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Se la corsa miliardaria alla Casa Bianca la pagano i gadget

La politica è fatta di slogan e nessuno lo sa meglio dei candidati alla presidenza americana. Fu però George Washington a capire che questo non bastava a diffondere il suo messaggio politico. Era necessario qualcosa di tangibile, da mostrare con orgoglio. Ecco che il presidente decise di far produrre una serie di bottoni d’ottone con sopra riportate le sue iniziali e lo slogan “Long Live the President”. Quarant’anni dopo, durante la campagna elettorale Jackson vs Adams, fu Jackson il primo ad avere l’idea di produrre medaglioni, scatole per il tabacco e fiaschette per accaparrarsi voti e dal 1828 la produzione di merchandise elettorale non ha fatto che crescere. Nel 2008 Barack Obama ha infatti speso 1,3 milioni per la produzione di magliette, poster e adesivi. Il guadagno complessivo? 37 milioni per la prima campagna e 40 per la sua rielezione.

Ma veniamo alla campagna elettorale in corso. Donald Trump ha già speso 4,7 milioni di dollari, Hillary “soltanto” 1,4 milioni. Il record però è saldamente nelle mani di Bernie Sanders – candidato alla primarie democratiche – che ha speso ben 8,5 milioni per il merchandise. L’oggetto più desiderato? Il cappello di Trump con la scritta “Make America Great Again” venduto a 30 dollari e con un costo di produzione di 15,50. Comprando uno qualsiasi degli accessori – Hillary vende anche cuscini con un ricamo della Casa Bianca – si fa implicitamente una donazione alla campagna del candidato prescelto. Per ogni maglietta venduta circa 20 dollari finiscono nelle casse elettorali. A maggio di quest’anno Donald Trump ha incassato oltre 6 milioni di dollari, soltanto dalla vendita di merchandise. I numeri di Hillary Clinton non sono ancora stati divulgati, ma – anche grazie alle collaborazioni con volti noti della moda – sembra che la cifra superi anche quella di the Donald. Un candidato con uno slogan accattivante e un e commerce di successo è in grado di coprire quasi il 10% delle spese di campagna solo con i guadagni provenienti da magliette e spille. Può sembrare una cifra irrisoria in una sfida politica da miliardi – non milioni – di dollari, ma se le cifre a sei zeri non vi convincono allora parliamo di marketing. Indossare una maglietta dalla scritta “Make America Great Again” ha più impatto di un qualsiasi cartellone appeso in città. Se poi la persona a supportarti è nota, il risultato può veramente fare la differenza. Per alcuni, le persone che comprano i prodotti di un candidato sono alla stregua dei volontari che fanno volantinaggio e organizzano eventi. Lascia agli americani riuscire a rendere qualsiasi cosa un business di successo.

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di on 7 settembre 2016. Filed under La signorina snob. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Se la corsa miliardaria alla Casa Bianca la pagano i gadget

  1. sergio Rispondi

    13 settembre 2016 at 10:27

    QUESTA

  2. sergio Rispondi

    13 settembre 2016 at 10:30

    https://twitter.com/bennetomalu9168/status/775152373492776961

    ( come mi ci provo a commentare parte invia e che ci hai il grilletto facile ? )

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