Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Il diritto di dire che “Imagine” è comunista

john lennon

Immagina che non ci siano i social. Immagina che non ci siano i cretini che vanno a ripescare post vecchi solo per imbastire una polemica fuori tempo massimo. Immagina un mondo in cui uno non può criticare una canzone che subito viene subissato di critiche e insulti.

Ecco, vorremmo parlare di altro, ma la pochezza dei tempi ci costringe a parlare di un post della neo-sindaca leghista di Cascina, in provincia di Pisa, Susanna Ceccardi sulla canzone di John Lennon Imagine. Il post era stato scritto tempo fa, lo scorso 8 gennaio, ma qualche buontempone ha deciso di ritirarlo fuori per portare avanti un attacco di alta politica contro il sindaco in questione.

Cosa diceva nella sua frase l’allora consigliere comunale e oggi sindaco? In breve, che Imagine è una canzone comunista, che inneggia a un mondo senza religioni, senza proprietà privata, senza valori: un’utopia che poi si è realizzata nella storia e ha fatto milioni di morti. Vero, falso? Che il comunismo sognasse un mondo senza religione, senza proprietà privata, senza nazioni è sicuramente vero, così come è vero che ha fatto milioni di morti. Che Lennon descrivesse nella sua canzone un mondo analogo a quello comunista è verosimile: il suo era un inno alla fratellanza universale, all’umanitarismo destituito di ogni metafisica, al pacifismo privo di ogni realpolitik, all’egualitarismo utopico che, in nome della stessa uguaglianza, negava a ciascuno il diritto ad avere una casa, una fede, una nazione cui appartenere. In breve, per rendere tutti più liberi, li privava della libertà e insieme dell’identità di individui. Un mondo così, anziché essere un paradiso da sognare, era un inferno. Non utopia, ma distopia.

Bene, questo è un parere, supportato dalle parole dello stesso Lennon. Si può discutere sul fatto che Lennon fosse un comunista o meno e che condividesse o meno le applicazioni storiche (terribili) del comunismo. Ma ciò non toglie il fatto che una persona, sindaco o meno che sia, abbia il sacrosanto diritto di dire ciò che pensa di una canzone e di un cantautore (per quanto grande, per quanto immenso) senza incorrere nella censura dei benpensanti e fustigatori di professione. E che abbia anzi il dovere di rivendicare quelle espressioni come manifestazione di libero pensiero, senza ritrattare alcunché solo perché allora non era ancora sindaco, quasi che il diventare sindaco debba modificare le convinzioni personali di una persona su una canzone e renderle conformi al pensiero politicamente corretto.

No, libertà di pensiero – per un sindaco, un consigliere, della Lega o di Sel, chissenefrega, per un manager d’azienda o per la casalinga di Voghera – è anche poter dire che Imagine è una “cagata pazzesca” così come la Corazzata Potemkin, anche se tutti saranno pronti a dimostrare il contrario.

Noi ad esempio – se il nostro parere può valere qualcosa in questa diatriba altissima – siamo dell’idea che Imagine sia una canzone meravigliosa a livello musicale, non già solo “una canzone carina” come la definisce la Ceccardi, ma una di quelle canzoni capaci (e sono poche) di toccare direttamente le corde dell’anima, di commuoverti con la bellezza vera della musica che – come per la poesia – non è quella delle parole, ma quella delle note, del puro suono. È la stessa cosa che vale per Yesterday: il testo potrebbe limitarsi anche a fare l’elenco della spesa, ma con quella melodia, ci risulterebbe comunque stupendo, almeno a noi non inglesi… Sul testo invece la pensiamo così come la Ceccardi: è un testo pieno di “senza” che riduce la parabola umana, la stessa vicenda che permette all’uomo di dare al mondo creazioni stupende come Imagine, a una storia tristissima, priva di speranza, di aspirazioni e ambizioni individuali, di convinzioni in cui credere e per cui combattere, di appartenenze, in uno sterile “siamo tutti uguali e viviamo in pace” che non è solo irrealistico ma anche mortificante dell’essenza stessa e della meravigliosa diversità dell’umano.

Allora ascoltiamo la melodia celestiale di Imagine e prendiamoci la licenza di non condividere neppure una parola del testo. E soprattutto lasciamo alla Ceccardi la libertà di dire quello che le pare di Lennon. E soprattutto di fare bene il sindaco. Che poi, Imagine o no, è la cosa più importante.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 23 giugno 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Il diritto di dire che “Imagine” è comunista

  1. ultima spiaggia Rispondi

    23 giugno 2016 at 19:43

    Parole… e musica sono due cose che spesso fanno a cazzotti.
    Ma non è questo il problema. Il problema è il “comunismo all’italiana”, ovvero: compagno, tu lavora e io magno”. Quello che hanno sempre fatto i compagni nostrani. Se fossero vissuti in Russia al tempo di Stalin, oggi sarebbero tutti liberali.

  2. alessandro tantussi Rispondi

    23 giugno 2016 at 20:14

    Che poi, se anche il commento della Ceccardi fosse “una cazzata” (e a parer mio non lo è) porca miseria… io vivo in una cittadina (Pontedera) che confina con Cascina e sono settanta anni che di cazzate ne sentiamo dire sempre e solo da quelli che hanno governato ininterrottamente da dopo la fine della II guerra come foisse una monarchia ereditaria, un po’ per uno in collo a mamma… hai voglia di cazzate prima di far pari!

  3. Marco Pedone Rispondi

    23 giugno 2016 at 20:39

    E lasciate a noi la libertà di dire quello che ci pare della Ceccardi.

  4. Pino Scarpettini Rispondi

    23 giugno 2016 at 22:05

    Dire che IMAGINE è una canzone comunista è una gran bischerata ! … È di tutti e per tutti una gran bella canzone che esalta i sentimenti di pace e libertà….

  5. lombardi-cerri Rispondi

    25 giugno 2016 at 07:51

    Signor Scarpettini, chi le ha detto che le sue SENTENZE ( non opinioni) siano superiori a quelle che lei definisce bischerate ? Glie lo ha detto Dio in persona ? O lo ha dedotto lei come conseguenza di una vita forse non proprio di successo ?

  6. cerberus Rispondi

    26 giugno 2016 at 17:50

    La canzonetta di quei due tipi che pontificavano di libertà e bontà etc etc dal letto matrimoniale strafatti di eroina….
    Bella merda.

  7. Kicojocojo Rispondi

    8 agosto 2016 at 21:42

    Brano stucchevole e melenso all’inverosimile. Cantautori italiani di vecchia scuola l’averebbero scritta di nascosto come esercizio per la metrica. Siamo seri, si può vivere benissimo senza sta lagna!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *