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E no, Santità, Gesù non era un Profugo

francesco

Ormai non solo Dio è nei migranti, ma Cristo stesso sarebbe un profugo. È l’ennesimo capitolo del bergoglismo come ultima frontiera (e temiamo fase finale) del cattolicesimo: se i musulmani usano il Corano per convertire, Papa Francesco attinge al Vangelo per predicare l’accoglienza. Un modo di piegare la teologia all’ideologia terzomondista, la fede al multiculturalismo.

Nella sua ultima sortita in occasione dell’udienza del mercoledì, Bergoglio ha scomodato Gesù Cristo per sostenere l’urgenza della solidarietà ai migranti e lo stop a muri ed egoismi. “Ero straniero e mi avete accolto, ero nudo e mi avete vestito”, ha detto, citando Matteo 25 (35-36). Ma l’estraneità cui accenna Cristo in quel passaggio ha a che fare con la sua condizione divina, al suo essere straniero in senso metafisico, e al suo arrivare nudo tra noi, con le fattezze di un bimbo. Non ha nulla a che vedere con l’identità di migrante, con la provenienza da un Paese lontano o da un’altra cultura, né con la conseguente necessità di incentivare le migrazioni di massa o accogliere a tutti i costi.

Oltre a un’interpretazione teologica forzata, c’è anche un errore storico nell’associare l’immagine di Cristo a quella del Migrante. Se Gesù non è stato Profeta in patria, non è stato nemmeno Profugo altrove. Non è stato compreso, è stato imprigionato e infine ucciso, e nondimeno non ha mai pensato di abbandonare la terra natia o di fuggire dalle persecuzioni. Ha subito il martirio là dove era nato e cresciuto. E la stessa condizione di pellegrino cui si ispira il cristiano – quella dell’homo viator – ha una connotazione tutta spirituale, riguarda un cammino in direzione della salvezza dell’anima, non certo di uno spostamento continuo in cerca di pace o di migliori opportunità economiche.

Ma ciò che più indigna nel monito di Francesco è il suo continuo voler ricondurre il Verbo alla Cronaca, le parole di vita eterna ai problemi di attualità, di deformare la religione in sociologia, perdendo così la sua dimensione verticale, che riguarda il rapporto con la trascendenza. Il Papa parla di Dio, solo se lo riferisce alla disoccupazione, all’immigrazione, ai drammi umanitari. Lo espunge dall’unico aspetto di cronaca in cui pure il suo nome viene rivendicato sebbene in modo improprio, quello del terrorismo islamico. Per il resto lo adegua a faccende umane, troppo umane.

Sua Santità, vorremmo sentire parlare di Dio per faccende che riguardino la vita dopo la morte, la resurrezione delle anime, il destino finale dell’umanità, per le cose prime e ultime, cioè la ragione stessa per cui esiste la Chiesa e lei è è stato investito di quel ruolo. Vorremmo associare quelle tre lettere, DIO, alla Trinità e non alle Traversie umane. Vorremmo sentire, in quel nome, il Nome per eccellenza, e non un guscio vuoto, una Parola priva di senso, buona a indicare ogni cosa. Anche perché se Dio è ogni cosa– come credevano i panteisti – allora niente più è Dio.

Dio è una Persona, sua Santità, non tutte le persone diventano dio solo perché fuggono dai loro paesi. E allora ci faccia sentire l’eterno, l’afflato di cielo, chiamando Gesù, senza imprigionarlo ogni volta in vicende che hanno a che fare semmai col mare e la terra.

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di on 27 ottobre 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a E no, Santità, Gesù non era un Profugo

  1. fabrizio Rispondi

    27 ottobre 2016 at 11:34

    A proposito di stranieri:
    Lc 17:15-17 Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce;
    e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
    Ma Gesù osservò: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?
    Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”

    Il Samaritano era uno straniero, e cosi’ viene chiamato…

  2. ultima spiaggia Rispondi

    27 ottobre 2016 at 14:43

    Quando la finiremo di confondere i profughi con i clandestini?

  3. cerberus Rispondi

    27 ottobre 2016 at 21:06

    Come andavano le cose della vita 2000 anni fa io non lo so bene ma so che nel 2016 se ci sono persone che vogliono entrare in una nazione senza documenti quelle persone non sono gradite.
    Se poi,con la scusa del presunto profugo facciamo entrare chiunque in nome del buonismo irresponsabile ,magari interessato (€),bè allora stiamo parlando d’altro.
    I sostenitori del meticciato e del multiculturalismo imposto sono solo dei traditori che meritano di essere allontanati dai posti di potere.

  4. Franco Mascolo Rispondi

    28 ottobre 2016 at 04:50

    Jeshùa, Gesù, si è identificato con tutti gli emarginati e i poveri, quindi anche con i profughi. Ovviamente non si è identificato con i poveri, quando eventualmente questi si fossero dati all’assassinio e alle prepotenze. Il Cristianesimo deve saper unire la comprensione verso l’ingiustamente perseguitato (dalla sorte o dai potenti) al senso di giustizia, in modo da non diventare “buonista”. Purtroppo nel Cristianesimo si è sviluppato molto il senso della misericordia ma molto di meno quello della giustizia, perchè non ha voluto seguire le leggi bibliche ebraiche che univano misericordia e giustizia, come ben sentiva Simone Pietro, che infatti non ha mai rinnegato la fede ebraica a cui era stato educato da bimbo. L fede ebraica è il giusto correttivo del Cristianesimo, quando questo diventa “buonista”, cioè misericordioso ma privo di senso della giustizia. La religione, come eticità, deve coinvolgere tutto l’uomo, altrimenti diventa una cosa astratta e inutile. L’articolo è errato quando vuole confinare il comportamento religioso nelle sole cose “celesti-metafisiche”.

  5. lombardi-cerri Rispondi

    28 ottobre 2016 at 08:12

    Manca solo che il Papa , invece di cantare “Noi vogliam Dio…” solfeggi “Bella ciao..”

  6. Ulisse Di Bartolomei Rispondi

    26 dicembre 2017 at 14:40

    Il Natale è la pietra miliare della strutturazione morale dell’Occidente.
    Pur nei pregi e difetti del Cristianesimo, come siamo lo dobbiamo a lui e papa Bergoglio ne sta distruggendo l’immagine di purezza che avevamo da tempi immemori. Propongo il mio libro dove mi adopero nell’evidenziare il valore storico filosofico della figura di Gesù, osservata nelle prette conseguenze causa/effetto.

    Potete leggerlo gratuitamente qui
    http://www.scrivereiltempo.it/2017/09/i-testi-pubblicati-in-questo-sito-e_13.html

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    http://www.lefrontieredeltempo.com/2017/07/salvate-il-cristo-dalla-chiesa-cattolica.html

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