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Affamare la Bestia per non morire noi

Stefano Parisi a Milano sta diventando simbolo di un nuovo centrodestra. Non bastano però ottimi profili, serve soprattutto un ritorno alla radicalità forzaleghista delle origini. Ovvero: meno spesa, meno tasse, meno Stato. Più individuo, più impresa, più autogoverno. Per non rassegnarsi a un bipolarismo Pd-grillini...

reaganPoche settimane fa sono mancati davvero pochi voti, a Stefano Parisi, per diventare sindaco di Milano, ma questo non gli ha impedito di farsi simbolo di un nuovo centro-destra: in grado di immaginare nuove strategie, anche al di là del capoluogo lombardo. E se qualcuno gli ha rimproverato di avere evitato i facili populismi e perfino di avere marcato la propria distanza dai politici di professione, si può al contrario leggere nel suo risultato comunque brillante (anzi davvero eccezionale, in un centro-destra quasi ovunque incapace di arrivare al ballottaggio) un’indicazione di prospettiva.

Un ottimo candidato, però, da solo non basta, se le forze alternative alla sinistra non sanno essere radicali e perfino rivoluzionarie. In questa fase di terribile scollamento tra società e politici di professione (che è interpretata con tanta efficacia dai volti sconosciuti dei grillini usciti vincitori dalle urne), il centro-destra può avere una chance se sa annunciare un cambio di paradigma. Molti elettori avvertono che – con il doppio debito (pensionistico e pubblico) che grava sull’economia produttiva e con questa politica monetaria europea irragionevolmente espansiva – potremmo essere alla vigilia di una crisi di terribili dimensioni, ben peggiore di quella del 2007; e infatti si stanno aprendo crepe, basti pensare al sistema bancario, che non promettono nulla di buono. Per questo sono necessarie scelte forti e coraggiose. Un simile cambio di marcia, però, deve poggiare su principi e idealità, e in tal senso le due formazioni del centro-destra sono chiamate a riscoprire i loro migliori valori. In particolare, gli eredi di Forza Italia devono riprendere in mano gli ideali dell’indipendenza individuale, della libertà d’impresa, dell’antistatalismo, della lotta alla spesa pubblica e alla tassazione. All’inizio degli anni Novanta si era creata una forte attesa in tal senso, sempre frustrata nei fatti. Chi vuole oggi rilanciare una prospettiva liberale deve recuperare quell’ispirazione: caratterizzandola in senso popolare (come giustamente ha fatto Parisi nella sua campagna elettorale), rendendola davvero attraente, elaborando un messaggio capace di suscitare entusiasmi. Un discorso analogo si può fare per la Lega, che ha costruito la propria fortuna rivendicando il diritto del Nord a tenere le proprie risorse e porre fine all’assistenzialismo che sta distruggendo il Sud: un movimento, quello fondato da Bossi, che in linea teorica ha sempre difeso i principi dell’autodeterminazione e dell’autogoverno. Avere accantonato questi argomenti ha però tolto smalto al messaggio leghista: eppure nell’Europa della Catalogna, della Scozia e della stessa Brexit le parole d’ordine delle origini sono più attuali che mai. Senza dimenticare che le logiche populiste hanno un respiro corto e condannano alla marginalità, mentre la costruzione di un progetto politico tanto serio quanto rigoroso allarga l’area del consenso.

In questi ultimi vent’anni la retorica politica del centro-destra ha spesso evocato temi importanti, senza saper però tradurre tutto ciò in azioni politiche effettive. I governi di Forza Italia non hanno ridimensionato il ruolo dello Stato, né ridotto l’oppressione fiscale. Allo stesso modo, le amministrazioni regionali leghiste non hanno mai fatto nulla di paragonabile a quanto realizzato da Artur Mas in Catalogna, dove si sono poste le basi per quel processo di costruzione di entità statuali nuove che ora sta procedendo a grande velocità. Da noi, invece, tutti hanno preferito gestire l’esistente, mescolando moderatismo nell’azione politica e populismo nella propaganda da talk-show televisivo. Ora è giunto il momento di tornare a quei principi che sono in grado di scaldare i cuori, avendo la forza di tradurli in concreti progetti politici e di governo. Se questo non avverrà, saremo costretti a subire questo bipolarismo balordo che oppone lo status quo del Pd al ribellismo inconcludente e senza idee dei Cinquestelle. Si tratterebbe di una prospettiva latinoamericana che, è bene saperlo, non promette nulla di buono.

