Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Perché è ora che la Lombardia proclami lo sciopero fiscale

Il governo smaltirà 575mila tonnellate di rifiuti del Centro-Sud in Lombardia. La stessa regione che ogni anno lascia a Roma 54 miliardi di residuo fiscale. Contro uno Stato così sleale e depredatore c'è una sola via di disobbedienza civile...

tasseLa decisione definitiva verrà presa alla fine del mese, ma la notizia è di quelle che fanno girare vorticosamente le balle. Il governo invierà in Lombardia 575mila tonnellate di rifiuti provenienti dal centro-sud per smaltirli qui da noi. Evidentemente Renzi considera la nostra Lombardia alla stregua di una mega-pattumiera. Non c’è spazio per altre interpretazioni.

Certo, la colpa è anche della stramaledetta e proverbiale efficienza lombarda o, per meglio dire, della sua virtuosità, espressione di una forte vocazione ai processi di modernizzazione che – questa è la regola – impongono un continuo adattamento al mutamento storico, pena l’esclusione dalla storia. Tale sensibilità ha consentito alla Lombardia di essere sempre all’avanguardia in tutti i settori, anche in quello dello smaltimento dei rifiuti, che largamente soddisfa il fabbisogno interno. E lascia un buon margine per eventuali emergenze. Margine che corrisponde esattamente alle 575mila tonnellate che ci verranno rifilate. Ma l’iniziativa governativa fa imbestialire e suona come una presa in giro, perché vien subito da pensare alle risorse economiche – leggi residuo fiscale – che ogni anno fanno il percorso inverso: partono dalla Lombardia e vengono depredate da Roma. Annualmente lasciamo a Roma 54 miliardi di euro – a tanto ammonta infatti il residuo fiscale, cioè la differenza fra quanto versiamo allo Stato ingordo e predatore, attraverso la fiscalità che ci viene imposta, e quanto ci ritorna indietro – e loro, non paghi di questa vera e propria rapina fiscale che si configura come un’estorsione, per tutta risposta ci spediscono i rifiuti da smaltire. È davvero una solenne – e inaccettabile – presa per i fondelli. Altro che “pan per focaccia”, qui la merce di scambio è residuo fiscale – cioè risorse – in cambio di rifiuti: questa è la considerazione con la quale ci trattano a Roma? Roba da farti andare il sangue alla testa.

Quindici favorevoli, quindici contrari: così è andata in Conferenza Stato-Regioni. E la votazione non lascia aperte molte speranze, anche se il Governo ha preso tempo sino – appunto – alla fine del mese, quando i rifiuti verranno quasi sicuramente inviati nella nostra regione. Il fatto è che sino all’altroieri s’è fatto un gran parlare di inquinamento e polveri sottili in ordine alla qualità dell’aria che si respira in Lombardia. Ma in questo caso chissenefrega delle valutazioni di impatto ambientale. I rifiuti bisogna smaltirli qui da noi. Punto e basta. Da molti anni il mandato politico che noi esprimiamo ogni volta che andiamo a votare si è trasformato in un mandato a tassare, che è il potere di sottrarre le risorse dalle tasche di alcuni cittadini per destinarle ad altri, viste le penose condizioni in cui versa la contabilità pubblica e di fronte agli onerosi costi della pachidermica macchina burocratico-amministrativa dello Stato, in cui si annidano zecche e parassiti. Costi ormai non più sostenibili, che certificano il suo inesorabile e inevitabile collasso, ormai imminente. Il mandato a tassare ha trasformato l’adesione della Lombardia – a causa della sua virtuosità, e ciò è davvero paradossale – a questo Stato moribondo in una oggettiva condizione di minorità determinata dalla vessazione fiscale, che si configura come una vera e propria schiavitù, anche per effetto della contenutissima evasione, che in Lombardia si aggira attorno all’11 per cento, assai meno della Germania di frau Merkel, stabilmente attorno al 15.

Schiavitù fiscale: altra definizione non potrebbero avere i 54 miliardi di euro di residuo, che definiscono una “questione” lombarda dentro la più vasta questione settentrionale. Se la questione settentrionale oggi è determinata dalla perversa graduatoria del residuo fiscale, l’oggettiva leadership della Lombardia deve essere elemento di riflessione. Seguono infatti la Lombardia – pur con circa la metà dei suoi abitanti – il Veneto e l’Emilia-Romagna, che sono pressoché appaiati con circa 21 miliardi di residuo, molto meno della metà di quello lombardo. E questo dimostra quanto la Lombardia sia davanti anche rispetto alle altre regioni virtuose.

A nulla serve, di fronte all’irriguardoso e inaccettabile scambio residuo-rifiuti, tirare in ballo il principio solidaristico – sul quale bisognerà pur ragionare a fondo – nel nome dell’unità nazionale, perché tra i sacrosanti diritti individuali e i presunti doveri di solidarietà non insiste un rapporto di natura diretta, questo è il punto. L’appartenenza consapevole e responsabile a qualsiasi forma di civile convivenza implica un impegno a contribuire economicamente alla sua salute, nell’interesse generale di tutti i suoi membri. Ma vi è un punto oltre il quale questo principio non regge poiché viene messo in discussione dalla slealtà dello Stato centrale. Allora, la disobbedienza civile – che si manifesta attraverso lo sciopero fiscale – diventa un dovere politico e morale. Alla base delle più grandi rivoluzioni dell’Occidente vi sono sempre state motivazioni di carattere fiscale. E oggi, anche per effetto di questi “trattamenti”, siamo assai vicini al punto di non ritorno; al punto in cui il disagio, il risentimento, il malessere, il rancore per questa estorsione, per questa sistematica espropriazione di risorse che si consuma ogni anno ai danni del Nord da parte dello Stato centrale, ingordo e predatore, infine esploderà. Quanto meno per rimettere in discussione la pachidermica struttura e l’asfissiante incidenza del sistema fiscale, articolazione di regole ingiuste che il cittadino ha il diritto di contestare.

Se le condizioni che ci vengono imposte dallo Stato prevedono che noi trasferiamo 54 miliardi di euro e loro ci spediscono i rifiuti da smaltire, se tale è la considerazione di cui godiamo, pur contribuendo in modo significativo a mantenere il baraccone romano e sanare la disastrata contabilità pubblica di un Paese che non ha più futuro, ribellarsi alla vessazione, per uscire dalla schiavitù, ricorrendo a un atto di civile disobbedienza come lo sciopero fiscale, s’impone come una sorta di dovere etico-civile.

Condividi questo articolo!

di on 28 gennaio 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

28 commenti a Perché è ora che la Lombardia proclami lo sciopero fiscale

  1. Marco Beltrame Rispondi

    26 gennaio 2016 at 09:06

    la Lombardia la governate tu e il tuo partito caro dottor Galli, e il risultato sono 20 anni di nulla, anzi, si sta decisamente peggio di 20 anni fa. Ormai poi siete nazziunalisti itagghiani al 100%, altro che autonomia e indipendenze..

    • Andrea Accorsi Rispondi

      26 gennaio 2016 at 11:21

      Sono d’accordo con Vaudano e Marco. A Marco Beltrame dico: Galli è in Regione da meno di tre anni, non da venti, e con una lista fieramente autonomista. Mi permetto infine di far osservare a Padano che, proprio come dice lui, la Lombardia è più ricca e ha di conseguenza un’imposizione fiscale maggiore delle altre regioni, ergo paga più tasse.

      • Gianfrancesco Ruggeri Rispondi

        26 gennaio 2016 at 13:23

        Faccio notare ad Accorsi che nessun ombra cade sull’ottimo Stefano Bruno Galli, ma dire che la sua lista è fieramente autonomista e come dire che c’è bisogno della crema solare in un giorno di nebbia. Ma per favore, ci sono stati casi in cui Galli ha votato da solo in dissenso con l’intera lista maroni, come nel caso del trasferimento di reparti militari da milano. Galli ha detto bene via, che li portino altrove e tutti gli altri hanno votato contro.

  2. Padano Rispondi

    26 gennaio 2016 at 09:37

    La Lombardia ha la stessa popolazione di Veneto ed Emilia messe assieme: il fatto che sia “ad tributa” per 54 mld, contro i 42 delle altre due, è dovuto al fatto che è più ricca a livello pro-capite (la progressività determina un’imposizione media più alta).
    Anche i 10 mld erogati dal Piemonte sono il riflesso di minore popolazione e reddito.
    Pertanto, la Lombardia è saccheggiata quanto le altre.

    • Marco Beltrame Rispondi

      26 gennaio 2016 at 12:36

      si, c’è comunque da rimarcare il fatto che in NESSUN altro paese occidentale c’è una situazione di rapina fiscale a danno di alcune regioni di questo tipo, e il bello è che quasi nessuno lo sa. Anche qui, dopo 20 anni di Lega i lombardi dovrennero sapere a menadito che cos’è il Residuo Fiscale, invece…meglio sparare contro gli immigrati e i comunisti per avere una rendita di voti a breve e garantirsi la poltrona in eterno…poi se il nord fallisce pazienza…

      • Padano Rispondi

        26 gennaio 2016 at 16:27

        Parole sante. Purtroppo.

        La colpa è della Lega, ma anche dell’ignoranza dei Padani: a forza di autoconvincersi che studiare non serve (“ma va à lavurà, ma va à travajè”), hanno costruito un benessere economico dai piedi d’argilla.

        La grande maggioranza dei piccoli imprenditori padani non sa la differenza tra un conto economico e uno stato patrimoniale. O cosa sia realmente il TAEG. O pensava che fosse un affare stipulare lo swap perché il fisso era maggiore del variabile. O pensa che la sua azienda sia in perdita per le TASSE!

    • Marco Beltrame Rispondi

      26 gennaio 2016 at 12:39

      c’è poi da contare che le multinazionali hanno sede legale a Milano ma agiscono su tutto il territorio

    • marno Rispondi

      27 gennaio 2016 at 19:40

      ma quindi scusa, la logica secondo cui più una regione è ricca più viene depredata sarebbe giusta?
      alla fine è merito suo se è più ricca pro-capite. non si vede come questo trasferimento predatorio statale sia premiante e incentivante. e infatti non lo è.

  3. Marco Rispondi

    26 gennaio 2016 at 09:44

    Eppure la gente instupidita consegna Milano ad una sinistra inutile e dannosissima,immaginiamo se questi votanti faranno mai uno sciopero fiscale e Roma gode da matti a stipendiarsi con il lavoro ed il rischio degli altri.Da quelle parti nessuno si mette a rischio con i romani.

    • Marco Beltrame Rispondi

      26 gennaio 2016 at 12:37

      dopo 25 anni di Lega di scioperi fiscali (annunciati una trentina) non si è vista neanche l’ombra..

  4. Vaudano Rispondi

    26 gennaio 2016 at 09:45

    Se chiedi il diritto all’autodeterminazione…
    …in UK ti danno il referendum
    …in Spagna minacciano di far intervenire l’esercito
    …in Italia ti accusano di ogni genere di reato.

    • Marco Beltrame Rispondi

      26 gennaio 2016 at 12:38

      oppure hai il controllo di due regioni da 20 anni e non chiedi un bel nulla ma pensi solo alla poltrona e se il nord fallisce amen…vedi Lega..

  5. Marco Green Rispondi

    26 gennaio 2016 at 13:47

    Vent’anni fa sarebbe stata impensabile una simile imposizione del centralismo romano, anche perché si sapeva che i padani (politici e cittadini uniti) si sarebbero opposti facendo le barricate.

    Oggi che a roma siamo governati da una ridicola parodia di mister Bean, non eletto e appoggiato da una maggioranza figlia di una legge elettorale incostituzionale, con un parlamento occupato da partiti fantasma, deputati e senatori senza valori pronti a svendersi e a svendere la costituzione, i meccanismi e le istituzioni democratiche…noi “del nord”…facciamo purtroppo ridere i polli.

    Sciopero fiscale?

    Annunciato e sostenuto da chi, da Maroni? Da Salvini?

    Dai, non scherziamo che tanto non gliene frega un cazzo: stasera c’è la semifinale di Coppa Italia e gioca il MIIIIIIIIILAN!!!

    • Padano Rispondi

      26 gennaio 2016 at 16:14

      Contro l’Alessandria!!!

      Una sfida tutta in Lega Lomabarda!!!

      • Marco Green Rispondi

        26 gennaio 2016 at 20:17

        Già, Alessandria, la “Stalingrado” del Barbarossa!:D

  6. giuseppe ravalli Rispondi

    26 gennaio 2016 at 14:56

    Caro Prof. Grazie, l’unica cosa che posso dire: “serment du Jeu de paume…”

    • Padano Rispondi

      1 febbraio 2016 at 09:43

      Si vis pacem, para culum.

  7. Ernesto Rispondi

    26 gennaio 2016 at 16:49

    La Lega è indifendibile. La se una difesa fosse possibile, di sicuro verterebbe sullo stato di totale idiozia (cretinismo da carenza di iodio, forse) degli imbesuiti lombardi, e milanesi in particolare che, a fronte di ogni tipo di umiliazione dal meridione ladro e evasore (al quale in tempi recenti si è unito il centro), allegri corrono a sostenere il PD, partito del meridione ladro ed evasore. Un popolo è popolo quando ha orgoglio e genitali: a me pare che i lombardi non abbiano né l’uno né gli altri.

    • Marco Beltrame Rispondi

      26 gennaio 2016 at 19:11

      guarda che la maggior parte dei “padani” ha votato la Lega almeno una volta nella vita. Se poi specie negli ultimi 10 anni da partito del nord moderno e progredito è diventato un partito puramente razionario, xenofobo (più nelle sparate che nei fatti) e oggi pure filofascistoide, oltre che incoerente, con alla guida personaggi come Salvini e Borghezio, inimicandosi di fatto la maggior parte dell’elettorato, non credo che sia propriamente colpa dei padani…
      Lo Scottish National Party, CiU, ERC, sono tutti partiti socialdemocratici. Perchè piaccia o non piaccia, ovunque vincono i partiti moderati.

