispondi

    24 ottobre 2016 at 20:54

    È chiaro che i soldi dei petro-muslim fanno comodo e ingrassano,alla faccia nostra, tanti ‘importanti’ funzionari dell’unesco, dell’Onu, dell’unhcr. Ci stanno vendendo al nemico come giuda tradì Gesù.
    Ma la corda è sempre lì che aspetta al varco il traditore e il collaborazionista.

  7. HaDaR Rispondi

    24 ottobre 2016 at 23:31

    L’Italia e la Francia sono fra i principali responsabili occidentali della svendita ai maomettani di tutto ciò che era libero. È dagli anni ’70 che accade sempre di piú.
    L’UNESCO non è che una delle miriadi d’istituzioni localizzate fra Roma, Parogi e Bruxelles che DA DECENNI sono affette da DHIMMITUDINE.
    Non a caso i paesi anglofoni e anglosassoni, i soli con una tradizione di democrazia e libertà consolidate, cioè non non ispirate allo stato-centrismo autoritario greco-romano, sono sempre piú in rotta di collisione con l’UE.
    La libertà individuale, d’espressione, di parola, di stampa, di praticare o no una religione, sono INCOMPATIBILI con il maomettanesimo, che va invce d’accordo con il substrato culturale catto-fascio-comunista, ma è INCOMPATIBILE con quella liberale.

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