Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Se i nostri soldi vanno a sultani e terroristi

Quando va bene, finanziamo l'autocrate Erdogan con somme ingenti (450 milioni) per fermare i migranti, che invece aumentano. Quando va male, paghiamo i jihadisti con denari (si parla di un riscatto di 12 milioni) che si dimostrano inutili per salvare gli ostaggi...

erdogan e jihadisti

Buttiamo i nostri soldi pubblici per finanziare autocrati illiberali e terroristi. E, in cambio, non riusciamo neppure a ottenere quanto sperato: né il blocco del flusso di disperati né la liberazione dei nostri ostaggi. È l’ennesimo capitolo, questo, della nostra incapacità sia di farci valere sulla scena internazionale sia di gestire adeguatamente le finanze pubbliche, cioè i denari del contribuente; e, in entrambi casi, la dimostrazione della nostra miopia nel distribuire mance a partner quanto meno discutibili e della nostra inettitudine nel tutelare gli interessi fondamentali, cioè la borsa e la vita, dei cittadini italiani.

Nella vicenda turca che oggi tiene banco, ad esempio, il nostro governo ha accettato senza colpo ferire le richieste del premier Erdogan di ottenere altri 3 miliardi per gestire l’emergenza migranti e fermare gli scafisti. A parte le obiezioni ridicole che Renzi ha posto (“Va bene, purché in Turchia venga garantita la libertà di stampa”, e che c’azzecca boh!), il nostro Paese si troverà costretto a sborsare ad Ankara altri 225 milioni di euro, oltre ai 225 che già erano stati messi sul piatto a novembre. 450 milioni italiani che vanno a finanziare quasi un dodicesimo dei 6 miliardi che verranno elargiti dall’Ue a Erdogan. Il problema però è che questa ingente somma non consente di bloccare il flusso migratorio, semmai viene utilizzata dal premier turco per allestire “accoglienti” centri di detenzione. Come fanno sapere i recenti dati dell’Unhcr, nei primi due mesi del 2016 in Grecia ci sono stati ben 132mila arrivi dalla Turchia. Un dato che da solo corrisponde quasi alla metà dei profughi arrivati nel Paese ellenico in tutto il 2015 (circa 300mila). Il contributo alla Turchia dunque non funziona in chiave anti-invasione e, come sottolinea il Corriere citando un rapporto di Amnesty International, viene destinato da Erdogan a creare centri di detenzione illegali, in cui i profughi siriani sono incatenati per giorni e picchiati. Ecco a chi diamo i nostri soldi.

Però siamo capaci anche di fare di peggio. Nelle vicenda ancora avvolta nel mistero della liberazione dei due ostaggi Gino Pollicardo e Filippo Calcagno si è scoperto che il nostro governo avrebbe pagato un riscatto ai terroristi, o comunque ai jihadisti che li tenevano prigionieri, di 12 milioni di euro. Ecco, quei soldi dovevano servire anche a liberare gli altri due ostaggi italiani poi rimasti uccisi, Salvatore Failla e Fausto Piano. Quindi non solo il nostro governo avrebbe finanziato dei terroristi coi soldi degli italiani, come già fatto in occasione della liberazione di Greta e Vanessa. Ma stavolta non sarebbe neppure riuscito a pieno nel suo intento, vedendosi costretto a far rientrare nel nostro Paese due ostaggi vivi e due salme. Ci sarebbero molte cose da dire su come il nostro Paese avrebbe potuto evitare la drammatica fine dei nostri due concittadini: magari intervenendo prima in Libia, con proprie forze speciali; magari evitando la contrattazione economica che avrebbe dato ai terroristi la convinzione di avere il coltello dalla parte del manico. Di certo, la vicenda è stata gestita male dall’inizio (quando ci si è mostrati disponibili a trattare economicamente) alla fine (quando Failla e Piano sono stati uccisi durante un blitz dei miliziani regolari libici contro i rapitori, di cui il nostro governo era praticamente all’oscuro).

E così, per tornare alla metafora iniziale, abbiamo dato via la borsa perdendo anche la vita. Solo degli incapaci possono comportarsi così. Il problema è quando quegli incapaci assumono ruoli di potere e diventano corresponsabili di tragedie umanitarie e di morti di connazionali. Pagando le stesse con i nostri soldi. Come dire, oltre al danno la beffa.

Condividi questo articolo!

di on 8 marzo 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Se i nostri soldi vanno a sultani e terroristi

  1. Arcroyal Rispondi

    8 marzo 2016 at 16:58

    A me va pure bene che nel caso di rapimenti si cerchi di riportarli a casa anche pagando.

