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L’Europa muta di fronte al tiranno Erdogan

Quattro semplici concettini a commento delle terrificanti notizie che vengono dalla Turchia.

-Ora dopo ora, è sempre più terrificante l’epurazione di massa avviata da Erdogan: si conferma sempre più la tragica impressione che il miserando tentato e fallito golpe costituisca lo stesso pretesto che venne rappresentato nel febbraio del 1933 dall’incendio del Reichstag, il quale spianò la strada al decreto che prevedeva i pieni poteri per Hitler.

– Nessun ordinamento presentabile può destituire o incarcerare migliaia di persone senza il diritto alla difesa. Nessun golpe può giustificare una consimile e sistematica morte della libertà.

– Dopo le carcerazioni di massa di giudici e dipendenti pubblici il regime di Erdogan diventa una tirannia senza contropoteri, ma con vasto consenso popolare, è un paradosso già visto purtroppo nella storia, e i suoi esiti sono sempre stati nefasti.

Tacendo o balbettando sulla gravità dell’epurazione ordinata da Erdogan, l’Europa perde purtroppo l’ennesima ragione per cui ha senso che essa esista. Un altro tassello dell’era disperante che ci tocca vivere, in cui ogni principio della civiltà europea sembra sparire sotto l’incapacità di statisti non all’altezza di sfide epocali, si tratti dell’immigrazione, dell’islamismo e della protesta sempre più diffusa in molti paesi occidentali contro le élite autoreferenziali.

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di on 19 luglio 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a L’Europa muta di fronte al tiranno Erdogan

  1. Francesco_P Rispondi

    20 luglio 2016 at 01:42

    Chi ha paura dei ricatti finisce per essere ricattato.
    Dunque, fuori gli attributi e difendiamo la nostra libertà.
    Erdogan è un pericolo perché il suo revanscismo non è solo uno sgradevole aspetto della propaganda interna. Si manifesta nei fatti con l’ingerenza in Siria tramite l’appoggio allo Stato Islamico, con le note vicende del mercato dei migranti, con la voglia condizionare l’Europa usando il terrorismo e la mediocrità dei suoi capi, con il genocidio dei curdi, quasi che l’Impero Ottomano, le cui vicende si conclusero con il genocidio degli armeni, debba rinascere con un nuovo atto degno della crudeltà hitleriana.
    Bisogna saper cogliere i segnali inquietanti e non del tutto nuovi che giungono dalla Turchia.
    Bisogna attrezzarsi perché altrimenti saranno danni umani e materiali ben più gravi che non la perdita di qualche fettina di capitale occidentale.

  2. Luca Rispondi

    20 luglio 2016 at 09:17

    Si è così ma l’Europa non esiste e guarderà da davanzale.Il soggetto continuerà a massacrare come prima fino a farsi presidente di una repubblica islamista e non islamica,lui ammazza la gente che però per ignoranza o sottomissione lo vota,lui continuerà solo a tenersi i miliardi che l ‘Europa gli regala per tenersi i profughi in qualche campo di sterminio come quelli che ha messo in atto adesso.Auguriamoci che il nuovo presidente Americano si attivi per eliminare questo enorme problema europeo.

    • aquilone Rispondi

      20 luglio 2016 at 10:28

      Già, tocca sempre invocare lo zio Sam

  3. rosario nicoletti Rispondi

    20 luglio 2016 at 09:27

    C’è stato da parte dell’Europa il ruggito del topo: MAI nell’EU se la Turchia ripristinerà la pena di morte! Come se tutto quello che sta già facendo non siano violazioni dei diritti umani altrettanto gravi.

  4. maboba Rispondi

    20 luglio 2016 at 09:39

    Purtroppo la UE è ormai, o forse è sempre stata, un’accozzaglia tecno-burocratica. I suoi rappresentanti come quelli dei governi dei principali paesi non hanno una minima comune visione culturale, e quindi strategica. Procedono a tentoni, giorno per giorno. Riescono ad apparire come un qualcosa di efficace solo sui provvedimenti economici e sulle frattaglie. Niente difesa comune, assoluta mancanza di difesa dei confini esterni e questa è la prova definitiva che non esiste un’Europa come stato. Di fronte alle sfide, anche tragiche, che dovremo affrontare forse a breve, siamo ancora in ordine sparso, come ai tempi della caduta di Costantinopoli.
    Aver rifiutato la menzione alle radici giudaico-cristiane dell’Europa (e cosa altrimenti accomuna come europeo un russo a un portoghese?) non come atto di fede, bensì come un dato di fatto storico, ha significato la rinuncia ad una propria identità, senza la quale non possiamo chiedere a chicchessia di integrarsi. Integrarsi a chi non ha più il senso di appartenenza a qualcosa di profondo che non può essere né una neutra laicità, che di per sé è un guscio vuoto, né regole economiche o burocratiche. Buttiamo a mare tutte le nostre cattedrali?

  5. Francesco_P Rispondi

    20 luglio 2016 at 10:54

    A volte una vignetta riesce a descrivere un mondo meglio di mille parole e in una frazione di secondo: http://www.gocomics.com/robert-ariail/2016/07/20

  6. Filippo83 Rispondi

    20 luglio 2016 at 12:03

    L’Europa, ma anche l’Occidente in generale, ormai è incapace ed inetta. Sa alzare la voce e fare il diavolo a quattro solo contro i politici “fuori della moda radical-chic”, i vari Hofer o Trump p anche G W Bush o Blair. Ma è debole e pavida contro i Putin, i Chavez&Maduro, i Castro, gli Erdogan. Siamo prontissimi ad abbandonare la Crimea e tutte le politiche post-1938 in nome degli affari di pochi agricoltori (senza offesa, ma era meglio se si industriavano e cercavano nuovi mercati – e comunque sono le contro-sanzioni russe a colpirli, non quelle occidentali verso finanzieri, militari e oligarchi putiniani). Abbiamo abbandonato venezuelani e cubani ai loro regimi repressivi ed affamatori, perché fa figo farci le vacanze e soprattutto fanno figo i loro capi, dal centro-sinistra alla sinistra dura&pura ai grillini (e temo anche qualcuno di destra). Perché ora dovremmo piantare i piedi con i turchi, solo per cercare quei casini che vogliamo evitare altrove?

  7. adriano Rispondi

    20 luglio 2016 at 14:16

    “..tacendo o balbettando sulla gravità dell’epurazione ordinata da Erdogan..”In un paese di religione islamica la si può rifiutare?Il problema non è il cosidetto golpe o la cosidetta epurazione ma la mancanza nei paesi della luna della semplice libertà.E’ questo il punto che i signori dell’occidente dovrebbero mettere in rilievo,non la pena di morte.Quella c’è sempre stata e sempre ci sarà fino a quando viene negata la libertà di pensiero.Tutto il resto fa parte dell’armamentario della politica e dei suoi interessi per i quali si sopporta tutto quando invece si dovrebbe sopportare niente.

  8. Pierluigi Rispondi

    21 luglio 2016 at 17:57

    Mi domando: ma i nostri eccellenti e coltissimi capi politici europei dovevano aspettare gli ultimi eventi in Turchia per capire di che pasta era fatto Erdogan e buona parte dei turchi? Delle due una: o sono poco lungimiranti, o forse sapevano ma non dicevano. Non so quale delle due sia peggio.
    Sono disperati: dopo decenni di promesse non mantenute o di sperpero di ricchezze per mantenerle sono costretti a tirare i remi in barca quindi hanno capito che non reggono più il consenso e la coesione sociale, non sanno più cosa fare. Tanto a pagare siamo noi.

  9. Max Rispondi

    21 luglio 2016 at 18:44

    La situazione turca dimostra che le libere elezioni, di per sé, non garantiscono il mantenimento delle libertà civili. Il partito di Akp, pur godendo del consenso della maggioranza della popolazione, è autoritario e antiliberale. Anche Mussolini e Hitler hanno preso il potere mediante libere elezioni. Su questo argomento, mi vengono in mente le seguenti citazioni:
    1. Hans Hermann Hoppe, storico, filosofo, esponente della scuola economica austriaca, sostenitore dell’anarcocapitalismo: “La democrazia é una variante morbida del comunismo. Raramente nel corso della storia la democrazia é stata proposta per altri scopi”.
    2. Thomas Jefferson, padre fondatore degli Stati Uniti: “La democrazia é un agnello e due lupi che votano su cosa mangiare a pranzo. La libertà é un agnello ben armato che contesta il voto.” (guarda caso, nella costituzione Usa é presente il secondo emendamento).

  10. step Rispondi

    21 luglio 2016 at 19:26

    Rendiamo proficua l’esistenza di Erdogan, consegniamoli Berlusconi e tutti gli altri politici che hanno tradito le partite IVA.

    • step Rispondi

      21 luglio 2016 at 20:23

      *consegniamogli*

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