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Il silenzio del Papa sui nazisti di oggi

Il Papa ad Auschwitz ha una potenza umana e simbolica immane, la storia d’Occidente di fronte al proprio abisso, il male supremo e l’ipotesi di un suo riscatto. Siamo ben oltre la cronaca e il suo commento, mai abbandonare il senso delle proporzioni e la capacità dell’autocritica, l’approccio migliore rimane quello di guardare in silenzio la foto di Bergoglio solitario, col capo chino e la mente assillata dal non senso, di fronte alla cancellata con la scritta “Arbeit macht frei”. Il lavoro rende liberi, perché ogni tragedia della storia ha il suo grottesco linguaggio.

“Signore abbi pietà del tuo popolo. Signore perdona per tanta crudeltà”, ha scritto Papa Francesco nel libro dei visitatori. E i pali delle impiccagioni, la cella in cui san Massimiliano Kolbe, prigioniero francescano, venne lasciato morire di fame, le macerie delle camere a gas, gli occhi e le parole dei sopravvissuti. È una ricognizione del dolore, quella che oggi il capo della Chiesa cattolica ha compiuto sul suolo per sempre profanato di Auschwitz, e vale solo raccontarla. Ma la storia non si ferma, vien da dire, né tantomeno è finita, come da tragico abbaglio liberal di Francis Fukuyama (ribadito oggi dall’autore in un’intervista al Corriere della Sera, contro ogni evidenza e ogni notizia quotidiana). Ogni momento ha i suoi nazisti, vien da dire, perché la “tanta crudeltà” aveva un nome e un cognome, non è (solo) generico marciume umano per cui chiedere perdono, è l’esito finale di un progetto politico, ideologico, palingenetico di ri-progettazione dell’umanità. E di sterminio della porzione di umanità che non rientrava nell’equazione. Degli infedeli, diremmo oggi. Perché il totalitarismo non è sconfitto né comparso dalle pieghe della storia, non è (solo) il momento di inginocchiarsi e pregare per ciò che accadde, è (anche) il momento di riconoscere il nuovo volto della Bestia. Che è, qualche mente libera e anticipatrice come Oriana Fallaci lo urlò quindici anni fa, ormai lo negano solo ideologi disfattisti e collaborazionisti involontari, l’islamismo. L’islam immediatamente politico, l’islam che riconosce come unica legge la sharia universale, l’islam quindi impegnato a esportarla con la spada della jihad e, appunto, a massacrare gli infedeli. Possiamo anche pensare che sia un frutto degenere e contingente dell’islam (uno come Magdi Allam non lo pensa, anzi ci riporta quotidianamente alla genesi letterale, coranica degli atti di barbarie compiuti in nome di Allah, e per quel poco che vale sono d’accordo con lui), ma poco importa. È il nuovo totalitarismo che sta aggredendo il mondo libero, di più, che si prefigge esplicitamente di cancellarlo, dopo i tentativi del nazismo e del comunismo. Il nemico è il medesimo, le prassi sono le medesime (dalla dittatura totale della Razza e della Classe a quella della Fede), perfino certi fili storici sono i medesimi. Come disse Muhammad Amin al-Husayni, Gran Muftì di Gerusalemme e alleato fedelissimo di Hitler, in un discorso alla divisione appositamente costituita di Ss islamiche in Bosnia, responsabile dell’assassinio di circa il 90% degli ebrei bosniaci: “Molti interessi comuni esistono tra il mondo islamico e la Grande Germania e questo rende la nostra collaborazione un fatto naturale. Il Corano dice: voi vi accorgerete che gli ebrei sono i peggiori nemici dei musulmani. Vi sono considerevoli punti in comune tra i principi islamici e quelli del nazionalsocialismo, vale a dire nei concetti di lotta, di cameratismo, nell’idea di comando e in quella di ordine. Tutto ciò porta le nostre ideologie a incontrarsi e facilita la cooperazione. Io sono lieto di vedere in questa Divisione una chiara e concreta espressione di entrambe le ideologie”. È, tutt’oggi, la piattaforma di Al Qaeda, dell’Isis, di Boko Haram, ma anche di parecchie teocrazie islamiste che godono di un seggio all’Onu. Il nazismo non è (solo) imprigionato in quella reliquia dell’orrore che sono Auschwitz, Mauthausen,Dacahu, ma vive oggi a Raqqa, a Mosul, vive ovunque qualcuno venga impiccato perché omosessuale (come in Iran, non a caso il nemico principale dello Stato d’Israele), sta addirittura riportando il suo progetto totalitario nelle strade d’Europa, attaccando indiscriminatamente i civili. Padre Jacques Hamel, sgozzato in Chiesa perché cristiano, infedele, non sottomesso all’islam totalitario, dunque non umano, è il Massimilano Kolbe di oggi. Ed è sul nazismo di oggi, che il silenzio di Papa Francesco rimbomba, che le sue parole sono equivoche, che la sua presa di coscienza latita. Invece, non deve accadere mai più. Mai più.

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di on 29 luglio 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a Il silenzio del Papa sui nazisti di oggi

  1. aquilone Rispondi

    29 luglio 2016 at 17:41

    Vero, il papa ha solo pronunciato parole direi di circostanza, senza alcuna enfasi, quasi si trattasse di routine da dimenticare al più presto. Ma d’altra parte mi sembra anche che nessun capo di stato o di governo estero abbia partecipato al funerale di quel povero prete sgozzato, a dimostrazione che il fatto, per i signori della chiesa e dell’occidente, è d’importanza secondaria. Possiamo tutti andare a morire ammazzati. Per loro ci son cose ben più importanti da seguire, come ad esempio l’accoglienza

  2. Marco Green Rispondi

    29 luglio 2016 at 19:54

    Eh il selfie di questo Papa e della sua crew davanti ai campi di sterminio nazisti non poteva mancare.

  3. cerberus Rispondi

    29 luglio 2016 at 21:28

    Commento…il nazionalsocialismo teutonico è stato sconfitto e ha dimostrato al mondo il disastro.
    MA OGGI? Vedo e sento un papa che è nel pieno di una bufera mortale ma non dice di cosa si tratta,lui fa divagazioni dialettiche…
    il disastro mondiale del 1939 è avvenuto anche per non aver voluto vedere quello che stava accadendo in Germania,governi imbelli e pavidi avrebbero potuto fermare sul nascere il disastro,NON SONO INTERVENUTI ed è stata la morte di 50 milioni di persone.
    Mi sembra che gli stessi errori,con i dovuti distinguo,siano attuali.
    A meno che i grandi della terra vogliano il disastro.

  4. Luca Rispondi

    29 luglio 2016 at 22:22

    Mostruosità che portano i protagonisti a finire dopo tanto inutile sangue e terrore come i loro assassinati ed a passare alla storia come la più potente schifezza umana…e se un qualche Dio deve farsi carico anche di questi sai che mal di testa gli viene.

  5. ultima spiaggia Rispondi

    30 luglio 2016 at 09:17

    La storia ci ha abituato a vedere papi guerrieri, puttanieri e tiranni, che nulla hanno a che vedere con gli insegnamenti di Gesù. La Chiesa ha smesso di essere Chiesa con il falso di Costantino.
    I vescovi che sguazzano nell’oro, che si intromettono nella politica, che impugnano le armi, non mi rappresentano.
    Ciò che voglio è uno Stato forte, giusto, non parassita e severo con i nemici. Le femminucce che ci governano, quelle sì che mi fanno schifo.

  6. adriano Rispondi

    30 luglio 2016 at 17:30

    Operazione di marketing.Dalle parole del signore vestito di bianco pare di capire che la sua azienda abbia la stessa ragione sociale dell’altra e lo stesso azionista di riferimento.Cambiano,un poco,i regolamenti interni e la loro interpretazione.La guerra ed il terrore dipendono dalla sete di potere,dall’avidità per il denaro,dai trafficanti d’armi,dal capitale,dalle diseguaglianze,dall’Occidente che vuole muri e non ponti.Con questa logica possiamo continuare a scavarci la fossa.

  7. luigi bandiera Rispondi

    31 luglio 2016 at 11:48

    I maomettani sono ancora pochi e sebbene pochi si muovono gia’ per conquistare terreno e gente: stanno vincendo purtroppo e grazie ai tantissimi collaborazionisti nostrani.
    Va ben che i cristiani hanno un mandato che dice ama il tuo nemico, pero’ se ti ammazza devi difenderti usando l’istinto naturale della legittima difesa.
    Nel Vangelo non sta scritto prenderla li’ in tel posto cosi’ dimostri di amare il nemico… ma di non odiarlo. Non vedere nel nemico un mostro.
    Salvo che non faccia il mostro davvero come quando deguella.
    Saluti

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