    Quello che trovo discutibile è che convenga sempre e comunque versare un riscatto, anche di fronte a richieste iperboliche. A volte il tentare di liberare i rapiti con un blitz delle forze speciali mi sembra la soluzione meno pericolosa. Visto che gli ostaggi di Sabrata pare abbiano pure telefonato a casa per Natale, era così difficile individuare la zona dove li detenevano? E’mai possibile che l’uso della forza in questo paese sia diventato un tabù intangibile?

    Ma, soprattutto, trovo inconcepibile che un minuto dopo che si sono riportati a casa gli ostaggi non inizi una caccia spietata ai soldi e soprattutto ai rapitori. Capitasse mai per sbaglio che i nostri 007 riportino indietro oltre agli ostaggi, pure le teste dei criminali. Noi ci limitiamo a pagare e poi “amici come prima” perchè come recita la nostra bellissima costituzione l’Italia ripudia la guerra, la pena di morte, la vendetta, e poi in fondo questi delinquenti hanno sempre qualche buona ragione per essere lasciati in pace.

    Il risultato sotto agli occhi di tutti è che qualunque terrorista o delinquente comune arabo o mussulmano sa che se rapisce o uccide un cittadino americano, inglese o israeliano, è meglio che cominci a studiarsi una qualche via di fuga verso gli anelli di Saturno, perchè se resta su questo pianeta prima o poi le forze speciali gli presentano il conto. Noi italiani invece siamo diventati una sorta di biglietto della lotteria vincente che nessuno da quelle parti si vuole lasciare sfuggire. Persino le polizie e le milizie dei regimi amici ( ultimo caso l’Egitto del satrapo Al Sissi ) sanno che possono imprigionare, torturare e uccidere chiunque di noi senza pagare alcuna conseguenza.

    Questo è uno dei tanti frutti avvelenati di uno stato parassitario, terrone fino al midollo, la cui principale attività è la raccolta a mano armata delle tasse ( lì, la nostra burocrazia è diventata inesorabile ed efficientissima ) da sprecare poi nelle maniere più infami.

  2. Franco C. Rispondi

    8 marzo 2016 at 18:35

    Tutti questi soldi che girano non si sa bene dove poi vadano a finire. Siamo sicuri che tutti i soldi del riscatto finiscano veramente in mano ai terroristi ? Siamo in italia, quindi non mi stupirei se a qualche compatriota che si occupa della faccenda non non resti in tasca un poco del malloppo.
    Inoltr con la faccenda della sgrena, le due simone, greta e vanessa eccetera eccetera, ne abbiamo dati tanti di soldi ai terroristi, quindi possiamo allegramente dire che l’ italia è uno stato che finanzia il terrorismo. Noi tutti, astuti italioti, quindi, con le nostre tasse paghiamo gli assassini. Che bello !

  3. gastone Rispondi

    9 marzo 2016 at 08:25

    il problema non è solo chi ci governa , imbelli e pavidi, ma di un popolo facente parte di uno stato e di una nazione pronto ad ingoiare di tutto senza ribellarsi .Dobbiamo sempre pensare che chi ci governa in questo caso non è neppure stato eletto . Nel caso specifico guardo con ammirazione il comportamento di altri stati, Ungheria,Austria,Polonia, Slovenia,Serbia, quantomeno lì si affronta il problema , qui il nulla .

    • Ernesto Rispondi

      9 marzo 2016 at 12:49

      Gastone, ma quale nazione? Mi dica cos’hanno in comune un lombardo e un calabrese. A quali valori comuni possono richiamarsi uno di Cittiglio e uno di Frattamaggiore. Mi dica qual è la cultura comune di un veneto con un siciliano. Ma di quale nazione italiana si va cianciando? Non esiste nessuna nazione italiana. Esiste un progetto politico dei criminali Savoia (criminali da ben prima del crimine di aver promulgato le leggi razziali), che ha generato uno stato-mostro, privo di qualsiasi valore condiviso, dove 2/3 della popolazione vive alle spalle dell’altro terzo, con 4 pesciaioli, biscazzieri e bancarottieri toscani a comandare.
      Davvero, ma di quale nazione parlate tutti? Svegliatevi, state condannando i vostri figli alle miseria.

  4. bruno Rispondi

    9 marzo 2016 at 10:51

    I Turchi giocano al rialzo. Furbetti, sanno che l’interlocutore ha la coda di paglia e ne approfittano. Bloccheranno i flussi quel tanto che basta e a singhiozzo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *