Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Ci mancava il “genderless” in passerella

gucci-genderless-700x410

Gucci sceglie di non adeguarsi alla tendenza che vede gli abiti presentati sulle passerelle direttamente a disposizione del consumatore, ma sceglie di rivoluzionare il mercato della moda in una maniera tutta sua. Dalla prossima Settimana della Moda femminile, il direttore creativo Alessandro Michele inizierà a presentare i capi donna e uomo congiuntamente. Gli appuntamenti con la maison fiorentina saranno due invece dei tradizionali quattro. Una scelta «naturale», fatta per «semplificare molti aspetti del business» e abbandonare «il retaggio della tradizione» che in questo caso non ha nulla a che fare con la semplicità. Alessandro Michele dice che le sfilate “genderless” non sono che l’espressione di come vede il mondo. Già se ne fa una discussione sulla parità tra i sessi. La realtà è che gli stilisti sono terrorizzati dalla loro clientela. Temono che, nell’era dei social, i compratori si stanchino ben prima che gli abiti arrivino nei negozi. Una donna che segue le sfilate maschili – sempre organizzate un mese prima – scoprirà i trend di stagione e inizierà a copiarli ben prima che gli abiti siano pronti per essere indossati. Se prima le sfilate erano uno spettacolo cui solo pochi era permesso partecipare, oggi hanno perso il loro appeal. Orde di fashion blogger hanno colonizzato le prime file e quei clienti un po’ snob che possono permettersi di acquistare gli abiti da sfilata si sono sentiti traditi. Per questo motivo i marchi hanno deciso di eliminare tutte le loro linee satellite (D&G, Burberry Prorsum e molte altre) e cercare di essere ancora una volta espressione di un lusso inafferrabile. E allora basta moda veloce. Gli stilisti sono stanchi di disegnare a ritmi insostenibili e cercano di sfuggire all’incombenza dei marchi low cost trasformando il sistema moda a loro piacimento. E giustificano le loro scelte con una presunta superiorità morale. Si parla di fluidità, di parità di sessi e molto altro, ma quello che muove il mondo della moda – e non c’è nulla di male ad ammetterlo – sono i soldi. Come spiegare altrimenti il continuo aumento di prezzi, tanto che acquistare una borsa Prada costa ormai come un’iconica borsa Hermes? Al mondo del lusso il guadagno piace più che a chiunque altro. E chi pensa che chi fa moda sia superficiale e un po’ svampito si sbaglia di grosso; sono loro i più grandi affaristi. Evitino almeno di farci lezione di politicamente corretto. Loro non dovrebbero essere i creativi?

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 7 aprile 2016. Filed under La signorina snob. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Ci mancava il “genderless” in passerella

  1. Marco Rispondi

    7 aprile 2016 at 09:10

    Mih quanti ” bei paroli” in inglese che noi sempliciotti non capiamo ma che suonano forte come “genderless “.,,.azz che bella questa,ma non è che si tratta di canne da pesca e per pescare cosa?

  2. Francesco_P Rispondi

    8 aprile 2016 at 11:08

    Ormai anche transgender e il multigender sono superati. Ora si attraversa il confine della specie. Ecco come ci si trasforma in un dragone : http://www.nationalreview.com/article/433724/male-to-female-transgender-woman-becoming-dragon .
    Barak Obama credeva di essere alla moda avendo pensato di nominare alla Corte Suprema una lesbica nera : http://www.politico.com/story/2016/04/obama-supreme-court-black-lesbian-221697 .

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *