Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Iannetta, l’intruso delle primarie Piddì

primarie-pd-milano-2016-antonio-iannetta

Più che un outsider è sembrato una voce fuori campo, di quelle messe lì, ogni tanto, per disturbare o, anche, per spezzare la noia. Risentito perché lo hanno definito un “alieno” (dalla politica, s’intende), Antonio Iannetta ha esordito nel circo mediatico delle primarie del centrosinistra milanese con poche e confuse idee, qualche divagazione di troppo, un accento da “bella zio” e un’aria più da elettore incazzato che da futuro sindaco. Ieri, al dibattito tra i quattro candidati  (Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino, Giuseppe Sala e, appunto, Iannetta) che si è tenuto al Teatro Dal Verme, il presidente delle associazioni sportive di base (Uisp), ha giocato un po’ la parte di quello di periferia (ancora, dai basta) che sa cosa vuol dire «stare sul territorio». Peccato che non abbia la più pallida idea di cosa voglia dire guidare un’amministrazione pubblica. Alla domanda sul come rivoluzionare la macchina del Comune di Milano, il disinvolto “manager del sociale”, come ama definirsi, risponde che “i dipendenti di Palazzo Marino sono fin troppo pochi, assumiamone ancora”. Geniale. Qualcuno in sala ride, qualcuno non vuole crederci.

Alle altre domande risponde in modo vago, sullo stadio di San Siro (che dovrebbe essere un suo tema, visto che si occupa di sport) bofonchia pensieri confusi: «Io non lo svenderei, ma vorrei ragionare perché la sostenibilità economica deve essere chiara a tutti. E’ un simbolo, ma bisogna vedere se i cittadini sono disposti a farsene carico». Quindi? Non si capisce. Lo vendiamo o no? Facciamo un referendum per capire se ogni milanese vuole adottarne un pezzo? Non si capisce. Non una parola sul carrozzone “Milano Sport” (la società comunale che gestisce molti degli impianti sportivi della città) altro punto che dovrebbe essere di sua competenza. Ed è proprio lo sport ad essere tirato in ballo quando gli altri candidati, cercando di fare i simpatici ma inanellando una gaffe dietro l’altra, non sanno cosa dire di lui. Cosa li accomuna? Cosa li differenzia? Majorino gli chiede praticamente di fargli da personal trainer. Battutaccia. Per non buttarla in caciara la buttano sugli allenatori. Poi arriva il militante sprovveduto del suo comitato che fa la domanda sbagliata al candidato sbagliato.

L’unico applauso lo strappa alla fine, nell’appello al voto. Si alza, va a cercare la folla e improvvisa: «Se non ricevete ordini di scuderia ma volete trovare contenuti, noi ci siamo messi in gioco». E i contenuti sono – che originalità – periferie, territorio, no alla militarizzazione per rendere sicura la città, ma più coesione sociale, Milano città aperta, rigenerazione urbana, agevolazione per le start up giovanili. I sondaggi lo danno al due per cento, su Twitter è la gara a chi lo sbertuccia meglio: “Iannetta non sa cosa rispondere e si inventa applausi per Pisapia”. L’unica a difenderlo si chiama Ada Lucia De Cesaris, ex vice di Pisapia che userebbe anche Topo Gigio per screditare Francesca Balzani sul fallimento della riqualificazione degli scali ferroviari. Però qualcuno lo voterà, lo dicono le telecamere di Repubblica Tv: tra gli intervistati nel foyer del teatro c’è un suo elettore. Ah, ma è di centrodestra. Niente male come inizio.

Condividi questo articolo!

di on 21 gennaio 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Iannetta, l’intruso delle primarie Piddì

  1. Gustav Rispondi

    21 gennaio 2016 at 19:56

    Cerchi bersagli più “meritori”, cara Federica. A questi ci pensa la vita.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *