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Le bombe del Bomba

Nell'incontro con Obama Renzi ha dato il meglio di sé sulla guerra in Libia: «Ci sarà l'impegno italiano ma senza intervento», «avremo la leadership ma non manderemo soldati». Un perfetto manuale della Supercazzola per dire come al solito: "Armiamoci e partite"

renzi bombe

Ecco a cosa si riferiva Renzi quando alludeva alla possibilità di andare in Libia una volta formatosi il governo nazionale: non certo alla necessità di lanciare bombe ma all’opportunità di sparare “bombe”, nel senso di balle grosse così, per eludere l’impegno militare. “Boombastic” lo avrebbe definito un fine intellettuale come Shaggy.

Ieri, nell’incontro con Obama, smentendo quanti giuravano sull’imminente impiego di tornado e di forze speciali sul fronte libico, il Bomba Matteo ha dato il meglio di sé, tirando fuori una serie di giri di parole per dire che no, manco col kaiser, andremo a fare la guerra. Da applausi il passaggio in cui sostiene che ci sarà «impegno italiano ma senza intervento», che è una frase meravigliosa, un po’ come parlare di “convergenze parallele”, di “rassegnazione attiva” o di “forza debole”: una parola smentisce l’altra, ma magicamente tutte e due trovano un senso nella retorica renziana, degna del migliore manuale della Supercazzola. Non da meno è l’inciso in cui il premier afferma che «abbiamo la leadership, ma ciò non significa mandare soldati». E allora pensi se mai avesse potuto pronunciare una stro…, pardon una stre… pitosa frase simile, Franklin Delano Roosevelt nel momento in cui decise di intervenire in guerra contro il nazismo e, prendendo il comando del fronte anglosassone avesse detto: “Sì, noi assumiamo la leadership degli Alleati, ma non mandiamo soldati”. Probabilmente lo avrebbero fatto dimettere da Presidente l’istante dopo.

Ma noi siamo in Italia e tutto è possibile. Anche far credere ai cittadini sprovveduti che si possa combattere il terrorismo con una maggiore sorveglianza delle periferie ed eliminando il degrado. Questa è proprio una fissa del nostro Caro Leader. E anche ieri l’ha ripetuta tronfio: «Il terrorismo non lo sconfiggi solo coi bombardamenti, devi investire sulle periferie, sulle polizie, sui quartieri degradati». In sostanza, questa è la morale, per battere l’Isis in Libia devi mettere telecamere di sorveglianza e vigili di quartiere nelle periferie di Roma e Milano. Vabbè…

Ma tutto è coerente. Perché «non è che noi ci alziamo e andiamo a bombardare». Infatti, noi non ci alziamo neppure, ma continuiamo a dormire sonni tranquilli, ignari del pericolo imminente. Tanto a bombardare ci pensano gli altri. Come ha fatto notare ieri Crozza in una gag, noi portiamo mimetica ed elmetto, in modo che poi gli americani possano indossarli. Della serie “armiamoci e partite”… E va bene che qualche settimana fa avevamo promesso che, una volta insediatosi il premier libico, avremmo fatto la nostra parte, anche militare. Ora il governo c’è e quindi… Bombardiamo i terroristi dell’Isis? Mannò, lo sosteniamo, optiamo per la soluzione politica, perché «dobbiamo fare di tutto per aiutare Fayez Al Serraj a consolidarsi».

Obama, già consapevole dello scarso peso militare e geopolitico del nostro Paese, sarà andato via dall’incontro allibito, comprendendo il peso nullo delle promesse renziane. E magari con una certezza: se Renzi sparasse da aerei e cannoni bombe grandi quante quelle che spara dalla bocca, di sicuro avremmo vinto la guerra da un pezzo.

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di on 2 aprile 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Le bombe del Bomba

  1. Marco Rispondi

    2 aprile 2016 at 17:48

    Questo soggetto è davvero una farsa sempre più irriverente e singolare.Il mondo ha capito con chi hanno a che fare ma il problema rimane sempre chi gli dà fiducia .Siamo uno strano popolo.

  2. cristiano Rispondi

    2 aprile 2016 at 18:13

    Si probabilmente lui pensava alla play station……

  3. lombardi-cerri Rispondi

    3 aprile 2016 at 07:39

    Il livello culturale di Renzi e C. è quello che è.
    Ossia pari a quello del lombrico.Rimangono solo , a loro disposizione, le chiacchiere incomprensibili.
    ” Ogni giorno quando ti alzi, scolla sempre l’albero degli imbecilli, qualcuno cade sempre!” dice il vecchio adagio.

  4. Sergio Andreani Rispondi

    3 aprile 2016 at 11:46

    Renzi è l’incarnazione della supercazzola….

  5. cenzino Rispondi

    3 aprile 2016 at 17:51

    Con renzi si apre una nuova era della super-cazzola post moderna e globalizzata. Cosa di per se divertente se si trattasse delle sbidigule di un sindaco di un paesello di 1000 anime; ma non è questo il caso, ahinoi.

  6. cerberus Rispondi

    3 aprile 2016 at 22:03

    Gli eredi di Tognazzi oggi sono molti ma il toscano ne è il fiero rappresentante.

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