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Il condottiero Donald

Vuole truppe di terra contro l'Isis, si oppone alla Cina comunista e all'accordo nucleare con l'Iran, vuole difendere Israele e critica gli alleati europei che lasciano tutto il peso della Nato sugli Usa. Altro che "isolazionista", Trump pensa a un'America forte nel mondo

usa2Donald Trump qualche giorno fa a Fox and Frends: “La dichiarazione del direttore della Cia, John Brennan, che sostiene che in futuro si rifiuterà di eseguire un ordine proveniente da qualsiasi presidente degli Stati Uniti di torturare con la tecnica del waterboarding un terrorista catturato, riflette la debolezza degli Stati Uniti nella lotta contro l’estremismo islamico. Credo che i suoi commenti siano ridicoli. Riuscite a immaginare quelli dell’Isis seduti intorno a un tavolo a mangiare e a parlare di questo Paese che non permette il waterboarding mentre loro hanno appena tagliato lì fuori 50 teste?”. Il water boarding è una tecnica di interrogatorio, o se preferite una tortura, usata durante gli anni di emergenza e del Combatant Act del presidente George W.Bush, probabilmente abbandonata negli anni di Barack Obama, anche se Guantanamo camp è sempre aperto: consiste nel simulare un affogamento, controllato, perché l’acqua invade le vie respiratorie, la testa è più in basso dei piedi, la sensazione è terribile, se dura a lungo i danni possono essere gravi. Le affermazioni d Trump sono dure, si possono condividere o no, io le condivido, non sono quelle di un isolazionista.

Donald Trump il 22 marzo, ancora ospite di Fox and Friends: “Bruxelles è un disastro, un campo di battaglia, un buco infernale. Ed è solo l’inizio. Tutti voi ricordate come Bruxelles era bella e sicura. Ora non lo è più, Bruxelles è un altro mondo! Gli Stati Uniti devono essere vigili e intelligenti! Se dipendesse da me, a Salah Abdeslam bisognerebbe praticare il waterboarding. Ed io farei molto di più del waterboarding. Dobbiamo stare molto attenti, dobbiamo essere molto vigili sulle persone a cui permettiamo di entrare nel nostro Paese. Se quel terrorista avesse iniziato a collaborare prima con gli investigatori, forse si sarebbe potuto sventare l’attacco di ieri. Una volta eletto presidente, farò in modo che vengano cambiate le leggi internazionali così da poter ordinare il waterboarding dei nemici combattenti. E a chi si dirà il contrario dirò di guardare le immagini degli attacchi come quelli di Bruxelles. Scommetto che quando vedranno tutti quei corpi distesi morti per terra, compresi dei bellissimi bambini, forse approveranno il waterboarding ed altre cose”. Per la seconda volta, sono affermazioni durissime, condivisibili o no, io le condivido, ma un isolazionista non invoca leggi internazionali, non invoca vigilanza e intelligenza, perdute in questi ultimi otto anni, non rimpiange la bellezza e la sicurezza che furono a Bruxelles, non si occupa di bambini morti oltre confine.

Seguono e sono seguiti, naturalmente, commenti inorriditi di pensosi inviati, corrispondenti, commentatori americani, ma soprattutto europei, e figuratevi italiani. Nei giorni in cui un sondaggio serissimo di Nbc mette Hillary Clinton e Donald Trump, se nominati e dunque avversari alle elezioni generali di novembre a soli due, dico due punti di distanza, 38 a 36, sfatando un altro filone di bugie, non è male, se sei un liberale, o semplicemente se sei un osservatore dalla mente sgombra, chiedersi quante delle chiacchiere sull’isolazionismo di Trump, così diffuse da far preferire all’osservatore conservatore nientemeno che Hillary Clinton, non siano, appunto, chiacchiere. Se non abbia ragione il grande Rudy Giuliani, che nel 2008 fu vittima del complotto del vertice del partito, si ritirò, ehi, vinse Obama, quando nel sostenerlo convintamente, spiega che “lui è un negoziatore, il migliore, ha solo cambiato posto di lavoro. Se tuona contro la Nato, è per ottenere condizioni migliori per tutti”. Certamente Donald Trump usa un linguaggio semplice fino alla brutalità, se è una scelta si è rivelata efficace, perché la gente o lo odia o lo adora, e almeno non c’è quella morta gora in cui per mediocrità e collusione si sopravvive e ci si afferma. Non mi sono convinta che sia il meglio che gli Us possano esprimere, anche se più passa il tempo più vedo le somiglianze con Reagan, sono convinta però che gli altri, tutti, siano peggio, dalla bollita Hillary con simulacro del marito al seguito, al bergogliano con la kippah che detesta Israele, Sanders, al reazionario con gli stivali di lucertola che mangia pancetta sul fucile fumante, Cruz. Un candidato a presidente americano che sogni il primato della religione sullo Stato, voglia abolire l’aborto anche per gli stupri e gli incesti, deve essere sconfitto. Una candidata che abbia concepito l’operazione Libia, provocato e poi nascosto la strage di Bengasi, nascosto le prove nelle sue email private, deve essere sconfitta. Sanders è un epifenomeno, lo ha creato Hillary Clinton candidata, prima la breccia radicale aperta dalla catastrofica presidenza Obama. Trump no, è figlio di sé stesso, e ha trovato la politica per la perdita di identità del Partito Repubblicano, per la tremenda crisi di identità dell’americano fondatore. Questa campagna sembra averla scritta Clint Eastwood.

Quando si parla di posizioni, le famose issues, vediamo quelle di Donald Trump. Basta con l’embargo a Cuba? Si, favorevole. L’accordo nucleare con l’Iran è positivo? No, contrario. Dovrebbe nascere uno Stato palestinese indipendente? No,contrario. Far entrare rifugiati siriani nel Paese? No, contrario, se non c’è uno strumento affidabile per distinguere i profughi dai terroristi. Dovrebbero gli Stati Uniti inviare truppe di terra per combattere l’Isis? Si, favorevole. Chiudere Guantanamo? No, contrario. Tecniche di interrogatorio estreme come il waterboarding vanno abolite? No, contrario. Allora? Trump crede semplicemente che gli Us non dovrebbero continuare a fare i poliziotti del mondo se gli alleati, i partners, o coloro che hanno bisogno di aiuto, non abbiano e dimostrino la stessa convinzione. Non è un dibattito nuovo nei think tank, è solo tenuto nascosto. Ai grandi, pochi, sostenitori ideali dell’America nostro baluardo, provoca certamente irritazione, qualche senso di angoscia, e si capisce. Ma ha ragione, perché la pratica dell’intervento del quale parlar male, organizzando manifestazioni pacifiste e distinguo parlamentari in punta di Costituzione fra gli alleati, ha fatto il suo tempo. Ha ragione perché il realismo si impone, o vogliamo dire che siamo soddisfatti della protezione fornitaci da Barack Obama, dal discorso del Cairo alla primavera araba, alla calata di braghe con l’Iran terrorista, all’abbandono di Israele? Prendiamo la famosa storia della Nato si, Nato no. Per chi accusa Trump di incoerenza, ecco una dichiarazione addirittura risalente al 2000. “Ritirarsi dalla Nato ci farebbe risparmiare milioni dollari ogni anno”. Quando di quella dichiarazione gli hanno chiesto conto, questa è stata la risposta a Chuck Todd della Nbc: “ Io sono per restare, certo obbligando gli altri a pagare la loro parte, cosa che non fanno. Però mi chiedo dov’è la Germania? Dove sono le nazioni europee che si mettono alla testa? Non mi importa di andare dietro a loro, lo faccio volentieri, purché si muovano. Non mi piace quel che succede in Ucraina, ma è o non è un problema che riguarda l’Europa prima e più di noi?”

Trump detesta la Cina comunista, è certo che tragga vantaggio economico dal mondo occidentale, che non abbia fatto il minimo progresso in libertà civili e diritti umani. Pensa che non segua le regole dell’ordine internazionale liberale, rubi posti di lavoro, spii, manipoli la valuta per vantaggi economici. Risponderebbe con un duro approccio, pure economico, aumentando le tasse e alzandole sempre di più in risposta a ogni malefatta. Allo stesso modo ce l’ha con l’Arabia Saudita, che ha ricattato il mondo col petrolio e foraggiato il terrorismo. Trump ritiene la guerra in Afghanistan e Iraq un grande errore, ha cominciato per attaccare Jeb Bush, parlandone da candidato, poi si è affezionato all’argomento e gli ha chiesto conto della bugia sulle armi di distruzione di massa. Non è un dubbio moralistico, semplicemente a Trump non sembrano necessarie le bugie per costruire consenso, pensa che un leader se ritiene giusta una causa deve seguirla; gli interessa però che un’azione militare finisca con il successo e la vittoria, esattamente come gli interessa che gli alleati europei “alzino il culo”, per usare una sua espressione, invece di aspettare il poliziotto America e poi dirgliene di tutti i colori. Per come stanno faticosamente le cose oggi in Medio Oriente difficile dargli torto, quella guerra non è stata vinta anche perché combattuta a metà, e per colpa degli alleati. Certo, ci sono stati otto devastanti anni di Barack Obama, ma Trump la campagna presidenziale la fa oggi , nel 2016. Non è un falco, non è una colomba, e non è neanche un isolazionista, solo brutalmente realista. Fa i conti con l’americano oggi. Gli altri?

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di on 14 aprile 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

13 commenti a Il condottiero Donald

  1. Gino Rispondi

    14 aprile 2016 at 08:41

    Che puttanate! Questo da “L’intraprendente” non me l’aspettavo. Un cretino che non sa nemmeno cosa sia “la triade nucleare.

    • Francesco_P Rispondi

      14 aprile 2016 at 18:27

      Concordo totalmente!
      L’ideologia di Trump è una sgangherata imitazione, fatta apposta per aumentare la divisione nel Paese e mettere in cattiva luce i veri conservatori.
      Trump è un virus inserito dalla Clinton nel Partito Repubblicano.
      Basti pensare che nel 2000 si presento alle elezioni presidenziali come indipendente per cercare di erodere consenso a George W.Bush, ripetendo la manovra di Ross Perot che permise di sconfiggere il padre a favore di Bill Clinton, e nel 2008 aveva sostenuto la campagna di Hillary alle primarie in cui fu, invece, scelto Obama.
      Quello di cui mi meraviglio è come il Partito Repubblicano e tanti elettori ci siano cascati.
      Comunque il feroce anti-cinese e anti-musulmano Trump è in rapporti d’affari con la Cina e i Paesi del Golfo; la figlia importa capi di abbigliamento e sciarpe infiammabili dalla Cina http://www.usatoday.com/story/news/politics/onpolitics/2016/04/06/ivanka-trump-scarves-recalled-burn-risk/82730410/.
      Se ne stesse zitto!

      • Ernesto Rispondi

        14 aprile 2016 at 18:51

        D’altra parte, sembra che inserire cimici nei sistemi politici per inquinare le destre e farle implodere sia la nuova strategia del marxismo-leninismo mondiale. In Italia la cimice si chiama Movimento 5 Stelle.
        Il resto lo fanno i giornalisti “di destra”, che reagiscono pavlovianamente invece di mettere la cazzimma quando fanno l’analisi.
        E quelli di sinistra, a furia di canne, ne hanno di tempo per riflettere…

  2. Marco Rispondi

    14 aprile 2016 at 09:31

    Ancora una volta forse l’America ci salverà .Il punto è far mettere nella testa di tutti , noi vili compresi,che si è in guerra e la guerra ha regole molto diverse dal vivere in poltrona e senza rischi.Hanno ragione Trump e Maglie ,se vedessimo i morti sgozzati o saltati in aria ,quello che ne resta almeno di innocenti e senza causa alcuna se non la follia da superstizione ,ignoranza o senso di abbandono,saremmo tutti dalla parte dei Trump che pur scomposti nel loro dire propongono azioni a difesa e distruzione di queste bestie cui non sappiamo o vogliamo dare la parola fine.In guerra i rischi sono grandi ma o loro o noi ,i nostri figli e tutto il progresso di un occidente tollerante e stupido.

  3. michele Rispondi

    14 aprile 2016 at 09:48

    Tutto molto chiaro, tutto molto vero. La speranza per l’occidente si chiama Donald Trump. Gli altri sono “fuffa”.

  4. geometra67 Rispondi

    14 aprile 2016 at 10:32

    Condivido totalmente sia l’articolo,sia il Tramp-pensiero!Se esistesse una situazione nella quale un maniaco catturato e reo confesso rifiutasse di rivelare il luogo dove fosse prigioniero un bambino in pericolo di vita,altro che waterboarding bisognerebbe farli!Forza Donald!

    • Franco C Rispondi

      14 aprile 2016 at 12:45

      Concordo pienamente. I diritti umani li merita solo chi li rispetta. Per intendersi bisogna parlare la stessa lingua, quindi ad un brigante si risponde con un brigante e mezzo.

  5. Davide Rispondi

    14 aprile 2016 at 10:53

    Esatto ancora una volta gli USA dovranno fare il lavoro sporco e noi europei ancora con la bandiera arcobaleno in mano . Spero vinca Trump le elezioni americane

  6. step Rispondi

    14 aprile 2016 at 14:06

    Già qualcuno mi aveva detto che il programma di Trump non è affatto liberista, cioè di destra, ma è un programma populista e tutto sommato statalista (da questo punto di vista meglio Cruz). Ora la Maglie ci fa notare che Trump non è neanche isolazionista, come un vero destro libertarian dovrebbe essere, ma è un “esportatore di democrazia”, cosa tipica dei democrats. Bene, ora so per chi tifare negli USA: per qualsiasi repubblicano che non sia Trump. E lo dico senza sarcasmo e senza polemica alcuna verso la Maglie, che rispetto molto.

    PS – Il realismo politico, cui viene fatto cenno nel finale del pezzo, non c’entra nulla con Trump e con l’esportazione forzata di un modello di società (per di più di una società pacificata, felice e “progressiva”). Fidatevi di un umile conoscitore di Morgenthau.

    • Dario Rispondi

      14 aprile 2016 at 16:32

      Di Morgenthau, di Kenneth Waltz, di John Mearsheimer…

      • Padano Rispondi

        15 aprile 2016 at 14:55

        di Franco e Ciccio…

  7. Pingback: Il condottiero Donald | ItalyForTrump

  8. Paola Rispondi

    17 aprile 2016 at 17:14

    La chiarezza con la quale Maria Giovanna Maglie espone i punti chiave del pensiero di Trump e le reazioni di certi commenti sono l’evidenza di come noi italiani siamo talmente stati manipolati e inibiti nel pensiero ,che parte dalla realtà e non dalle ideologie e che quindi non è più pensiero ; , da non capire quale é la strada che può farci uscire dalla autodistruzione nostra e di tutto l’Occidente .Spero ardentemente che vinca Trump , altrimenti potremo mettere fine alla storia gloriosa dell’occidente e seguire lunga la china catastrofica che giá abbiamo intrapreso

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