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È il Paese dello Zero Act

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Se la matematica non è un’opinione, quando aggiungi dieci e togli dieci, il risultato dell’operazione si annulla. E’ quello che sta succedendo al Jobs Act di Matteo Renzi. I numeri dell’Istat usciti questa mattina sull’occupazione sono suscettibili di diverse letture. Ma, a girarla come si vuole, il risultato è uno: zero. Nel senso che il saldo tra nuovi disoccupati e nuovi occupati è, più o meno, neutro. Ad aprile, infatti, rispetto a marzo, ci sono 51 mila occupati in più. Buona notizia, se non fosse che, nello stesso lasso di tempo, sono aumentati, della stessa cifra, anche i disoccupati: 50 mila in più.

Sebbene il saldo sia nullo, Renzi brinda: non ha mancato di ricordarlo, questa mattina, durante il lancio del candidato sindaco di Milano Beppe Sala: «I dati sul lavoro resi noti oggi sono i più alti in assoluto degli ultimi 4 anni ma sono ancora bassi rispetto a quanto vogliamo ottenere. Non ci basta aver migliorato rispetto agli ultimi 4 anni dobbiamo andare ancora meglio». La solita formula con la quale il premier mette le mani avanti: il “sì, ma anche” che gli serve per allontanare ogni possibile polemica o obiezione. Il quadro, dunque, non è esaltante. Ma c’è il Jobs Act 2, direbbero i ministri: cioè una seconda fase che dovrebbe dare risultati migliori. Soprattutto sui contratti a tempo indeterminato che, finito l’effetto degli sgravi fiscali per le imprese che assumono, sono calati del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, Insomma, non si sono visti gli effetti della prima fase ella riforma, e già si parla di secondo round. Ma è la narrazione di Matteo Renzi che, ormai, sempre più spesso, funziona così: promettere nuovi risultati per offuscare quelli negativi ottenuti. Un trucchetto in cui, si spera, non caschi più nessuno.

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di on 31 maggio 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a È il Paese dello Zero Act

  1. Marco Rispondi

    1 giugno 2016 at 20:46

    Ha migliorato che stiamo chiudendo tutti e tra un po’ i profughi per l’Europa saremo noi e i nostri figli e questo non la smette di dire una fesseria al minuto .

  2. Epulo Rispondi

    3 giugno 2016 at 08:40

    ormai ci stiamo assuefacendo al nulla, o al peggio. La disoccupazione è al 12%, il pil è fermo, salgono le tasse e il debito pubblico, i servizi pubblici sono stati eliminati, mentre aumenta l’immigrazione clandestina, e la criminalità organizzata non è mai stata tanto forte. Ma “tutto va bene” e senza Renzi “ci sarebbe il diluvio”.

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