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di on 8 luglio 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

22 commenti a Affamare la Bestia per non morire noi

  1. Mario Rispondi

    8 luglio 2016 at 08:49

    Si ma i livelli di comprensione di chi vota sono ormai ridotti a rabbia da vessazione economica per chi vive al nord e speranza dia avere maggiori prebende a compensazione della povertà del meridione portati via al nord Lombardia in prima fila.Le ragioni del voto e l’analisi di programmi da parte dei votanti non è più nella ragione di chi vota.Oggi si vota a sinistra vuoi perché i loro rappresentanti hanno preso ogni spazio su tutti i media tranne L’INTRAPRENDENTE che ci permette di capire qualcosa,vuoi perché in un modo o nell’altro ci si affida ad uno Stato incapace e burocrate per la soluzione di ogni nostro problema di vita .In ogni famiglia vi è qualcuno che ha rapporti lavorativi con lo Stato e similari.Bisognera oltre a tagliare la spesa enorme pensare a una privatizzazione “totalizzante” ma prima ch ciò possa verificarsi moriremo come stato e come cittadini liberi.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    8 luglio 2016 at 09:37

    Ma crediamo davvero che questa situazione, a dir poco disperata, possa risolversi con un Parisi, un nuovo cdx o un mirabolante progetto politico e di governo?
    Questa guerra – perché siamo in guerra e ci stanno invadendo – non si vince con i discorsi, con la democrazia e con il politicamente corretto. Contro la forza la ragion non vale.
    La causa di tutti i nostri mali deriva dalla politica all’italiana, dai politici stessi, che nel corso degli anni, a cominciare dal 1965, non hanno fatto altro che aumentarsi gli stipendi, le pensioni, i privilegi. In poche parole, hanno sempre e solo rubato; e oggi continuano a non privarsi nemmeno del superfluo. Parisi e Sala sono due facce della stessa politica.
    Ho paura che le cose cambieranno solo quando cominceranno a fischiare le pallottole.
    Voglio ricordare come preparò i suoi soldati il generale americano George Smith Patton, “eroe” pluridecorato, prima dello sbarco in Sicilia:
    «Se si arrendono quando tu sei a due-trecento metri da loro, non badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano, nessun prigioniero! È finito il momento di giocare, è ora di uccidere! Io voglio una divisione di killer, perché i killer sono immortali!» (Kill, kill and kill some more!)
    È chiaro il concetto?

    • Marco Beltrame Rispondi

      8 luglio 2016 at 11:11

      La causa non e’ solo “della politica italiana” ma anche di chi ha votato. Perché faceva comodo avere uno Stato mamma e tentacolare.

      I problemi dello Stato sono ad esempio le pensioni minime (date a chi non ha mai versato nulla o poco) e non le prebende – peraltro esagerate – dei politici.

      Sono l’idea del pubblico a tutti i costi, dell’intervento contro la concorrenza (come certi “imprenditori” nostrani hanno fatto per anni). E queste cose non vengono solo dai politici.

      L’eccesso di statalismo euroburocrate per esempio non e’ una cosa di oggi. C’era gia’ anni fa. Ma al “popolo” non interessava. Adesso che siamo in periodo di vacche magre se ne accorgono tutti. E vogliono magari una inutile soluzione “violenta”.

      • ultima spiaggia Rispondi

        8 luglio 2016 at 12:18

        La “politica e chi l’ha votata” sono le due facce della stessa medaglia: tu dai tot voti a me, io do un posto o una pensione a te.
        Il marcio, ovvero l’eccesso di statalismo, non è quesstione di “anni fa”, ma di ben 54 anni fa. Da allora politici e sindacalisti hanno rappresentato se stessi e gli amici degli amici.
        Da questa situazione come si esce?
        Lo dica lei

        • cerberus Rispondi

          8 luglio 2016 at 22:27

          Esatto,ed aggiungo che non so se avrei il coraggio di fare un vero sciopero fiscale,mi salterebbero addosso e mi rovinerebbero,ma se avessimo tutti insieme il pelo di affamare la Bestia maledetta,corrotta e ladra io rischierei tutto,anche perché se continua così fra non molto chiudo la baracca e sono certo che a quel punto avrei voglia di ribellione,nonostante i 53 anni. Io sono stanco e nauseato di uno stato che campa sul ladrocinio attuato contro chi cerca ancora di lavorare onestamente in questo stato di ipocriti progressisti parassiti senza vergogna.BASTA!

  3. Emilia Rispondi

    8 luglio 2016 at 11:32

    Concordo con Ultima Spiaggia, anche se lui ci va dentro deciso. Io però vorrei che: “più che dire che il cdx dovrebbe recuperare lo spirito del 94 ci fosse un comitato di esperti che elaborasse un programma sintetico, semplice, chiaro e comprensibile nel quale fossero elencati, e spiegati, 5 o 6 punti di una vera riforma dello Stato che, se applicata, possa risorgere il Paese.
    Poi, sarà Stefano Parisi, Pinco Palla o la Fata Turchina a proporsi, non me ne frega niente, importante che si parta da un punto CHIARO e si segua un percorso CHIARO. Gli elettori non aspettano altro.
    Per esempio: Una riforma fiscale che sovverta il principio del REDDITO e si fonda sul concetto di IMPRESA, secondo voi è proponibile o no. Secondo me lo è. Se io guadagno 100 e spendo 80 pago su 20, ed anche una sola volta.
    Il federalismo vero, alla Miglio, è stato completamente abbandonato. Vogliamo dire una volta per tutte che l’Italia così come è non FUNZIONA e potrebbe funzionare solo con una struttura cos’ composta: Macroregioni, grandi Comuni e Stato federale all’americana?
    Ci sarebbe tanto da dire, ma non ho spazio e tempo per continuare…

    • ultima spiaggia Rispondi

      8 luglio 2016 at 12:38

      Se ci vado dentro deciso, è perché non c’è più sordo di chi non vuol sentire
      Si sta ancora parlando dei problemi irrisolti del MPS.
      Intanto le imprese continuano a chiudere e la gente a suicidarsi

    • Milton Rispondi

      8 luglio 2016 at 18:23

      Affamare la Bestia è l’imperativo, perché come disse il grande Milton Friedman in uno stato iper-tassassino e sconclusionato come l’Italia gli evasori sono patrioti che conservano risorse utili alla ripresa, evitando che vengano dilapidate dal pubblico spreco.
      Le vere riforme che una forza veramente liberale dovrebbe proporre, con la costanza necessaria a rendersi credibile, sono semplicemente una COPIATURA DEL SISTEMA SVIZZERO. Non sarà perfetto ma funziona da molti decenni.

      Ma il politico che la proponesse verrebbe subito emarginato, anche dal cosiddetto CDX.

  4. Albert Nextein Rispondi

    8 luglio 2016 at 15:03

    Al di fuori di una protesta discale diffusa, decisa e duratura c’è il vuoto assoluto.
    Il potere ha bisogno di soldi per tutte le porcate che commette e continuerà a prosciugare i produttori e le famiglie.
    Non esiste un politico che abbia voglia e coraggio anche solo di programmare una tal protesta.
    Si parla solo.
    Tavoli, dibattiti, petizioni, interrogazioni, deboli proteste formali e nulla più.
    Intanto, checché ne dica il potere, la gente si impoverisce e le aziende soffrono.
    D’altra parte la macchina statale costa talmente tanto e nasconde tanti di quei bubboni che di ridurre le tasse pesantemente non se ne parla, a parte i proclami senza sostanza del renzi.
    La situazione è talmente incancrenita che l’unica uscita può esser solo traumatica.
    A base di defaults a catena e bancarotte.

    E questo auguro all’italia, defaults e bancarotte.
    Forse i sudditi apriranno gli occhi.
    E , sempre forse, rinunceranno a statalismo, socialismo, centralismo, unione europea per scegliere il liberalismo, il vero federalismo/indipendentismo, la decentralizzazione e la fine di quest’unione europea solo burocratica e illiberale.

    • cerberus Rispondi

      8 luglio 2016 at 22:31

      Concordo e dico che se al sud non arrivassero più I PICCIOLI sarebbero loro a muoversi,e di prescia (come dicono a certe latitudini).

      • Padano Rispondi

        9 luglio 2016 at 11:28

        Bocca 20 anni fa diceva: “Se non gli diamo 150.000 miliardi all’anno ci fanno la guerra.”

  5. Paolo Rispondi

    8 luglio 2016 at 16:43

    Io intanto da sardo, visto che la destra mi sta deludendo in maniera eccessiva e continua (vedasi salvini , meloni etc) appoggeró il movimento Sardegna cantone svizzero marittimo che sta spingendo per una indipendenza dall italia e susseguente annessione alla Svizzera. Ormai con i terroni ( da roma in giu) non voglio piu avere nulla da spartire.
    Con la lega e i movimenti del nord mi sono sempre sentito in sintonia per la voglia di autodeterminazione, il senso della lealtà e del lavoro e la mentalità liberista e antistatalista.

  6. Paolo Rispondi

    8 luglio 2016 at 16:46

    La Sardegna potrebbe essere la testa di ponte per smembrare una unità italiana assurda e applicare un vero federalismo come i padri fondatori dei movimenti leghisti idearono che non è certo quella cagata di compromesso che ha fatto piu disastri che altro potenziando enti inutili e pericolosi quali le regioni che sono il cancro economico e sociale dell italia!

  7. fr4nk18 Rispondi

    8 luglio 2016 at 17:32

    Considerando che non sono i politici il problema ma chi li vota
    (per un qualunque motivo ideale di convenienza di odio all’avversario non conta)
    senza verificare nella realta’ dei fatti quel che i politici vanno dicendo

    I cleptocrati del pd o i pazzi nazivegani grillini sono facce della medesima medaglia

    Gli itagliani vogliono sentirsi dire quel che desiderano a prescidere da quel che accade
    dai freddi numeri e dai requisiti minimi di civilta’ (intendo giustizia non medioevale
    tipo giustizia di dio all’italiana con culto accessorio dei magistrati)

    il cdx non e’ stato altro che un coagulo di interessi e di miserie al pari degli altri
    conditi con politiche fiscali egualmente idiote e qualche differenza sulla giustizia (che
    d’altronde conveniva al capo)

    Quindi conviene attendere il precipitare degli eventi e sperare che gli itagliani un giono
    aprano gli occhi .. . rimango pessimista

    Ma quando sentiro’ gli elicotteri dell’FMI (se saro’ ancora in itaglia) correro’ a comprare
    una bottiglia di Cristal che berro’ alla salute di chi spera nella rinascita di quel
    che e’ adesso morente con merito

    • ultima spiaggia Rispondi

      8 luglio 2016 at 20:12

      A parte il fatto che gli ultimi tre governi sono la dimostrazione che è il politico a fare il bello e il cattivo tempo, dire che il problema non sono i politici ma chi li vota, lo trovo a dir poco azzardato. Chiunque amministra una cosa pubblica è RESPONSABILE delle proprie azioni. Punto.
      Per il resto posso essere anche d’accordo

      • fr4nk18 Rispondi

        9 luglio 2016 at 08:24

        Ti invito a considerare la realta’ piu’ attentamente …
        Se e’ vero che gli ultimi pm non sono stati direttamente eletti e quindi sono senza consenso popolare
        E’ anche vero che siamo in una repubblica parlamentare ed e’ quindi il parlamento che fa e disfa
        quel che preferisce … quindi siamo in un ambito strettamente legale
        Preferisci dare la colpa ai ‘politici’ dimenticando che sono votati da persone che spesso assumono comportamenti
        demenziali ? Accomodati vedrai come reality bites prima o poi
        Tu pensi REALMENTE che siamo sotto dittatura ? Ti invito allora a prendere armi e bagagli e fare il partigiano
        perche’ se e’ cosi’ (nella tua realta’ parallela) allora sarebbe sensato trarne le conseguenze
        Quel che penso io e’ che siamo in una melassa pan catto comunista grillina dove persone che per ignoranza
        hanno acquistato obbligazioni subordinate pretendono il rimborso frutto della loro stupidita’
        Anche io sono stato truffato (non da banche visto che le banche sono statutariamente una truffa me ne sto lontano)
        ma quel che ho fatto non e’ stata una manifestazione per chiedere allo stato padre di tutelarmi .. sono andato dai carabinieri
        e collaborando con loro ho fatto acciuffare il delinquente e recuperato il maltolto …
        Bisogna prendersi le proprie colpe e il popolo italiano con il condimento di politici insulsi (ma votati) banchieri delinquenti (ma rispettati) magistrati con il prurito della loro messianicita’ (adorati dai dementi) industriali prenditori di denaro pubblico
        giornalisti lecchini incompetenti arroganti e ignobili (travaglio per esempio)
        e’ un miracolo che per il momento non siamo diventati greci ma … vedrai che arrivera’ e magari anche tu capirai che il
        problema non sono ‘i politici’ ma chi li vota

        • ultima spiaggia Rispondi

          9 luglio 2016 at 13:31

          Nessuno si autoelegge o si autopromuove. Ma una volta eletto o promosso, diventa civilmente e penalmente responsabile delle proprie azioni, indipendentemente da chi l’ha votato o promosso.
          Io non dico che siamo sotto una dittatura, ma sotto una democrazia incompiuta, più subdola della dittatura proclamata.
          Almeno questo è il mio modestissimo parere

  8. Pierluigi Rispondi

    8 luglio 2016 at 18:10

    Tutti bellissimi concetti. Ma i politici per attuare certe politiche necessitano, oltre che di intelligenza e coraggio, anche del consenso degli italiani. L’esempio ce lo da Renzi. Qualcosa di nuovo ha fatto, molto di sbagliato, il consenso è al minimo. Gli italiano sono statalisti, cercano iperprotezione, e soffrono della ricchezza altrui come santa madre chiesa ha sempre insegnato. A Napoli dicono che il pesce puzza da capa

    • fr4nk18 Rispondi

      9 luglio 2016 at 08:30

      Si Renzi ha fatto qualcosa
      messo gli amici in posti di potere
      fatto leggi a favore delle cosche a lui vicine
      aumentato il debito pubblico con azioni alla achille lauro e statalismo
      fomentato stupidate tipo la guerra commerciale con l’egitto per una persona che temerariamente si e’ andato a
      intrufolare nei casini di un altro paese
      fatto una riforma costituzionale vomitevole
      firmato armistizi con la giustizia messianica
      portato alla ribalta una classe dirigente formata da maneggioni di infimo livello galline senza cultura ne’ decenza
      aver raccontato giornalmente balle spaziali

      dimentico qualcosa ?

  9. adriano Rispondi

    9 luglio 2016 at 14:21

    Già,il problema è il bipolarismo balordo non le decisioni politiche che lo hanno generato.Hai voglia a predicare nel deserto.Chi ha appoggiato Monti,Letta,Renzi ed inseguito Napolitano per la rielezione può fare ciò che vuole.La macchina del tempo non c’è.Ieri guardavo attonito il sig. Patuelli.Chi è vecchio e rimbambito come me se lo ricorda,secoli fa,dire analoghe banalità.Sono ancora tutti lì,tranne i morti.Oggi sembra sia di moda il sig. Parisi e si sprecano gli elenchi di interventi liberali,e soprattutto non populisti,che propone.Sull’Europa cosa dice?E sul bail in?Anche per lui è anticostituzionale?Roba da non credere.Hanno approvato tutti quella schifezza ieri ed oggi tutti vogliono modificarla.Alla fine ha ragione Merkel e fine della storia.

  10. cerberus Rispondi

    9 luglio 2016 at 15:46

    Comunque,signori tutto ciò di cui stiamo parlando ha una base sola:I SOLDI!” Tutto il resto viene di conseguenza.Se,dico se affamassimo la sanguisuga prima morderebbe ma senza sangue si seccherebbe,come una cacca al sole.
    È l’unione che ci manca (e un po’di pelo sullo stomaco.)

  11. Ernesto Rispondi

    11 luglio 2016 at 01:21

    Intanto, fuori da Renzonia Pallonia, Patria dei Clown del PD:

    http://uk.businessinsider.com/societe-generale-chart-on-italian-economy-2016-7

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