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Attualissime storie di corruzione datate 73 a.C.

CiceroneChi mai avrebbe rifiutato amministrare una terra climaticamente unica, con produzioni enormi di frumento, con un commercio di sale senza fine, con una estrazione illimitata di zolfo, fatti da cui derivano ricchezze inesauribili. Chi non avrebbe voluto essere da quelle parti seduto in una poltroncina da comando? Ma no, non parliamo di un oggi, siamo nel 73 a.C. quando il romano Caio Verre viene nominato pretore in Sicilia, terra per ovvio ben attraente per qualsivoglia possibile governante. Quel tempo, ahimè, va ricordato come uno dei più disgraziati di una immensa storia, quella romana. Nessuno avrebbe immaginato che una grande famiglia romana avesse prodotto un rampollo condannato come uno dei più sfacciati corrotti e portatore di spirito ladronesco che la storia di Roma si sia portata dietro. E non esisteva possibilità di avere giustizia contro le ruberie o le tasse maggiorate, il pizzo era ben praticato già allora, perché chi amministrava giustizia era lo stesso Verre che condannava sistematicamente a pagare tasse e maggiorazione-pizzo richieste da i suoi stessi scagnozzi. E non è solo di ieri il fatto che quando il potere è corrotto in qualsivoglia mondo sociale malfattori e delinquenti aumentino fino a far regredire quella stessa società, e così tutto diventa insicuro e i criminali protetti agiscono sempre con maggiore sfacciataggine.

A quel tempo il Senato romano aprì un’inchiesta trasferendo in Sicilia il grande e severo Cicerone. Pochi attimi perché questi comprendesse le azioni criminali generate da quel nobile ladrone e facesse finire in malo modo quel governo criminale fatto da criminali. Ora non so perché questa storia lontana mi rimbombi nella mente, potremmo banalmente dire che la storia si ripete o ancor meglio che quell’agire diffuso in ampia geografia non si sia mai interrotto… Anzi, volendo gigioneggiare, vogliamo immaginare che il potente Verre, amareggiato dal fare di quel Cicerone duro e puro, si sia ritrasferito a casa e per rabbia abbia prodotto un’infinità di figli e seguaci a generare continuità. Perché è certo che corrotti e corruttori hanno una potenza sessuale crescente ed inscalfibile… ed a comprova del buon risultato la grande Roma d’oggi se ne fa testimone.

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di on 4 gennaio 2016. Filed under Mimmo's version. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Attualissime storie di corruzione datate 73 a.C.

  1. Francesco_P Rispondi

    10 gennaio 2016 at 02:34

    Egregio Mimmo Dato, suo arguto post ci ricorda come le radici storiche del malaffare italico risalgono ai “gloriosa” storia dell’antica Roma.
    Mi è venuto in mente il re etrusco Tarquinio il Superbo. Io trovo delle analogie con Renzi il Superbo. Non trova anche lei?

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