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Beppe sorridi, è gratis!

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Una cosa è certa, Beppe Sala non è un frontman da palcoscenico. Il candidato sindaco del centrosinistra a Milano, che in molti hanno definito “renziano” ma che dal premier non ha certo ereditato le straordinarie doti comunicative, fa fatica a parlare in pubblico. Si impappina sempre (lo fa anche Pisapia, ma risulta più simpatico), si agita, si stressa, si fa sopraffare all’ansia, si incupisce, si innervosisce non appena gli fanno una domanda. È sempre sulla difensiva, convinto di essere l’oggetto di attacchi personali anche quando così non è. Protegge la sua Expo come fa un genitore con un figlio, difendendone sempre anche l’indifendibile.

E’ schivo – troppo – per essere il candidato sindaco di una città come Milano. Si è visto sia durante la campagna per le primarie, ma soprattutto nelle settimane a ridosso del primo turno. Chi lo conosce non lo dipinge affatto come un uomo arrogante, ma, ahilui, l’immagine che consegna agli elettori è questa. Non a caso, molto spesso l’incipit dei suoi discorsi, o delle sue risposte, suona più o meno così: «Guardi, non vorrei sembrare arrogante, ma…». E invece lo sembra, il Beppe. Un miscuglio micidiale di timidezza, eccessiva riservatezza, goffaggine nella gestualità e mancanza di empatia che rischia di essere la pietra tombale sulla sua corsa verso Palazzo Marino. Sala sarebbe un bravo amministratore , così come lo sarebbe Stefano Parisi. Ma il confronto con il candidato di centrodestra (Berlusconi, scivoloni a parte, li sceglie a sua immagine e somiglianza), specie nei dibattiti a due, è impietoso: Parisi, che se ne dica, è un politico fatto e finito: eloquio spedito e furbetto, piglio disinvolto, capacità di mediazione e di coinvolgimento. In sintesi, ha una marcia in più. Del resto, per fare il sindaco di Milano ci vuole ben altro rispetto alle doti gestionali dimostrate in Expo. Un “prestato alla politica” non è certo un politico, ma questo non lo dispensa dall’impararne le basi.

Due episodi recenti ed emblematici: domenica sera, alla chiusura delle urne, con le prime proiezioni è apparso, su metà delle tv in diretta per commentare i risultati, uno Stefano Parisi cauto, lucido, ma loquace e sorridente. Il suo simpatico faccione ha tenuto banco per tutta la sera, regalandosi di fatto la prima pagina di una campagna elettorale per un ballottaggio certo. Negli stessi istanti in cui il candidato del centrodestra si prestava a decine di domande, Beppe però se ne stava rintanato nella soffitta del suo comitato di via Plinio, accerchiato dal suo staff, da Pierfrancesco Majorino, dal ministro Martina, dalla deputata dem Lia Quartapelle e pochi altri, senza dire una parola. Con i giornalisti che aspettavano uno straccio di dichiarazione per chiudere le edizioni della notte, uno dei candidati più in vista e importanti di questa tornata elettorale si è nascosto nella stanzetta come un bambino che l’aveva fatta grossa. Probabilmente, si è detto, l’ordine di scuderia (ovvero quello di un Renzi nero per l’esito deludente delle maggiori città al voto) era quello di non commentare risultati che si annunciavano poco entusiasmanti. Un candidato forte e carismatico, però, se ne sarebbe infischiato dei suggerimenti romani e sarebbe sceso tra i suoi sostenitori a commentare – anche – un’eventuale disfatta. Così fanno i leader veri e Sala, purtroppo, questa dote non ce l’ha. Se poi la partenza verso il ballottaggio è quella che ci ha regalato lunedì sera in collegamento a Piazza Pulita, si va di male in peggio: faccia cupa e risposte nervose a chiunque gli ponesse una qualsiasi domanda. Accanto a lui, invece, un Parisi determinato ma affabile. Di qui, un suggerimento non richiesto: Beppe, fatti una risata, perché le campagne col muso lungo, di norma, agli elettori non piacciono.

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di on 8 giugno 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Beppe sorridi, è gratis!

  1. Marco Rispondi

    8 giugno 2016 at 10:12

    Ma Beppe sa,lui sa,lui è ….e poi un uomo seri e preparato come lui che afferma,dice verità assolute non ha motivo di ridere,lui è serio e serioso insieme e un uomo così non ride .Uno come lui che si fa carico delle sorti di Milano dopo il collega Pisapia perché mai deve ridere e che cosa avrebbe da ridere.Vediamo dopo il secondo turno se si fa qualche risata.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    8 giugno 2016 at 10:37

    Mai fidarsi dei politici. Non ridono perché stanno studiando il modo di poterti fregare. Se ridono t’hanno già fregato.
    Chissà perché Pinocchio ride sempre?

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