Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Così l’Oms ci vuole rieducare alla vita sana

sigarette

Cosa stanno per vietarci, ancora? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si accinge ad organizzare a New Delhi, capitale dell’India, la prossima Cop7, la Conferenza delle Parti. Dopo la campagna contro le carni rosse, che ha lasciato di stucco i macellai di tutto lo Stivale, adesso l’organizzazione delle Nazioni Unite pare voglia prendersela con i poveretti che provano a liberarsi dal vizio del fumo con la sigaretta elettronica. Ma l’Oms non dovrebbe tutelare la salute? Proprio così. E quindi sta procedendo, non solo a un’ulteriore stretta sul tabacco, ma anche sulla sigaretta elettronica, in base a un principio ultra-precauzionale e pur in assenza di prove scientifiche solide sulla sua eventuale pericolosità. In vista della Cop7, che si terrà fra il 7 e il 12 novembre, l’Huffington Post ha rivelato che vi non vi potranno partecipare né i giornalisti né i rappresentanti delle industrie del tabacco, né le associazioni di consumatori, né i sindacati dei lavoratori dell’industria del tabacco. Esclusi anche i grani produttori del tabacco, fra cui l’Italia.

Presso la conferenza organizzata sul tema da Competere e Students for Liberty a Milano, ne abbiamo parlato con Valerio Forconi (Corporate Affairs e Legal Manager di Imperial Tobacco in Italia), il quale ci conferma che “Il difficile è cercare di capire che cosa si deciderà in occasione della Cop7, poiché non ci sarà la possibilità di assistervi, né per i giornalisti né per gli addetti al settore”. Le campagne anti-fumo sono molto visibili in Italia. La novità di questo mese è la direttiva europea che vieta la vendita di pacchetti da 10 sigarette. E cosa cambia se si comprano due pacchetti da 10 invece che uno solo da 20? Su questo punto Forconi ci spiega che: “La Commissione Europea riteneva che questo provvedimento tutelasse le fasce di età più giovani. Le nostre informazioni, però, ci dicono che i pacchetti da 10 abbiano avuto una funzione di auto-limitazione per i fumatori adulti. Sono punti di vista diversi, vedremo l’effetto che ci sarà sul mercato”. L’effetto che già si inizia a vedere, piuttosto, è quello dell’intervento sulla grafica dei pacchetti, resi anonimi o ornati con orribili foto delle conseguenze del tabagismo, come operazioni a cuore aperto o piedi in cancrena. “È giusto che i consumatori siano informati dei rischi legati al fumo di tabacco, riteniamo anche che sia l’unico prodotto al mondo che già da anni informa i consumatori adulti circa i rischi; quindi ritenevano che non fosse necessario ricoprire i pacchetti anche con immagini shock. I dati ci confermano, fra l’altro, che dove questa politica è stata già adottata da anni, non si è verificato alcun tipo di riduzione del consumo. Anzi: risulta un aumento del mercato illecito, perché i consumatori vogliono comprare il pacchetto nella sua vecchia veste grafica”.

Insomma è la solita storia del proibizionismo o, in questo caso, della volontà di rieducare, che ottiene l’effetto opposto. Perché la realtà, prima o poi si ribella. Luca Bertoletti (European Development Associate di Students for Liberty) elenca tutti i danni collaterali del nuovo proibizionismo salutista su industrie floride (alcol, tabacco e alimentari) che potrebbero perdere 100mila posti di lavoro in dieci anni. Lo studio effettuato da Students for Liberty dipinge uno scenario in cui tutti perdono: perde il lavoratore, il consumatore e la salute. Sì, perché i dati non dimostrano affatto che il vizio si riduca. “Il proibizionismo non è una filosofia giusta che produce effetti sbagliati. Produce effetti sbagliati perché è una filosofia profondamente sbagliata, ignara della natura dell’uomo”, aggiunge Simone Butera, dell’Università di Pisa.

Ma, quella dell’Oms, è anche una battaglia contro la ragione, come spiega bene, nel suo intervento, Pietro Paganini (presidente di Competere): “È una questione di libertà, di scegliere. E le decisioni dell’Oms stanno limitando la nostra libertà di scelta, innegabilmente stanno influenzando in modo drammatico le nostre scelte. Due settimane dopo i titoli sulla carne rossa (accusata di essere cancerogena, nella stessa categoria di pericolosità del fumo), il loro consumo è calato bruscamente del 5%. Ma è anche una questione di ragione. Assistiamo ormai a dibattiti quotidiani in cui il populismo prevale sulla scienza. Lo vediamo in questi mesi con l’olio di palma, accusato di essere pericoloso. L’utente dovrebbe poter scegliere liberamente di mangiare la carne rossa, di fumare o di mangiare prodotti con l’olio di palma, anche se sente dire dalle televisioni che tutto il suo stile di vita fa male. La carne non è peccato. Ma la tendenza è quella opposta, quella di vietare tutto ciò che è ritenuto anche solo indirettamente dannoso”. E il controllo dettato dall’Oms è addirittura peggiore rispetto al vecchio proibizionismo di Stato: “Mentre allo Stato si poteva chiedere una maggior trasparenza, all’organismo internazionale non puoi dir nulla”. “Sovranazionalità, lontana dal meschino particolarismo e le buone intenzioni (pace, salute, cultura…) sono le caratteristiche che accomunano tutte queste agenzie dell’Onu – ribadisce Giammarco Brenelli (Fondazione Einaudi) – E queste buone intenzioni assurgono a scopi della società. Diventano indiscutibili, abbassano la soglia critica degli individui. Questa indiscutibilità degli scopi (e delle conseguenti prescrizioni) tende a eliminare le obiezioni”. Ed è proprio questo aspetto che ha tanto il sapore della nuova distopia, del Mondo Nuovo (quello vero, non il romanzo di Huxley).

Condividi questo articolo!

di on 27 ottobre 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Così l’Oms ci vuole rieducare alla vita sana

  1. Alfonso Rispondi

    27 ottobre 2016 at 19:03

    Basta parlare di Oms, facciamoci un barbecue con bistecche di manzo Angus da due chili con l’osso!

  2. Franco C. Rispondi

    27 ottobre 2016 at 19:29

    Fumare fa male! Infatti qualcuno ogni tanto muore per il fumo.
    Mangiare la carne rossa fa male! Infatti qualcuno ogni tanto muore di cancro.
    Vivere fa peggio che male! Infatti TUTTI siamo destinati a morire.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *