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Cosa sta succedendo (davvero) con la Russia

I media ci raccontano di una nuova Guerra Fredda scatenata dall'Occidente. Ma in realtà è Putin a minacciare l'Europa con i suoi missili balistici. E al confine il rapporto di forze è impari: ci sono cinque militari russi per ogni soldato Nato. Allora, chi è l'aggressore?

putin 2

A giudicare dal tono dei notiziari, pare che abbiamo iniziato una nuova campagna di Russia. Forse avevamo nostalgia della campagna del 1941-43, con relativa ritirata nella neve e nel gelo? Vogliamo far rigirare nella tomba Mario Rigoni Stern? Poi vai a leggere bene le notizie e scopri che si sta parlando di tutt’altro. L’Italia manda un piccolissimo contingente di 140 uomini, giusto per fare vedere che ci siamo anche noi, non in Russia ma in Lettonia, un Paese Nato. La decisione di mandare il corpo di spedizione è stata presa l’estate scorsa al vertice di Varsavia. Il motivo è quello di rassicurare i Paesi baltici che, in quella posizione isolata e con una confinante Russia sempre più minacciosa, hanno chiesto un po’ di truppe Nato sul loro territorio. Il significato militare è minimo, quello politico è un po’ più forte. Si tratta di ricordare a Mosca che Estonia, Lettonia e Lituania sono membri a tutti gli effetti della Nato. Quindi, un’eventuale aggressione alle tre repubbliche ex sovietiche, significa una guerra contro tutta l’alleanza. Tutto qua. L’Italia è parte della Nato, quindi partecipa alla rotazione di truppe alleate nei Paesi baltici.

Anche prima che Putin prendesse le redini della Russia, la dottrina militare russa ha sempre considerato la Nato come il principale antagonista, almeno fin dal 1993. Dal 1995 gli ambienti militari russi hanno seriamente preso in considerazione l’idea di annettere i Paesi baltici in caso di conflitto con l’Occidente, se non altro a causa della presenza di forti minoranze russe in Estonia e Lettonia. Il che spiega perché Estonia, Lettonia e Lituania, a salvaguardia della loro indipendenza, abbiano chiesto con insistenza l’accesso all’Alleanza Atlantica. Nell’ultimo aggiornamento della dottrina, Putin ha reso ancora più esplicita questa linea, considerando la Nato come la principale minaccia alla sicurezza russa. Sono esplicite anche le esercitazioni del fronte occidentale russo, le manovre Ladoga e Zapad, che si tengono con regolarità. L’obiettivo è lampante: prendere il controllo del Baltico. E non solo quello presidiato dalla Nato: lo schieramento delle forze russe, così come le manovre stesse, indicano che pure la neutrale Finlandia sia nel mirino. E la crisi più recente, almeno dal 2014, riguarda pure la Svezia, anch’essa neutrale. Non c’è da stupirsi, dunque, se i Paesi che si affacciano sul Baltico si sentano insicuri e chiedano una maggior presenza degli alleati sul loro territorio.

Anche in questo momento di tensione, i russi hanno annunciato lo schieramento di missili balistici a corto raggio Iskander nell’enclave di Kaliningrad. Forse la notizia non ha ottenuto l’attenzione che merita: più volte minacciato, lo schieramento di questi missili implica che tutti i Paesi Nato della regione, inclusa la Germania, sono potenzialmente sotto tiro. Considerando che gli Iskander potrebbero anche essere dotati di testate nucleari, vuol dire che l’incubo della minaccia atomica è tornato in Europa. L’equilibrio delle forze è ancora enormemente sbilanciato a favore della Russia: a fronte dei piccoli eserciti locali, di tre nuovi battaglioni della Nato nel Baltico e una divisione statunitense in Polonia (che non è ancora sul posto), i russi schierano almeno due armate, la XX e la VI. Si tratta di un rapporto di forze che, a mobilitazione completata, garantisce ai russi un vantaggio di 5 a 1. Noi però sentiamo alti lai solo per il piccolo schieramento Nato in difesa del fianco orientale. Perché?

Sicuramente l’informazione russa fa molta presa sul pubblico italiano. E sin dai tempi dell’Urss, le notizie e le analisi che arrivano da Mosca rielaborano in varie versioni la metafora del bue che dà del cornuto all’asino. I sovietici classificavano come “aggressione” persino le rivolte anticomuniste interne a DDR, Ungheria, Cecoslovacchia e Afghanistan, giustificando così l’invio delle loro truppe per sedarle. Dopo l’Urss, la Russia riprese lo stesso stile. Accusò di “aggressione” la piccola Georgia, per aver intrapreso un’azione militare in Ossezia, all’interno del suo stesso territorio sovrano. Nel 2014 classificarono come “aggressione” la rivoluzione del Maidan in Ucraina, sebbene non vi fossero neppure movimenti militari in corso, ma solo un moto di civili. E così hanno giustificato la loro annessione della Crimea. Poi hanno accusato di “aggressione” l’Ue per sanzioni applicate a singole personalità russe, collegate all’annessione della Crimea e hanno risposto con un embargo su interi settori della nostra economia. Oggi iniziano a descrivere come “aggressione” o quantomeno “provocazione”, l’invio di piccoli contingenti della Nato in territorio Nato. In teoria si tratta di contorsionismi verbali talmente poco realistici che nemmeno i membri del partito di Russia Unita potrebbero crederci.

In pratica, però, la loro versione spopola sempre di più. In Italia, a dar retta alle incredibili acrobazie propagandistiche made in Cremlino erano solo i comunisti duri e puri (quelli meno ottusi, almeno, si resero conto che Cecoslovacchia e Afghanistan non stavano aggredendo l’Urss). Oggi, paradossalmente, sono gli anticomunisti di allora che prestano maggiormente ascolto alla propaganda del Cremlino. Siamo arrivati a un livello tale di masochismo che protestiamo contro l’Ue per le sanzioni che ci sta imponendo la Russia e nemmeno i diretti interessati nel settore agro-alimentare si rendono più conto di questo paradosso. Senza addentrarci nelle possibili cause ideologiche, religiose, sociali e psicologiche di questa colossale distorsione della realtà, limitiamoci a constatare che c’è un pezzo rilevante di popolazione italiana che vorrebbe uscire dalla Nato e allearsi con la Russia. E fra questi c’è una componente politica alienata dal modello liberale e democratico occidentale che vuole un’alternativa autoritaria, tradizionale, militarista. Ed è questa la cosa che dovrebbe preoccuparci maggiormente. Non un improbabile scoppio di una guerra nel Baltico, ma proprio il fatto che ci sia un pezzo d’Italia pronta a credere al primo dittatore che passa.

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di on 17 ottobre 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

35 commenti a Cosa sta succedendo (davvero) con la Russia

  1. Sergio Andreani Rispondi

    17 ottobre 2016 at 07:28

    Mancavano un po’ di articoli contro Putin e la Russia.

    Capisco che siate delusi per il fatto che in Siria lui stia vincendo , mentre i guerriglieri assassini finanziati da USA, Arabia Saudita, Quatar e Israele lo stiano prendendo nel c…però, dai. Non si può vincere sempre.

    Un saluto ai sionisti che si prodigano nella cura dei terroristi siriani sulle alture del Golan.

    A proposito, dite ai vostri amichetti a stelle e strisce di stare attenti a bombardare ” per sbaglio ” i soldati siriani come hanno fatto pochi giorni fa a Deir Ezzur, per aiutare gli uomini dell’ Isis: Il cattivone Putin a schierato altri missili S 300 ed S 400.Al prossimo errore gli aeroplanini infami ( aviazione del Daesh ” ve li tira giù tutti.

    Complimenti invece ai servizi segreti americani per la divertente farsa dell’attentato di New York con la pentola a pressione: perlomeno è servita a distogliere l’attenzione della stampa internazionale, proprio in coincidenza col massacro di Deir Ezzou, dalla ennesima porcata statunitense.

    Veramente di alta moralità, questi ameri-cani.

