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Europa reagisci

Il Vecchio Continente è colpito al cuore, nella Bruxelles delle sue istituzioni, il suo cuore troppo fragile e oggi straziato. È inevitabile, finché anzitutto lì non sarà certificata l'orrenda quotidianità di una civiltà sotto attacco, la nostra. E non si risponderà con tutta la nostra forza tecnologica e militare...

Attentato BruxellesEuropa sotto attacco al cuore, alla Bruxelles dei vertici e delle istituzioni, il suo cuore troppo fragile e oggi straziato. L’aeroporto, terminal 1, la sala check-in dell’American Airlines. La metropolitana di Maelbeek, a due passi dalla sede dell’Unione Europea. La metropolitana di Schuman, anch’essa vicina al luogo del potere, mai come oggi svelato nella sua impotenza inquietante. Quattordici morti ad ora nell’aeroporto e venti nella metro, quasi centocinquanta i feriti in totale tra gravi e meno gravi, bilancio drammaticamente provvisorio. Trovati ulteriori ordigni inesplosi, l’evidenza di un attacco coordinato emerge subito, non è puro terrorismo, è un atto di guerra jihadista, come fu Parigi a novembre, come fu Charlie Hebdo, come fu alla stazione di Madrid, come fu alla metropolitana di Londra, come fu il giorno della dichiarazione di guerra all’Occidente, l’11 settembre 2001, e conta nulla che l’Occidente questa guerra o non l’abbia mai riconosciuta (Europa) o abbia pensato di congelarla (Usa obamiani), per queste belve assassine conta nulla, anzi è meraviglioso, perché garantisce loro un’asimmetria delle intenzioni, ancora prima che degli atti. Non a caso alzano livello della posta e della loro boria, sfregiano la capitale politica dell’Europa (con tutte le lacune insite in quest’espressione, ma se non siamo tutti europei oggi non lo siamo più) una settimana dopo l’incursione delle forze speciali nel quartiere islamico (meglio, o peggio: islamizzato) e l’arresto di Salah, l’ultimo macellaio di Parigi.

Ce n’erano altri di macellai, pronti a colpire, magari addestrati in Siria, anche grazie alla scellerata politica dell’immigrazione che va in scena proprio sui banchi di Bruxelles, ed è il tragico paradosso di oggi, quello di un’Europa vittima che continua ad armare i suoi carnefici. È inevitabile, finché anzitutto lì, anzitutto a pochi metri dalla stazione di Maalbek sventrata, non sarà condivisa la sensazione dell’emergenza suprema, finché non verrà certificata l’orrenda quotidianità di una civiltà sotto attacco. È più tranquillizzante negarlo, mi rendo conto. Finché i kamikaze non si fanno saltare nei nostri aeroporti, finché i sicari non sparano nelle nostre stazioni, finché non entrano kalashnikov alla mano nei nostri negozi, nelle nostre redazioni, nelle nostre vite. L’hanno già fatto tutto questo, dannati euroburocrati, svegliatevi dal vostro torpore, trovate un grammo di sangue nelle vene e siate onesti con voi stessi, e con noi. Siamo in guerra. Non è una tradizionale guerra d’eserciti, ma non è certo la prima volta nella storia dell’umanità. Guerra: scontro tra fazioni in cui l’una pone una minaccia esistenziale per l’altra, e viceversa. A noi manca ancora quel “viceversa”, ed è inaccettabile. È ora di porre anche noi una “minaccia esistenziale” a loro, con tutta la forza della nostra tecnologia, della nostra macchina militare (intatte, e anzi aumentate) e della nostra consapevolezza valoriale (ahimè, in calo vertiginoso). Perché è questo il punto: non si minacciano le libertà fondamentali, la libertà di spostarsi e di viaggiare e di vivere, nelle capitali europee. Se accade, queste devono rispondere con forza implacabile e costanza, non con raid momentanei nel giorno del post, ma con reazioni adeguate nei giorni del pre, proprio così, reazioni preventive, com’era la grande lezione di George W Bush e dell’America neocon, che ad ogni attentato jihadista ci mancano di più. Bruxelles va militarizzata, subito e sistematicamente, va messa sotto legge marziale con tutto quel che ne consegue, i quartieri islamici vanno bonificati con azioni incisive delle forze speciali, e chi si oppone sta col nemico, è un collaborazionista, e va affrontato di conseguenza. Tutti i quartieri delle capitali europee in cui vige una sharia di fatto, esistono e sono troppi, vanno riconquistati al controllo dello Stato laico e liberale ora, e va fatto con la forza ostentata, bisogna trasferire la paura a chi oggi predica il terrore contro di noi. Reagisci Europa, reagisci come è sempre stato nei momenti alti della tua storia, dalla grecità che difese la propria splendida alterità contro l’impero persiano alla Grande Alleanza contro il nazismo che sgorgò dal tuo ventre, ma che non riuscì a soggiogarti, reagisci perché il nemico oggi vuole la tua distruzione. E allora non vincerà.

