Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Renzi lo batti con la politica

Una grande opposizione liberale e liberista al tassa&spendi di cui abusa il governo neodemocristiano di Renzi. Questa è la stella polare di un centrodestra che vuol tornare a vincere. #Ritornoalfuturo è una buona parola d'ordine, proviamoci...

RenziCaro direttore, accetto l’invito a ragionare delle idee del convegno del 19 marzo sul futuro del centrodestra, anche se da sessantenne non ancora rincoglionita, circondata da numerosi non ancora quarantenni totalmente rincoglioniti, nutro un fastidio profondo per le esclusive riservate a sedicenti rottamatori le cui gesta di rottura non sono finora pervenute, farlocchi quanto le primarie all’italiana. Mi interessano le conversazioni fra persone intelligenti, consapevoli, preoccupate, e non vendute, senza esibizione di certificato di nascita. Ciò premesso, dell’articolo di Lorenzo Castellani condivido i punti essenziali,che siano cinque o perfino meno di cinque, su quel che servirebbe al nostro Paese per sperare di rinascere, e che il governo democristiano degli appena quarantenni (guarda un po’) non ha nessuna intenzione di attuare, essendo un esempio imperfetto di “tax and spend”.

Qui tra un po’ lo sanno anche i bambini che il debito pubblico si riduce , e la crisi economica si supera, abbassando le tasse, abbattendo la burocrazia, riducendo la spesa pubblica, riformando, meglio “liberando”, le pensioni. Il fatto è che queste sacrosante iniziative il centrodestra quando ha governato, dipingendosi a guida liberale e liberista, non le ha fatte, e suona grottesca la giustificazione di non aver avuto abbastanza voti, ripensando alla maggioranza bulgara in Parlamento dopo il voto del 2008, un Parlamento peraltro non più e non solo fatto di vecchi, per restare alla retorica generazionale, certo fatto tutto di yesmen; il centrosinistra, uso i termini per comodità di comprensione, ché in realtà è tutto molto sinistro, il centrosinistra queste sacrosante iniziative le vede, e mette mano alla pistola, perché ne va della sua sopravvivenza. Chiunque sia pur in buona fede abbia creduto nello spirito riformista di Matteo Renzi & company si merita il prevedibile Partito della Nazione, perché era scritto. Questo governo abbatte ogni giorno le regole del sistema parlamentare, viola la Costituzione a colpi di fiducia e di transfughi, disinforma mentre elimina la poca concorrenza dell’informazione, inganna, imbroglia, e lo fa grazie a una opposizione inesistente quando non complice, nella quale sono andati perdute quelle poche tracce di spirito liberale liberista e libertario che potevano suscitare qualche speranza nelle macerie dell’Italia del 1994. Lo fa grazie alla ignavia degli italiani, e hai voglia a sperare che i non ancora quarantenni abbiano nel dna qualche gene diverso, ereditato non si sa bene come, che li spinga a protestare, organizzarsi, invece di lamentarsi e riparare all’estero quando ne hanno la possibilità. Qui si tollera tutto, e li voglio vedere gli imprenditori assistiti di Confindustria che fanno rete, le professioni depauperate che non si arroccano di più in corporazioni, le partite Iva che organizzano un “Family day” delle tasse. Tutti zitti ad aspettare un ricambio di classe dirigente che dovrebbe venire da un altro Paese, o da un altro pianeta, o che magari nel giro di qualche generazione non mangerà maiale e pregherà in moschea, le donne segregate, così avremo risolto anche il problema della femminilizzazione della società.

Già, perché mentre non si conta nulla e non si fa nulla, il pensiero corrente del centrodestra diventa reazionario, beghino, misogino , antistorico, fesso, controproducente,dimenticando la regola aurea dei liberali e dei conservatori, che il buon Antonio Martino si prova a ricordare: “Essere liberale oggi significa saper essere conservatore, quando si tratta di difendere libertà già acquisite, e radicale, quando si tratta di conquistare spazi di libertà ancora negati. Reazionario per recuperare libertà che sono andate smarrite, rivoluzionario quando la conquista della libertà non lascia spazio ad altrettante alternative. E progressista sempre, perché senza libertà non c’è progresso”. Nella mia memoria il simbolo di questo stile di vita e di pensiero è Rudy Giuliani, e non mi stanco di ripeterlo: in testa al Gay Pride di New York, pro choice, ovvero rispettoso del diritto all’aborto, la kippah in sinagoga, eliminò la micro criminalità che piagava la città in pochi mesi togliendo i buoni pasto ai vagabondi e chiudendo i rifugi , cacciò dal teatro la sera in cui era la City ad invitare Yasser Arafat, invitato da presidente alle Nazioni Unite, dichiarando semplicemente “per me è un terrorista”.  Invece no, in Italia è tutto un “oddio che orrore l’8 marzo comunista, le quote rosa vade retro, io me la cavo da sola, anzi sono emancipata perché sottomessa, i froci non li voglio vedere, lo spinello conduce all’eroina“, e “quanto fa orrore Trump (ma Cruz è l’ integralista pericoloso e Rubio è pronto per il carrello dei bolliti) quanto è cattivo Putin ( ma il vero nemico della pace sta ancora per una decina di mesi alla Casa Bianca e pure lui quanto era piaciuto nel 2008, un po’ come Renzi), quanto è volgare Salvini, scansatevi che c’è la deriva lepenista (ma quelli veramente volgari stanno a Bruxelles, sono i golpisti dello spread e della guerra a Gheddafi, ben venga qualcuno che almeno ha fatto un po’ di chiasso)”. L’esempio da tempesta perfetta di tale atteggiamento tafazzista si è realizzato nella vicenda delle “unioni civili”, laddove era evidente il pateracchio del ddl Cirinnà, e la campagna per separare una legge dovuta dal casino tra adozioni e uteri in affitto avrebbe dovuto farla il centrodestra come si fa una battaglia liberale, altro che personaggi patetici e pericolosi come Angelino Alfano o Beatrice Lorenzin; il richiamo al rispetto delle regole del Parlamento, del dibattito e dell’iter, non avrebbe dovuto essere lasciato proprio ai 5stelle. Invece tutti con Adinolfi, complimenti. Non aggiungo niente sulla grettezza e bruttezza dei quotidiani d’area e delle tv: fanno pornografia dell’informazione.

Nel gigantesco casino di svendita delle idee per arroccarsi nella più bieca difesa del passato, di accettazione di qualunque prepotenza e bugia ci venga propinata da governo e media, siamo tutti come perennemente sbronzi. Guardate le candidature a Roma e Milano, un’occasione di ripresa irripetibile per scegliere persone competenti e indipendenti, che non vuol dire velleitarie, per attaccare al cuore la debolezza micidiale del Pd, che è in piedi perché governa, perché il segretario si è proclamato premier, non perché sia in migliore salute di Forza Italia. Bene, se posso dirla chiara, a Roma ci si scanna, a Milano i partiti si sono impossessati del candidato. Intanto il fronte liberale del No alla legge truffa su regole elettorali e Senato è in sonno. Troppo presto? No, troppo tardi. Tutto questo solo per concludere che non ho niente contro i convegni, ma che tra un convegno e l’altro in cui ci si dicono cose sacrosante, si invecchia coltamente; bisogna sbattersi per trovare soldi, fare un giornale, una radio, un partito nuovo, per provare a dotarsi degli strumenti oggi espropriati che consentono di fare politica.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 12 marzo 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Renzi lo batti con la politica

  1. Marco Rispondi

    12 marzo 2016 at 10:00

    Ah …grande articolo,brava,bravissima Maglie.Si siamo un popolo di ignavi meridionalizzato ,pronto a chinarsi ed aspettare fingendo compiacenza al sovrano di turno sapendo che passerà ma ne arriverà un altro.Non ne usciremo da mani pulite in poi non abbiamo avuto né uomini politici ne statisti.Questo parlamento farlocco resterà lì fin quando tutti,dico tutti i parlamentari, non avranno raggiunto il tempo delle prebende a vita,ben sapendo che il novanta per cento non sarà ricandidato e non sapendo fare altro nella vita li resteranno il più possibile.Maglie io non credo che si sia ancora in democrazia…stato distruttivo e famelico,corporazione di burocrati affamati che ti uccidono e ti incatenano,una possibile costituzione che eleggerà un monarca a vita,il voto che non arriva da tre governi ad opera di un comunista come Napolitano .Non ne usciremo.

  2. Roberto Rispondi

    12 marzo 2016 at 10:40

    MA PIU CHIARO DI COSI COME VOGLIAMO CHE CE LO DICANO ..??!!!!
    GRAZIE PER L’ARTICOLO MGM.

  3. jakeddu Rispondi

    12 marzo 2016 at 13:59

    bellissimo articolo

  4. Fiorenzo Rispondi

    12 marzo 2016 at 16:05

    Brava Maria Giovanna, quando scrivi sei più sexy di CharlizeTeron.

  5. recarlos79 Rispondi

    12 marzo 2016 at 17:20

    grazie per l’articolo. Signora Maglie, visto che di politici liberali non ne abbiamo a destra, perché non fonda un partito lei? io prenderei subito la tessera.

  6. Milton Rispondi

    12 marzo 2016 at 19:13

    Tutto giusto cara ed ottima MGM. Ma se ben conosciamo il popolo bue italico non c’è speranza, fino a quando il 90% degli italiani riesce ancora a fare due pasti al giorno.
    In seguito si vedrà: un mio conoscente veneto diceva che quando l’acqua ti arriva al mento si impara a nuotare.

  7. adriano Rispondi

    13 marzo 2016 at 10:21

    Va bene ma oltre le critiche,giuste,occorrono le proposte.Non c’è nessuno capace di suscitare entusiasmi.Si potrebbe sostituire con un programma innovativo ma quello che si legge è la solita ribollita.Sembra che anche la cosidetta area liberale faccia opposizione per finta.Infatti fa parte del partito unico dell’euro,quindi cosa c’è da cambiare?Alla fine Renzi va benissimo.Fino a quando il marco consente di vendere i nostri titoli a tassi negativi per quale motivo bisogna abbattere il debito?Così si prosegue,nel gioco delle parti.

  8. Dario Rispondi

    14 marzo 2016 at 10:49

    L’articolo dice cose giustissime, ma si basa sul solito equivoco, ossia che esistano gli “italiani”. No: ci sono i padani, o settentrionali che dir si voglia, e gli altri. C’e’ bisogno di un centrodestra liberalconservatore (magari un po’ meno filo-busoni di come lo concepisce MGM, ma son dettagli) per il Nord, non per l’Italia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *