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Tornano quelli della patrimoniale

Susanna Camusso la ripropone ancora, per abbassare così le tasse sui salari. È il solito paradosso livellatore della sinistra: quando sei povero, promette di togliere ai ricchi per dare a te. Ma guai a te se diventi ricco...

Susanna Camusso (foto tratta Google Plus)

Susanna Camusso, leader della Cgil, propone di introdurre una tassa patrimoniale. Ma non l’avevamo già detto? Sì, se i lettori hanno la sensazione di vivere un déjà vu, hanno perfettamente ragione. L’altra volta proponeva di alzare la tassazione sulla casa per poter pagare le pensioni. Questa volta? Propone di introdurre una patrimoniale per poter abbassare le tasse sui salari. E ancora nel 2012, quando c’era Monti al governo, proponeva una patrimoniale, come sostituto alle politiche dei tagli della spesa pubblica (che poi non si sono nemmeno fatte).

Insomma, tutti gli anni, più di una volta all’anno, la leader della Cgil propone l’introduzione della patrimoniale. Perché, come spiegava già quattro anni fa: «è la vera redistribuzione fiscale». Nella sua intervista rilasciata a La Repubblica, la giustifica con la necessità di trovare coperture per tagliare le tasse sugli incrementi dei contratti nazionali. Dietro c’è l’idea che: più soldi circolano nelle tasche dei lavoratori, più aumentano consumi e produzione, prima si esce dalla crisi. La pressione fiscale, però, in questo modo si sposta, ma non cala. E, con una tassa che colpisce i patrimoni, la ricchezza verrebbe sottratta proprio a chi, solitamente, ha più tempo e mezzi per consumare. E’ sicuramente una proposta più coerente rispetto alla precedente, quella che andava a beneficio dei pensionati, perché se non altro questa avvantaggia i proletari ancora attivi rispetto agli “sfruttatori”, teoricamente adagiati sul loro patrimonio, secondo l’immaginario marxista. Ma va notato anche il ragionamento che precede questa ennesima riproposizione della patrimoniale. Renzi vuole detassare gli aumenti di stipendio a chi produce di più in azienda? La Camusso si oppone e rilancia: detassare tutti gli stipendi, nel nome dell’uguaglianza dei lavoratori. Visto che il suo progetto costerebbe di più, allora come copertura torna la tassa sul patrimonio, nel nome dell’uguaglianza fra cittadini ricchi e poveri.

È chiaro che qui è l’ideologia che parla, più che il calcolo economico. Non a caso, la Camusso sostiene che la politica «ha delegato al sistema finanziario e imprenditoriale di decidere le nostre prospettive», poi che «il problema è questa politica che si fa governare dai seguaci di un’ideologia economica sbagliata», cioè il solito perfido neoliberismo di cui Renzi sarebbe un esponente (anche se nessuno se ne è accorto). Ora, non c’è assolutamente nulla di male nel tagliare le tasse a tutti i salari. Noi “perfidi neoliberisti” siamo gli ultimi che potrebbero opporsi a una misura simile. Quel che non va è che una tassa uscita dalla porta del salario, rientri dalla finestra del patrimonio.

C’è un problema in questa ideologia: il livellamento verso il basso. Se svincoli l’aumento dello stipendio dalla produttività, che incentivo hai per lavorare di più e lavorare meglio? … Ah già, stavamo dimenticando che il motto tradizionale sindacale è “lavorare meno, lavorare tutti”. Una ricetta che ha permesso all’Urss di mandare Gagarin nello spazio. E di collassare su se stessa appena trent’anni dopo. Se per alzare gli stipendi a tutti i lavoratori, dobbiamo stangare il patrimonio accumulato nel tempo, che incentivo hai di guadagnare di più? E’ il solito paradosso della sinistra: quando sei povero, il governo promette di togliere ai ricchi per dare a te. Ma guai a te se diventi ricco, perché il governo toglierà a te per dare a qualcun altro. Quindi, tolto l’incentivo a lavorare di più, tolto quello di diventare ricco, cosa resta? Una società di eguali. E, come constatava Churchill, quasi un secolo fa, «il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni, la virtù inerente al socialismo è l’uguale condivisione della miseria».

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di on 6 settembre 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Tornano quelli della patrimoniale

  1. sergio Rispondi

    5 settembre 2016 at 08:22

    • sergio Rispondi

      5 settembre 2016 at 08:35

      con il culo degli altri

  2. Luca Rispondi

    5 settembre 2016 at 09:30

    Condividere la miseria…si vero questa è’ l’ideologia di fondo che distrugge le civiltà possibili ed il benessere.L’ideologia pauperista è’ nemica e rende impossibile l’opera della politica ma la Camusso cosa volete sappia lei faceva o fa la sindacalista.Ditele se la incontrate al mare che di patrimoniali i governi non eletti dal suo collega Napolitano ne hanno messe trecento almeno è che da questo paese comunistizzato da cretinate di questa portata si scappa tutti .I governi sinistri non possono che creare sofferenze.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    5 settembre 2016 at 09:58

    È vero che più soldi circolano nelle tasche della gente, più aumentano i consumi e prima si esce dalla crisi… per cui politici e sindacalisti restituiscano il mal tolto, dimezzino tasse ed imposte, riducano all’osso la spesa pubblica.
    Purtroppo la sinistra è una corporazione che vive e prospera sulla pelle dei poveri. Se non ci fossero i poveri non ci sarebbe la sinistra. “il livellamento verso il basso” non è un’ideologia, ma una strategia sinistra.

  4. Milton Rispondi

    5 settembre 2016 at 11:06

    Il problema non é la Camusso. Il problema é che almeno l’80% degli italiani la pensa così, ed in grande maggioranza sarebbe pronto a votare una misura del genere, supponendo che i ricchi ai quali applicarla siano sempre gli altri.

  5. adriano Rispondi

    5 settembre 2016 at 12:58

    Soliti discorsi.Già fatti.Già anche attuati con il cosiddetto bollo del due per mille.Chi dice che può andare si ricordi che ,come sempre,si parte dai grandi patrimoni per poi accorgersi che non basta e si arriva rapidamente a quelli medio bassi.Tutti insieme nella miseria e a riempire le buche.Oltre al vecchio c’è del nuovo,” più soldi circolano nelle tasche dei lavoratori,più aumentano i consumi e produzione”.Non è più così.Può darsi che i consumi aumentino,se l’elemosina consente di superare l’indigenza,ma la produzione “nostra” resta li.Ferma.Leggevo tempo fa che più del 50% delle merci in vendita è di produzione estera.Con il miracolo dell’euro,che avvantaggia le nazioni più competitive, e la globalizzazione,che ci trasformerà in cinesi,rischiamo di diventare tutti esportatori di capitali.Ottimo risultato per la crescita.Degli altri.

  6. cerberus Rispondi

    5 settembre 2016 at 21:08

    Gli ultimi colpi di coda del drago.
    I sindacati parassiti hanno i giorni contati,una volta schiattati i vari pensionati e i vari dip.pubblici in pensione non ci saranno più illusi che credono nei buffoni parolai. Hanno distrutto il mondo del lavoro e ancora parlano.
    Sono patetici orpelli fossilizzati di un mondo che non c’è più.
    Ridicoli e anacronistici.

  7. Enrico Rispondi

    6 settembre 2016 at 00:59

  8. Rufus Rispondi

    19 settembre 2016 at 22:05

    Ci sono già varie patrimoniali alcune ben nascoste come la tassa sui rifiuti basata sui mq e non…sui rifiuti .ecc
    La sx parassita italiota ha nel dna il furto legalizzato ai danni dei non allineati .

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