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di on 23 marzo 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

20 commenti a Europa reagisci

  1. Emilia Rispondi

    22 marzo 2016 at 11:22

    Troppo tardi direttore. Il male dell’Europa si chiama Sinistra, si chiama Papa Francesco, si chiama fessagine dei politici. L’Europa non può più reagire perché ha adottato negli ultimi 20 la politica dello struzzo.

  2. geometra67 Rispondi

    22 marzo 2016 at 11:48

    Come sempre inizierà la sagra dell’ipocrisia:siamo tutti cittadini di Bruxelles,questo non è il vero Islam che anzi predica la pace,non dobbiamo prendere decisioni condizionate dalla rabbia del momento,non è uno scontro di civiltà!Viva Lepanto e Poitiers!

  3. adriano Rispondi

    22 marzo 2016 at 12:04

    Fino a quando si dice che il nemico non è l’islam c’è poco da fare.Fino a quando si parla di islam radicale e islam moderato c’è poco da fare.Non esiste l’islam moderato.Non esiste l’islam radicale.Esiste l’islam e la sua costituzione , il corano.Qualsiasi misura che non preveda l’espulsione dell’ideologia e dei suoi adepti non servirà.Quindi c’è poco da fare.Anzi niente.

  4. Francesco_P Rispondi

    22 marzo 2016 at 12:59

    Siamo nelle mani di politicanti imbecilli, quando non di peggio, e continuiamo a non organizzarci per un’alternativa realistica.
    Purtroppo non siamo capaci di impedire l’ingresso di terroristi, armi e organizzazione logistica. Non solo accogliamo futuri assassini, ma lasciamo andare ad addestrarsi migliaia di foreign fighters che tornati in Europa non hanno difficoltà a praticare la mattanza coinvolgendo sia i residenti da lungo tempo che gli immigrati recenti.
    Questa incapacità è dovuta alla idiozia criminale di chi antepone l’accoglienza alla sicurezza.
    Per liberarci dai terroristi dobbiamo prima liberarci di politici, uomini di legge (si fa per dire perché la Legge è un’altra cosa), burocrati, associazioni varie, religiosi-deviati, ecc., che favoriscono tanto la libertà di movimento dei soggetti a rischio quanto l’importazione di nuova manovalanza assassina.

  5. Marco Green Rispondi

    22 marzo 2016 at 13:43

    Ennesima conferma (ma gli imbecilli buonisti e corrotti non lo ammetteranno mai) che i quartieri islamici sono e sempre saranno industrie di ostilità verso il mondo occidentale.
    I terroristi sono e sempre saranno solo la punta di un iceberg che si farà sempre più grande e un po’ alla volta ci obbligherà, con le buone e con le cattive, a “islamizzarci”.

  6. Dario Rispondi

    22 marzo 2016 at 14:05

    Salah lo dovrebbero ghigliottinare.

    • aquilone Rispondi

      22 marzo 2016 at 14:20

      Noooo, poverino, sta collaborando, stava scritto su tutti i giornali. Solo che lui non era al corrente di questa nuova festicciola a base di tritolo

    • Dario Rispondi

      22 marzo 2016 at 15:07

      Chi scrive e’ un altro Dario, comunque sono d’accordo

  7. aquilone Rispondi

    22 marzo 2016 at 14:39

    I morti e i feriti sono tantissimi, di mezzo ci sarà andato sicuramente anche qualche bambino. E’ strano, i nostri media non esitano mai a farci vedere i loro bambini annegati o malnutriti, infreddoliti o spaventati. Però i nostri media, che sono i primi collaborazionisti degli islamici, non fanno mai vedere il corpo di un occidentale ucciso dalle bombe islamiche o, peggio, di un nostro bimbo ucciso

  8. Hendioke Rispondi

    22 marzo 2016 at 14:42

    Niente e nessuno galleggia nel nulla caro Giovanni. Questo tuo pezzo è troppo lacunoso sulle cause e le dinamiche del terrorismo islamico. Fossero solo le politiche di immigrazione e accoglienza e l’Islam il problema sarebbe tutto più facile. Chiaro e limpido, come una volpe che venisse beccata in pollaio.

    Purtroppo così non è e la soluzione sarà molto complessa. Il primo e ineluttabile passo è costringere le intelligence europee a parlarsi e l’Europa a dotarsi di una politica davvero comune per poter gestire tutti i complicati aspetti del problema

    • Ernesto Rispondi

      23 marzo 2016 at 01:10

      “Il primo e ineluttabile passo è costringere le intelligence europee a parlarsi e l’Europa a dotarsi di una politica davvero comune per poter gestire tutti i complicati aspetti del problema” Ecco, mentre loro sparano telefoniamoci.

  9. aurelio Rispondi

    22 marzo 2016 at 15:56

    Uno dei momenti più bui dove il vuoto politico e di capacita di difesa ed offesa si rivelano con tutta la loro forza.Se l’Europa ed il niente che rappresenta avessero già avviato offesa a questi bastardi totali:si tratta di poche decine di migliaia di ignoranti che cercano gloria assassinando il mondo , li avremmo fatti fuori in un mese…putin e stati canaglia permettendo,ma non lo facciamo.Tutto va affidato come sempre nella storia nelle mani degli americani del dopo Obama che speriamo vada a passare il tempo con sane partite a scacchi prestissimo.

  10. Marco Green Rispondi

    22 marzo 2016 at 19:37

    Chissà se questo qui stavolta si degnerà di dire qualcosa…

    https://www.facebook.com/oekaddouri

  11. cerberus Rispondi

    22 marzo 2016 at 20:48

    L’EUROPA progressista non ha la forza per contrastare i malefici muslim oscurantisti, solo un risveglio dell’orgoglio combattivo e virile occidentale può essere la risposta alla feccia islamica.
    I bastardi che colpiscono nel mucchio sono da eliminare ,non da giustificare,basta con la sinistra buonista e multiculturale,basta con i traditori di casa nostra che vogliono la nostra fine.
    Siano maledetti quelli che ora,ipocritamente,piangono le vittime causate dai loro protetti e io dico che mi ricorderò di costoro, viscidi collaborazionisti senza dignità.

  12. aaaa Rispondi

    22 marzo 2016 at 22:47

    a quanto dice tajani a quintacolonna siamo a cavallo. bisogna solo attendere l’ennesimo tavolo tra renzy e merkel e che le varie intelligence collaborino tra loro

    • Ernesto Rispondi

      23 marzo 2016 at 01:09

      “a quanto dice tajani a quintacolonna” Ecco, mai titolo di programma fu più azzeccato.

  13. Padano Rispondi

    23 marzo 2016 at 10:16

    Cominciamo con lo sbattere fuori tutti i musulmani nostrani.
    Anche quelli che hanno acquisito la cittadinanza italiana.

    • DB56 Rispondi

      23 marzo 2016 at 12:18

      FORSE proprio tutti no, sicuramente dobbiamo cominciare a verificare chi sono, cosa fanno, come si mantengono, che progetti hanno, se comprendono e parlano l’italiano, se le loro donne (mogli e figlie) sono integrate nel paese o rinchiuse in casa e via dicendo…… Sono sicura che con un accurato processo di verifica salterebbero fuori delle belle ……..
      PS: per non farci mancare niente: i fiancheggiatori/terroristi arrestati a Bolzano con gran battage mediatico (che vivevano con sussidio NOSTRO) SONO GIA FUORI !!!!!!
      I casi sono due o abbiamo preso una cantonata oppure abbiamo delle leggi che non ci permettono di difenderci

  14. Ernesto Rispondi

    23 marzo 2016 at 15:21

    L’Europa reagisce coi gessetti colorati, col violoncellista hipster, con i simbli della pace fatti con le candeline… E quelli sghignazzano, e sparano, e tirano bombe. E via altri gessetti colorati, altri violoncellisti alla marijuana, altre veglie con le candeline. A questo porta il multiculturalismo comunista, il “benecomunismo”, i paciafisti, i peracottari della decrescita e del “mutamento climatico”, il veganesimo, il luddismo. Tutti virus e patologie inserite a forza nel corpo dell’Occidente, per renderlo aggredibile.
    E di fronte a una piangente ministra degli esteri comunista (pensate al tripudio degli islamici: l’Occidente rappresentato da una DONNA che FRIGNA, laddove il problema sta nel fatto che frigna, non che è donna), è servita una cantante guarda caso inglese (una CANTANTE) per dire: “We are much better than them fuckers. You’re on you, fuckers”.
    E i pavidi giornali dell’Occidente a puntualizzare, e a asteriscare e bippare, perché chiamarli fottimadre non si può mica, è scorretto.
    Un ministro italiano piange. E una cantante inglese li chiama quello che sono. Perché? Perché

    we shall go on to the end, we shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our Island, whatever the cost may be, we shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender, and even if, which I do not for a moment believe, this Island or a large part of it were subjugated and starving, then our Empire beyond the seas, armed and guarded by the British Fleet, would carry on the struggle, until, in God’s good time, the New World, with all its power and might, steps forth to the rescue and the liberation of the old.

    E lo hanno fatto, per dio.
    That’s the difference.

    • Dario Rispondi

      24 marzo 2016 at 10:47

      Standing ovation per Ernesto.
      Anche oggi, a 71 anni dalla vittoria sul nazismo, l’unica (flebile) speranza per l’Europa non puo’ che risiedere in quello che resta – non molto, ma qualcosa ne resta – della forza, della volonta’ e del coraggio del mondo anglosassone.

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