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Il velo non è per niente fashion

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In principio era Dolce&Gabbana. Sembra che quando si tratti di generare qualche scossone nel mondo della moda, il duo di stilisti meneghino ci metta sempre lo zampino. Sono loro i primi ad aver prodotto una linea d’abbigliamento dedicata alla cultura islamica. Una collezione quasi d’alta moda, sia per le lavorazioni a mano, sia per i costi. Una collezione che non ha avuto il successo sperato e non esclusivamente per le critiche mosse dalla popolazione occidentale. Le musulmane hanno lamentato che i ricchi capi non fossero abbastanza di lusso per la fascia alta, ma al contempo irraggiungibili per tutte le altre donne che indossano un velo. Nessuno vorrebbe mai nascesse dell’invidia nei Paesi in cui le donne vengono trattate come oggetti. Nonostante questo sono molteplici gli stilisti ad aver deciso di seguire l’esempio di Dolce e Gabbana e produrre linee destinate alla clientela islamica. Da qui nasce la polemica, forse la più importante, sul tema. Il ministro francese per la Famiglia, Laurence Rossignol ha affermato che «le donne che oggi scelgono il velo sono come i negri americani che ieri erano favorevoli alla schiavitù». Una dichiarazione importante che non lascia spazio ai fraintendimenti. Secondo il Financial Times quello del “velo” è un business che potrebbe valere 230 milioni e difendono la scelta degli stilisti di approdare anche in questo mercato. C’è un altro dato importante da non trascurare. Parigi vale il 6% del mercato mondiale del lusso. La moda non può rischiare di perdere il supporto della Francia e non può altresì rischiare di perdere la sua essenza. Se esiste un settore che si basa sulla libertà di espressione, questo è il settore moda. Non è una negazione della sua stessa essenza scegliere di piegarsi al mercato del “velo”? I marchi si schierano contro l’uso della pelliccia ma ignorano un problema molto più grande, che potrebbe scuotere le fondamenta del settore. Stupisce e al contempo rattrista come le donne musulmane di seconda generazione, invece che allontanarsi dall’utilizzo del velo scelgano di investire in questo tipo di capi. Cediamo dinnanzi a ogni richiesta di piegare i nostri usi e costumi, perché cedere dinnanzi a qualcosa di così intrinsecamente occidentale?

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di on 5 aprile 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Il velo non è per niente fashion

  1. Marco Rispondi

    5 aprile 2016 at 16:24

    Forse business per i produttori ma quanto vale un bel vestito se sei schiavo e non sei riconosciuto come essere umano con uguali diritti.Sei uno schiavo vestito bene e che spende denaro forse a compensazione di una esposizione impossibile se non a costo di frustate e punizioni tribali da parte di chi dovrebbe amarti e difenderti.Il medioevo anche se con abiti buoni non cambia la sorte di queste poveracce considerate fattrici e poco più .

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