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Si stanno dimenticando l’Isis

Mentre la Turchia attacca i curdi e la Russia i ribelli anti-Assad, nessuno più si occupa di colpire il Califfato. E Obama si limita a sperare in un intervento dei sauditi...

isis

Riassumendo: l’artiglieria turca ha bombardato le milizie curde a Est di Aleppo, mentre continuano i raid aerei russi, sempre nell’area di Aleppo, in appoggio all’offensiva dei militari regolari siriani, appoggiati da Hezbollah e iraniani contro i ribelli anti-Assad. Fra i raid aerei russi, almeno uno ha colpito un bersaglio sbagliato: un ospedale di Medici Senza Frontiere. Questi eventi, occorsi negli ultimi due giorni, hanno scaldato diplomazie e opinioni pubbliche, con gli Usa che chiedono alla Turchia di smettere di bombardare sempre e solo i curdi, la Francia che chiede alla Russia di andarci piano con i bombardamenti (solo 4 mesi fa aveva chiesto, sempre alla Russia, di intensificarli), l’Onu indaga sulle vittime civili provocate dai raid russi, Assad, nonostante la tregua, promette che libererà Aleppo e riconquisterà la Siria (facendo capire che della tregua non se ne fa nulla) e i ribelli anti-Assad dichiarano che la tregua concordata a Monaco è “inaccettabile”. Bene, detto tutto questo, c’è un solo un attore che brilla per il suo silenzio: lo Stato Islamico.

Tutti gli eventi di cui sopra non lo riguardano. Gli stessi propagandisti del Califfo pare stiano approfittando della distrazione generale per restare defilati, come se stessero in un cantuccio, coi proiettili che fischiano sopra le loro teste mentre tutti gli altri si sparano a vicenda. La guerra che sta combattendo la Russia, ormai è più che evidente, riguarda solo l’Ovest della Siria e mira alla protezione delle sue basi nel Mediterraneo. La guerra che interessa Assad è la riconquista delle città più importanti, fra cui Aleppo, che si trovano sempre nell’Ovest. La guerra che interessa alla Turchia è quella contro i curdi e mira alla conquista di una fascia di sicurezza nel Nordovest della Siria, cioè l’area di Idlib e Aleppo: sono due anni che il governo di Ankara chiede di stabilire, con le buone o con le cattive, un suo “protettorato” in quell’area, ora anche per sistemarci almeno una parte dei 2 milioni di profughi ospiti dei suoi campi. Gli Usa chiedono all’Arabia Saudita di fare la sua parte e da Riad non si esclude l’invio di truppe di terra. Almeno su quel fronte si dovrebbe parlare di guerra all’Isis: il sogno americano è quello di far combattere i sunniti fanatici (Isis) da quelli un po’ meno fanatici (sauditi), così da evitare guerre di religione. Ma il problema è che la monarchia saudita è riluttante a intervenire contro il Califfato, perché sa che, da sondaggi non sospetti (Al Jazeera), la sua popolazione parteggia, appoggia, riconosce o quantomeno giustifica le gesta di Al Baghdadi in percentuali mostruosamente alte.

E non potrebbe essere altrimenti: la monarchia saudita, nata tre secoli fa da una rivoluzione di fanatici sunniti, è un Isis “che ce l’ha fatta”. Le sue leggi interne, le punizioni corporali, la repressione capillare, il totalitarismo religioso, le numerose esecuzioni per decapitazione (o peggio) non sono molto differenti da quelle imposte dalle milizie jihadiste. Con l’unica differenza che le esecuzioni saudite non vengono filmate in HD e mandate in mondovisione.

Se pur improbabile, il solo parlar di intervento saudita ha scaldato gli animi del regime siriano, dell’Iran e, di conseguenza, anche della Russia, che non esitano a parlare di “guerra generale” come esito della comparsa dei soldati di Riad in Siria. Quindi, molto probabilmente, non se ne farà nulla. E, ripetiamo, in tutto questo caos di minacce reciproche, gli unici che ne escono illesi sono gli uomini del Califfato. Nessuno li sta combattendo. O meglio: i curdi sono gli unici che li combattono. E però sono bombardati dai turchi.

Quando e se, in futuro, leggeremo la storia di come è nato e cresciuto il regime totalitario del Califfato, pur avendo tutto il mondo contro, la risposta viene proprio da questo caos. Obiettivamente il Califfato non è un osso duro, militarmente parlando. La sua unica forza è il fanatismo dei suoi soldati, ma in una guerra convenzionale perderebbe e anche in una guerriglia potrebbe essere sconfitto, così come era stata sconfitta Al Qaeda, dal generale Petraeus, in soli due anni, all’incirca negli stessi territori. Tutti gli Stati del mondo, soprattutto quelli della regione interessata, sono dichiaratamente nemici dell’Isis. Persino Al Qaeda non è sua amica, se non in brevi periodi per motivi tattici. Eppure il Califfato sopravvive, perché nessuno dei suoi nemici lo considera come un obiettivo prioritario. C’è sempre un “nemico peggiore” che passa davanti agli jihadisti nella scala delle priorità. Forse perché nessuno pensa che l’Isis sia una minaccia imminente? Appena due settimane fa, un terrorista affiliato allo Stato Islamico ha cercato di compiere un attentato a Milwaukee, Wisconsin. È il 15mo tentativo di attentato negli Usa in un anno. La strage di Parigi, la strage dei turisti russi nel Sinai, la strage di Giacarta, la strage di Beirut, la strage di Susa, non sono dimostrazioni sufficienti di quanto l’Isis sia realmente una minaccia imminente per tutti?

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di on 15 febbraio 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Si stanno dimenticando l’Isis

  1. Marco Rispondi

    15 febbraio 2016 at 17:30

    Tra tutti quelli in campo e citati ben pochi hanno voglia di colpire i terroristi criminali.Ognuno pensa ad un posizionamento geografico a propria tutela ed in fondo in fondo con qualche sgozzamento in più o in meno con queste bestie sono fratelli e li usano come Putin per far ben altro che estirparli.Continueremo a morire per mano di questi protetti e falsamente attaccati.L’unico augurio è dimenticare Obama ed aspettare una svolta che solo gli USA possono dare vista la vilta o la falsità che ruota intorno al tutto e che non promette nulla di buono.

  2. aquilone Rispondi

    15 febbraio 2016 at 18:34

    Ma di quale ospedale bombardato si sta parlando? di quello di 5 giorni fa? Oppure questo di cui parla l’articolo è un nuovo ospedale bombardato?
    In realtà SEMBREREBBE quello di 5 giorni fa, di cui non se ne è parlato perchè si aveva (e si ha) il dubbio che fosse un errore americano. Ad ogni modo, salvo errori ed omissioni:
    https://www.rt.com/news/332109-russian-jets-isis-warlords/

  3. Sergio Andreani Rispondi

    15 febbraio 2016 at 18:57

    E’ risaputo che i russi mirano soprattutto agli ospedali ed alle scuole.

    Infatti i russi sono idioti e devono dare un motivo agli ameri-cani per intervenire in Siria assieme ai loro alleati demporatici quali i saudit.

    Ah ! Ah !

    A queste idiozie non ci crede più nessuno : è finita.

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2015/12/tre-autobombe-dellisis-intercettate-e.html

    • Stefano Magni Rispondi

      15 febbraio 2016 at 23:53

      Quando tutto il mondo denuncia un fatto (e per “tutto il mondo” intendo gente che va dal MSF alla Merkel, da Ban Ki-moon all’Unicef), ma la Russia dice che non è vero, vuol dire che a sbagliare è: tutto il mondo. La ringrazio signor Andreani, per avermi dato questa prospettiva alternativa sulla realtà.

      • Sergio Andreani Rispondi

        16 febbraio 2016 at 07:01

        Se lei è abituato a belare nella direzione nella quale bela la maggioranza è un problema suo….

        Questa storia degli ospedali bombardati è un chiaro esempio di False Flag e comunque anche gli USA bombardano volentieri gli ospedali e le feste di nozze in Afghanistan senza che cagnetti ammaestrati dagli ameri-cani si scandalizzino più di tanto.

        Anche nell’ invasione dell’ Iraq erano tutti d’ accordo sulle menzogne di Colin Powell sull’ antrace , vero ?

        P.S. : guardi se riesce a farmi sapere chi hanno seppellito in mare al posto di Bin Laden , se le riesce. Personaggio che comunque era amico intimo della famiglia Bush, prima di divetare il demonio.

        D’ altronde anche Lucifero era un angelo decaduto…

        Un Presidente USA non dovrebbe avere certe brutte frequentazioni.
        Non trova ?

        • Stefano Magni Rispondi

          16 febbraio 2016 at 12:58

          Si è dimenticato l’11 settembre. Immagino che per lei sia un’operazione di false flag pure quella? Quindi deduco che, nel suo mondo, gli americani siano spalmati ovunque, fra le vittime e i carnefici. E ogni volta che devono colpire un obiettivo devono tirare a sorte: oggi chi sta sotto le bombe e chi le sgancia?

  4. Sergio Andreani Rispondi

    15 febbraio 2016 at 19:06

    Signor Magni , ma lei pensa veramente che siriani e russi siano così idioti da spostare la maggior parte delle loro truppe ad est per bombardare l’ Isis sguarnendo in tal modo la Capitale e città come Aleppo , Homs e tutta la costa alawita ?

    Quella è gente che un minimo di strategia la conosce, a differenza di Giovanni Sallusti.

    Comunque è certo che i russi colpiscano gli ospedali.

    Ah ! Ah !

    Come era vero che i soldati iracheni scraventavano i neonati fuori dalle incubatrici in Kuwait.

    Dai ragzzi , su , meno cavolate.

    La prossima volta non seguite l’Omino di Burro : avete fatto male a vendere l’ abecedario per andare nel paese dei balocchi.

    Vi risveglierete con le orecchie da somaro.

    • Arcroyal Rispondi

      16 febbraio 2016 at 14:55

      Andreani, invece di sparare giudizi trancianti sulle capacità strategiche di Sallusti perchè non si fa un bell’esamino di coscienza e riflette su quando annunciò all’Intraprendente che i cieli siriani con l’arrivo dei russi erano finalmente liberi dalla minaccia di Israele. Questo giusto pochi giorni prima che su un edificio di Damasco che ospitava un terrorista palestinese piovesse un misterioso missile scagliato dal cielo. Così, tanto per ricordare quanto sia meritata la cattedra di strategia da cui Lei spara le sue sentenze.

  5. scettico Rispondi

    15 febbraio 2016 at 20:52

    E perché, mi scusi, dobbiamo pensare a cosa succede in qualche cesso di
    deserto lontano mille miglia da casa nostra? Quella è roba di servizi segreti, a cui, mi scusi di nuovo, paghiamo gli stipendi con le nostre tasse. Qua, se invece di concentrarci sul lavoro e sui problemi di casa nostra, continuamo a pensare a deficienti col mitra di nero vestiti, finirà che dovremo chiuder bottega e crepar di fame, molto prima che ci spari qualche aborto fallito di merda…

    • Stefano Magni Rispondi

      15 febbraio 2016 at 23:57

      Semplicemente perché uno di quei deficienti col mitra di nero vestiti potrebbe uccidere anche lei, senza lasciarle il tempo di morire di fame in Italia.

  6. Alessandro Rispondi

    16 febbraio 2016 at 10:36

    Non capisco davvero il tono di certi commenti che leggo.
    Dire che i russi stanno in Siria per fare i loro porci comodi, non certo per combattere l’Isis, non significa per forza essere a favore della politica estera americana. Tanto più che l’articolo evidenzia proprio il livello di caos generale che regna sovrano e di cui è del tutto evidente siano responsabili una pluralità di soggetti.
    Io credo che si possa essere facilmente tutti d’accordo nel definire disastrosa la politica estera americana, sopratutto degli ultimi 8 anni visto che di Siria si sta parlando, senza per questo doversi per forza bere le balle filorusse sull’eroe Putin che combatte le forze del male. Semplicemente non è così. Era evidente all’inizio, lo è a maggior ragione ora.
    Solo un mentecatto, imbecille, ignorante e in malafede può credere minimamente che la Russia sia oggi, o sia mai stata in passato, un baluardo di civiltà e libertà. La semplice osservazione dei fatti ci prova l’infondatezza di questa convinzione che ha fatto breccia nel cuore inaridito, e nel cervello assenteista, di molti tifosi dell’ordine putianiano.
    Questa semplice e lapalissiana constatazione non toglie nulla alle critiche, secondo me come minimo FEROCI, che dovremmo rivolgere ad americani e ai tanto dimenticati, dalla benevola critica nostrana, europei, francesi in testa. La così detta geopolitica è una roba complessa, di certo non mi ritengo un esperto, ma il livello di idiozia dell’italiota medio filorusso lo trovo sconvolgente.
    A volte mi chiedo come si sia potuti arrivare al 75% di total tax rate in questo porco paese….poi leggo il “pensiero” della maggioranza silenziosa e ogni perplessità si dipana immediatamente.

  7. Arcroyal Rispondi

    16 febbraio 2016 at 14:51

    Magni, è abbastanza inutile richiamare Sergio Andreani alla realtà. Lui e i suoi amici nazionalsocialisti attendati in Palaestinafelix vivono in un mondo immaginario in cui il ruolo dei buoni, dei liberatori è rappresentato da una alleanza infernale tra la macelleria Assad, le SS iraniane e lo Zar russo. Qualunque persona dotata di buon senso coglierebbe subito l’affinità della Putin&Co con l’Armata delle tenebre ritratta da Sam Raimi nel film omonimo. Ma loro sono dei coprofagi e proprio non riescono a distinguere la merda dal risotto.

    Questi cosacchi da tastiera sono ridicoli. Appena l’Intraprendente pubblica qualche articolo di condanna per le politiche del Cremlino, si precipitano ad imprecare contro i servi sciocchi degli amerikani e dei giudei non da Mosca o da Teheran, ma seduti su comode poltrone site in un ricco paese, l’Italia, che da più di settant’anni vive e prospera sotto la protezione delle armi angloamericane. C’è da stare certi che se Andreani invece che a casa sua in mezzo agli agi garantiti dall’American way of life, si trovasse immerso nelle macerie di Aleppo e in vista delle bande di assassini protette dai bombardieri di Putin, a quest’ora sarebbe appeso ai cancelli del confine con la Turchia ad implorare di lasciarlo entrare.

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