    • Francesco_P Rispondi

      17 ottobre 2016 at 13:12

      Il veri problemi sono la mancanza di strategia e la debolezza della politica estera americana negli ultimi 8 anni. Queste gravi lacune non potranno che aggravarsi con la probabile elezione della Clinton a Presidente USA. Bisogna anche aggiungere l’insufficienza dei finanziamenti al Pentagono e ai problemi di continuità delle forniture dovute alle discontinuità nel flusso di cassa dovuto ai tagli di budget automatici (sequestration). Oggi le forze armate americane sono più piccole, logorate da confine guerre a bassa intensità e non adeguatamente rifornite con i mezzi più efficaci.
      _____________
      La Cina sta minacciando i traffici internazionali con il suo espansionismo nel Mar della Cina orientale e meridionale e nell’Oceano Indiano e con le rivendicazioni territoriali (es. Isole Senkaku, ecc.), la costruzione di isolotti artificiali come basi avanzate, ecc.
      La Russia sta alzando la voce e trova facili argomenti di propaganda per gli errori commessi dagli americani e dall’Europa sia in politica estera che interna (flusso di migranti, subordinazione ai musulmani, ecc.). L’aggressività di Putin trova alimento proprio nella ottusità e nella boria dei leader occidentali (Obama, Sarkozy, Hollande, Cameron, …). L’apice del masochismo occidentale è stato raggiunto quando la Clinton era segretario di Stato.
      _____________
      In particolare, in Libia ed in Siria gli Stati Uniti si sono cacciati in un vero e proprio “cul de sac”, scoperchiando il Vaso di Pandora dei conflitti etnico-religiosi-tribali sopiti per anni da dittatori sanguinari.
      Bisogna notare che quella Siriana è principalmente una guerra fra le tre aspiranti potenze regionali dell’area, Iran, Arabia Saudita e Turchia. Gli americano si sono accodati senza un perché se non quello di favorire la monarchia saudita, implicata nel finanziamento e nell’armamento dei guerriglieri di Al Nusra e altre fazioni, legati ad al Qaeda. Oggi tutto l’Occidente sta raccogliendo i frutti di una politica estera priva di senso e contraria ai propri interessi.
      _____________
      A questo quadro sconfortante dobbiamo aggiungere l’Iran Deal. Con questo accordo che rappresenta la capitolazione di fronte alla minaccia della proliferazione nucleare gli USA hanno aperto proprio all’Iran che sostiene i fanatici sanguinari Hezbollah in Siria contro i guerriglieri cosiddetti “moderati” (moderati come Abu Sakkar, quello che diffuse un video in cui mangiava il cuore di un soldato appena ucciso).
      Altro fronte della guerra Iran – Arabia Saudita è lo Yemen. I guerriglieri Houthi, finanziati e armati dall’Iran, pochi giorni hanno preso di mira le navi americane nel Golfo di Aden con missili antinave. Lo hanno rifatto sabato scorso nonostante la distruzione di alcune batterie missilistiche in risposta al primo attacco.
      _____________
      Urge una profonda revisione della politica estera americana o sarà il disastro!

    • Arcroyal Rispondi

      17 ottobre 2016 at 13:34

      Povero caro, le lacrime che stai versando da giorni sui macellai morti a Dein Ezzor ti offuscano lo sguardo. Purtroppo per te ed per i tuoi eroi gli “aeroplanini” dei cowboy e dei giudei volanti continuano ad andare e venire dai cieli sopra la macelleria Assad. Come è sempre stato e sempre sarà. Perchè come insegnano proprio le guerre del Medio Oriente dal 1947 ad oggi, per quanto siano buoni, gli armamenti costruiti dai russi non bastano a fermare i nobili cavalieri dell’Occidente sui loro Pegaso corazzati.

      • Padano Rispondi

        17 ottobre 2016 at 16:22

        “I nobili cavalieri dell’Occidente sui loro Pegaso corazzati”… Ommisignur!
        E’ dai tempi dell’Istituto Luce che non sento espressioni di questo taglio…

        • Arcroyal Rispondi

          17 ottobre 2016 at 17:08

          Bestia, la citazione arriva dai Cavalieri dello Zodiaco, altro che Istituto Luce.

          Visto che Andreani martoria queste pagine con una continua propaganda per bande di volgari assassini che sembra copiata pari pari dal Deutsche Wochenschau, viene naturale rispondere con i toni che merita: si chiama legge del contrappasso.

          Adesso rientra pure nella tana a meditare sulla tua incommensurabile ignoranza: neanche Lady Isabel e i suoi servitori conosci.

          • Padano

            18 ottobre 2016 at 09:58

            No, all’epoca non guardavo più i cartoni animati.
            Guardavo “Colpo grosso”.

    • vale Rispondi

      17 ottobre 2016 at 17:07

      perdete putiniani,perdete.inutile a morsicare le code.vi piacerebbe applausire a nuovo hitler sulle piazze di roma e milano come nel anni 40 .mai succedera, lecca c…i

      • Sergio Andreani Rispondi

        17 ottobre 2016 at 18:02

        Complimenti per il tuo italiano aulico.

  2. Luca Rispondi

    17 ottobre 2016 at 08:49

    Stupidi costoro che le sano alla grande Russia e tre volte stupidi c’è inutili noi.Valiamo ben poco e sia mo debolissimi.L’insipienza del periodo Obama ha fatto il resto.

  3. Franco C Rispondi

    17 ottobre 2016 at 09:33

    Quando tanta gente prova simpatia per un dittatore (e non è la prima volta nella storia) è perchè gli altri che non sono dittatori hanno fatto schifo.
    I dittatori sono pericolosi, questo è certo, ma anche gli altri che si dichiarano democratici sono altrettanto pericolosi, e lo hanno dimostrato ampiamente.

  4. Albert Nextein Rispondi

    17 ottobre 2016 at 10:13

    I russi non sono stinchi di santo.
    Ma il caos in giro per il mondo, le tensioni, le guerre locali, il terrorismo hanno un unico e grande responsabile.
    La politica estera americana.
    Se possono metter becco in affari che, solo per ipocrisia e malafede , considerano di sicurezza nazionale , lo fanno e si tirano dietro i babbei alleati della Nato.
    Si tratta solo di business, di imperialismo sotto le mentite spoglie di interventi per la libertà e la democrazia.
    Una politica estera marcia, delinquenziale.
    E questo va avanti dalla seconda guerra mondiale.
    Io ricordo solo che Eisenhower nel discorso di commiato dalla presidenza mise in guardia i cittadini americani dal sistema finanziario-militare e dalle lobby ad esso collegate.
    Aveva ragione.
    Gli americani, come suggerisce Ron Paul e il buon senso comune, dovrebbero attuare una politica estera di stretta non ingerenza.
    Rapporti commerciali liberi con tutti, senza dazi, senza trattati “regolatori”.
    Abbandono di alleanze farlocche , come quella con i sauditi.
    Chiusura di tutte le basi all’estero. Scioglimento della Nato.
    E le singole nazioni si arrangino da sole.
    Vivremmo tutti meglio.

    • maboba Rispondi

      17 ottobre 2016 at 18:43

      concordo

  5. AdrianoZ Rispondi

    17 ottobre 2016 at 11:00

    la pensa diversamente Sergio Romano, ex ambasciatore a Mosca, la cui intervista è pubblicata da poco da linkiesta.it.
    Dall’intervista di Romano si legge un’analisi ponderata e realistica: Magni perché non intervista Sergio Romano e cerchiamo di capire dove mettere l’ago della bilancia?

    • Arcroyal Rispondi

      17 ottobre 2016 at 14:00

      Qualche giorno fa il Foglio non si è limitato ad intervistare il più rinomato allievo della pessima scuola Farnesina, ma per sentire l’aria che tira è salito fino in Finlandia, un paese oggetto di diversi graziosi tentativi di annientamento da parte della Russia e che per decenni ha adottato una rigorosa politica di neutralità per non innervosire l’orso feroce che la sfiga gli ha imposto come vicino di casa. Anche lì stanno aumentando i favorevoli ad un ingresso nella Nato perchè la minaccia rappresentata da Putler si fa di giorno in giorno più inquietante. Una pensionata ricordava come il padre che aveva combattuto nel 1939 la Guerra d’Inverno gli ripeteva sempre di non fidarsi mai dei russi. Altri, più cauti, non celavano però la loro preoccupazione per il futuro. Credo che ad Helsinki ne capiscano di più di tutti i Sergio-sergio di questa terra.

      L’aspetto più avvilente dell’intervista a Sergio Romano ( uno che ormai da anni per antiamericanismo e odio verso Israele si è ridotto al livello di un Andreani qualsiasi, solo appena un pò più furbo nel mascherare i suoi istinti bestiali ) è proprio l’assoluta noncuranza, l’autentico menefreghismo verso i popoli dell’Europa orientale e la loro libertà. Baltici, polacchi, ucraini, finlandesi, rumeni, cechi, ungheresi hanno pagato un prezzo altissimo all’imperialismno russo e oggi hanno giustamente paura di finire di nuovo sotto il tallone degli eserciti di Mosca. Romano finge di non vedere le montagne di morti e le macerie che i russi si sono lasciati dietro quando un Occidente consapevole della propria forza e della sua immensa superiorità morale li obbligò a levare le tende da Varsavia, Praga e località limitrofe.

      Eppure i popoli orientali non hanno mai ricevuto un risarcimento per i misfatti che i russi sconfitti hanno compiuto. La Germania è risorta e si è liberata del suo efferato nazionalismo solo con la fine della seconda guerra mondiale e con l’intelligente occupazione angloamericana che con il processo di Norimberga, un’attenta denazificazione e l’imposizione di rigide regole in ambito militare, ha segnato la strada della rinascita. La Russia invece non ha mai pagato un prezzo per i disastri di cui si è resa responsabile nell’ultimo secolo. Il risultato di questa omissione di giustizia è sotto gli occhi di tutti tranne che dei Romano.

      • Sarcastico Rispondi

        18 ottobre 2016 at 17:22

        Arcroyal, io capisco che la Storia non sia il tuo forte, ma ti ricordo che rumeni e ungheresi si sono ritrovati l’Armata Rossa in casa perché si sono uniti alla crociata nazista del 1941, come del resto i finlandesi. Quanto agli ucraini, potranno parlare di risarcimenti quando inizieranno a risarcire i polacchi per la pulizia etnica del 1943. Studia, che fai più bella figura

        • Arcroyal Rispondi

          21 ottobre 2016 at 17:16

          Tu non sei neanche un cosacco da tastiera. Sei quello che i cavalli dei cosacchi si lasciano dietro dopo un abbondante pasto.

          L’Europa dell’est fu consegnata nelle mani di Hitler dal patto Molotov-Ribbentropp. Quando poterono scegliere tra russi e tedeschi ( a finlandesi, lettoni, lituani, estoni, rumeni non fu praticamente lasciata possibilità di scelta perchè tra la fine del 1939 e il 1940 dalla sera alla mattina si trovarono l’Armata rossa e l’NKVD in casa, ndr ) gli europei orientali scelsero i nazisti come male minore: a differenza tua conoscevano troppo bene la Russia. Non tutti possono avere il folle coraggio dei polacchi che dissero no ad entrambi e morirono in più di cinque milioni e mezzo.

          Quanto all’Ungheria, i russi nel 1919 sponsorizzarono l’avvento della dittatura di Bela Kun. Alla stragrande maggioranza degli ungheresi bastarono quei pochi mesi di delizie bolsceviche per rinverdire i ricordi del 1849 quando la libertà magiara fu soffocata nel sangue dagli eserciti russi. E nonostante che molti ungheresi per odio di Mosca si fossero completamente consegnati alle peggiori idee naziste ( esattamente come oggi molti dalle parti di Aleppo non trovano altra soluzione che imbracciare il fucile insieme ai tagliagole di al-Nusra ), in tanti a Budapest conservarono il senso dell’onore.

          Pal Teleki, ministro degli esteri ungherese il 3 aprile si sparò perché trovava insopportabile che il suo paese avesse autorizzato il passaggio delle divisioni della Wehrmacht inviate ad invadere la Jugoslavia. Da Molotov in giù nessun russo ha mai pensato di tirarsi un colpo alla tempia per essersi accordato con Hitler e aver così permesso ai nazisti di sfilare per le strade di Varsavia e Parigi.

          Dell’Ucraina non vale neanche la pena parlare troppo. Basta citare le cifre dell’Holodomor: solo tra il 1932 e il 1933 morirono tra i due milioni e mezzo e i sette milioni di ucraini a causa della carestia pianificata dai russi, per non parlare degli altri milioni scomparsi negli anni precedenti e successivi sempre ad opera di santa madre Russia. Solo uno come te imbevuto della peggiore propaganda russofila può trovare incomprensibile che nel 1941 gli ucraini, stremati, appena videro i primi carri armati tedeschi per le strade di Kiev si siano precipitati fuori a festeggiare la liberazione.

