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Obama sfoggia il crocifisso in video. Mai in politica

«Parigi val bene una Messa», disse Enrico IV di Borbone nel 1593 convertendosi al cattolicesimo da ugonotto che era per cingere la corona di Francia. In realtà la frase è un famoso apocrifo perché chi l’abbia detta, e se poi sia mai stata davvero detta, non si sa; ma questo a Barack Obama non interessa, soprattutto perché lui sta a Washington e non a Parigi, e perché la corona la cinge già da un pezzo. E allora perché quel video che circola su YouTube in cui Obama sfoggia il rosario regalatogli da Papa Francesco entusiasmando certi cattolici?

La scena è questa. Il 15 gennaio il presidente degli Stati Uniti entra nel salotto di Ingrid Nilsen, classe 1989, giovanotta di origini norvegesi che vive a San Bernardino, California, una di quelle che il nostro mondo a briglia sciolta chiama “personalità di YouTube”. Il suo nickname è Missglamorazzi, fate vobis. Ingrid dice al presidente che nel suo programma chiede sempre agli ospiti di portarsi un oggetto da casa che li rappresenti al pubblico. Obama risponde che ha fatto di più, ha portato quel che porta sempre in tasca. Il rosario donatogli in settembre da Papa Francesco durante il viaggio apostolico negli Stati Uniti. Rullo di tamburi, qualcosa di sta incrinando nell’impenetrabile Obama? Forse che stia compiendo il passo decisivo? Magari, da cattolico faccio il tifo. Epperò aggiungo che si dovrebbe vedere. Che se porta il rosario in tasca la sua politica dovrebbe adeguarsi su aborto, LGBT, famiglia, etc. Altrimenti è un casino. Se Obama tiene in tasca il rosario del Papa perché non si vede l’effetto che fa? Perché fa di tutto per combattere la fede e il suo derivato culturale e politico, tanto che qualche anno fa i vescovi americani sono stati costretti ad aprire una commissione per il monitoraggio di quella libertà religiosa che la Costituzione federale americana sancisce ma che l’Amministrazione Obama sistematicamente viola, vilipende e sbeffeggia da che si è insediata otto interminabili anni fa?

Ora, giudicare il cuore delle persone compete solo a Dio. Ma a noi uomini compete giudicare il resto. Se l’uomo più potente del mondo del rosario del Papa se ne fregia non è che poi della fede se ne frega. Ma la stiamo facendo troppo complicata. Il trucco c’è e si vede. Rewind, rivediamo la scena nel salotto delle dolce Ingrid. «Good to see ya!», schiocca il presidente a bocca piena che sembra un lustrascarpe. La castigata Ingrid, lungo gonnone rosa e blusa scura da educanda, dice che in giugno ha fatto coming out. È lesbica. Ma il giudice supremo dell’Alabama ha appena stoppato i matrimoni omosessuali nel suo Stato. Confortante, Obama dice no problem, adesso è legge federale, cippirimello a quel giudice là. Poi arriva la scena del rosario. Dice Obama che lui ha vagonate di cose come quella, gli ricordano la gente che ha incontrato e le cose che gli hanno raccontato. Li chiama “lucky charm”, cioè “portafortuna”. Il rosario del Papa. E poi una microstatuetta di Budda. Ingrid Allibisce, «Oh my gosh» (in USA neanche la gente così pronuncia il nome di Dio invano); Obama chiosa che glielo ha dato un monaco buddista (ma va?) e lei «Wow!».

Obma e il crocifissoOra è la volta di un amuleto-fiche da poker (di metallo, sottolinea Obma) datogli da un biker tatuato e con due baffoni così, e Ingrid non si tiene più: «Oh wow, that’s really cool!». E adesso arriva un affarino che Obama, «uh», «ah», spiega come il dio-scimmia hindu Hanuman. E infine una crocetta copta dall’Etiopia. L’uomo più potente del mondo confessa al mondo che ha «a whole bunch of this stuff», “un mucchio di ’sta roba qua”. Ingrid è in adorazione. Obama dice «non sono così superstizioso», ma illustra che quando è scoraggiato ficca la mano in tasca e allora «yeah» e tutta una serie di altri avvitamenti parolai che non dicono un bel nulla. Ingrid è sdilinquita, trova tutto «touching», tripudia perché il presidente ha condiviso la cosa con lei, «I’ve loved it!», temi che adesso si metta a caragnare, Obama chiede scusa se ha portato tante cose così e Ingrid si figuri, più ce n’è meglio è, il rosario assieme al dio-scimmia, un saccobbello. Ringraziamenti, complimenti, fine del video. Ingrid pensa di essere la reginetta del ballo, ma Obama caccia balle. Alla CBS, con un’altra donna, Gayle King, si concederà allo stesso svuotamento di tasche.

Ci mancherebbe, ognuno può giocare con le perline colorate, i pezzetti di vetro e gli dei-scimmia che vuole. Epperò che un sito bello, intelligente e sul serio finalmente cattolico su tutti i fronti come Aleteia rifili al mondo questa panzana non sta bene.

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di on 20 febbraio 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Obama sfoggia il crocifisso in video. Mai in politica

  1. Ernesto Rispondi

    20 febbraio 2016 at 09:40

    Scusi, respinti, qual è la posizione della chiesa cattolica su LGBT e famiglia? Il papa ha detto che “non si immischia”. Galantino, in pratica, che i cattolici in politica possono anche baciare le chiappe al demonio, basta c’è poi si confessino. Al Family Day la CEI non c’era. Se uno un po’ distratto dovesse riassumere, la posizione della chiesa cattolica su LGBT e famiglia è: che facciano. Poi si confesseranno. Non è che siete convinti di avere il papa dietro? No perché occhio, che questo se non siete abbastanza comunisti vi scomunica dall’aereo…

  2. Marco Respinti Rispondi

    20 febbraio 2016 at 10:41

    Non faccio il Papa di professione, quello che in aareo, di ritorno dal Messico, ha detto che non s’immischia nelle leggi italiane. Mons. Galantino fa mons. Galantino, la gente bacia le chiappe che vuole, io non lo faccio. Quello che la Chiesa Cattolica dice su LGBT e famiglia sta ufficialmente in decine di documenti magisteriali, a partire dal “Catechismo della Chiesa Cattolica”. Se ha dubbi su come la pensa la Chiesa, rilegga quelli.

    • Ernesto Rispondi

      20 febbraio 2016 at 12:34

      Io non ho nessun dubbio su come la PENSAVA la chiesa cattolica, avendo ben letto quei documenti. Ho qualche dubbio, sentendo parlare Galantino e Bergoglio, che questa sia oggi la posizione della chiesa cattolica. Perché le ricordo che ciò che distingue il cattolicesimo da una qualunque delle chiese riformate è il magistero papale, che si trasmette nella pastorale e quindi nelle parole dei vescovi. Non un vescovo italiano ha le posizioni che lei afferma essere quelle della chiesa cattolica. La pastorale italiana sulle famiglie LGBT, come ho scritto, è quella di Galantino. Che avrò descritto un po rudemente, ma non è quella del catechismo. Occorrerebbe prendente atto, se no si corre il rischio di essere più papisti del papa.

  3. Marco Respinti Rispondi

    21 febbraio 2016 at 11:25

    Registro la sua opinione e la catalogo tra le opinioni. Il mio articolo, però, se mi permette, trattava d’altro. Me ne farò una ragione.

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