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Quel cioccolato che diventò simbolo d’amore

 

60_2Odi et amo. Due opposti che inevitabilmente si attraggono ed è così che un “cazzotto” si è trasformato in un “bacio”. La storia del famoso cioccolatino Perugina inizia grazie ad una donna, Luisa Spagnoli. Meglio conosciuta per i negozi di moda che portano il suo nome, la vita di questo personaggio è stata oggetto di una serie televisiva in due parti, prodotta e distribuita dalla Rai. Una giovane casalinga decide di rilevare una piccola pasticceria vicina al fallimento e attira l’attenzione di Giovanni Buitoni. L’uomo decide nel 1907 di fondare la cioccolateria Perugina, ma presto l’azienda appena nata si trova a fare i conti con la Prima Guerra Mondiale. Gli operai vengono chiamati alle armi e la storia di Perugina rischia di concludersi bruscamente. Luisa Spagnoli così decide di non dire addio alla cioccolateria e mette al lavoro altre donne come lei per portarla avanti in questo periodo buio. Imprenditrice quando ancora era inaccettabile, nel 1922 ha un’idea rivoluzionaria. Luisa decide di non sprecare quegli scarti di nocciola rimasti dalla lavorazione di altri prodotti e mischiando quello che resta con del cioccolato fondente crea un nuovo cioccolatino dalla forma paffuta e irregolare, simile ad un pugno chiuso. Decide così di chiamare il nuovo prodotto “cazzotto”. Giovanni Buitoni – storico amore di Luisa – ha l’idea di rinominare lo squisito prodotto “bacio” dopo aver visto il prodotto in vetrina. «Come si fa ad offrire ad una donna un cazzotto? Semmai un bacio» e così il cioccolatino di Luisa Spagnoli diventa il simbolo degli innamorati. La leggenda vuole che i biglietti contenuti nel dolce fossero i messaggi segreti scambiati tra gli innamoratissimi Luisa e Giovanni. Solo sei anni dopo la creazione, la donna inizia il suo percorso nel mondo della moda che la darà fama internazionale. Il dolce imprescindibile del 14 febbraio nasce da una grande storia d’amore, ma soprattutto da una donna unica che è riuscita a trovare il lato romantico di un cazzotto.

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di on 13 febbraio 2016. Filed under La signorina snob. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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