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Obama, Bergoglio e l’Occidente scalfariano

Che il pantheon del Padre Fondatore (non dell’America ma più modestamente del secondo quotidiano italiano) non fosse il nostro, lo sapevamo. Ma che addirittura esso fosse agli antipodi, lo abbiamo appurato nel peana a Obama e a Papa Francesco che Eugenio Scalfari ha pubblicato ieri in prima pagina su Repubblica. Un entusiastico elogio proprio delle due personalità che, ci sembra, sono la plastica rappresentazione della crisi attuale dei nostri valori occidentali. Quel contesto ideale prima ancora che geografico che chiamiamo Occidente è sempre vissuto e prosperato, infatti, attraverso una sana e vitale dialettica fra Impero e Cristianità, fra spada e altare, fra carne e spirito. In una parola, fra potere temporale e potere spirituale.

È in questo orizzonte che, attraverso un processo evolutivo di lunga durata, si sono consolidate le nostre libertà o, per meglio dire, i nostri diritti individuali di libertà. L’Impero in senso traslato è, da quasi un secolo a questa parte, quello americano. Gli Stati Uniti, con la loro forza armata, hanno garantito pace, benessere, sicurezza, libertà a una buona e accogliente fetta di mondo, al di là di ogni retorica multiculturalista o peggio terzomondista. Con Obama c’è stato, per la prima volta dai tempi di Wilson, un disimpegno sullo scacchiere mondiale, con i risultati in termini di destabilizzazione e terrorismo che ben vediamo. Addirittura l’immagine dell’America ne è uscita deteriorata. Basti pensare un attimo, a mo’ di esempio, all’ultimatum dato ad Assad per l’uso di armi chimiche contro la popolazione. Assad lo ha ignorato senza che l’America intervenisse. Inconcepibile per una grande potenza che deve far da conto anche sul suo capitale simbolico. Senza contare che Obama è un intellettuale prima che un politico (ha diretto persino la prestigiosa Harvard Law Review): il rappresentante, per la precisione, di quel mondo universitario liberal che con la sua cultura relativistica e “politicamente corretta” ha messo in discussione, negli ultimi anni, le radici stesse del nostro mondo (lo abbiamo documentato tante volte su queste colonne). Uno dei momenti “epocali”, in senso negativo, della presidenza Obama è certamente il discorso tenuto al Cairo all’Università nel 2009: ove, tutto “in ginocchio”, egli annunziò un “nuovo inizio con l’Islam”. Come sia andata a finire, lo sappiamo. Quanta differenza, e quanta diversa profondità culturale, col discorso che Benedetto XVI aveva tenuto tre anni prima all’Universita di Ratisbona. E quanta differenza fra quel Papa all’altezza della tragicità dei tempi e questo attuale, di cui Scalfari ci ricorda in continuazione di essere amico! A parte che le idee di Bergoglio, così come le legge Scalfari, se confermate, metterebbero il papa addirittura fuori del perimetro cattolico, fatto sta che egli ha fatto della Chiesa una sorta di buonistica “agenzia etica” a difesa degli sfruttati dal “sistema”. Cioè in sostanza dal capitalismo. Una sorta di Bono Vox della cristianità, un “santino” di tutto ciò che acriticamente viene considerato buono nel nostro irriflessivo mondo mediatico. Il successo che arride sul momento a chi si incammina su questa strada, è effimero, non destinato a durare. E ciò che purtroppo rischia di non avere un futuro è proprio la Chiesa di Pietro, che, negli alti e bassi della sua vicenda plurisecolare, ha avuto sempre il coraggio, che ora le manca, di “andare contro il mondo“, di non assecondarne le più facili credenze. Certo, strano destino quello del “ceto rilessivo” sessantottino che ha fatto la fortuna del giornale di Scalfari: nati come rivoluzionari e anticonformisti, si ritrovano alla fine a “baciare le pila” al pontefice “venuto da lontano”! Sarà pure cambiato il mondo, ma se non si inverte la direzione di marcia il futuro che ci aspetta è preoccupante.

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di on 24 settembre 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Obama, Bergoglio e l’Occidente scalfariano

  1. Luca Rispondi

    24 settembre 2016 at 10:36

    Siamo in una confusione come mai avuta dal dopoguerra.I sessantottini innamorati del ricco scalfari ancora in giro si ritrovano a capire quale disastro ha determinato l’essere sinistri che nulla avevano da perdere e pensavano al l’uguaglianza gridata ma mai praticata e a credersi degni e capaci solo di lavorare ricevendo pensioni a vita dallo stato.Oggi siamo irregimentati in uno spazio dove siamo sudditi senza libertà ,anche per chi è capace e non solo per chi vive di stipendi per nullafacenti pagati da chi lavora nella ” fabricheta”. Vittime e condotti da massoni e strutturati bancari senza scrupoli.Abbiamo ucciso Berlusconi come demone ed invece era solo incapace politicamente per arrivare ad un regime tassaiolo che ci ha portato ad essere meno della Grecia e che continua a mentire.Bergoglio poi è un’altro bel quadretto.

    • cerberus Rispondi

      25 settembre 2016 at 15:44

      Nulla da aggiungere. Ottimo l’articolo di Ocone e ottimo il commento.

  2. Pierluigi Rispondi

    24 settembre 2016 at 11:48

    Questa chiesa e la sinistra entrambi sempre alla disperata ricerca del consenso facile e immediato per poter poi egemonizzare e condizionare si trovano ad offrire la stessa merce. Per questo si sovrappongono, e a volte si fanno concorrenza, a volte di comune accordo si alleano nel proporre le stesse merci quando il nemico comune, liberalismo, sembra affacciarsi. Ne più ne meno di due duopolisti sul mercato delle merci.
    Loro si reputano i soli a saper cogliere nel suo profondo la realtà. Gli altri culturalmente zoticoni. Peccato che in pratica i consensi li ottengono stimolando una pacifica lotta di classe parlamentare che si basa sulla invidia e/o gelosia sociale.

  3. geometra 67 Rispondi

    24 settembre 2016 at 11:59

    Complimenti Dott Ocone! Ottimo articolo.Comunque il mio solo Papa è Benedetto XVI!(ogni riferimento a Salvini è casuale)e spero in Trump!

  4. Milton Rispondi

    24 settembre 2016 at 13:42

    Impossibile non condividere tutto, anche le virgole.

    Ocone for President !!!

  5. cerberus Rispondi

    24 settembre 2016 at 20:22

    Questo è un articolo da far leggere e masticare piano ai sessantottini alla Capalbio, ma pure a quelli normali che magari si fanno di Maria a 60 anni.
    La putrefazione dell ‘occidente ha dei responsabili ,i distruttori di valori formativi basilari come la famiglia,il lavoro,la responsabilità civica e personale, il merito (vedi il 6 politico )etc etc.
    Oggi abbiamo gente che sulla distruzione di quei valori ha fatto carriera e li ritroviamo in alte cariche politiche e manageriali.
    Poi ci mancava il Pope anticristiano,filosinistroide e molto furbo.
    Il quadro per la dissoluzione del nostro mondo è compiuto, io non mi adeguo a quesTo indegno tradimento e fortunatamente non sono solo,ma siamo circondati da una allegra brigata colorata e festante che ci vuole morti,perché oggi chi ci odia maggiormente sono i nostri conterranei, che poi sono quelli che danno le chiavi della città al nemico.
    Resto fiducioso perché esiste un nuovo pensare in Europa totalmente all’opposto del mortifero politicamente corretto.

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