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Saviano spiega agli inglesi che la mafia è colpa del liberismo

savianoSe tutto è mafia, allora niente è Mafia. È il problema, da sempre, dell’antimafia di professione. Di coloro che pensano: “Il mafioso non è solo quello che ammazza e spaccia, ma anche quello che potrebbe parlare ma tace, quello che ha un comportamento simile perché ricambia favori, poi anche quello che non sa ma potrebbe sapere se solo si documentasse e pure quello che va a mangiare una pizza in una pizzeria messa in piedi col denaro sporco e non gli interessa niente di chi sia il proprietario”.

Il primo a ragionare in questo modo, sia pure in buona fede, è un uomo che pure le mafie (la Camorra, in particolare) le conosce bene, essendone minacciato in prima persona: Roberto Saviano. Nel 2010 aveva fatto discutere affermando che la vera patria della criminalità organizzata, in Italia, fosse il Nord. Perché è al Nord che le cosche riciclano il denaro sporco ed è dal Nord che partono i rifiuti destinati alle discariche abusive gestite dalle ecomafie (poi aveva accusato la Lega di interloquire con la ‘ndrangheta e da lì la polemica era sfociata nella rissa politica). Adesso, sempre Saviano, estende il suo ragionamento sul piano internazionale e accusa la Gran Bretagna di essere il paese più corrotto del mondo: “Ma non di una corruzione che riguarda gli amministratori pubblici, i poliziotti, i sindaci – dice Saviano nel suo discorso al Parlamento di Londra – ma di una corruzione che è consustanziale al sistema economico. Il sistema economico inglese si alimenta di corruzione. E in tutto questo il governo e i cittadini britannici non si sono davvero resi conto dell’emergenza che sta attraversando il Paese”.

Che cosa c’è di sbagliato in questo messaggio? A prescindere dalla realtà del riciclaggio di denaro sporco nelle banche della City (su cui la polizia britannica lavora seriamente), il problema è quello che si diceva prima: in questo modo si sta affermando che tutto è mafia, perché la criminalità organizzata è “consustanziale” al nostro sistema. Dunque si dovrebbe buttare via tutto. E’ colpevole anche chi va a mangiare una pizza cucinata da un cuoco che prende lo stipendio pagato con denaro che in origine era sporco. Saviano cita l’esempio della George Wharf Tower: “Un grissino di cemento di 50 piani dove i 214 appartamenti di lusso sono perlopiù intestati a magnati stranieri quando non posseduti da società offshore. Una torre con tutti gli optional che rimane vuota per la gran parte dell’anno, mentre la maggior parte dei londinesi non riesce nemmeno più a trovare un affitto accettabile: le case non servono per essere abitate, ma per fungere da casseforti di cemento, che custodiscono denaro, spesso riciclato”. Il problema sono i magnati, il denaro o il grissino di cemento di 50 piani? E di chi è la colpa se i londinesi non riescono a trovare casa?

“Allora proprio non vuoi capire, sei un cretino” direbbe un personaggio mafioso descritto da Sciascia. Perché il messaggio di Saviano è lampante: è colpa del neoliberismo. Se la Mafia c’è, evidentemente, è perché circolano soldi. E finché c’è circolazione dei soldi, allora tutto è penetrabile dalla criminalità. Aboliamo i soldi, la City, le banche, collettivizziamo tutto e allora le cosche spariranno per magia: ce ne sarà una sola e la chiameremo Stato.

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di on 27 maggio 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Saviano spiega agli inglesi che la mafia è colpa del liberismo

  1. Padano Rispondi

    26 maggio 2016 at 16:14

    Roberto, salviamolo.

  2. Alfonso Rispondi

    26 maggio 2016 at 16:17

    E quindi a questo tizio hanno gli hanno dato visibilità da un palco così importante nemmeno fosse Bill Gates? Questo è da manicomio!

  3. Ernesto Rispondi

    26 maggio 2016 at 16:24

    “è un uomo che pure le mafie (la Camorra, in particolare) le conosce bene, essendone minacciato in prima persona” Mi cita un esempio documentato, UNO SOLO, di minaccia ricevuta da Saviano?

    “poi aveva accusato la Lega di interloquire con la ‘ndrangheta” A distanza di qualche mese a Rho, caposaldo della ‘ndrangheta nel nord-ovest, il consigliere comunale PD Addisi è stato colto con le mani nel sacco. Chiunque abbia qualsiasi grado di dimestichezza con la cosa pubblica della cintura milanese sa bene che la mafia non interloquisce con nessun partito, perché esiste un partito che E’ la mafia (la ‘ndrangheta), in provincia di Milano: il PD.
    Chi dice il contrario, è mafioso. Ergo…

  4. lombardi-cerri Rispondi

    27 maggio 2016 at 07:43

    Il DNA quasi mai mente. Ammette solo qualche rara eccezione!

  5. franco Rispondi

    27 maggio 2016 at 12:51

    Bene sarebbe se Saviano capisse che la povertà diffusa ,l’economia di secondo livello ormai in uso da Roma in giù costringe questi criminali all’esodo nelle regioni dove si lavora e v è un po di redditualità altrimenti la droga e le pizze come si pagano.Ma il denaro non ha molto odore e le prassi meridionali sono vigenti da tempo anche al nord; ma nella liberalità possibile non per questo se uno parla con accento calabrese va preso per criminale e denunciato.Magari è un ingegnere,un insegnante o un segretario comunale….può succedere anche questo .

  6. Macx Rispondi

    28 maggio 2016 at 19:42

    saviano:l’ ovvio un tanto al chilo!
    perchè non se ne va in qualche deserto, lì la mafia non c’è perchè non circola denaro

  7. leno lazzari Rispondi

    31 maggio 2016 at 14:26

    Questo è il paese del bengodi per chi, grazie all’imprimatur dei radical chic, assurge a fama-notorietà . Con un simile e potentissimo sponsor il successo è garantito a ogni rutto.

    E il copia-incollatore seriale ne approfitta.

    Magari è solo questione di tempo prima di trovarcelo a pontificare in video (Lo vedrei bene su RAI3) e magari a chiedere conto ai radical chic del PD dei loro rapporti con casalesi, ‘ndrangheta e coop mafiose varie in Emilia, in Toscana, a Roma etc.

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