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Contro i cattivi maestri che aboliscono la festa del papà

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La madre dei cretini è sempre incinta. La notizia non è ancora confermata e ci si auspicherebbe, prima possibile, una smentita. Tutto è partito da una presa di posizione talebana, in un asilo di Milano, contro la celebrazione della festa del papà; festa che cade, tradizionalmente, il 19 marzo. E tutto sarebbe, il condizionale è d’obbligo, partito dalla decisione di uno zelante dirigente scolastico, che ha decretato un secco “no” alla festa del papà.

Niente disegnini, niente filastrocche da recitare, niente regalino da portare al commosso papà, all’uscita. Niente di niente. La motivazione della cancellazione della festa? Udite, udite: la paura di offendere le coppie gay, nelle quali ovviamente mancano le due figure genitoriali tradizionali: papà e mamma, quindi.

La cosa lascia basiti; perché dopo le crociate contro la celebrazione del Santo Natale, con l’allestimento dei presepi e le battaglie per togliere il crocefisso dagli istituti scolastici, mancava solo iniziare una guerra psicologica, sulla pelle dei bambini, contro feste a cui siamo tradizionalmente legati a filo doppio.
Quello a cui si sta assistendo, da tempo, è soltanto una ulteriore riprova che il senso dell’equilibrio è andato a farsi benedire, ingrovigliato in ragionamenti che nulla hanno di ragionevole e di logico. Se continuiamo a subire la deriva massimalista dei nuovi diktat psicologici di improvvisati “cattivi maestri” (dirigenti scolastici) in vena di divieti, ci ritroveremo persino a vergognarci di avere un padre ed una madre e di festeggiarli con ricorrenze che ci fanno tornare, con la mente, ai nostri ricordi infantili.

Un caso analogo, era accaduto anche in una scuola materna del Lazio, lo scorso anno. Anche in questo caso “la festa del papà” era stata inserita nelle liste di proscrizione da parte di una dirigente, in quanto, in una classe, era presente una bambina con due mamme. La motivazione era la stessa. Si voleva eliminare la festa del papà, per non offendere, con una celebrazione , la coppia omosessuale. Anche in tal caso, era partito il tam tam mediatico della protesta degli altri genitori, che ritenevano lesi i diritti dei loro figli.

L’appiattimento culturale, l’omologazione forzata, l’annullamento di feste, ripeto, “tradizionali”, non dovrebbero neppure entrare in un’aula scolastica; non spetta ai dirigenti decidere quali siano i ruoli genitoriali, né tantomeno privare la maggioranza dei bambini della gioia di poter festeggiare la propria mamma ed il proprio papà; l’istituto, nella persona del suo dirigente, non si può arrogare il diritto di resettare il cervello dei bambini e giocare con la loro psicologia.

Spetta sempre e solo ai genitori spiegare che esistono situazioni in cui ci sono due figure genitoriali dello stesso sesso, senza doversi però vergognare di avere due genitori con sesso diverso; né tantomeno doversi vergognare di dire “Auguri, papà” o “Auguri, mamma”, perché qualcuno ha deciso che non è cosa buona e giusta.

Non manipoliamo le menti dei bambini; avranno tutto il tempo per capire, e per farsi una loro idea.

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di on 14 marzo 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Contro i cattivi maestri che aboliscono la festa del papà

  1. Michele Rispondi

    14 marzo 2016 at 20:45

    E niente, ormai ci siamo davvero bevuti il cervello !

  2. Luca Rispondi

    15 marzo 2016 at 07:08

    Tra un po cancelleremo anche la festa della mamma e la festa della donna poi istituiremo la festa del mammo, del donno e della uoma per far contenti i ricchioni.

  3. cerberus Rispondi

    15 marzo 2016 at 21:19

    Bisogna fermare questa deriva indegna e spudorata.

  4. Lino Rossi Rispondi

    16 marzo 2016 at 23:31

    È quello che ci meritiamo. I ricchioni sono dappertutto. La lobby gay governa il mondo.

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