      • cerberus Rispondi

        28 gennaio 2016 at 22:13

        Mmmhhhh….tutta questa acredine anti”padana” mi puzza di progressista amichetto di sel o giù di lì, caro m.Beltrame. abbiamo capito che ti stanno sulle palle i leghisti e/o fasisti e/o indipendentisti.Ora puoi cambiare pagina è leggerci qualcosa di nuovo,non ti pare?

        • Marco Beltrame Rispondi

          29 gennaio 2016 at 10:50

          Tipico ragionamento del fascioleghista medio di oggi: se non sei leghista (ti faccio notare quindi il 90% delle persone, l’85% al Nord)sei un comunista e amico di sel…continuate cosi che andrete lontani..

          • Padano

            1 febbraio 2016 at 09:53

            Quoto in pieno.

  8. Emilia Rispondi

    26 gennaio 2016 at 21:47

    Solo chiacchiere! Non sapete che fare solo chiacchiere! Sciopero di qua sciopero di la. Ma a che c….o serve scrivere protestare. Non serve ad un bel niente. Staccarsi dalla sanguisuga romana è l’unica cosa lecita e responsabile che si possa fare. Mi spiace dirlo, ma il Nord, come dice il buon Salvini, oggi, è solo FUFFA.
    Questo sistema italico di merda merita solo di essere annientato.
    Punto e basta.

  9. Emilia Rispondi

    26 gennaio 2016 at 21:48

    PERCIO’ SERVE UNA RIVOLUZIONE.

    • Ernesto Rispondi

      27 gennaio 2016 at 14:15

      Per fare le rivoluzioni, cara amica, servono poeti e soldati, come insegnano gli irlandesi. Facciamo che Maroni è il poeta e Salvini il soldato o viceversa? La Lega ha vergognosamente cavalcato una questione seria, serissima come quella dell’indipendenza lombarda e veneta, per poi dire: “Avevamo scherzato”. ESATTAMENTE nell’epoca storica nella quale gli indipendentismi riprendono la forza di una tempesta, ha fallito nel creare rapporti solidi con qualunque altro movimento indipendentista (a parte qualche dubbia operazione immobiliare a Barcellona…). La rivoluzione… si rischia la galera. Ma questi preferiscono la galera come ladri a quella come patrioti.

  10. cerberus Rispondi

    30 gennaio 2016 at 14:30

    Solo un cataclisma totale con tutti i suoi effetti può modificare l’attuale situazione parassitaria italiota.Non molleranno mai l’osso i nostri cari pidocchietti succhiasoldi, mai.

    • Padano Rispondi

      1 febbraio 2016 at 09:52

      Vero.
      Il punto è che tanto ci arriveremo: è solo una questione di quando, non di se.
      Il deterioramento del sistema Italia (impossibilità di creare una robusta e sostenuta crescita economica, causata dalle scelte fatte dagli anni ’70-’80 in tema di industria ed istruzione) rende semplicemente insostenibile il debito pubblico: con una crescita “endogena” nulla o negativa, il rapporto debito/PIL è destinato ad aumentare senza sosta, nonostante il peso dell’enorme avanzo primario padano (oltre il 10% del proprio PIL). Fino al livello di palese insolvenza.

  11. gastone Rispondi

    3 febbraio 2016 at 15:50

    Dunque dai commenti si desume che la Lombardia rimane schiava di Roma per colpa della lega. Troppo semplice come motivazione. E se ogni Lombardo si facesse un esame di coscienza , no? Da lombardi proviamo a pensare per un attimo cosa ognuno di noi ha fatto per per la propria regione . Scioperi fiscali e rivoluzioni varie hanno bisogno di una grande maggioranza ,non di una minoranza, che verrebbe schiacciata senza sforzo. Chi è per lo sciopero fiscale ,cominci ad attuarlo personalmente, non aspetti le iniziative della lega . Stessa cosa dicasi per chi vuol fare la rivoluzione.Pensate che c’è gente che teme solo per apporre una firma ad un banchetto. Credo che la lega abbia al suo interno gente che ha subito processi ventennali solo per aver indossato una camicia verde ,altri processati per reati di opinione , o sbaglio. Non ho mai visto fuori dai tribunali folle a difendere la libertà di opinione espressa da militanti piuttosto che di sindaci che coi fatti difendevano i propri cittadini . Purtroppo siamo ancora fermi all’armiamoci e partite di vecchia memoria. Siamo in democrazia? Contano i numeri? BENE mi risulta che al voto i lombardi in maggioranza votano contro i propri interessi, altrimenti non saremmo qui, o sbaglio.? Temo che non siamo ancora pronti , o maturi, oppure una autonomia economica non la vogliamo veramente .Un saluto affettuoso a tutti i miei corregionali lombardi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *