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Ecco perché la Sicilia sprofonda

crollo

Succede di incuriosirsi a un servizio televisivo che notiziava di un viadotto a congiunzione tra Palermo ed Agrigento crollato in malo modo. Nel servizio si evidenziava con forza trattarsi di una struttura inaugurata solo dieci giorni prima. Vedemmo tecnici abilissimi, tanta gente, tante interviste da Made in Sud e a noi il dovuto chiedersi perché questi smottamenti si producessero e queste opere crollassero. Quella statale non è un fatto isolato ma parte di un crollo sistematico che continua a sfregiare una delle terre più belle, artisticamente dotate e abbandonate del mondo… Così crolla la campata di un ponte ferroviario sulla linea Caltagirone-Gela, crolla la panoramica di Enna, crolla il viadotto Verdura sulla statale Agrigento-Sciacca, crolla a Putrella di Licata un viadotto per cedimento strutturale e ci fermiamo qui. Perché accade e perché tanto rischio?

Una motivazione tra storie popolari e leggenda ci può aiutare a capire. In un tempo lontano il colto Federico II per sfidare l’abilità di cotale Colapesce, uomo dalle grandissime capacità natatorie e con il potere di respirare in acqua come i pesci, lanciò in mare il suo anello d’oro, oggetto che fu subito ripescato da Colapesce alla prima ricerca. Cosi Federico II, vista l’abilità, gli ordinò di ispezionare le fondamenta della Sicilia nelle profondità marine. Colapesce lo fece e riferì che la Sicilia era sostenuta da tre colonne, una solida, una rotta ed una in via di sgretolamento. Fu così, narra la leggenda, che il generoso Colapesce per salvare quella terra splendida si immerse in profondità e si sostituì alla colonna rotta, e da allora mai più lo si vide in superficie. Grande uomo Colapesce, certo però che dopo quasi novecento anni là sotto Cola potrebbe aver sentito il bisogno di allontanarsi un attimo, magari un panino, una birra, una pizza ca muzzarella ngoppa, uno scarico da ormonalità, nu babà, un quid innominabile. Ed in questo fare, pur momentaneo, ci sembra possa aver determinato, non sapendo che nel frattempo i siculi avevano costruito robusti viadotti e ben solide ferrovie, uno o più smottamenti che hanno causato i guai di cui sopra. Altrimenti, porca miseria, che altro pensare?

Ora sarebbe interessante capire se il Ponte sullo Stretto poggerà sulla colonna sana perché a giudicare da come cadono ponti e viadotti in quelle zone, certo per la stanchezza di Cola, il Ponte sullo Stretto potrebbe essere “investito”, ben prima che smottamenti possibili arrivino, da “appropriati” studi di fattibilità strutturale o trattative a garanzia con Colapesce, e subire magari non voluti ritardi nella sua costruzione. Non so, magari aspetteremo altri novecento anni.

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di on 31 marzo 2016. Filed under Mimmo's version. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Ecco perché la Sicilia sprofonda

  1. lombardi-cerri Rispondi

    2 aprile 2016 at 06:46

    La Sicilia sprofonda ?
    Occupa il posto che i suoi cittadini hanno sempre voluto occupare, grazie al loro atteggiamento.

  2. Francesco_P Rispondi

    8 aprile 2016 at 11:30

    Le nuove generazioni sono deboli. Non ci sono più le ossa di una volta per fare il cemento armato.

  3. cerberus Rispondi

    13 aprile 2016 at 21:22

    La Sicilia sprofonda e grazie agli innumerevoli siculi che siedono comodamente a Roma e nei gangli del potere italiota anche questa nazione meridionalizzata la seguirà molto presto.

  4. Ghino di punta Rispondi

    19 aprile 2016 at 10:18

    La Sicilia sprofonda? E’ una loro scelta, sicuramente di una buona parte di siciliani. Il problema, però, va oltre la Sicilia e sta nel fatto che ogni anno lo stato Italia deve ripianare i loro, diciamo per educazione, “sprechi” infiniti… che si protraggono da anni e anni…e speriamo che prima o poi qualcuno si alzi una mattina e dica basta a questa Sicilia. Ce la faremo mai?

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