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No, non ci mancava affatto il D’Alema filo-palestinese

d'alema

Dunque, per Massimo D’Alema, Israele e Arabia Saudita sono equiparabili in quanto entrambi erano alleati dell’Occidente e adesso “si sono rivelati due problemi”. Dunque, per Baffino l’unico vero responsabile del caos in Medio Oriente è lo Stato d’Israele che “non rispetta gli impegni sottoscritti, viola le risoluzioni dell’Onu” e così “alimenta nel mondo arabo l’odio per l’Occidente”. Dunque, per l’ex premier comunista tra il baluardo dell’Occidente in Medio Oriente e chi lo combatte a suon di terrorismo e proclami di distruzione, occorre avere “equidistanza”.

No, non ci mancava affatto il D’Alema filo-palestinese, quello che oggi torna a sbracare coi virgolettati suddetti in un’intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere; quello stesso che, come ricordava tempo addietro il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, aveva già avuto modo di definire Israele uno “Stato terrorista”; quello che nel 2006, quando era ministro degli Esteri del governo Prodi, se ne andava beatamente a passeggio con un deputato di Hezbollah per le vie di Beirut, a poche ore dalla fine del conflitto tra Libano e Israele; quello stesso, per intendersi, che nel 2008 quando era ancora ministro degli Esteri, aveva teorizzato la necessità di trattare con Hamas, che “controlla un pezzo importantissimo del territorio palestinese e bisogna coinvolgere se si vuole la pace” in quanto “rappresenta una parte importante del popolo palestinese”.

Ecco, quest’uomo che ha promosso la linea filo-araba dell’Italia in chiave anti-israeliana e che ha espresso al meglio l’ambiguità della nostra sinistra ricaduta negli errori storici della destra totalitaria (appoggiare la causa palestinese in chiave anti-sionista), ora continua a blaterare e a sostenere che l’Europa, l’America e la comunità internazionale tutte dovrebbero sostenere meno Israele e appoggiare molto di più le rivendicazioni arabe. Non si è forse accorto, D’Alema, che l’Ue in primis incoraggia a boicottare i prodotti israeliani delle colonie e promuove una linea critica verso l’ “occupazione” della Cisgiordania? Si è dimenticato forse che l’Onu ha deciso di adottare la bandiera della Palestina al Palazzo di Vetro, pur non essendo mai stata quella riconosciuta come uno Stato?

No, D’Alema non lo sa, o finge di non saperlo e così teorizza che “Usa ed Europa dovrebbero smetterla di avere nella regione alleati privilegiati” e cominciare a porsi come arbitri super partes nella contesa. Ma chi glielo racconta a D’Alema che quelli che lui difende non sono soltanto rivali di Israele, ma anche nemici dell’Europa, dell’America e dell’Occidente in generale?

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di on 11 gennaio 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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