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Ma dov’è finito il sano realismo cattolico?

Il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino

Il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino

Ovvio, la Repubblica ci ha fatto il titolone di prima pagina a quattro colonne. Che cosa ci sia però da frinire di piacere proprio non si capisce. Se mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, dice virgolettato «Migranti, accogliere tutti» c’è piuttosto da piangere. Intendiamoci, mons. Galantino fa il suo mestiere: esorta alla carità che è non è mai troppa, richiama all’accoglienza che è un principio giustissimo, ricorda che c’è un mucchio di gente che scappa da pericoli che lasciamo volentieri sempre agli altri, sottolinea il bene che la Chiesa italiana fa rimboccandosi le mani per prima mentre tutt’intorno i giornaloni e i giornalistoni spippolano l’ultimo scandalo ecclesiastico vero o presunto che sia. Ma accidempoli il buon senso comune.

«Migranti, accogliere tutti». Siamo alla vigilia di elezioni amministrative. Immaginativi uno che si candida sindaco. Anche se non è un trinariciuto da caricatura tivù di quelli che affonderebbe i barconi con gl’immigrati dentro cosa dovrebbe dire dal palco del prossimo comizio? Mettiamo il caso che tutti quelli che arrivano sui barconi in Italia siano degli stinchi di santo. Se lo meritano, non abbiamo prove per dire il contrario, quindi supponiamolo in piena serenità. Li accogliamo tutti? Dove li mettiamo? Per strada a fare gli homeless con moglie e figli a carico? A barbonare per le vie del centro? Oppure in parrocchia e in canonica? Certo, li ne accolgono già moltissimi, chapeau a Santa Romana Chiesa; ma quando finiscono i posti? E poi chi li mantiene? Le strutture ecclesiastiche, le charity, i Comuni, le nostre tasse, benone. Ma a un certo punto i fondi finiscono e mi par di capire passeggiando per strada che più di così gl’italiani-limoni non si possono spremere.

La prima pagina di "Repubblica" di ieri

La prima pagina di “Repubblica” di ieri

«Migranti, accogliere tutti»? E poi come facciamo con le scuole per i minorenni, il chador e magari il burqa che presso alcuni migranti va di moda, le donne di serie B che ad alcuni migranti piacciono così, la nostra ormai cronica incapacità a essere europei cristiani e quindi a gestire le migrazioni il dì che a qualcuno dei migranti pungesse vaghezza di radicalizzarsi? E con il lavoro che manca perché il preservativo chiamato Jobs Act si è già, dice l’Istat, sgonfiato?

«Migranti, accogliere tutti» è il cuore gettato oltre l’ostacolo, onore al merito. Quando la casa brucia occorre chiamare i pompieri, il resto dopo. Ma per evitare che la brace covante sotto la cenere divampi in fiamme ancora più alte bisogna lavorare di cervello e non solo di cuore. In politica, per esempio questo è un must. Non pensare a tutte le implicazioni del «Migranti, accogliere tutti» non va bene. Aristotele la chiama phronesis, è la ragion pratica che ci fa dire “saggezza” e nutre la prima virtù della politica: la prudenza. Edmund Burke (1729-1797) ci ha ricamato sopra una lunga carriera parlamentare e il filosofo cattolico tedesco Josef Pieper (1904-1997) un libriccino imperdibile. San Tommaso d’Aquino ha preso dal filosofo ebreo egiziano Isaac Israeli ben Salomon (832/855-932/955) il motto del pensare cattolico quando ha sentenziato «aedequatio rei et intellectus». Se non pensassimo la realtà saremmo dei folli. Se io, padre di famiglia, pretendessi di sfamare i miei figli con le mie fantasticherie da don Chisciotte sempre in pista verrei meno al mio primo dovere di stato e commetterei peccato.

«Migranti, accogliere tutti»: ma siamo sicuri che mons. Galantino lo abbia detto? A parte che sulle quattro colonne della prima de la Repubblica queste parole infatti nell’intervista non ci sono. È da un po’ che al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari piace correggere le parole dei principi della Chiesa Cattolica.

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di on 2 giugno 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Ma dov’è finito il sano realismo cattolico?

  1. sergio Rispondi

    2 giugno 2016 at 09:25

    ” Europe, for example Germany, cannot become an Arab country ”
    ” the goal should be that they return and help rebuild their countries ”
    Non lo dice un Salvini qualsiasi, lo dice il Dalai Lama

  2. step Rispondi

    2 giugno 2016 at 15:11

    Gesù si è sempre rivolto al singolo (al singolo ospite, al singolo malato, ecc.), Gesù non ha mai prefigurato eventi riguardanti il gruppo o addirittura interi popoli, di sicuro non avrebbe fatto l’apologia degli esodi di massa attuali. Uno scempio sia in senso etnico e sia in senso economico. Mi sembra anzi che Gesù dicendo di “dare a Cesare quel che è di Cesare” riconosca un Cesare, cioè uno Stato del quale i cittadini devono sentirsi parte attiva e nel quale i politici dovrebbero fare gli interessi dei cittadini stessi e non quelli degli stranieri!

    Come afferma l’articolo occorre essere realisti, ma il realismo a cui alludo io consiste nell’ammettere che nella Chiesa di oggi prevalgono i moralisti progressisti con tutta la loro retorica. Il problema non è “la Repubblica” o il Galantino di turno, sono i cattolici veri che dovrebbero reagire, anche agitando lo spettro di uno scisma finché il regnante è questo Bergoglio. È la base che dovrebbe ribellarsi a certo clero, anche se capisco che non sia abituata a questo; il clero rimasto *cattolico* dovrebbe sobillare i fedeli che sono in sintonia con il messaggio di sempre, facendoli reagire con forza. Se invece ci si abbassa e ci si siede al tavolo per accettare la parte di potere che ci spetta, allora è finita.

    Non è più tempo di discorsi. Gli anni passano e più la situazione peggiora, da un punto di vista cattolico, e la cosa che colpisce è che le altre confessioni non sembrano scalfite dalla modernità, non cambiano continuamente per restare “al passo con i tempi” (penso ad esempio agli ortodossi).

  3. Epulo Rispondi

    3 giugno 2016 at 08:42

    sempre meno vocazioni, sempre meno gente a messa, sempre meno 8 per mille. In qualche modo il carrozzone pietrino deve andare avanti, e non basta il marketing bergogliano. Riempire oratori e seminari di clandestini, mantenuti dai soldi dei cittadini, è una ottima idea.

  4. Vittorinofilippi Rispondi

    3 giugno 2016 at 18:30

    caro Nunzio Galantino posso capire il perché sei accogliente,dove sei nato quella terra di mafiosi e cammorristi forse ti anno spinto di studiare ,la linea Rosmini, un Austriaco,di Rovereto come mia nonna materna pure Austriaca.La tua accoglienza è frutto di un pentimento per quanto il Vaticano nei 2016 anni,dopo i Romani nel 500 dc. anno comandato in europa e dopo il 1500 nel nuovo continente l’America. I Papi che si susseguirono avevano il potere di fare il bello e cattivo tempo come scomunicare,uccidere violentare ,vedi Borgia,l’inquisizione Spagnola! Nel 1948 quando sei nato Vittorino aveva 18 anni e lavorava 10 ore al giorno per 6 giorni la settimana per ricostruire questa Italia,distrutta dal Nazifascismo!quello che voi,e Vescovi di Roma benedivano pure le bandiere!Ora vorresti dare all’oggio all’Africa con 700/900 milioni di abitanti,il Medio Oriente con 1,5 miliardi di musulmani!Questo ti portera alla fine della Roma Cattolica,pure del vecchio Continente! auguri per i tuoi propositi di distruzione dell’Europa!

  5. cerberus Rispondi

    3 giugno 2016 at 22:14

    Le chiese in italia sono disertate da molti e la fede è all’acqua di rose. Però abbiamo un invasione di musulmani praticanti e legati alle proprie tradizioni e la nostra Chiesa cattolica spinge per un’accoglienza sregolata…
    non credo che il cattolico odierno abbia la forza di contrastare il fanatismo muslim di conseguenza la vedo brutta per i nostri figli e nipoti.Poi c’è la parte progressista che sta distruggendo la famiglia con i suoi valori tradizionali .Io vedo una grande confusione in Italia e credo che solo grandi sommosse sociali potranno fermare la deriva autodistruttiva che stiamo vivendo. Sempre che la parte “conservatrice”europea riesca a imporsi.

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