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God Bless America

È di oggi il più grande raid Usa contro l'Isis, sulle colonne in fuga da Falluja, conquistata grazie al decisivo supporto dei B52. Il Califfo ha perso il 70% del territorio in Iraq, il 25% in Siria. Ora gli strike partono anche dalle due portaerei nel Mediterraneo. L'America non rinuncia alla sua potenza, né al suo ruolo simbolico...

Sono in fuga, stanno perdendo, sono devastati dalle bombe dei B52 americani. Questa è, sempre più marcatamente, la situazione delle belve dell’Isis nel primo teatro di guerra, quel nonsense mostruoso chiamato Califfato che hanno costruito tra Iraq e Siria. E non è un caso infatti che si scatenino nel secondo teatro di guerra, che tragicamente e imponderabilmente sono i nostri aeroporti, i nostri luoghi di divertimento, le nostre vite. Lo possono fare, perché nel Vecchio Continente sequestrato dalle paturnie dei suoi burocrati contro la libera volontà di individui e popoli votanti la percezione dello stato di guerra è ancora minoritaria, siamo al massimo allo stadio del 1938, imprigionati in una Monaco permanente che inibisce la nostra capacità, potenzialmente micidiale, di reazione.

Lì invece, dove la rimozione ipocrita non è possibile, dove prospera la testa del serpente, dove l’Occidente (leggi l’America, off course, col significativo supporto delle forze speciali inglesi) fa sentire la sua potenza militare, seppur quasi solo sotto forma di bombe dal cielo, i nazislamisti soffrono, scappano, muoiono. Report odierno di Brett McGurk, l’alto funzionario della Casa Bianca che coordina la campagna contro Isis: hanno perso il 47% del territorio in Iraq e il 25% del territorio in Siria. Soprattutto, è di oggi la notizia che dà supporto plastico ai grafici di McGurk: il grande raid contro le colonne dell’Isis in fuga da Falluja (città-destino di parecchie guerre al terrore, a sua volta appena riconquistata dall’esercito iracheno grazie al decisivo martellamento dell’aviazione Usa). Uno strike che in un colpo solo ha ucciso almeno 250 jihadisti e distrutto decine di veicoli. In generale, il fuoco americano elimina un dirigente Isis ogni tre giorni, la catena del comando e del rimpiazzo comincia a non sostenere il ritmo dei bombardamenti. Sull’altro scacchiere dell’inferno, quello siriano, le milizie curdo-arabe avanzano protette e sostenute dai B52, stanno puntando la città di Manbij, vicina al confine con la Turchia, che come ha spiegato McGurk è la porta verso Raqqa, la testa del serpente. I raid in questo giugno sono aumentati ovunque, anche perché adesso possono partire pure dalla due portaerei della Marina arrivate nel Mediterraneo, la Truman e la Eisenhower. L’Isis sta perdendo, è cronaca, e a sconfiggerlo sul terreno è l’iniziativa strategica e militare americana.

usa7Ovviamente, il mostro conserva capacità di movimento, di divagazione, ha l’arma micidiale del terrorismo micro-cellulare che si costituisce ovunque in suo nome e colpisce a ripetizione, l’ultima volta in Turchia, probabilmente per far pagare ad Erdogan la collaborazione operativa che obtorto collo ha dovuto infine concedere agli Stati Uniti, quantomeno a livello di utilizzo di basi militari e presidio delle frontiere. Ci sono dei bushiani incalliti come noi, ora moderatemente trumpiani (e il senso dell’avverbio sta proprio nella non scontata ricezione di Trump delll’impianto neocon, quanto di meglio ha prodotto l’America negli ultimi decenni) che vorrebbero di più, molto di più, invocano quotidianamente scarponi occidentali sul terreno, sognano i 250mila marines con cui il generale Petraeus vinse la guerra contro Al Qaeda, per inciso pacificando Mosul, oggi capitale irachena dello Stato Islamico. Ma, mi permetto di dire a differenza di molti falchi da tastiera, abbiamo un minimo senso delle proporzioni e del dramma, ci rendiamo conto del rischio di ricadere nel solito vizio europeo, la disponibilità a combattere fino all’ultimo americano, il cinismo vigliacco con le vite degli altri, e dell’evidenza per cui Obama è stato eletto dai genitori americani soprattutto con una mission: basta figli che tornano cadaveri. Basta guerre per il mondo libero, con questi graziosi alleati che ti sputano addosso mentre muori per loro, in testa i francesi per cui abbiamo già abbondantemente dato pochi decenni fa. Se la gestiscano in prima persona, la lotta col mostro, ché noi siamo inattaccabili dal cielo e dal mare, siamo la prima potenza militare mondiale, e vogliamo vedere i nostri figli crescere e invecchiare. Questa, è la narrazione che li ha portati ad eleggere un presidente così eccentrico rispetto alla loro regola, l’esasperazione per il sacrificio insultato, e provate a dire che avevano torto.Raid americani

Nonostante tutto questo, l’America non è ripiegata del tutto su se stessa, non può farlo neanche volendo, neanche con un incidente della sua storia come Barack Obama alla Casa Bianca, e sta strappando al mostro territorio, forza operativa ed evocativa, vite e risorse. Ha finalmente trovato sul terreno un partner militare e politico affidabile, che poi sono i curdi eroici nella loro opposizione granitica, ancestrale al mostro. Ha alzato la posta, non bombarda per contenere, bombarda per arrivare a Raqqa, a Mosul, bombarda per distruggere. Ha aumentato le incursioni dei suoi Seals e della sua Delta, le forze speciali migliori del mondo, che colpiscono dove vogliono, quando vogliono, arrivano perfino alla testa del serpente. In definitiva, non ha rinunciato a se stessa, ad esercitare la propria potenza e perfino la propria eccedenza simbolica, è lì, nell’epicentro di questa guerra sporca e misconosciuta che sta falciando tante vite occidentali in casa propria, nonostante una leadership interna ambigua e le solite miserie dei cosiddetti alleati esterni, e anche per questo possiamo ancora dire: God Bless America.

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di on 1 luglio 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a God Bless America

  1. lombardi-cerri Rispondi

    30 giugno 2016 at 15:22

    E le divisioni corazzate promesse da von Renzi dove a cogliere vittorie ?
    Se uno è pacifista per natura lo faccia veramente !
    Se uno è guerriero si faccia vedere !

    • Francesco_P Rispondi

      30 giugno 2016 at 17:12

      Ma l’uomo da 80 euro è solo un annunciatore che annuncia, annuncia, ma non sa mai quello che annuncia…

  2. ultima spiaggia Rispondi

    30 giugno 2016 at 15:52

    Non ho capito se gli americani i problemi li risolvono dopo averli creati o li creano per risolverli.

  3. Mario Rispondi

    30 giugno 2016 at 16:26

    Un pezzo d’amore che sembra poesia Direttore Sallusti.Ma le poesie sono cultura nella libertà che non abbiamo e non possono essere capite da un’Europa imbelle che volendo ,anziché contare i morti e la paura che regna, avrebbe potuto agire pesantemente ed in sessanta giorni ,con l’America a capo ovviamente, distruggere questa razza improvvida di assassini e ricolonizzrei quelle aree sottosviluppate che non hanno possibilità di autogoverno…certo con qualche rischio in più fino all’estinzione degli scoppiatori al tritolo.Vede Direttore il mondo può affidare a burocrati gran parte del governo di popoli cosa che in modo fallimentare ha fatto l’Europa che arricchisce la Germania ed impoverisce i restanti stupidi,e questo nella malintesa forma di una maggiore giustizia tra gli uomini…cosa impossibile come il trasferimento di proprietà da ricchi ad altri,bello a dirsi ed a pensarsi ma tanto demagogico nella sua irrealizzabilità perché vuol dire la perdita delle libertà ,cosa che in America non capiterà mai.Si viva la libertà e viva l’America che dovrà controllare,solo lei per nostra incapacità ,quei territori produttori d’infami che ci ammazzano per avere un piatto caldo.

  4. Fausto Rispondi

    30 giugno 2016 at 16:33

    Menomale che nessuno voleva compiere un bombardamento a tappeto contro lo stato islamico. Se lo fa Obama è un eroe. Se lo fa il politico sbagliato è un coglione.

  5. Francesco_P Rispondi

    30 giugno 2016 at 17:19

    Obama sta smentendo anni della sua politica e soprattutto i 4 in cui Lady Email Hitlery Clinton ricoprì la carica di Segretario di Stato.
    Un paio di riferimenti:
    http://www.defensenews.com/story/defense/2016/06/28/us-sees-no-place-saudi-ground-troops-isis-fight/86481594/
    http://www.defensenews.com/story/military/2016/06/29/mcgurk-isis-progress-lingering-questions/86504992/

  6. Nordio Rispondi

    30 giugno 2016 at 19:11

    Sì, God Bless America, l’unica superpotenza veramente democratica. La garanzia per i popoli civili che si può essere superpotenza militare/economica/finanziaria e si può essere anche democratica. Dove le elezioni si fanno ed hanno valore, dove i governi durano, dove il diritto viene rispettato ed esercitato, dove le pene comminate sono certe, dove il successo nel lavoro-professione-commercio-impresa è frutto di competenza e non unicamente di corruzione, nepotismi, clientelismi.
    Un guardiano della democrazia per quei popoli che pur democratici non hanno la stessa forza.
    Insomma….uno dei migliori posti dove vivere. God Bless America.

  7. Padano Rispondi

    30 giugno 2016 at 20:57

    L’Occidente sta perdendo la guerra contro l’Islam.
    La guerra e l’occupazione dell’Iraq costarono oltre mille miliardi di dollari. La guerra in Afghanistan è giunta a costare oltre 100 miliardi l’anno.
    La liberazione del Mali da parte francese, pochi anni fa, sapete quanto è costata? E si è trattato di una semplice passeggiata.
    Il confronto imposto dall’Islam è una guerra di logoramento, la cui strategia si fonda sull’enorme disparità di efficienza tra la spesa militare occidentale e quella jihadista.

  8. cerberus Rispondi

    30 giugno 2016 at 21:43

    Certo è che se aspettiamo gli eunuchi progressisti europei o i fatti degli ubriaconi che covano vendette come zitelle irrancidite fra poco avremo i muslim in parlamento.
    La stupida burocrazia europea snobba i popoli e si illude di essere intoccabile ma,al di fuori di quello lassù in alto nei cieli ,su questa terra nessuno è infallibile,nemmeno gli ottusi europeisti che vivono di parole senza avere il coraggio di agire.Pavidi governanti in attesa di qualcuno che si sporchi le mani. Obama o Trump, God bless America .

  9. adriano Rispondi

    1 luglio 2016 at 10:07

    La guerra in Afghanistan è iniziata nel 2001,quella irachena nel 2003.Lasciamo perdere le altre.Quando e se qualcuno potrà vederne la fine si potrà cercare di trarre delle conclusioni sulla base di ciò che ci sarà e sarà comunque arduo.Parlarne prima,al di là della cronaca,serve ad accontentare le proprie opinioni.A mio parere.

  10. gerolamo savonarola Rispondi

    15 luglio 2016 at 22:59

    Tante cazzate poteva scriverle solo un seguace di bush del cul!
    L’ Isis è solo una delle tante manifestazioni della più grande organizzazione terroristica del mondo: gli U.S.A. Più correttamente dovrebbe chiamarsi USAS!
    USA la madre di tutti i terroristi.
    USA unione stronzi assassini.

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