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Basta candele

Dopo la strage di Nizza è ripartito l'appello a mettere ceri contro il terrore. Ma per dissipare il buio dello jihadismo ci vuole ben altra luce. A cominciare dal fuoco delle armi...

churchill candele

E adesso soffiate forte sulle vostre candele, e spegnetele per sempre. Quei ceri luminosi non sono simbolo di speranza, ma solo metafora della consunzione lenta della nostra civiltà. Io Cero (anche con l’apostrofo) è il motto dell’Europa languente. Di fronte all’oscurantismo che ottenebra l’Occidente, di fronte alle bandiere nere e al buio dell’integralismo, non si può rispondere con dei lumini, con dei flebili bagliori, ma ci vogliono fiammate, una luce dirompente, un fuoco che squarci la notte, e la superi e rischiari.

E allora, amici europei, gementi e piangenti in questa valle di lacrime, prefiche che intonate il de profundis a ogni attentato, basta con le candele. Non li vogliamo più i vostri ex-voto accanto alle foto dei cadaveri, insieme ai fiori, ai peluche, ai gessetti colorati e alle bandiere della pace, riapparse puntualmente dopo la strage di Nizza. Non le vogliamo più le vostre preghiere lamentose, e i vostri hashtag #IPrayFor, voi che vi ricordate di pregare e di essere credenti solo se capita una strage, voi che usate la religione per autocommiserarvi, mentre gli altri la usano per ammazzare.

Non vogliamo più candele accese perché ciò significherebbe che avremo altri morti da piangere, nuove vittime da seppellire, nuovi innocenti da contare dopo un attentato e da inserire nella pratica “uccisi dalla jihad”. Non le vogliamo più vedere, quelle candele, come simbolo di un Occidente lacrimevole, trascinato in una perpetua cerimonia mortuaria, un continente che non celebra più il suo Tramonto, ma il suo Funerale. Basta così, anche perché quella puzza di fumo ci ha intossicato i polmoni e appannato la vista, quelle candele non rischiarano e non offrono tepore, consentono semmai di guardare a pochi metri di distanza, senza offrirci grandi orizzonti. Al di là di quelle candele è il Nulla.

E spegneteli, quei ceri, anche perché sono una risposta inadeguata, troppo flebile, troppo rassegnata di fronte all’orrore che ci schiaccia. Sono una replica infantile e inefficace, il fiore dentro il cannone, un bel gesto ma sproporzionato al Male. Possiamo capire il dolore straziante di chi ha perso tutto e prova a dare un senso ai simboli, come Antoine Leiris, cui hanno strappato la compagna al Bataclan e ora, dopo Nizza, invita a tirare fuori una candela, che “è poco”, “eppure è un’arma più potente di tutte quelle che loro potranno utilizzare”. Non ne siamo così sicuri, Antoine, e lo diciamo con tutto il rispetto verso chi, come te, ha subito una tragedia irreparabile. Perché la candela accesa può essere il gesto terapeutico del singolo, il simbolo che riempie un po’ l’assenza e colma il vuoto. Ma non può essere la risposta di un popolo, la reazione di una civiltà. Come Europa, come Occidente (se queste parole hanno ancora un valore) avremmo tanto bisogno di una risposta virile, non da bimbi impauriti o da continente vecchio, una risposta forte, capace di tramutare il dolore in rabbia. E di riaccendere insieme tre fuochi, divampanti: quello delle armi, unico rimedio per combattere e sconfiggere il Male, come ci insegna la lezione di chi seppe sconfiggere i totalitarismi dello scorso secolo; quello della ragione che ci permetta di difendere le conquiste dell’Illuminismo e ci impedisca di soccombere a nuove ideologie; e il fuoco sacro della fede, che vede in quell’Uomo morto sulla croce il roveto sempre ardente, la luce che mai soccombe, e riconosce valore e dignità a ogni individuo e dà splendore alla nostra civiltà. Solo fondendo queste tre luci, riappropriandoci di ciò che siamo, della nostra identità e dei mezzi per difenderla, potremo tornare a brillare e a far chiarezza.

Altrimenti sarà buio e per l’Europa notte fonda.

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di on 19 luglio 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

13 commenti a Basta candele

  1. cerberus Rispondi

    19 luglio 2016 at 08:20

    Sembra che il pirla muslim che ha ferito le persone in Germania sia UN PROFUGO AFGANO?? NOOOOO I progressisti dicono che è uno scintoista giapponese e difendono a spada tratta i loro amici islamici…
    basta con le candeline,basta con i scemocratici autoflagellanti che è colpa nostra se un bastardo muslim ammazza bambini sotto un camion.
    A mali estremi estremi rimedi,con quella gentaglia l’unico dialogo possibile è quello della forza. (Ci vadano le varie boldrine, i vari Bergoglio, I vari coglioni traditori a “dialogare” con gli stagisti islamici).Ipocriti e collaborazionisti della feccia muslim,siete la morte dell’occidente e pagherete per il vostro tradimento.

  2. Luca Rispondi

    19 luglio 2016 at 08:37

    Ma quali candeline che al massimo vanno sulle torte dei bimbi.Qui occorre armarsi e cominciare prima a denunciare gente con il burka o con velature che sono indicatori di famiglie potenzialmente affascinate o ignorantemente portate a supportare o creare assassini come assassino e’ chi priva le donne di diritti ad esser donna,poi ha ragione il giornalista armarsi e prepararsi a difendersi e’ indispensabile visto che le forze dell’ordine non hanno la benzina per le auto ,che la capacità di controllo sugli sbarchi e’ limitata e che saremo invasi ed in mezzo a questi le microcellule di assassini.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    19 luglio 2016 at 09:34

    Ecco alcune delle vittime innocenti di un’integrazione incompatibile con una religione oscurantista, retrograda e violenta, passivamente accettate dall’Europa delle zucchine, dei burocrati, del politicamente corretto… e corrotto:
    25 luglio 1995: Stazione di Parigi. Bomba uccide 8 persone e ne ferisce 150
    7 luglio 2005: Londra. 54 morti in quattro attentati suicidi.
    11-19 marzo 2012: Francia. 7 persone uccise da un uomo di Al Qaeda.
    22 maggio 2013: Londra. due estremisti di Al Qaeda uccidono a colpi di machete un soldato.
    24 maggio 2014: Bruxelles. Ex militare francese legato al gruppo terroristico islamico uccide 4 persone.
    7 gennaio 2015: Francia. 12 morti e 10 feriti al settimanale Charlie Hebdo.
    14 febbraio 2015: Copenaghen. Un morto e 6 feriti ad un convegno sulla libertà d’espressione organizzato dall’artista Lars Vilks, autore di numerose caricature del profeta Maometto nel 2007. Poche ore dopo una seconda sparatoria vicino a una sinagoga: 3 feriti.
    13 novembre 2015: Parigi. 130 vittime in tre attacchi coordinati suicidi.
    22 marzo 2016: Bruxelles. 31 morti e 300 feriti rivendicati dall’Isis.
    14 luglio 2016: Nizza. Strage con 84 morti e circa 100 feriti.

    È inutile e pericoloso nascondere o mistificare la verità.
    La Francia copre gli orrori dell’ISIS: corpi decapitati, segni di tortura, mutilazioni dei genitali, sventramenti, occhi perforati.
    L’Italia, oltre a premiare i clandestini e discriminare gli italiani, ha la fobia della parola “islam” e censura i video che mostrano il volto disumano del fondamentalismo islamico.

    Nascondere la testa sotto la sabbia, non muovere un dito, non spendere una parola, non armare un esercito per impedire che migliaia di bambini vengano massacrati, mutilati, resi orfani da un fanatismo religioso, significa essere complici dei terroristi.
    Ecco, in sintesi, cosa ci rimprovera Giampaolo Pansa, senza nasciìondersi dietro l’ipocrisia del politicamente corretto:
    “Esiste una verità che è da suicidi fingere di non vedere. Gli islamici sono in vantaggio perché possiedono un’ arma che noi non abbiamo: la ferocia. Loro sono feroci, noi vili”
    “… è lecito pensare che potrebbe accadere in Italia…”
    “… non esiste nessuna difesa in grado di proteggerci…”
    “… il terrorismo di oggi è molto peggio dei bombardamenti di settant’anni fa. Niente lo può fermare… Il kamikaze è imbattibile…”
    “… che cosa può opporre l’Occidente a un terrorista islamico? Niente. Ai suoi occhi, siamo una società corrotta e ingiusta…”
    “… a peggiorare il clima, esiste infine il bubbone gigantesco degli immigrati che stiamo accogliendo in Italia…”
    “… i lupi solitari del Califfato nero non arrivano certo in casa nostra con i barconi che partono dalla Libia. Non hanno bisogno di questo stratagemma per il semplice motivo che stanno già in Italia, magari insediati da tempo…”
    “… l’afflusso continuo dei migranti, non previsto dal governo di Matteo Renzi, del tutto impreparato a controllarlo e a bloccarlo, sta creando un clima esplosivo in molte città italiane…” (da Liberoquotidiano 16/7/’16)

    • Ernesto Rispondi

      19 luglio 2016 at 11:07

      Dalla cronologia postata appare evidente a tutti un fenomeno che è alla base dell’anca lisi strategica militare: escalation. E a una escalation si risponde con un attacco militare preciso e definitivo, altamente distruttivo.
      Ma penso che gli imbecilli come Hollande, come il vigliacco Valls che per avere preso due fischi ha insultato 84 vittime della sua incompetenza, non sappiano distinguere una strategia militare da un frullatore.
      I signorini delle nozze gay, i presidenti della trombatina in motorino, cosa volete che interessi loro se gli islamici macellano i loro cittadini sul LORO territorio? Loro devono pensare ai diritti (non si sa di chi, o meglio si sa fon troppo bene). Poi, vanno a trombare in motorino.

      • ultima spiaggia Rispondi

        19 luglio 2016 at 11:22

        Avrebbe detto Alfano, il Winston Churchill de noantri, “Dall’inizio dell’anno ci sono state 100 espulsioni, compresi 10 imam”.
        Espellere 110 extracomunitari, su circa 4.000.000 residenti, significa che ci teniamo in casa 3.999.890 potenziali attentatori sparpagliati in ogni dove.
        Ma non è questo il punto, perché basta un convertito dell’ultimo minuto per fare una carneficina.
        Questa non è una guerra normale e va combattuta con sistemi non convenzionali, coercitivi. La RAPPRESAGLIA in primis. Per ogni vittima, diecimila o ventimila verranno espulsi.
        Se non estirpiamo questo cancro all’inizio, faremo una brutta fine

        • cerberus Rispondi

          19 luglio 2016 at 12:51

          Alfano, Boldrini,Manconi, Mogherini….ahahah ahahah
          ridicoli costosi orpelli di un mondo progressista che si sta rivelando per quello che è, inutile e molto ,molto pericoloso.

  4. Epulo Rispondi

    19 luglio 2016 at 10:53

    l’Europa è guidata, ad ora, da gente del calibro di Tusk, Juncker, Hollande, Renzi, ecc E’ già tanto che siano capaci di accendere un fiammifero per dare fuoco allo stoppino della candela

  5. DB56 Rispondi

    19 luglio 2016 at 14:02

    E di nuovo mi chiedo….. chi li vota questi qui ? Renzi, Holland, Merkel, Obama etc etc. NOI signori.
    Siamo NOI il problema perche non riusciamo a far capire quanto pericolosa sia la situazione attuale e quanto ancor più pericolosa diventerà – Cosa credete che succederebbe , se anche dovessero attaccare in Italia (ma sono troppo furbi per farlo ! ) accenderemo anche noi i nostri lumini, porteremo fiori e peluches e naturalmente la RAI nelle mani del politically correct si guarderà bene dal pronunciare le parola attentato islamico! Così come gli organi di informazione francese si guardano bene dal comunicare quali torture hanno subito i poveri morti del Bataclan. Perché non dicono la verità?
    Eppur siamo i primi a dire che nella Turchia di Erdogan c’è il bavaglio all’informazione…. e nella democratica Europa ?

  6. Marco Green Rispondi

    19 luglio 2016 at 14:24

    Ieri a Nizza, nel punto in cui è stato neutralizzato il terrorista, si è spontaneamente creato un luogo dove poter sfogare la rabbia e la frustrazione per l’accaduto; in mezzo a persone che che gettavano spazzatura e vi sputavano sopra è apparsa l’immancabile deficiente che, in favore di telecamere, è andata a mettere un lumino alla memoria dell’attentarore, anche lui vittima (?) e padre di famiglia con figli.
    Solita timidissima reazione della gente incazzata sino a un secondo prima, un uomo occidentale di mezza età cerca di spiegare alla donna, probabilmente africana, l’insensatezza del gesto ma rischia di finire pestato dai supporter della società multietnica, magicamente apparsi in “difesa” della provocatrice (la polizia a questo punto interviene e spegne il rischio di rissa).

  7. lombardi-cerri Rispondi

    19 luglio 2016 at 14:33

    Pensate, come meglio avremmo potuto sconfiggere Hitler accendendo candeline e integrandolo!
    Eppure un pacifista d’antan ci aveva provato : Chamberlain, ma Hitler si era fatto delle grasse risate.

    • ultima spiaggia Rispondi

      19 luglio 2016 at 16:26

      Esempio veramente azzeccato.

  8. franco Rispondi

    19 luglio 2016 at 16:21

    Ci stiamo suicidando di cultura occidentale e di liberta concesse a chi non sa o non puo usarle per ignoranza ,scarsa integrazione o altro.Alfano è inadeguato e tra non molto questi bastardi attaccheranno e ammazzeranno anche i nostri figli.Forse se chiamassimo Don Cammelo per il controllo del territorio sarebbe meglio.Ci chiederebbe un pizzo meno esoso delle tasse che ci sfregiano e saremmo più al sicuro da questi assassini gratuiti.

  9. Nordio Rispondi

    19 luglio 2016 at 16:37

    Ma come…togliere le fiaccolate agli Italiani ? Sarebbe come togliere il gladio ai centurioni, come togliere il tomahawk ai pellerossa, la spada ai vikinghi….non sia mai !. La mitica fiaccolata italiana guidata dal sindaco e dal prelato locale, arma infallibile dopo ogni fatto tragico italiano. Mica la certezza della pena per chi uccide e rapina, mica leggi speciali contro il terrorismo, mica abbreviazione dei tempi di processi per i mafiosi. NO !! La mitica, infallibile, insostituibile FIACCOLATA ITALIANA, e più ceri ci sono più verranno sconfitti soprusi e angherie. Mi vien da ridere solo a pensarci eppure è vero. Grande popolo quello italiano.

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