          La Russia quando gli viene lasciato campo libero, è sempre causa di immani tragedie. E oltre ai cumuli di morti e macerie, riesce anche a suscitare e diffondere pessime idee in chi ha la sfortuna di trovarseli tra i coglioni. Solo le merdacce come te che vivono a migliaia di chilometri dalle cupole del Cremlino e non hanno mai provato sulla pellaccia cosa significhi, possono essere tanto ciechi e sordi di fronte alle ben fondate paure di chi vive a Varsavia e a Praga.

          • Sarcastico

            21 ottobre 2016 at 19:55

            Arcroyal, te lo ripeto, studia, che non ne hai un’idea. Oppure se ci tieni così tanto a combattere i russi, prendi un fucile e vallo a fare di persona.

  6. Marco Rispondi

    17 ottobre 2016 at 12:49

    è bastato chiamarli e i “Figli di Putin” sono apparsi. Sbavando di rabbia, ovvio!

    Brutta cosa il fanatismo

    • Franco C. Rispondi

      17 ottobre 2016 at 14:17

      Perbacco! Quanto tromba Putin, per avere tutti questi figli!

  7. Arcroyal Rispondi

    17 ottobre 2016 at 13:13

    Articolo semplicemente da incorniciare, e da stampare in manifestini per lanci aerei sulla redazione del Giornale occupata da manipoli di efferati cosacchi da tastiera, stupratori seriali della verità. L’intraprendente si conferma l’unico giornale della destra italiana che non ha smarrito il senso della storia, la consapevolezza che questi ultimi 70 anni di pace, benessere e soprattutto diffusione e rafforzamento delle libertà non sono piovuti dal cielo per la benevolenza di una qualche divinità. Ma arrivano dritti dritti da quel Patto atlantico contratto nel giugno del 1941 al largo di Terranova tra il primo ministro britannico e il presidente degli Stati Uniti: il più straordinario motore di progresso mai acceso nella storia umana.

    Un paio di considerazioni.

    Quando Magni acutamente osserva che

    cit. “Oggi, paradossalmente, sono gli anticomunisti di allora che prestano maggiormente ascolto alla propaganda del Cremlino”,

    forse quel “paradossalmente” è di troppo. Come l’antifascimo tra il 1943 e il 1945 non era affatto garanzia di amore per la libertà, ma anzi sotto le sue bandiere si ritrovarono decine di migliaia di partigiani comunisti filorussi che non erano meglio delle formazioni nazifasciste. Così negli anni della Guerra fredda sulla linea del fronte italiano contro l’imperialismo sovietico si ritrovarono numerosi nostalgici del fascismo e cattolici ‘democratici’ che avevano in odio il capitalismo e il liberalismo tanto quanto i rossi. L’Andreani in lutto per una sessantina di SS al soldo della macelleria Assad che a causa di un ‘errore americano’ non potranno più torturare e massacrare, i Franco C che sono morti insieme a Saddam e a Muhammar ma purtroppo non lo sanno, i Nextein che vorrebbero sciogliere l’America e la Nato nell’acido ma intanto se ne stanno stravaccati sulle libertà garantite dagli angloamericani, saltano tutti quanti furoi da quel buco nero là, la lunga tradizione oscurantista antiliberale e anticapitalista che ha ammorbato tanta parte di questo paese inesistente, e prodotto disastri di ogni specie.

    Poi c’è la speranza. Molte delle sue ricette economiche e di politica interna avvicinano troppo l’America ai fallimenti socialdemocratici europei ( ma un senato e una camera nelle mani dei repubblicani potrebbero attenuare notevolmente questi cedimenti al sanderismo… ), però non si può dire che Hillary Clinton non sia perfettamente consapevole del pericolo che la Russia putiniana rappresenta. Se lei diventerà presidente, se una nuova regina guerriera siederà sul trono dell’Occidente, questa fiammata di revanscismo russo si ridurrà a ben poca cosa. Dubito che tra le rovine di Aleppo est ci siano oggi molti sostenitori di Trump.

    • Sarcastico Rispondi

      18 ottobre 2016 at 19:41

      Arcroyal, visto che parli di regine guerriere et similia, perché non prendi fucile e vai a combattere i russi di persona? Hai l’imbarazzo della scelta, puoi andare nel Donbass o in Siria, e fare il Rocky di persona. Ti si paga anche il biglietto, guarda

      • Arcroyal Rispondi

        21 ottobre 2016 at 17:24

        Discorso già fatto a suo tempo con i vari quarto d’uomo e babbuino ghignante, come ben sai essendo tu un merdoso residuato di quella stagione

        http://www.lintraprendente.it/2016/02/cari-putiniani-vostro-leader-ora-si-accorda-coi-talebani/

        Ripetiamola va, perchè cercate sempre di buttarla sulle virtù militari di ciascuno, mentre qui la questione è molto più semplice e meno sanguinosa. Io nell’anglosfera ci vivo felice e la difendo come il migliore dei mondi possibili. Sei tu quello che predichi in russo ma ti guardi bene di andarci a vivere. Sei tu quello fuori posto, non io. Sei tu il verme che si rotola negli agi procurati dagli angloamericani pur continuando a defecarci sopra. Gradisci le dittature e i regimi autoritari? Non hai che da fare la valigia e partire: ci penseranno Putler e i suoi associati a farti cambiare idea.

        • Sarcastico Rispondi

          21 ottobre 2016 at 19:57

          Arcroyal, sei sempre più patetico, i tuoi insulti non rendono vere le balle che racconti, caro il mio Rambo da tastiera

          • Arcroyal

            22 ottobre 2016 at 12:32

            Rambo non mi piace perchè non rientra nei modi efficaci per vincere un conflitto: Achille non è mai riuscito a conquistare da solo le mura di Troia. Rocky non mi gusta neppure perchè pratico ed ho praticato molti sport, ma il pugilato mai e in ogni caso non dal salotto di casa: starmene in poltrona a guardare gli altri faticare mi deprime. Leone da tastiera o chicken hawk vanno invece benissimo perchè qua dentro senza alcun riscontro nella real life in molti sembriamo solo chiacchiere e distintivo. Tu però nè Rambo nè Rocky nè Re Leone: uno che si è presentato la prima volta qua sopra al seguito di una squadretta di cosacchi de noantri perchè da solo, giustamente, temeva di fare una ben misera figura, e che si vergogna a tal punto delle belinate che scrive da cambiarsi di nick perchè non regge alle figuracce neppure con degli sconosciuti su internet, temo che sia un Fantozzi o un Filini non solo sulla tastiera, ma pure nella vita di tutti i giorni.

  8. Marco Rispondi

    17 ottobre 2016 at 13:53

    Non mi pare che Sergio Romano sia un figlio di Putin, né un amico del berlusca amico di Vladimiro… vero che gli americani sono ovunque ed hanno basi ovunque..non é la russia che si allerga, sono altri che la circondano.

    http://www.linkiesta.it/it/article/2016/10/13/sergio-romano-nuova-guerra-fredda-con-la-russia-e-colpa-nostra-di-puti/32063/

  9. Giovanni Alvaro Rispondi

    17 ottobre 2016 at 15:06

    Vi seguo, ma quest’atteggiamento per l’abbronzato e contro Putin èfuori luogo. Dopo un Nobel ‘rubato’ chiude i suoi 8 anni lasciando in eredità una guerra fredda che può avere sviluppi impensabili. Andate cauti con questi atteggiamenti che più d’essere anti Putin sono contro l’umanità

    • Alfonso Rispondi

      17 ottobre 2016 at 15:21

      Ricordati che è diventato presidente per questo: smantellare il prestigio del suo paese in patria e all’estero.

      • Giovanni Sallusti Rispondi

        17 ottobre 2016 at 15:27

        Appunto. Ora però se ne va. E, nonostante otto pessimi anni obamiani, la libertà sta ancora a Washington, non a Mosca. Saluti, a presto!

  10. roby Rispondi

    17 ottobre 2016 at 16:33

    Come al solito non ne beccate una, l’informazione per voi è cosa al di sopra delle vostre possibilità.

    VERGOGNATEVI

  11. Emilia Rispondi

    17 ottobre 2016 at 17:39

    La ragione, in questo caso, non sta tutta da una parte. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    • Dario Rispondi

      17 ottobre 2016 at 19:58

      Putin è molto più peccatore dei suoi nemici ma le pietre le scaglia lo stesso.

      • Emilia Rispondi

        18 ottobre 2016 at 11:14

        Può darsi. Ma Usa e Europa non illibbati

  12. Anonimo Rispondi

    17 ottobre 2016 at 19:14

    Gran parte dei commenti che leggo mi fanno un po’ sorridere. Si sente molto in giro “E’ colpa degli stati uniti, degli ameri-cani, wof wof”, tuttavia ci si dimentica che il mondo non è diviso in due uniche alternative, quella è la maniera per cui viene presentato, due facciate che nascondo infinite strade. Così antiamericanismo diventa putinismo, dimenticandoci che non ha molto senso schierarsi con un assassino per accusarne degli altri. Tutti quanti hanno la loro dose di sangue sulle proprie spalle, non sangue giusto, il sangue “giusto”, non esiste, esiste solo sangue, e spesso è innocente. Siete contro gli americani perchè sono sfruttatori, sanguisughe ed assassini? Benissimo, ma allora non c’è senso foraggiare uno stato che ha prosciugato i suoi “satelliti” alla medesima maniera degli U.S.A. reprimendo le proteste con la forza, investendo milioni di rubli sulla propaganda mediatica. O come voler fuggire dallo spettro sovietico nascondendosi nella (poco) rassicurante ombra degli Stati Uniti. Esiste una cosa, chiamata “individualità del pensiero” che si ottiene non leggendo l’articoletto sulla propria rivista preferita, che pagata da Caio scrive solo cose che vuole Caio, ma espandere i propri orizzonti, confrontare le notizie, scoprire, come diceva Socrate, una “propria” verità, perchè di verità non c’è n’è mai una, ce ne sono molte, e spesso quelle più sgradevoli da sentire vengono lasciate in disparte. Alla fin fine se si nasce con una testa bisogna anche impararla ad usare, altrimenti se si lanciano accuse o illazioni in base alle proprie antipatie allora tanto varrebbe che la Terza Guerra scoppiasse perchè non saremmo molto differenti dai sassi che calpestiamo. Oppure lo si vuol far come mestiere, allora in quel caso se la calugna deve essere una fonte di guadagno basta bussare alla porta del Cremlino, lì ci sono aziende intere che se ne occupano, almeno per il vostro “sforzo” verrete pure pagati! Due piccioni con una fava, no?

  13. Marcello Bailo Rispondi

    17 ottobre 2016 at 20:34

    Non mi considero né da una parte né dall’altra, ma penso che chi ha scritto questo articolo non lo sia altrettanto.
    Fino al 1989 la nato controllava un territorio che finiva sulla linea tra Svezia ed Italia, tagliando in due la Germania, ora arriva fino ai confini russi, chi è che sta aggredendo chi? Si può dire di tutto, ma i fatti non si possono negare. Le sanzioni alla Russia le hanno volute gli Americani, ed, ovviamente, i russi hanno fatto altrettanto, risultato, ci ha rimesso una grossa parte dell’economia europea (a favore degli americani).
    La guerra che si sta combattendo non è stata neanche voluta dagli americani, ma dal Kuvwait. Si sta combattendo per il metanodotto che dovrebbe arrivare da là, ma senza il benestare della Siria non si può fare. La Siria ha accettato il metanodotto che arriva dall’Iran, che pesca dallo stesso sebatoio del Kuwait. Senza la Russia, Assad sparirebbe in un attimo, perciò si deve togliere di mezzo Putin. Purtroppo per lorsignori, Putin è il miglior capo di stato che la Russia abbia mai avuto e sa giocare molto meglio di tutti gli altri messi assieme, lo si è visto col caso del pilota russo abbattuto dai turchi che ha aperto le porte ai militari russi in Siria. Forse apparirò di parte, ma guardo solo i fatti.

  14. Arcroyal Rispondi

    22 ottobre 2016 at 12:36

    @lla merdaccia sarcastica

    cit.”Arcroyal, te lo ripeto, studia, che non ne hai un’idea…”.

    Ma quando ti si risponde entrando nel merito, adesso ricorri alla comica dell’uscita di scena sdegnata? Io non sono certo una cima ed ho ancora moltissimo da studiare, ma tu sei proprio un caprone che non sa una mazza tranne 4 o 5 fesserie raccattate nelle fogne della rete.

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