Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

A proposito di giornali e dittatori…

La solita sinistra "dura e pura", i soliti intellò radical chic e perfino il premier hanno animato una polemica strumentale sul "Mein Kampf" distribuito col Giornale. La cosa più squallida è che costoro non hanno mai fatto i conti col proprio tetro passato: da L'Unità che evocava "gloria eterna" per Stalin a questa prima di Repubblica

IMG_7753

Si fa un gran parlare di Memoria: vi si dedicano convegni, festival, corsi d’insegnamento, e tanto altro. Ma la prima regola da tener sempre presente è che la memoria non può essere selettiva. Se lo è, prima o poi ti si ritorce drammaticamente contro. I totalitarismi ci sono stati e si sono distinti dai tanti regimi autoritari del passato perché hanno ucciso pianificando le morti e perché hanno assoggettato le menti prima e oltre che i corpi dei cittadini. Lo hanno fatto richiamandosi a delle idee e queste idee hanno fatto presa, per quanto assurde, irrazionali, distorte, perverse esse potessero essere. Non si può far finta di nulla, esorcizzare o rimuovere: non si può mettere sotto il tappeto il volto orribile del male. Bisogna avere il coraggio di guardarlo in faccia, per non ripeterlo più.

Il Mein Kampf è un documento che va letto e affrontato storicamente, che non va nascosto ma presentato nei modi dovuti e appropriati. E questo ha fatto “Il Giornale”, in fin dei conti, offrendolo gratuitamente ma solo a chi, al prezzo di 12,90 euro a settimana, era interessato alla collana di libri sul Terzo Reich: in migliori in circolazione, autorevolmente introdotti (come la stessa edizione del Mein Kampf) da Francesco Perfetti. Volumi, fra l’altro, già presenti nei cataloghi delle due case editrici più “politicamente corrette” d’Italia, le architravi della “ideologia italiana” del secondo dopoguerra: Einaudi e Laterza. La polemica che ci è stata nei giorni scorsi, alla prova dei fatti, non aveva perciò consistenza alcuna, basandosi su elementi falsi non si capisce bene da chi messi in circolazione: il libro non era dato gratis con il quotidiano ma solo a chi era interessato a una collana storica di alto valore, venduta in abbinamento facoltativo; figurava, rispetto ad essa, come un “fuori collana” di utile complemento documentale e nulla più. Non aver messo bene in evidenza questi due elementi ha alla fine funzionato come una riuscita operazione di marketing, consapevole o meno che fosse. Se non fosse per un di più tipicamente italiota, cioè molto provinciale, che inevitabilmente si è aggiunto: la strumentalizzazione a fini politici del tutto ad “uso e consumo” del solito teatrino romano.

A questo “supplemento di stupidità”, che ha visto impegnata la solita sinistra “pura e dura” ma un tanto al chilo, la solita intellighentsia più o meno radical chic, ha dato manforte nientemeno che il “ragazzotto fiorentino” (copyright: Piero Ostellino). Senza ben sapere o capire di cosa si stesse parlando, ma ben conscio del fatto che siamo in piena campagna elettorale e che gli insuccessi del primo turno impongono il recupero dei voti persi a sinistra, Renzi non ha esitato a definire “squallida” l’operazione editoriale. Ove se qualcosa di squallido c’è, è proprio la strumentalizzazione a fini elettorali della vicenda. Ma ancor più squallida è forse la sinistra doppiopesistica, e quindi immoralmente ipocrita, che, lungi da ogni interesse di comprensione storica, mette sempre e ancora in atto proprio quella selettività della memoria di cui dicevamo all’inizio. Si può distillare con tanta facilità giudizi di immoralità, non avere nemmeno un’oncia di pudore o vergogna, quando si hanno nel proprio armadio così tanti scheletri mal riposti? Quando, giusto per fare un esempio, “L’Unità“, il giornale che si è acrobaticamente salvato dal fallimento commerciale oltre che storico, titolava a nove colonne, il giorno dopo la morte di Stalin (il più grande “macellaio” del secolo con Hitler o addirittura prima di Hitler), che bisognava augurare “gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per il progresso e la liberazione dell’umanità”? Oppure, come dimenticare il titolo a tutto pagina de “La Repubblica” scalfariana il giorno della morte del “grande Mao“, come senza parafrasi era definito proprio colui che con la politica del “grande balzo in avanti” aveva annientato ogni opposizione e causato la miseria e la morte di trenta milioni di connazionali?

Ecco, a ben pensarci, la memoria non solo non deve essere selettiva ma andrebbe affidata a chi ha la coscienza a posto. O, almeno, a chi ha il coraggio di fare fino in fondo i conti col proprio passato (in alcuni casi anche di antisemita). A chi non pensa di sfiancarla, cioè di poter passare indenne attraverso le vicende della storia trovandosi sempre “dalla parte giusta“. Senza pagar dazio per i propri macroscopici errori.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 16 giugno 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a A proposito di giornali e dittatori…

  1. Marco Rispondi

    15 giugno 2016 at 08:43

    Grande Prof.Ocone.Dietro il motivo cantato sottovoce di giustizia ed uguaglianze impossibili i sinistri nascondono o non capiscono davvero che comunque chi compone la musica farà parte del direttorio che in modo ineguale comandera’ ,imporrà ,caccerà ,uccidera’ è tutto quello che la storia infelice e tragica della sinistra nel mondo ,ed oggi pienamente in Italia,ha lasciato e lascia.Quando la dittatura di qualcosa prevale sulla liberalità si muore.Il Giornale e’ figlio di un loro nemico e va ucciso con esso….mein kampf c’entra poco ma è l’occasione per sparare.Quest soggetti non hanno mezze misure e per dirla alla Berlusconi..”sono comunisti”.Sono fuori dalla storia fingendosi colti e per ovvio sono contro la lettura e l’istruzione perché i ragionamenti siano composti dal sapere….ma se si ragiona mica si votano Boschi e il ragazzotto.

  2. maboba Rispondi

    15 giugno 2016 at 10:32

    Ottimo.
    La sinistra italiana, e forse non solo, ormai da decenni colonizzata dai comunisti (ex, post, neo chi più ne ha più ne metta) è quanto di più ipocrita e bolso possa esservi in politica.

  3. Luca Rispondi

    15 giugno 2016 at 11:21

    Chapeau, prof. Ocone!

  4. Filippo83 Rispondi

    15 giugno 2016 at 11:37

    Che poi, il Mein Kampf oggi appare assurdo e ridicolo: leggerlo è un favore all’antifascismo, smontando il mito del Führer. Ma si sa, l’antifascismo militante – che non è l’antifascismo di chi faceva davvero la prigione o il confino pre-1943/1945, ma piuttosto quello di chi passò dalla camicia nera alla bandiera rossa – ha sempre bisogno di un nemico da combattere e zittire, per giustificare la propria stessa esistenza…

  5. Paolo Rispondi

    15 giugno 2016 at 12:27

    Ottimo articolo! E secondo me c è amdato anche fin troppo leggero. Hitler in confronto ai crimini di Stalin and co è amio avviso una educanda!! Il secondo ha soggiogato, distrutto, annientato, privato di futuro e di gioia di vivere un intero popolo ma non quello di un ‘altra nazione ma il PROPRIO. per 70 anni 70 ( non 20 ) ha deportato ucciso privato dell anima milioni e milioni di russi cosacchi mongoli ebrei costringendoli a lavorare fino alla morte in condizioni assai assai peggiori dei campi di concentramento tedeschi. E poi per cosa??? Per ottenere cosa??? Nulla !! Perché alla fine , e lo vediamo anche oggi, la russia nn produce nulla, la sua tecnologia è vecchia, le sue infrastrutture sono vecchie e insicure. Deve importare tutto in cambio dell unica cosa che ha e che gli è offerta senza sforzi richiesti da madre natura!!!
    Durante l assedio di stalingrado, a natale, i tedeschi avevano vettovaglie di ottima qualità cioccolato, dolci ed un albero di natale per festeggiare nononostante la situazione tragica; i russi nn avevano niente di tutto cio ed erano in casa loro!! Questa la dice tutta su come il comunismo amava i propri difensori !!!

    Solo questo basterebbe x smontare i comunisti nostrali, comunisti col culo degli altri al calduccio dei loro cappotti di loden e dei loro appartamenti ai parioli o monte mario! Schifosi!!!

  6. franco Rispondi

    15 giugno 2016 at 13:06

    Disvelare le miseri di questi personaggini da niente che ci governano opprimendoci è bene fin quando avremo libertà di parola.

  7. adriano Rispondi

    15 giugno 2016 at 14:02

    Parlare del Mein kampf di ieri è fuorviante perchè si dovrebbe discutere di quella di oggi.Fra qualche giorno ci sarà la nuova battaglia di Inghilterra e si vedrà se chi combatte contro le nuove egemonie perderà ancora.Oggi si può registrare l’allucinante,martellante,convergente manovra propagandistica e di diffusione del panico con le più strampalate previsioni di catastrofi finanziarie e sociali.Come se quelle attuali fossero bazzecole.Chissà se in questa guerra gli inglesi sceglieranno il disonore.Almeno loro possono tentare di farlo.Noi no.

  8. Max Rispondi

    15 giugno 2016 at 14:22

    Leggete questo interessante articolo scritto da Adam Young, un membro della scuola economica austrica:
    http://vonmises.it/2012/07/14/nazismo-e-socialismo
    Nella parte introduttiva, l’autore afferma: <>

  9. cerberus Rispondi

    15 giugno 2016 at 14:25

    Articolo da far leggere ai pseudo compagni italioti,ma credo che sui milioni di morti e sul fallimento di tali ideologie troverebbero,i compagni,mille scuse e magari direbbero che si “qualche errore è stato commesso,però…”.

  10. geometra 67 Rispondi

    15 giugno 2016 at 15:28

    A parte i grossi papaveri,quelli che ricevono onori e prebende dalla diffusione del pensiero unico catto-comunista,per tutti gli altri mi sono convinto che sia solo una questione di numero di neuroni.Non credo esista altra spiegazione. Come al solito complimenti Prof. Ocone.

    • Ernesto Rispondi

      15 giugno 2016 at 16:48

      E poiché è statisticamente provato che gli idioti i Italia sono il 75% circa (il dato del 17% di analfabetismo funzionali fra i laureati, che sale al 45% fra i laureati meridionali, la dice tutta…), ecco la ragione per la quale in Italia il comunismo ha campo libero.

      • Paolo Rispondi

        15 giugno 2016 at 21:58

        Condivido in pieno.
        Si chiama analfabetismo di ritorno e tar i laureati meridionali é nettamente superiore perchè da quelle parti la laurea o la compri visto il tasso di corruzione clientelismo e latrocinio che alberga anche nelle universitá o perchè la consegui in universitá sorte come i funghi che le lauree le regalano come un tempo si conseguivano i diplomi alle scuole private facendo anche 3 , 4 anni in uno! Roba da circo!!!

        • Ernesto Rispondi

          15 giugno 2016 at 23:13

          E visto che siamo al circo, poi questi “laureati” che a malapena qui avrebbero preso la licenza media “salgono al nord”, e non si limitano più a vincere i concorsi truccati nel pubblico, ma coi loro CV nella maggior parte dei casi falsi (chi verifica le referenze in Italia?) e ai responsabili risorse umane meridionali come loro impestano gli uffici con la loro incompetenza, spesso in posizioni apicali, mettendo fuori gioco diplomati che valgono il quadruplo di loro e costano la metà. Una volta queste cose le raccontava la Lega Nord. Adesso le sanno tutti, ma i manigoldi della Lega si fanno gli affari loro.

  11. lombardi-cerri Rispondi

    16 giugno 2016 at 06:30

    Forse andava abbinato un secondo libro che ,scritto con intento ironico, sta diventando grazie ai kompagni, un monito : “Lui è tornato!”

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *