Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

In Libia siamo già in guerra

L'uccisione dei due italiani Fausto Piano e Salvatore Failla smentisce i dubbi di chi non vuole bombardare e si rifiuta di pronunciare la parola "guerra". Per l'Isis siamo già dei nemici: occorre colpirlo senza più finzioni e dilazioni

isis

Mi rivolgo a voi, pavidi e codardi, a voi che non conviene andare in Libia per evitare ritorsioni, a voi che è meglio non stare in prima linea ché non si sa mai, a voi che se non ti esponi non verrai colpito. Be’, è bene che lo sappiate: in guerra ci siamo già.

Stamattina è arrivata la notizia che demolisce tutte le vostre convinzioni da predicatori antimilitaristi e pacifisti da salotto: due italiani, Fausto Piano e Salvatore Failla, sono stati uccisi a Sabrata in Libia, nel corso di un conflitto a fuoco tra l’Isis e le forze di sicurezza libiche, in cui i nostri connazionali – già rapiti nel luglio 2015, insieme agli altri due italiani Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, anche loro tecnici della società di costruzioni Bonatti – sarebbero stati utilizzati dai miliziani del Califfo come scudi umani.

Non abbiamo mai bombardato, abbiamo fatto acrobazie linguistiche per non pronunciare mai la parola “guerra”, ci siamo limitati ad addestrare forze locali e a controllare dighe (prevedendo un vero intervento militare con una serie infinita di “se” e “ma”: solo se lo richiede il governo di Tobruk, solo all’interno di un mandato Onu, solo con i corpi speciali ecc…) e abbiamo fatto l’unico sforzo di concedere una base agli Usa per l’uso di droni (riuscendo comunque a scatenare un’assurda serie di distinguo politici, dai Cinque Stelle a Sel che ci hanno considerato “schiavi degli americani”), eppure loro, i macellai del Califfo, ci hanno attaccato lo stesso.

Ecco, vedete, i miliziani dell’Isis non aspettano che qualcuno li bombardi per vendicarsi: loro ci odiano a prescindere, noi siamo loro nemici per statuto ontologico e differenza culturale, siamo infedeli da colpire ed eliminare in quanto italiani, in quanto occidentali, in quanto cristiani. E non esitano, questi bastardi, a utilizzarci come scudi umani, come carne da macello, esponendoci ai colpi altrui, perché tanto vale per loro la nostra vita.

Noi siamo già sotto attacco, là in Libia e qui in Italia. E uno Stato forte dovrebbe prevenire prima di curare o piangere i suoi morti con parole di rito, non dovrebbe attendere che gli ammazzino i suoi cittadini per accorgersi che la minaccia è vera, ci tocca da vicino, e capire che il Male va estirpato prima che dilaghi.

Eppure ora già sono pronti quelli che, proprio perché due italiani sono stati uccisi, a maggior ragione diranno che non bisogna intervenire, che occorre starsene buoni, per non inasprire ancor di più il carnefice spietato. Eccoli là, di nuovo, i pavidi: disposti a giocare in difesa anche quando il pericolo è sotto casa, convinti che se non si risponde alle offese (mortali) si verrà più rispettati, quando invece è esattamente il contrario. Più ci atteggiamo a inermi, inerti, remissivi, più risultiamo attaccabili, vulnerabili, conquistabili.

Allora, dopo questi fatti, intervenire in Libia con le nostre bombe, i nostri uomini e la nostra bandiera, senza più finzioni e dilazioni, appare un dovere inderogabile: se non lo dobbiamo al residuo di orgoglio e dignità nazionale, lo dobbiamo alle vite spezzate dei nostri connazionali che forse, con un’azione tempestiva e un governo di gente con le palle e non di ominicchi e mezze tacche, avrebbero potuto essere salvate.

Condividi questo articolo!

di on 3 marzo 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a In Libia siamo già in guerra

  1. Marco Rispondi

    3 marzo 2016 at 14:03

    Che si intervenga pesantemente in Libia ci sta da tanto tempo ma perché il Renzi ha tenuto nascosto il fatto.Questo ci ammazzano lo stesso.

    • Francesco_P Rispondi

      3 marzo 2016 at 18:43

      Renzi è moto affidabile: quando parla NON DICE MAI il vero.

  2. Sergio Andreani Rispondi

    3 marzo 2016 at 15:13

    Renzi il cazzaro solo qualche settimana fa aveva detto che l’ Italia NON sarebbe entrata in guerra in Libia.

    Per convincere lo stronzetto ed i suoi accoliti ( come voi ) ecco che arrivano freschi freschi due cadaveri….

    Siete sicuri che sono stati uccisi dall’ ISIS ???

    L’ Isis che riceve finanziamenti da Usa , Arabia Saudita ,Turchia ecc. e che esporta il petrolio rubato ai siriani in Turchia ?

    Buona crociata a tutti.

    Firmato : un codardo che si è rotto i c….di leggere cavolate.

    • Arcroyal Rispondi

      3 marzo 2016 at 21:12

      cit. “Firmato : un codardo che si è rotto i c….di leggere cavolate.”

      Cioè, mi faccia capire, si è stancato di leggere quelle cloache fangose come Palaestinafelix et similia, in cui ha sguazzato gioioso fino a poco fa?

      • Sergio Andreani Rispondi

        4 marzo 2016 at 16:58

        Penso che lei di cloache se ne intenda molto più di me…

  3. Venessian Rispondi

    3 marzo 2016 at 15:17

    Armiamoci e partite!

  4. nemesi Rispondi

    3 marzo 2016 at 16:02

    E’ l’ultima occasione del Pinocchio fiorentino:se interviene in Libia con determinazione e successo,senza lasciare spazio alla Francia,salvaguardando gli interessi economici italiani (ENI) e garantendo sicurezza all’Italia contro il terrorismo che si nasconde nei clandestini,puo’ riscattare parzialmente tutte le cazzate che ha combinato.
    Ma l’intrinseca ipocrisia del suo partito e i poteri oscuri che lo dominano sono una incognita per l’Italia.
    Ritorneremo là dove Iddio volle il tricolore?

    • Marco Green Rispondi

      3 marzo 2016 at 20:53

      Di sicuro: è fisiologico.

      • Padano Rispondi

        4 marzo 2016 at 12:13

        Certo che ritornereTE, siete costretti da tre contingenze: gli impianti dell’ENI, i barconi e i prossimi attacchi terroristici.

        E in Libia troverete il vostro Vietnam.

        Già me le vedo le mamme dei fantaccini borbonici, a inscenare tragedie greche appena torneranno le bare coi loro “pezzi ‘e core”, arruolatisi per la pagnotta e la divisa, senza aver mai immaginato di dover andare a fare il soldato dopo essersi arruolati come soldati.

  5. adriano Rispondi

    3 marzo 2016 at 17:52

    “Uno stato forte”?Forse siamo su “Chi l’ha visto?”.

  6. aquilone Rispondi

    3 marzo 2016 at 19:59

    Cercate di capirlo, lo dico a chi pensa che tutti gli altri siano degli stronzetti occidentali guerrafondai. Non illudetevi di poter sfuggire a questa guerra. Se non sarà adesso, sarà tra qualche anno, ma ci sarà. Ed è molto meglio adesso che fra qualche anno. Perchè fra qualche anno avremo in casa qualche milione in più di africani, misericordiosamente accolti in italia

  7. Arcroyal Rispondi

    3 marzo 2016 at 21:33

    Noto da parte di Veneziani reazioni più sanguigne di fronte a 2 italiani uccisi da non-si-sa-chi in Libia rispetto alle tante cautele espresse ai tempi della morte per torture di Giulio Regeni. E allora, purtroppo, c’erano già ben pochi dubbi sulla responsabilità della gestapo egiziana. Un curioso caso di orgoglio italico a corrente alternata.

  8. Arcroyal Rispondi

    3 marzo 2016 at 21:56

    Prima di incamminarsi sul sentiero di guerra, sarebbe il caso di fare un esame realistico della situazione militare. Il nostro paese è messo peggio, molto peggio di quando un secolo fa sbarcò a Tripoli e dintorni. L’Italia giolittiana era militarmente e culturalmente più preparata di noi oggi. Generali e quadri dell’esercito regio che guidarono la spedizione in Libia avevano partecipato sia pure malamente a tutta una serie di conflitti, dalle guerre d’indipendenza all’Eritrea alla spedizione in Cina contro i Boxer, e non erano quindi affatto digiuni da esperienze belliche. E anche se oggi dovremmo affrontare un nemico assai meno potente dell’impero ottomano, il dubbio resta: ne abbiamo la capacità?

    A giudicare dall’operato delle nostre forze armate negli ultimi decenni, si direbbe proprio di no. A parte le solite eccezioni rappresentate dai reparti speciali che peraltro sono già impegnate altrove, il resto della truppa è formato da un miscuglio deprimente di crocerossine e di carabinieri di ‘stirpe borbonica’, adatti più a gestire le cucine e gli ambulatori di un campo profughi piuttosto che a combattere la guerriglia islamista.

    Per non parlare dei nostri generali che da soli non hanno mai combattutto ( e neppure vinto ) alcuna guerra dai tempi di Vittorio Veneto ( ammesso e non concesso che anche allora sia stata tutta farina del loro sacco ). Dal settembre del 1943 i nostri reparti hanno svolto sempre e solo ruoli di truppe ausiliarie al fianco delle armate angloamericane. Senza Marines e British Grenadiers schierati in prima linea a sparare, noi non combiniamo nulla. Afghanistan docet.

    Tanto per farsi un’idea di quanto siamo messi male a preparazione bellica, si vada col pensiero a quando un qualche nostro generale o ammiraglio si affaccia dagli schermi televisivi. Si assiste al caso – credo – unico sulla Terra di comandi militari che consigliano sempre di riflettere, di non usare la forza, di dare tempo alla diplomazia, spesso inventandosi insuperabili ostacoli a qualsiasi tipo di intervento militare. Si sono inventati delle scuse persino per non andare ad affondare i barconi degli scafisti ancorati nei porti libici, un’operazione alla portata persino della marina maltese. Ancora qualche mese fa un generale da operetta che sembra il cugino scemo di Alvaro Vitali e che è da anni in forza al gruppo editoriale L’Espresso-La Repubblica, sproloquiava che sarebbero stati necessari decine, forse centinaia di migliaia di uomini per intervenire in Libia. Con la testa sono ancora fermi al 1940, ai tempi gloriosi del generale Graziani che con il suo esercito di duecentomila uomini non si schiodava dalla frontiera libico-egiziana perchè riteneva di aver troppe poche forze per affrontare i 30000 inglesi di stanza sul Canale di Suez.

    Poi, soprattutto, c’è l’opinione pubblica. Ma davvero qualcuno crede che dopo settant’anni di lavaggio del cervello da parte dell’ideologia cattocomunista siamo pronti a reggere all’impatto di anche solo un paio di caduti? Ma voi vi immaginate cosa succederebbe dopo che le televisioni si fossero riempite delle grida strazianti della mamme che hanno perso i loro pargoli e che secondo il loro costume atavico scaricano ogni responsabilità sullo Stato che ( volontari ) li ha spediti in guerra? E il papa peronista cosa mai direbbe la domenica all’Angelus? Quale governo, tantopiù di centrosinistra, reggerebbe all’urto di un paio di girotondi pacifinti intorno a Palazzo Chigi?

    L’intraprendente non è certo un giornale a cui si possa rivolgere l’accusa di pacifismo, eppure anche qui tra i commenti tocca già assistere a grida di dissociazione dalla “crociata” da parte di soggetti come l’Andreani che pure passano il tempo a farsi le pugnette con i video di propaganda della macelleria Assad e delle SS scite. Persino un assetato di sangue ( ebreo ) come Andreani non ha alcuna remora a dichiararsi un codardo pur di non trovarsi coinvolto neppure a livello teorico in un conflitto. Almeno nel 1944-45 tra i fascisti di Salò qualcuno disposto a sparare contro il nemico lo si trovava ancora. Adesso manco loro. Al massimo sono disposti ad indossare il colbacco di pelliccia per fare i cosacchi da tastiera, ma di più no, ci mancherebbe.

    La guerra la si invoca quando si ha la possibilità di farla ( e di vincerla ). Noi siamo in disarmo mentale prima ancora che materiale praticamente da 70 anni. Ma dove vogliamo andare?

    • Dario Rispondi

      4 marzo 2016 at 11:11

      ARcroyal lei e’ un mito!

    • Padano Rispondi

      4 marzo 2016 at 12:18

      Sa perché i carabinieri di ‘stirpe borbonica’ si arruolano?
      Per la pagnotta e perché è “megghiu cumannari ca futtiri”!

  9. claudio Rispondi

    6 marzo 2016 at 21:08

    ma sicuro! visto che siamo così ‘militarmente impreparati’ lasciamoci pure insultare rapire e ammazzare!! vergognamoci! renzi la racconta come vuole perchè per lui la libia è un fatto scomodo e quindi tira il culo indietro,ma il paese rischia una figura da codardo!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *