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Quella staffetta soporifera tra Pisapia e Sala

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Dovrebbe essere uno spettacolo avvincente, la staffetta. Qualcosa che tiene tutti col fiato sospeso fino all’ultimo, che regala emozioni, che strappa scroscianti applausi. Dovrebbe, ma ieri non è andata così. Il passaggio del testimone del centrosinistra andato in scena in serata al teatro Elfo Puccini di Milano ha consegnato un’immagine un po’ diversa. Doveva essere l’evento che avrebbe risvegliato dal torpore il candidato uscito dalle primarie, Giuseppe Sala, che si stava sedendo sugli allori dei gazebo di un mese fa. E invece non solo l’ex commissario di Expo non è uscito dal dormiveglia, ma ha fatto persino appisolare la sua platea.

Sarà sicuramente un buon manager, il compagno Beppe: l’ex sindaco Moratti, con cui ha lavorato ai tempi del centrodestra al governo della Madonnina, gli ha dato un sei. Il che, considerando che Lady Letizia tifa per l’avversario Stefano Parisi, equivale almeno ad un sette. Bene. Come politico – e come comunicatore – però, Mr Expo deve studiare parecchio. Che Sala sia dieci gradini sotto Parisi per quanto riguarda la presenza scenica è un dato di fatto di cui anche i suoi hanno preso coscienza. Ma quello che si è visto ieri, complici un Pisapia un filino spento e una Balzani in versione rosicamento lento, è stato il più soporifero degli show.

Aperta con una coreografia in favore di Instagram, l’unico punto di colore di tutta la serata (viva i social media manager), è iniziata la sfilata degli assessori: un’interminabile carrellata del già fatto (e già detto) durante la quale ha spiccato soltanto l’unico vero politico che bazzica da quelle parti, Pierfrancesco Majorino. Per il resto il nulla, solo un applauso sulla “Milano antifascista” (e ti pareva). D’altra parte, poi, è spiccato, per cupezza e rigidità, il volto di una Francesca Balzani che nemmeno ha fatto finta di trovarsi a suo agio. Probabilmente ancora livida per la sconfitta e per come in pochi la stiano corteggiando come vorrebbe, non è riuscita nemmeno a bluffare. Chissà se la captatio benevolentiae che Mr Expo le ha riservato a metà del suo intervento sia servita ad addolcirla. Sta di fatto però che Miss Balzelli, visto il clima, fa ancora la preziosa su liste, ruoli e contentini: o vice sindaco, o altro incarico importante, o morte. Il clima teso ha poi costretto Sala ad evocare e invocare un non meglio precisato «patto per riunire la sinistra» e Pisapia ad elencare tutte le “nefandezze”, a suo giudizio, compiute dalla destra in questi anni. Sì, perché l’unico collante, al momento, del centrosinistra milanese, pare essere lo spauracchio di un centrodestra di nuovo a Palazzo Marino. Un po’ debole come strategia anche perché la retorica dell'”anti”, si sa, funziona fino ad un certo punto. Certo, c’è una sinistra che sull’anti (berlusconismo) ci ha campato una vita, ma con quali risultati ancora non si è capito.

Il prossimo appuntamento, questa volta con il programma, è fissato per il 19 marzo. Nessun confronto con Parisi, almeno per il momento. E fa bene l’entourage del commissario ad evitarlo, sarebbe una Caporetto irrecuperabile. Nel frattempo, forse Matteo Renzi farebbe bene a fare un saltino a Milano, così, di tanto in tanto, a tirare la volata al suo candidato. Perché per quanto renziano sia Giuseppe Sala, gli manca l’unica carta davvero vincente che il premier, invece, ha sempre in tasca: le sue doti di affabulatore, di pifferaio magico, la sua presenza scenica. Ecco, i due si chiudano in uno stanzinao e Matteo insegni a Beppe come si fa, o quantomeno come si finge di far politica. Questa è l’unica staffetta di cui Mr Expo ha bisogno.

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di on 8 marzo 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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