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Salvate D&G dal politicamente corretto

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Domenico Dolce e Stefano Gabbana sanno far parlare di sé. La loro continua presenza sui giornali e sui social non li pone spesso in una luce favorevole, ma sembra che i due stilisti italiani aderiscano al credo “bene o male, basta che se ne parli”. Dopo il debacle sulla collezione dello scorso autunno, un inno alla figura materna, a cui è seguita un’intervista in cui Domenico e Stefano si dicevano contrari all’utero in affitto, sono arrivate critiche riguardo un paio di orecchini che riproducevano le teste di moro, creazioni tipiche siciliane cui gli stilisti fanno sempre omaggio.

Razzisti, omofobi – pur essendo dichiaratamente omosessuali – e bigotti. Nessuno sembra essersi risparmiato un commento sul duo di stilisti milanese, nemmeno il sindaco uscente Giuliano Pisapia, che con le sue parole – e quelle dell’assessore D’Alfonso – avevano portato alla chiusura di tutti i negozi del marchio “per indignazione”. Con la loro collezione di shirt e accessori che omaggiavano ogni tipo di unione e mostravano chiaramente nuclei familiari dai caratteri etnici più disparati, sembrava che Dolce&Gabbana fossero tornati sui loro passi e molti hanno applaudito la loro ritrovata apertura mentale. L’idillio è durato ben poco, eclissato dall’ultimo “scandalo” firmato.

Sul sito di shopping online del marchio è apparso infatti un accessorio dal nome controverso. Un paio di sandali ricco di decori colorati e lacci blu elettrico chiamati sandali “alla schiava”. Un termine inaccettabile per tutti i politicamente corretti che hanno contattato Dolce e Gabbana chiedendo scuse, oltre alla modifica della dicitura. Nessun altro sito avrebbe usato il termine, nonostante “sandalo alla schiava” sia da sempre utilizzato per definire una calzatura con i lacci che si legano sulla gamba, come indossati – appunto – dagli schiavi dell’antica Roma. I perbenisti sottolineano come il termine sia obsoleto e si dovrebbe usare il termine “sandali da gladiatore”, come se i combattenti fossero qualcosa di diverso che prigionieri costretti a lottare per il divertimento dei ricchi.

Quando c’è la possibilità di mostrarsi culturalmente superiori anche la storia e le tradizioni si piegano al proprio obiettivo. Le scelte altrui vanno sempre accettate tranne quando non la pensano come voi. In quel caso ogni dettaglio merita una discussione. Mi spiace Domenico e Stefano, vi siete messi sul lato sbagliato del (politica)mente corretto.

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di on 17 marzo 2016. Filed under La signorina snob. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Salvate D&G dal politicamente corretto

  1. sergio Rispondi

    18 marzo 2016 at 19:40

    il prezzo del sandalo è il vero “scandalo”

  2. sergio Rispondi

    23 marzo 2016 at 08:57

    altra notiziola molto ‘politicamente corretta’ https://news.osu.edu/news/2016/03/21/blond-intelligence/
    (notare l’espressione intelligente ‘di Jay’ lo studioso)

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