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Un’ordinaria giornata di jihad in Europa

I potenziali attentatori fermati a Bari e l'agguato di Monaco di Baviera dimostrano come ormai la minaccia terroristica sia diventata la nostra quotidianità. Bisogna rispondere con armi culturali e militari. Alla faccia di buonisti e pacifisti a oltranza

jihad

C’è un filo rosso, o meglio nero, che lega Monaco di Baviera a Bari, il Mediterraneo e il cuore dell’Europa, ed è il filo di una rete globale chiamata jihadismo internazionale. Pressoché in contemporanea oggi due episodi hanno sconvolto la nostra ignavia occidentale, suonando il campanello d’allarme rispetto alla retorica dell’accoglienza e all’integrazione dell’islam nella nostra civiltà.

A Bari (grazie a un’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e del Ros) sono stati fermati tre afghani presunti jihadisti (con l’accusa di terrorismo internazionale) e un afgano e un pakistano con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Due di loro erano finti profughi, che godevano, col benestare delle nostre leggi e il sostegno dei profeti del multiculturalismo, dello status di rifugiati internazionali: Hakim Nasiri, fermato per terrorismo (ma poi scarcerato su istanza del gip, ndr), era domiciliato presso il Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari-Palese, con lo status di protezione sussidiaria, e nel settembre 2015 aveva anche partecipato alla “marcia degli scalzi” (in difesa dei diritti dei migranti) alla cui testa c’era il sindaco Pd di Bari Antonio Decaro (con cui lo stesso Nasiri si era scattato un amabile selfie); Gulistan Ahmadzai, fermato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, era invece domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola (Foggia) con lo status di protezione umanitaria. Le loro storie sono l’ennesima dimostrazione di come, tra i presunti profughi, si nascondano molto spesso potenziali terroristi o criminali quali gli scafisti; e quindi l’ennesima riprova di come il mito del Buon Profugo – da accogliere, aiutare, integrare sempre, secondo la parola papale e dei tanti buonisti al suo seguito – sia un abbaglio, un feticcio non solo falso ma anche pericoloso. A sua volta, la vicenda del loro fermo testimonia che chi predica ponti per i migranti finisce per costruire porti (e aeroporti) per i terroristi. Come rischia di diventare appunto il porto di Bari, da cui risulta fosse passato anche Salah Abdeslam, a lungo super-ricercato per la strage di Parigi; e come rischiava di essere l’aeroporto cittadino, le cui foto comparivano nei cellulari di alcuni dei fermati, a riprova del suo essere potenziale bersaglio di un attacco, insieme ad altri obiettivi sensibili (un centro commerciale nella stessa Bari, il Colosseo e il Circo Massimo a Roma ecc…).

Spostandoci di 1300 km a nord, in un paesino dell’hinterland di Monaco di Baviera un uomo 27enne ha aggredito con un coltello alcuni passeggeri all’interno di una stazione ferroviaria, uccidendone uno e ferendone altri tre, al grido di “Allah Akbar” (Allah è grande). Secondo la procura bavarese l’uomo avrebbe “agito per motivazioni islamiste”. Colpisce l’episodio perché sarebbe già la terza aggressione di ispirazione Isis in Germania dallo scorso settembre; perché, se fosse confermata la pista islamica, avrebbe causato la prima vittima in Germania di un attentato di matrice jihadista; e anche perché è avvenuto in un luogo simbolico, quella Monaco di Baviera colpita nel 1972 durante le Olimpiadi dall’assalto dei terroristi palestinesi che causò la morte di undici atleti israeliani e di un poliziotto tedesco, e che si può considerare la prima irruzione del fanatismo islamico in Europa nel Dopoguerra.

Ma entrambe le vicende dimostrano soprattutto il fallimento di chi continua a predicare il verbo dell’accoglienza: da chi li ospita nei centri di prima accoglienza fino a chi spalanca le frontiere (come ha fatto in un primo tempo Frau Merkel) cedendo alla retorica umanitaria di aiutare i profughi. C’è poco da fidarsi, invece. E c’è poco di che vantarsi. Anche perché questo buonismo multiculturale finisce per animare, di converso, le spinte nazionaliste e populiste, inducendo gli altri Paesi ad alzare muri e a fregarsene della solidarietà comune europea.

Accogliendo i migranti a braccia aperte ci facciamo male due volte: in primis, perché nella grande rete dell’accoglienza finiamo per “pescare” anche numerosi nemici dichiarati dell’Occidente; in secondo luogo, perché ci ritroviamo solo noi, Paesi “buoni”, a caricarci del peso dell’assistenza e dell’integrazione.

Allora attrezziamoci al più presto delle dovute barriere, sia fisiche che culturali, e prepariamoci a rispondere alla minaccia, con armi politiche (basta accoglienza indiscriminata) e militari, per evitare di assuefarci a questa inquietante quotidianità; e di ritrovarci a rivivere un’altra giornata di ordinaria jihad europea.

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di on 11 maggio 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

10 commenti a Un’ordinaria giornata di jihad in Europa

  1. aquilone Rispondi

    10 maggio 2016 at 19:46

    Troveranno sicuramente un buon giudice che accoglierà le tesi di un buon avvocato. Verranno rilasciati con scuse entro pochi giorni, vedrete!

  2. cerberus Rispondi

    10 maggio 2016 at 21:36

    Bè, nel frattempo noi ci stiamo impegnando per fare la tessera sanitaria ai vari debosciati pseudo profughi, per trovare loro una buona sistemazione con tutti i comfort e per fare dei corsi di ceramica e/o di teatro etc etc.
    Come siamo buoni e comprensivi in Italia, chissà se la feccia muslim si ricorderà di noi prima di farci saltare in aria.

  3. Padano Rispondi

    11 maggio 2016 at 10:21

    Avete fatto tanto per sconfiggere il secessionismo: gente arrestata per reati di opinione, Bepin Segato fatto morire in carcere.
    Ora combattete il jihadismo per conto vostro, la vostra guerra non mi interessa.

  4. scettico Rispondi

    11 maggio 2016 at 10:45

    A forza di fissarti su qualcosa, diventi quella cosa…

    Mi chiedo se l’autore e i commentatori abbiano altri interessi nella vita, oltre all’islam?

    Scienza, cultura, arte, viaggi, salute, nuovi stili di vita, trend sociali?

    Niente?

    Islam, sempre islam, un po’ di politicuccia nostrana per variare, sempre le solite proposte/lamentele (Cav sì, i 2 Mattei 2 no, gli USA sì, Italia no…).

    Ma uffa, che barba (tranquilli, ashkenazita non sciita!) ragazzi!

    Dove l’intraprendenza, la varietà, la freschezza!?

    Benché il parlar sia indarno…

    Aprite la finestra, signori, che sembra di assistere a una riunione di WCTU (Woman’s Christian Temperance Union, per chi non lo sapesse :)…

    • scettico Rispondi

      11 maggio 2016 at 10:59

      Insomma, l’islam ha preso il posto dell’alcol (attenzione, viene dall’arabo al-kuhl!) nell’immaginario “intraprendente”.

      A parte che l’alcol uccide molta più gente dei jihadisti vari, e in maniera non meno barbara (avete mai visto come si muore di cirrosi epatica? non ve lo consiglio!), vi siete mai chiesti come mai i musulmani non bevono?!

      Meditate, gente, meditate!

      • scettico Rispondi

        11 maggio 2016 at 11:07

        Come per il WCTU e gli Alcolisti Anonimi (che il Signore Nostro Gesù Cristo li protegga, amen) non esiste bere in moderazione, così per gli “intraprendenti” non esiste l’islam moderato.

        E sia!

        Ma, non avete mai pensato di fondare Islamolisti Anonimi? :)))))

  5. scettico Rispondi

    11 maggio 2016 at 11:30

    Per carità, sono anche d’accordo con Veneziani che le attuali politiche
    dell’accoglienza sono un disastro, su questo non ci piove.

    Ma penso che su questo è d’accordo anche la stragrande maggioranza degli europei.

    E’ che non si vive solo di questo, la vita fugit e vuoi leggere qualche
    articolo stimolante anche nella tua madrelingua, invece che nel solito inglese…

    Quanto talento sprecato!

    Veneziani, le ore che Lei passa a pensare e a scrivere sulla feccia umana, nessuno glieli ridarà mai più!

    (Pensi quanta energia umana fu sprecata a litigare sul presunto pericolo comunista/sovietico e, invece, s’è sciolto come la neve al sole! Tutto è nelle mani della Provvidenza!)

    • Pierluigi Rispondi

      11 maggio 2016 at 15:08

      Per fortuna non nelle tue di mani

  6. Padano Rispondi

    11 maggio 2016 at 15:05

    Ma Veneziani è parente del Marcello? E Sallusti lo è dell’Alessandro?
    Perché mi è venuto il dubbio di trovarmi su un giornale di Figli di…

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      11 maggio 2016 at 15:19

      Caro Padano, siamo entrambi nipoti dei più noti zii, quindi al massimo è un giornale di Nipoti di… Non le farò il torto, ovviamente, di pensare che lei valuti le idee in base al grado di parentela. A presto!

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