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L’ultima ipocrisia del monopolio di Stato

Photo prise le 18 avril 2011 à Paris des nouveaux paquets de cigarettes représentant notamment des poumons noircis ou des dents avariées de fumeurs. Ces paquets de cigarettes seront vendus en France à partir du 20 avril 2011 avec au dos des images chocs conformément à un arrêté qui avait donné, en avril 2010, un an aux fabricants pour écouler leurs stocks et s'adapter. AFP PHOTO / MIGUEL MEDINA

Da oggi è in vigore il nuovo decreto del ministero della Salute che dichiara guerra al fumo a suon d’immagini shock sui pacchetti. E ‒ non ridete ‒ di multe per chi getta i mozziconi per terra (vien da ridere perché pagare lo stipendio ai vigili per fermare la maleducazione è proprio da basso impero). Uno, cioè, si compera un pacchetto di “bionde”, un antico toscano o un onesto black cavendish da pipa e tra le mani si ritrova foto grevi di ostruzioni cardiache, di malformazioni fetali e altre amenità.
Lo Stato, infatti, è convinto che il fumo faccia malissimo. Lo Stato è persuaso che il fumo sia un vizio. Che quindi sia cosa da non praticare. Che faccia male solo il pensiero. Che quindi occorra porre rimedio. Sconsigliare, intimidire, terrorizzare. Dice lo Stato che uno in Italia è liberissimo di fare quel che vuole con il fumo; uno è libero di comperare, fumare e ammazzarsi, epperò lo deve sapere che così si ammazza. E siccome, presume lo Stato, di ammazzarsi con il fumo il tabagista italiano non lo sa, allora bisogna dirglielo, sturargli le orecchie, mettergli paura. Così poi se continua a farsi del male sono solo affari suoi. Mica che poi succeda, ragiona lo Stato, come per le famose quattro banche regionali fallite, che l’investitore non sapeva ed è finito nel sacco, che poi c’è sempre il furbetto che t’intenta la concione su certi conflitti d’interessi. Per carità, esclama lo Stato: in tabaccheria gl’italiani facciano come vogliono, ma noi abbiamo il dovere di dirglielo ai fumatori che il fumo fa male. Anche con un tweet.
È vero: terrorizzare i cittadini sul fumo rientra perfettamente nei compito dello Stato etico. Tweet. Quello Stato, tweet, che con una bella immagine spiaccicata sui pacchetti si lava le mani del seguito per poter continuare a vendere e a lucrare, unico in tutto il Paese, proprio sul fumo. Sì, perché lo Stato etico italiano che ti sbatte la morte sul pacchetto è anche l’unico monopolista autorizzato a venderla quella morte lì. E a caro prezzo, viste le tasse di cui sono gravati i tabacchi.
Lo Stato etico italiano ti dice che il fumo uccide ed è l’unico che quella morte può vendertela. È l’unico a poterti vendere anche gli alcolici, che evidentemente non fanno meno male, ma sul mio syrah di riferimento e sul torbato dei miei sogni quelli fotacce non ce le mette. Ve lo immaginate, infatti, un pranzo ufficiale con Angela Merkel o Barack Obama in cui il maître di sala ordinasse di mescere vino da una bottiglia che da una parte ostenta una etichetta da tutela del “made in Italy” nel mondo e dall’altra spiattella foto mediche da paura in faccia al convitato di lusso?
Lo Stato etico italiano ti dice che il fumo uccide ed è l’unico che quella morte può vendertela. E a multarti se butti per terra i mozziconi. E pure se ti fai vedere a fumare nella tua macchina con dei minori oppure con la pancia gravida, perché lo Stato etico italiano pensa che il buon senso s’inculchi a suon di ammende ma soprattutto che i minori e i non-nati vadano tutelati solo dalle “bionde”. Oggi arrivano i primi voti in aula sul ddl Cirinnà, che sui minori apre a un mucchio di cose, e lo Stato etico italiano si fa Stato moralista impiegando armi di distrazione di massa.

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di on 2 febbraio 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a L’ultima ipocrisia del monopolio di Stato

  1. aquilone Rispondi

    2 febbraio 2016 at 13:22

    Sono un fumatore. Ciò nonostante penso sia benvenuta ogni restrizione al fumo. Specie nei pubblici locali. Specie contro chi getta le cicche per terra. Io vado in giro con un piccolo posacenere richiudibile (per risparmiare una volta usavo un contenitore di rullini fotografici). Le sigarette le spengo nel mio posacenere portatile e appena posso lo svuoto nei secchioni o a casa. Vedo gente che invece se ne impippa e getta di tutto per terra, non solo cicche, carte, pacchetti, fazzoletti … anche assorbenti.
    Se lo Stato volesse davvero ridurre drasticamente il fumo dovrebbe quanto meno portare il prezzo delle sigarette a livello del prezzo dell’ argento. Invece ogni tanto le aumenta di 5 o 10 cents, il fumatore così se ne frega e continua a comprarle mentre lo stato continua ad incassare. Le immagini sui pacchetti non servono a niente. Uso un portasigarette e quello non è vietato

    • Padano Rispondi

      2 febbraio 2016 at 16:23

      Se fumassi sarei incassato di pagare il 75% del prezzo come tasse.

      • aquilone Rispondi

        3 febbraio 2016 at 10:26

        Si, certo, però è un vizio di nessuna utilità (lo dico da fumatore consapevole) pure sicuramente dannoso. Quindi se mi tassi l’accetto. Molto peggio l’accisa sulla benzina o l’iva sull’energia elettrica

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