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No, il terrorismo non si è fermato (neanche) ad agosto

terrorismo

Mentre l’Occidente tituba indeciso su quale giacca indossare al prossimo, ennesimo vertice convocato per dirsi addosso mamma mia che maleducati che sono quei terroristi là che se gli diciamo gnornò col ditino loro non ci ascoltano nemmeno, i terroristi ammazzano gente ogni giorno. La loro ecatombe quotidiana è la risata sardonica alla nostra impotenza, è il pernacchio alla nostra democrazia, è l’agenda di chi ha dichiarato e combatte quella guerra sporca e bastarda che noi, per buona creanza salottiera, fingiamo sia solo uno scopone scientifico.

In Turchia un killer ragazzino si è fatto saltare nella sala in cui si svolgeva una festa di matrimonio a Gaziantep, poco lontano dal confine con la Siria, ammazzando almeno 50 persone e ferendone un’altra settantina. Ha voluto punire così gli unici che hanno il fegato di contrastare sul campo l’Isis strappando agli jihadisti metro dopo metro: gli eroici curdi.

Passano pochi giorni e l’università statunitense di Kabul, in Afghanistan, viene assalita da un commando suicida che fa strage di una ventina di persone.

Non si fa in tempo a rendersene conto e a Mogadiscio, in Somalia, poche ore fa, attentatori appartenenti al gruppo filoqaedista al-Shabaab fanno esplodere un’autobomba davanti al Benadir Beach Club prospicente la spiaggia ammazzando almeno sette persone.

È uno stillicidio quotidiano che ha già sortito il suo esito peggiore: quello di abituarci alla carneficina che oramai non ci emoziona più. Ma il prezzo enorme di questa nostra indifferenza è una guerra mondiale che si combatte in maniera sporca e irregolare in ogni angolo del globo da una parte sola. Quella dei terroristi. Noi, infatti, questa guerra maledetta la guardiamo, a volte la commentiamo al tiggì, ormai ce ne freghiamo, ma combatterla no, quello non lo facciamo.

Le milizie curde e siriache del Levante sacrificano quotidianamente le proprie vite ergendosi da anni ad antemurale contro l’ondata assassina dell’Isis. In Afghanistan e in Iraq le esecrate truppe statunitensi hanno negli anni versato un tributo di sangue enorme per garantirci il nostro beato panciolle. In tutti gli altri, mille fronti porosi di questi guerra a senso unico gli jihadisti fanno quello che vogliono perché non esiste un uomo degno di questo nome che li voglia affrontare.

In Libia l’Occidente ha saputo consumare solo un’aggressione stupida contro Muhammar Gheddafi finendo per regalare al caos e allo jihadismo un altro quadrante strategico. In Africa nessuno muove un dito, a cominciare dalla Nigeria di Boko Haram. In Medioriente la Turchia finge di opporsi all’Isis, la Russia lo combatte o forse no, ancora la Turchia invade la Siria senza che nessuno apra bocca preoccupata più dei curdi che degli jihadisti e i bombardamenti americani che sortiscono ora qualche effetto, se fossero stati scatenati massicciamente subito e con precisione allora, oggi il problema del Califfato sarebbe solo un neo di facile asportazione.

Quindici anni fa George W. Bush annunciò profeticamente che la guerra contro il terrore sarebbe stata lunga e sghemba. Ma mai più si sarebbe aspettato che invece di combatterla ci sdraiassimo sul divano a schiacciare un pisolino.

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di on 27 agosto 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a No, il terrorismo non si è fermato (neanche) ad agosto

  1. Arcroyal Rispondi

    27 agosto 2016 at 10:36

    cit. “In Libia l’Occidente ha saputo consumare solo un’aggressione stupida contro Muhammar Gheddafi”

    Forse sarebbe il caso di ricordare che la “stupida aggressione” del 2011 salvò gli abitanti di Misurata e di Bengasi: senza l’intervento degli aerei francesi ed inglesi con il supporto americano è fuori discussione che sarebbero stati massacrati dai missili e dai mercenari al servizio del Colonnello. Ennesimo crimine di una dittatura feroce che ha goduto in Italia per troppo tempo di acquiescienti ed interessate complicità. Non è stato stupido aiutare la rivoluzione libica. Stupido, anzi stupidissimo è stato pensare che si potesse combattere la diffusione dell’Islam radicale facendo accordi con Muhammar Gheddafi, un criminale responsabile di una serie infinita di lutti.

    Per 42 anni la Libia è stata un regno del terrore. Il colonnello quando non organizzava dirottamenti, attentati e guerre contro l’Occidente ed i suoi alleati era impegnatissimo a martoriare i suoi sudditi. E’più sicura una Libia nelle mani di un beduino sanguinario oppure una Libia amica dell’Occidente perchè grata alla NATO di averli liberati dal tiranno? E’più sicura una Libia dove dominavano incontrastati gli sgherri del colonnello oppure una Libia percorsa dagli aerei, dai droni e dai reparti speciali angloamericani alla caccia dei terroristi ? La Libia non si è forse trasformata in un cimitero per i tagliagole islamisti?

    Oggi la Libia è più sicura per l’Occidente di quanto sia mai stata dagli anni sessanta del secolo scorso. E Respinti viene iscritto d’ufficio insieme a Madama Maglie al rinomato club dei trumpisti estimatori delle dittature altrui.

    • Franco C Rispondi

      27 agosto 2016 at 12:34

      Penso che lei sia un extraterrestre.

      • Arcroyal Rispondi

        28 agosto 2016 at 02:16

        Sì, io sono molto extra, tu invece sotto, sotto terra insieme a Muhammar e a Saddam.

        • Franco C Rispondi

          28 agosto 2016 at 22:29

          SCEMO ! non sono ancora morto, per tuo dispiacere.

        • Franco C Rispondi

          28 agosto 2016 at 22:32

          Di morto ci sono solo quei quattro neuroni che tenevi nella capoccia tua.

  2. Marco Respinti Rispondi

    27 agosto 2016 at 11:34

    1) Rilevo la sua pochezza dal semplice fatto che si nasconde dietro uno pseudonimo mentre io ci metto sempre nome e faccia.
    2) Uno che dal trumpista a me confessa tutta la propria crassa ignoranza: ho riempito pagine e pagine di antitrumpismo doc e contro-corrente, e su queste stesse colonne mi sono sempre astenuto quest’anno dall’intervenire sul Partito Repubblicano statunitense (mentre invece sono intervenuto volentieri sul Partito Democratico e sui coniugi Clinton) proprio perché (è l’ho detto al Direttore) non ne condivido il trumpismo. Certo, sono conscio che Hillary Clinton sia molto peggio (o forse lei non ne è convinto?, ma ciò non mi rende affatto simpatico Donald J. Trump.
    3) Io non sono un estimatore delle cit. «dittature altrui», ma lei certamente mostra di essere un fan del bailamme libico sconvolto dallo jihadismo a poca distanza dall’Europa causato dalla boria di Nicholas Sarkozy e di tutti quelli che gli si sono facilonamente accodati. Sì: era molto meglio Gheddafi, vecchio terrorista “a riposo” (e a ciò contribuì molto Ronald Reagan), dei nuovi terroristi più che attivi. Si chiama realismo, ma forse lei non sa nemmeno dove abita di casa, impregnato com’è del moralismo liberal delle guerre inutili e dannose.
    Post Scriptum: cit. «La Libia non si è forse trasformata in un cimitero per i tagliagole islamisti?»: ma ci fa o ci è?

    • Arcroyal Rispondi

      28 agosto 2016 at 02:09

      cit. “Rilevo la sua pochezza dal semplice fatto che si nasconde dietro uno pseudonimo mentre io ci metto sempre nome e faccia”.

      Ussignur, ma possibile che ogni santa volta che Le si muove qualche critica, Lei tira fuori la tiritera del ‘io-ci-metto-la faccia, tu-vile-pseudonimo-anonimo-troll-granfigliodiput’? Strano però: questa allergia ai nickname dei commentatori La assale solo in presenza di qualche appunto o critica. Se invece La si applaude, l’anonimato diventa evidentemente molto più sopportabile perchè mai La si è vista chiedere patente e libretto ai suoi fan ( tra cui – detto tra parentesi – di solito si annovera pure il senza nome e senza faccia Arcroyal ). In ogni caso, per quanto mi riguarda, riscrivo il solito comunicato stampa. Uso il nick Arcroyal da quando mi sono affacciato in rete, non mi sono mai firmato in altro modo, ormai mi ci sono affezionato, non trovo una ragione una per cambiare. Se Arcroyal e gli altri pseudonimi che si aggirano qua sotto la disgustano tanto ( o Le fanno sorgere il sospetto di qualche oscuro complotto trollesco volto a gettare fango sulla Sua Persona ) c’è solo da ignorarci. Ce ne faremo tutti quanti una ragione.

      cit. “Uno che dal trumpista a me confessa tutta la propria crassa ignoranza”.

      Dato che scrive su un giornale apertamente schierato con Donaldo e nei suoi ultimi articoli ha sempre e solo fatto le pulci ai Clinton mentre non ho mai letto analogo fervore sulle vaste ( e spesso fallimentari ) attività economiche di Trump, è abbastanza inevitabile associarla con i trumpisti.

      cit. “(è l’ho detto al Direttore) non ne condivido il trumpismo”.

      L’ha detto al Direttore, non ai lettori. Le chiedo umilmente scusa se nel formulare le mie 4 caxxate mi baso su quello che Lei ha pubblicato negli ultimi mesi e non sulle comunicazioni ‘inter vos’ di cui non so nulla.

      cit. “sono conscio che Hillary Clinton sia molto peggio (o forse lei non ne è convinto?)”.

      Anche Putin, la macelleria Assad, gli ayatollah atomici e il ciccione di Pyongyang condividono analoga consapevolezza. E’in bella compagnia, non c’è che dire.

      cit. “ma lei certamente mostra di essere un fan del bailamme libico sconvolto dallo jihadismo”.

      Dopo 42 anni di dittatura selvaggia e una rivoluzione sanguinosa, era un pò improbabile che si instaurasse subito un clima elvetico di pace e affettuosa collaborazione. Ci vuole tempo. Avrebbe poi senz’altro aiutato seguire la strategia adottata in Iraq nel 2003 con l’invio di truppe di terra invece di limitarsi all’appoggio aereo degli insorti con qualche esiguo reparto delle forze speciali dispiegato sul terreno. Ma i governi inglese e francese temevano la reazione delle rispettive opinioni pubbliche imbevute delle cretinate pacifiste e realiste ( sono le due facce della stessa medaglia perchè finiscono entrambi per sostenere le peggio canaglie in circolazione…Monaco 1938 docet ) diffuse a piene mani dopo l’intervento in Iraq, ed hanno preferito tergiversare lasciando spazio alle bande jihadiste. Detto questo, solo chi non ha cognizione di cosa fosse la Jamahiriya libica può pensare che si stesse meglio quando c’era Lui.

      cit. “[bailamme] causato dalla boria di Nicholas Sarkozy”.

      Certo che trovare anche sull’Intraprendente le parole d’ordine del Giornalista collettivo mette un pò di tristezza: Olympus has fallen, purtroppo.
      A me Sarkozy non sta per niente simpatico, ma davvero Lei crede che fu solo questione di boria? Ma non sarà mica che in Francia qualcuno si ricordasse delle guerre in Ciad e del volo UTA 772 pieno di cittadini francesi e alla prima occasione utile abbia presentato il conto a nome della nazione? Mica tutti sono come gli italiani che hanno cancellato la memoria dei loro connazionali depredati e cacciati dalla Libia nell’estate del 1970, delle tombe del cimitero italiano di Tripoli usate per costruire un molo del porto, dei 34 morti dell’incursione terrorista a Fiumicino nel 1973, e di tanto altro ancora.

      cit. “Sì: era molto meglio Gheddafi”.

      Anche Donaldo nella sua profonda conoscenza della storia del Nord Africa la pensa così: avete molto in comune.

      cit. “vecchio terrorista “a riposo””.

      Anche Adolf Eichmann nel 1960 era “a riposo” quando il Mossad è andato a prelevarlo in Argentina. Ormai si era messo a fare un lavoro onesto, perchè mai prendersi tanto disturbo rischiando tra l’altro di creare una grave crisi diplomatica con un importante paese sudamericano? Nel Suo luminoso realismo non le viene in mente che esiste anche una cosina che si chiama giustizia? Non le viene in mente che chi ha commesso crimini tanto gravi è giusto che prima o poi paghi il conto anche se magari, apparentemente, si è ritirato dagli affari? E lo so, il paragone con Eichmann è parecchio fuori luogo. Lui ormai lavorava in un’officina della Mercedes, mica era il padrone assoluto di un importante paese petrolifero. E una normale regola di prudenza ispirata da sano realismo politico ( quello in cui Lei dice di crogiolarsi felice, ndr ) imporrebbe di approfittare della prima occasione per togliere di mezzo un simile bastardo.
      In ogni caso Lo vada a dire a Misurata e a Bengasi che Gheddafi era “a riposo”. Forse aveva smesso di finanziare il terrorismo internazionale come aveva fatto per più di un quarto di secolo, ma sicuramente continuava ad esercitare le sue arti sul popolo libico. Negli ultimi 5 anni è emerso di tutto, era un autentico regno del terrore, ma Lei evidentemente non ne sa una beneamata mazza o – peggio – non gliene frega nulla.

      cit. “(e a ciò contribuì molto Ronald Reagan)”.

      Mamma mia, che faccia tosta. Lei RR non dovrebbe neppure nominarlo se fosse coerente con quello che dice. Reagan nel 1986 dopo l’ennesimo attentato terroristico sponsorizzato dal regime libico stava per farlo fuori, ma i realisti che occupavano Palazzo Chigi e la Farnesina corsero a telefonargli perchè fuggisse prima dell’arrivo dei bombardieri americani: Craxi e Andreotti temevano proprio come Lei che scoppiasse un “bailamme”. Dopo di che arrivò nel 1987 la guerra delle Toyota in Ciad, Lockerbie nel 1988, il DC-10 francese nel 1989, la strage di Abu Salim nel 1996 e tante altre belle cosine. Reagan su Gheddafi, causa il ‘realismo’ italiano, fallì completamente.

      cit. “Si chiama realismo, ma forse lei non sa nemmeno dove abita di casa”.

      Purtroppo lo so dove abita di casa, e dalle finestre del mio castello incantato vedo pure le macerie che provoca da decenni. Regimi come quelli di Gheddafi, di Saddam Hussein e degli Assad sono criminogeni perchè o finanziano direttamente il terrorismo o lo provocano di riflesso, perchè tanta e tale è la disperazione che diffondono tra la popolazione che questa finisce immancabilmente per gettarsi tra le braccia del primo jihadista che passa. Quando gli autoproclamati realisti prenderanno atto di questa semplice verità storica, sarà sempre troppo tardi.

      cit. “Post Scriptum: cit. «La Libia non si è forse trasformata in un cimitero per i tagliagole islamisti?»: ma ci fa o ci è?”.

      Le ultime notizie danno Sirte quasi caduta e il resto della banda in fuga verso il Fezzan o il confine tunisino. Ma Lei ultimamente ha dato almeno un’occhiata agli articoli del giornale per cui scrive? O il principio di realtà di cui si ammanta gliel’ha impedito?

      http://www.lintraprendente.it/2016/08/lisis-sta-perdendo/

  3. Luca Rispondi

    27 agosto 2016 at 11:43

    Aree geografiche incivili all’occhio occidentale che vanno con la forza ricolonizzate e protette da loro stessi e dalle loro arretratezze.L’intero medio oriente va ripreso .

  4. Marco Respinti Rispondi

    28 agosto 2016 at 10:42

    “Arcroyal” (aahhhaaa) fa i capricci e picchia i pugnetti sul tavolo

    • Arcroyal Rispondi

      28 agosto 2016 at 16:10

      Forse non se n’è ancora accorto, ma quello che mi manda davvero in bestia è il poster gigante del Grande Muhammar che tiene in cameretta sopra al letto. Il suo affannarsi intorno al mio nick lo trovo invece abbastanza comico. Mi ricorda quanto l’Asilo Mariuccia sia rimasto nei cuori e nelle menti di molti.

  5. Marco Respinti Rispondi

    30 agosto 2016 at 15:51

    Ma “Arcroyal” s’è battezzato da sé o il nomignolo che sembra un detergente per bagni e cucine gliel’hanno affibiato gli amichetti del doposcuola?

  6. Mayo Rispondi

    30 agosto 2016 at 21:54

    Nemmeno un cane che si ricorda la portaerei.

    • Arcroyal Rispondi

      31 agosto 2016 at 00:04

      Eddai, Mayo, non fare il guastafeste. Respinti, dopo un’accurata perlustrazione dello sgabuzzino aveva scoperto una vaga assonanza con il Viakal e credeva di essere sulla strada per svelare l’Arcano, poi arrivi tu e me lo smonti così? Ma credi davvero che uno convinto che Ronald Reagan abbia “molto” contribuito a risolvere il problema libico, possa conoscere una storia che iniziò più di 4 secoli fa sotto Elisabetta I? In ogni caso stai muto e rassegnato, che anche tu come il “detergente” Arcroyal sei solo uno pseudonimo di una pochezza vergognosa mentre Respinti ci mette sempre nome e faccia nelle ardite ricostruzioni che generosamente ci regala.

      ( A proposito, visto che ormai l’Asilo Mariuccia ci ha inghiottiti tutti quanti, Mayo è proprio quel Mayo là? Quello del “Due cose sole vengono dall’Oklahoma: tori e checche…tu che sei, figliolo? Beh, io non vedo le corna, quindi devi essere una checca”? Se sei proprio quello Zach Mayo lì, meglio se lo dichiari subito prima che Respinti vada a frugare in frigo e scopra qualche somiglianza sospetta con la maionese Calvè, senza magari rendersi conto, povero caro, che forse siamo in presenza di uno dei manifesti ideologici del reaganismo :)

  7. Marco Respinti Rispondi

    13 settembre 2016 at 19:33

    Arcroyal: quando ti gratti il capo provi piacerei inverecondi, vero? http://www.arcroyal.ie/

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