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Bluff da blogger

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Quando un’immagine pubblicata su Instagram riesce a ottenere centinaia di commenti e migliaia di “mi piace” non è difficile comprendere come mai un’azienda decida di puntare su blogger e influencer per pubblicizzare i propri prodotti. Mentre il digitale continua a rivestire un ruolo sempre più predominante, non è ancora chiaro se gli influencer influiscano realmente sul mercato. Quello che è certo è che anche i più grandi marchi sembrano convinti dell’efficacia di questi personaggi. Solo lo scorso anno, Chiara Ferragni – The Blonde Salad – ha fatturato 10 milioni di dollari, principalmente grazie alle sue collaborazioni con brand di respiro internazionale. Davanti a questo tipo di numeri sorgono principalmente due domande: che ruolo svolgono nel mercato della moda i consumatori influenzati dai blogger e soprattutto, i blogger ci stanno prendendo in giro? Il regolamento riguardante contenuti sponsorizzati è in continuo cambiamento, ma restano ancora tante incertezze. Ogni qual volta un blogger o influencer venga pagato per pubblicizzare un determinato capo questo è tenuto a dirlo esplicitamente. Troppo spesso però un semplice “#ad” non basta e anche questo viene omesso per evitare di perdere credibilità. È compito di un influencer gestire questi accordi senza diluire il proprio brand e l’incertezza nel regolamento spesso li aiuta. Se un capo viene regalato non si è tenuti a parlare di sponsorizzazione, lo stesso accade se l’accordo non è strettamente limitato a un singolo post. Di chi è la colpa? Perché detestiamo i blogger quando questa pratica esisteva ben prima dell’avvento di questi personaggi? Molti consumatori interessati alla moda non riconoscono gli influencer o i blogger come leader, li vedono come loro pari. Non dettano la moda, ma si limitano a seguirla. Coloro che sono principalmente influenzati non investono se non su prodotti di bellezza e accessori. Va anche sottolineato che questi ultimi non sono fedeli al brand ed è quindi impossibile dire se investire su un influencer sia davvero una mossa intelligente o meno. Quello che è certo è che maledire e incolpare i singoli individui è solo una perdita di tempo. Mantenere un pubblico interessato e non violare le regole di sponsorizzazione sono i principali obiettivi di un blogger e gli unici punti su cui è giusto valutare la loro performance.

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di on 11 agosto 2016. Filed under La signorina snob. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Bluff da blogger

  1. sergio Rispondi

    14 agosto 2016 at 17:58

    ti è andata buca come parrucchiera di Hollande ?

    • sergio Rispondi

      4 settembre 2016 at 08:48

      … e parrucchiera per calciatori, che ne dici ?

  2. sergio Rispondi

    19 agosto 2016 at 15:17

    in quanto a bluffatori, ci abbiamo un intero Governo in carica ( quote rosa comprese )

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