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Risposta di uomo occidentale a Massimo Fini

Per Massimo Fini, a cui il gusto della polemica non è mai mancato, uno “scontro di civiltà” ancora più vasto e radicale di quello già in corso con l’Isis segnerebbe la fine sicura dell’uomo occidentale. E ciò in barba a tutta la potenza economica, finanziaria, tecnologica che abbiamo col tempo accumulato e che distanziano enormemente l’Occidente moderno da ogni altra civiltà del passato e anche del presente. E’ infatti accaduto, lo scrive in prima pagina su “Il Fatto”, che, man mano che accumulavamo tutta la nostra potenza, cambiava radicalmente anche la nostra antropologia. E da quella civiltà virile e aggressiva che eravamo, e che ci aveva a portati a conquistare mondi e a superare tante “colonne d’Ercole”, reali e figurate, poco a poco diventassimo quel magma di uomini deboli, fragili, effeminati che generalmente o per lo più siamo oggi. «L’uomo occidentale, l’uomo Hugo Boss, l’uomo d’oggi, profumato, deodorato, azzimato, sbarbato, levigato, depilato, è completamente svirilizzato», scrive Fini.

In verità, è una vecchia polemica questa riproposta da Fini: già Rousseau, suppergiù con gli stessi argomenti, adattati al suo tempo (allora non esisteva la fragranza maschile Hugo Boss), aveva vinto nel 1750 un concorso indetto dall’Accademia di Digione con uno scritto che negava che il progresso delle scienze e delle arti avesse comportato per l’uomo un eguale progresso morale. Anzi, per il ginevrino, il progresso aveva corrotto i costumi, facendoci perdere la genuina “purezza” e moralità delle origini: aveva incattivito e reso avido l’uomo. Da qui il suo proposito di un “ritorno” forzato per via a delle mitizzate “origini”. E da qui, in fondo, l’impianto totalitario e illiberale del suo pensiero. Molta più ragione avevano i teorici della “civilizzazione”, ovvero dell’ “umano incivilimento”, coloro che vedevano nell’ingentilimento dei modi e anche in una certa dose di ipocrisia sociale una manifestazione di quello spirito di “simpatia” (vedi Adam Smith) che è alla base dei commerci di uomini e beni che contraddistinguono la moderna civiltà liberale e capitalistica.

La polemica di Fini, da questo punto di vista, non coglie nel segno. La nostra gentilezza e cordialità di modi è anche la gentilezza e la cordialità del “borghese” che oppone la forza delle ragioni alla ragione della forza, il “civile conversare” e cercare insieme la verità parziale delle faccende umane alla verità imposta per legge o con la forza dalle teologie politiche, che vuole contare le teste piuttosto che spaccarle. Coglie invece nel segno Fini se con la sua polemica vuole denunciare la deriva relativistica e multiculturalista delle nostre società occidentali, il nostro voler capire le ragioni del nemico senza chiedergli contropartite o un eguale comprensione delle nostre e “superiori”. Se non saremo in grado di difendere anche con le armi la nostra gentilezza acquisita, saremmo destinati a perdere senza dubbio. Siamo perciò fieri pure dell’uomo Hugo Boss che siamo, ovviamente nella misura in cui desideriamo esserlo. Ma non esitiamo a far venire fuori il bestione che è in noi, come direbbe questa volta Giambattista Vico, se qualcuno vuole mettere semplicemente in dubbio la nostra libertà di essere e fare quel che vogliamo. Non è virile chi mostra il “petto villoso”, per stare all’esempio che fa Fini, ma chi, consapevole della fragilità del terreno su cui poggiano le nostre libertà, è disposto a difenderle fino all’ultimo sangue e con tutto sé stesso nel momento in cui qualcuno le mette in discussione. Fosse il totalitarismo di ieri o l’Isis di oggi.

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di on 2 luglio 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a Risposta di uomo occidentale a Massimo Fini

  1. Mario Rispondi

    2 luglio 2016 at 10:04

    Ma grande Prof.Ocone nella sua liberale mente ritiene trattare ancora di uno che scrive,credo scriva,come ha scritto sul mullah Omar,legga quella cosa e poi lo aiuti.

  2. geometra 67 Rispondi

    2 luglio 2016 at 10:22

    Ottimo come sempre,Prof. Ocone.Mi ricordo un vecchio articolo del grande Montanelli in cui commentava il diverso modo di trattare con il Primer russo di due Presidenti americani:Carter e Regan.Il primo sedeva al tavolo delle trattative posando,metaforicamente, una Bibbia sul tavolo,il secondo una pistola!

  3. Pierluigi Rispondi

    2 luglio 2016 at 12:20

    Si d’accordo. Ma questa è una trattazione teorica. In pratica come è quest’uomo occidentale?Sono ormai mesi, se non anni, che mi chiedo perchè l’Europa è così subalterna o per lo meno molto disponibile all’Islam.
    Quelle poche spiegazioni che mi sono trovato o mi sembrano di una banalità incredibile, o ho il terrore di accettarle.
    S. Francesco si racconta parlasse al lupo. Anche Kevin Coster. Ma il primo era un racconto l’altro un film. Chissà forse fra tanti e tanti anni si otterrà una reciproca comprensione, più una speranza che un obbiettivo molto plausibile, ma nel frattempo il cavallo deve campare.
    Chiedo scusa del mio pragmatismo.

  4. cerberus Rispondi

    2 luglio 2016 at 17:54

    Dissento da questo pensiero.Io vedo,purtroppo, sempre più raffigurato e proposto una versione di “uomo”occidentale troppo svilito nei suoi caratteri originali.
    uomini che si depilano,uomini che non sono più in grado di svolgere attività sessuale attiva,la crescita di youporn è esponenziale,sintomo di ansia da prestazione e profonda insicurezza,uomini sempre più effeminati, paurosi di affrontare la donna come seconda metà essenziale di sé, l’omosessualità che in occidente è un vanto ma che è una grande paura delle donne e delle responsabilità derivanti dall’avere una famiglia con figli,da crescere e seguire.
    Non dico che l’uomo ha da puzzà, ci mancherebbe,ma nemmeno che debba essere persona snaturata nella sua essenza.
    Se mai dovremo combattere fanatici senza paura non sarà un giochino virtuale,ma sangue e terrore,e non so se i nostri profumi e i pantaloni alla moda con suv a rate e tatuaggio colorato ci salveranno.
    Abbiamo tante cose in occidente ma abbiamo perso quella virtù che non puoi acquistare…..coraggio ce l’ho, è la paura che mi frega.

    • Padano Rispondi

      2 luglio 2016 at 18:38

      Il punto è che i fanatici votati al sacrificio l’Occidente li sa affrontare, quasi solo, proprio con il giochino virtuale.
      La quintessenza dell’arte della guerra occidentale oggi è il drone: macchine con un rapporto costo/efficacia superiore ai jet tradizionali, ma che danno la garanzia di “andare in missione” senza rischiare morte o cattura: il pilota si alza al mattino, raggiunge la base di Ellis nel Nevada, gioca alla guerra, alla fine del turno torna a casa dalla mogliettina.
      Routine.

  5. maboba Rispondi

    3 luglio 2016 at 15:01

    Concordo con il prof. Ocone, però manca il perché esitiamo a “far venir fuori il bestione che è in noi” o fuor di metafora perché non siamo più disposti a difendere anche con il sangue il nostro modo di vivere, il nostro mondo insomma.
    Non sono molto attrezzato in materia, mi mancano adeguati studi storici e filosofici, tuttavia mi azzardo a dire la mia, forse creando qualche animosità.
    Nell’Occidente nato cristiano, cresciuto e sviluppato grazie a questa matrice, ormai non è più tale. I colpi di maglio e di piccone che prima il meccanicismo materialista degli illuministi e poi quello positivista (che tanto ha influenzato attraverso il marxismo tutto l’Occidente) sfociato poi in quello tecnocratico o neo positivista di oggi), hanno inferto al credo religioso cristiano hanno tolto ogni prospettiva trascendente alla nostra esistenza. Esiste ormai solo il “qui ed ora” ed allora è ovvio che nessuno (generalizzo), soprattutto un giovane che per sua “natura” è meno propenso a pensare al dopo, sia più disposto a sacrificare quella che appare l’unica “chance” che ci viene concessa e quindi che nessun “ideale”, ma neanche modi di vita, tradizioni e costumi meritano questo sacrificio. Il petto villoso o l’effeminato profumato sono simpatiche metafore, ma non spiegano l’andazzo secondo me.

  6. CESARE SANITA' GOSS Rispondi

    4 luglio 2016 at 10:58

    Purtroppo, in Italia, siamo governati da persone che non hanno avuto l’investitura dal popolo. Queste persone hanno soltanto il problema di “salvare” migliaia dei cosiddetti “profughi” (che essi non sono, almeno tutti). Questi personaggi che sono al governo del Paese, hanno solo un problema quello di dare ospitalità allo straniero e “dimenticarsi” del popolo italiano che paga fior di tasse per mantenere lo straniero. Quasi tutti i cosiddetti migranti sono di religione mussulmana, fedeli di Allah e del Corano che predica l’annientamento di tutte le altre religioni con la ragione o con la forza attraverso omicidi di massa. Noi, popolo italiano, ci dobbiamo riprendere e ribellarci a questa cultura di morte; riprenderci la nostra cultura, la nostra libertà: anche con la forza.

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